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Spettacoli

Leo Gullotta compie 80 anni: “Non rinnego nulla. Il lavoro è la mia vera ricchezza”

Leo Gullotta compie 80 anni. Bilancio di una carriera lunga 65 anni tra cinema, teatro, Bagaglino e impegno civile.

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Venerdì 9 gennaio Leo Gullotta (foto Imagoeconomica) spegnerà 80 candeline. Un traguardo che l’attore siciliano vive senza rimpianti: “Ottant’anni bellissimi, non mi rimprovero nulla”. La sua è una carriera lunghissima, iniziata da giovanissimo e attraversata da cinema, teatro e televisione, sempre con un’unica parola d’ordine: lavorare.

Il lavoro come etica

Gullotta non parla di ambizione o successo, ma di spirito etico. “La nostra professione è meravigliosa – dice – dobbiamo donare personaggi nuovi”. Dal cinema popolare ai grandi classici, il suo curriculum incrocia nomi e mondi diversi: dai Vanzina a Pirandello, da Molière a Shakespeare, passando per Lino Banfi e Christian De Sica.

I film sexy e il Bagaglino

L’esordio cinematografico avviene con La soldatessa alla visita militare. “Non rinnego nulla”, chiarisce, ricordando come quei film siano stati rivalutati solo anni dopo. Centrale nella sua storia restano i vent’anni al Bagaglino di Pier Francesco Pingitore: “Era una macchina da guerra, 14 milioni di spettatori. Una famiglia vera”. Nessuna nostalgia, però: ogni capitolo, per Gullotta, ha un inizio e una fine.

Satira, politica e parodie

Ha preso in giro politici e personaggi pubblici senza mai suscitare rabbia: “Tutti volevano essere imitati”. Celebre la parodia di Maria De Filippi, che apprezzò al punto da invitarlo come ospite a C’è posta per te. Tra i politici, ricorda l’ironia di Giulio Andreotti, mentre sul presente non nasconde le sue perplessità.

Cinema, giovani e diritti

Gullotta guarda con stima alle nuove generazioni: cita Pierfrancesco Favino, Elio Germano, Marco Giallini e Paola Cortellesi. Sul cinema resta lucido: grandi incassi non bastano a dire che il settore stia bene, tra tagli e silenzi su temi scomodi.

Vita privata e libertà

Legato da oltre quarant’anni al regista Fabio Grossi, diventato suo marito nel 2019, Gullotta racconta il suo “coming out” come un fatto naturale, nato da una domanda diretta. “La libertà ha un prezzo”, dice ricordando occasioni professionali perse, ma senza rimpianti. Sui diritti civili: “Si è fatto molto, ma c’è ancora strada da fare”.

Sicilia, Pirandello e il futuro

L’amore per la Sicilia è totale: “Chi nasce in un’isola è particolare”. Per i suoi 80 anni si regala teatro: a ottobre porterà in scena Pirandello, Tutto per bene, con la regia di Fabio Grossi. La festa sarà semplice: un pranzo leggero, una torta di ricotta e pochi amici. “Mi auguro la salute. E di continuare a lavorare”.

Usa questo testo per scrivere un articolo: Piero Pelù su Instagram ha annunciato la fine del matrimonio con la moglie Gianna Fratta (insieme nella foto), direttrice d’orchestra che aveva sposato nel 2019. Un annuncio lineare fatto, forse, anche per anticipare potenziali gossip o speculazioni sul loro rapporto, da sempre lontano dai riflettori mediatici. «Ciao a chiunque sia interessato a cose mie personali (spero nessuno in realtà) — esordisce Pelù —.
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Cinema

John Travolta conquista Cannes: Palma d’onore e debutto da regista con “Viaggio notturno per Los Angeles”

John Travolta debutta come regista al Festival di Cannes con “Viaggio notturno per Los Angeles” e riceve a sorpresa la Palma d’onore alla carriera. Il film, molto personale e dedicato alla sua famiglia, arriverà su Apple TV dal 29 maggio.

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Standing ovation, commozione e una sorpresa che ha trasformato una semplice anteprima in uno dei momenti più intensi del Festival di Cannes.

John Travolta ha debuttato sulla Croisette come regista con Viaggio notturno per Los Angeles, presentato nella sezione Cannes Première, ma la vera sorpresa è arrivata quando il delegato generale del festival Thierry Frémaux gli ha consegnato a sorpresa la Palma d’onore alla carriera.

Un momento vissuto davanti a una sala Debussy gremita, nella quale era presente anche Alberto II di Monaco.

“Questo premio mi riempie di umiltà”

Travolta, visibilmente commosso, ha accolto il riconoscimento con parole semplici e sincere.

“Questa è l’ultima cosa che mi sarei aspettato”, ha detto l’attore americano, spiegando di aver perfino pianto quando aveva saputo che il film era stato selezionato per Cannes.

Per Travolta il debutto da regista rappresenta il progetto più personale della sua carriera, costruito attorno ai ricordi dell’infanzia e alla sua grande passione per il volo.

Un film nato dai ricordi d’infanzia

Viaggio notturno per Los Angeles è tratto da un libro per bambini pubblicato dallo stesso Travolta nel 1997.

Il film, che arriverà su Apple Tv dal 29 maggio, racconta il viaggio di un bambino appassionato di aviazione verso Hollywood negli anni Cinquanta, tra grandi aerei, hostess eleganti e atmosfere nostalgiche.

Nel cast compare anche la figlia dell’attore, Ella Bleu Travolta, presente con il padre sulla Croisette.

Il ricordo della famiglia

Il film è dedicato alla moglie Kelly Preston, scomparsa nel 2020 per un tumore, e al figlio Jett, morto nel 2009 a soli 16 anni.

La pellicola diventa così anche un viaggio emotivo dentro la vita privata dell’attore, tra dolore, memoria e speranza.

Travolta ha spiegato di aver voluto raccontare “un periodo in cui tutto sembrava invitare alla speranza”.

“Sono un osservatore della vita”

Durante l’incontro con il pubblico, Travolta ha raccontato il proprio approccio alla regia e alla recitazione.

“Mi considero un osservatore della vita”, ha spiegato la star di Grease, sottolineando di aver imparato molto osservando per oltre cinquant’anni il lavoro di grandi registi.

Attore e pilota: “Ho avuto una vita meravigliosa”

Appassionato di aviazione e pilota professionista da anni, Travolta ha sorriso quando gli è stato chiesto se si sia mai pentito di non aver scelto il cielo invece del cinema.

“Ho avuto una vita meravigliosa perché ho potuto fare entrambe le cose”, ha risposto.

E forse proprio questa doppia anima, tra cinema e volo, è il cuore più autentico del suo primo film da regista.

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Affari Tuoi, Giuseppe il contadino molisano sfiora il colpo grosso: partita da montagne russe e finale da 20mila euro

Ad Affari Tuoi Giuseppe, contadino di Campobasso, ha giocato insieme al fratello Giovanni in una partita ricca di emozioni. Dopo aver rifiutato offerte da 45mila e 30mila euro e aver perso i pacchi più ricchi, il concorrente del Molise ha chiuso vincendo 20mila euro.

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A Affari Tuoi protagonista della serata è Giuseppe, contadino di Campobasso, arrivato nello studio di Rai insieme al fratello Giovanni per rappresentare il Molise nel programma condotto da Stefano De Martino.

Una partita fatta di speranze, coraggio e occasioni sfiorate, che per lunghi tratti ha dato l’impressione di poter regalare una vincita davvero importante.

Una partenza da sogno

Giuseppe inizia la sua corsa con il pacco numero 8 e, dopo i primi tiri, si ritrova in una situazione quasi perfetta.

A metà gara restano infatti in gioco praticamente tutti i pacchi rossi più pesanti: da 75mila fino ai 300mila euro.

Sul tabellone resistono soltanto tre pacchi blu.

Una delle migliori configurazioni possibili per un concorrente di Affari Tuoi, con il pubblico e Stefano De Martino che iniziano a credere davvero nel colpaccio.

Il rifiuto dei 45mila euro cambia la partita

A otto pacchi dalla fine il “Dottore” decide di tentare Giuseppe con una proposta importante: 45mila euro.

Per un uomo abituato al lavoro nei campi e al sacrificio quotidiano, l’offerta rappresenta una cifra enorme.

Ma Giuseppe sceglie di continuare a giocare.

Una decisione coraggiosa che però cambia completamente l’inerzia della serata.

Subito dopo, infatti, viene eliminato il pacco più pesante: quello da 300mila euro.

Via anche i 200mila euro

Il Dottore torna allora con una nuova proposta da 30mila euro.

Anche questa volta Giuseppe decide di andare avanti.

La scelta si rivela ancora più dolorosa quando poco dopo esce anche il pacco da 200mila euro.

A quel punto arriva una nuova proposta di cambio.

Il cambio fortunato

Giuseppe accetta di lasciare il pacco numero 8 per prendere il numero 18.

La decisione si rivela immediatamente fortunata.

Quando apre il vecchio pacco scopre infatti che conteneva appena un euro.

Per i due fratelli sembra riaccendersi la speranza, perché in gioco restano ancora quattro pacchi rossi: 15mila, 20mila, 75mila e 100mila euro.

Finale amaro ma dignitoso

La partita però continua a complicarsi.

Esce prima il pacco da 100mila euro e subito dopo anche quello da 75mila.

Restano così soltanto due possibilità: 15mila oppure 20mila euro.

Il Dottore offre 17mila e 500 euro per chiudere la partita, ma Giuseppe rifiuta ancora una volta.

Alla fine il suo pacco contiene 20mila euro.

Una cifra importante, anche se il percorso della partita aveva fatto sognare per lunghi minuti una vincita ben più alta.

Una partita semplice e autentica

Giuseppe e Giovanni hanno conquistato il pubblico soprattutto per la loro semplicità e autenticità.

Una partita costruita tra prudenza, emozione e voglia di tentare il grande salto, in perfetto stile Affari Tuoi.

E anche senza il colpo da centinaia di migliaia di euro, il contadino molisano torna a casa con una vincita concreta e con una serata da ricordare.

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David Letterman e Stephen Colbert contro la Cbs: distrutto il logo del network sul tetto dell’Ed Sullivan Theater

David Letterman e Stephen Colbert hanno inscenato una provocatoria protesta contro la CBS sul tetto dell’Ed Sullivan Theater dopo la decisione del network di chiudere definitivamente il Late Show. L’ultima puntata andrà in onda il 21 maggio, segnando la fine di uno storico simbolo della tv americana.

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Un gesto teatrale, provocatorio e pieno di simboli ha segnato uno degli ultimi capitoli della storia del Late Show. David Letterman e Stephen Colbert hanno inscenato sul tetto dello storico Ed Sullivan Theater una sorta di rito di addio contro la CBS.

Sedie, mobili di scena, cocomeri e perfino una torta a tre piani sono stati lanciati contro il celebre logo “a occhio” della rete televisiva americana, in una performance che è sembrata insieme satira, protesta e vendetta televisiva.

La fine del Late Show dopo oltre trent’anni

La scena arriva dopo la decisione della CBS, oggi parte dell’universo Paramount Global-Skydance, di chiudere definitivamente il Late Show, storico programma creato da Letterman nel 1993.

Stephen Colbert aveva raccolto l’eredità dello show nel 2015, trasformandolo negli anni in uno dei principali spazi satirici anti-Trump della televisione americana.

La rete ha motivato la cancellazione con ragioni economiche, annunciando però anche che il programma non verrà sostituito da un nuovo conduttore. Una scelta che ha sorpreso pubblico e addetti ai lavori.

Con la chiusura del Late Show scompare uno degli ultimi grandi rituali della televisione generalista americana, dove comicità politica, cultura pop e interviste ai grandi protagonisti dello spettacolo continuavano ancora a convivere ogni sera davanti a un pubblico in studio.

Letterman: “Questo riempie di gioia il mio cuore”

Il ritorno di David Letterman all’Ed Sullivan Theater ha avuto anche un forte valore emotivo.

“Sono stato molto vicino a commuovermi”, ha confessato il conduttore parlando del ritorno nel luogo simbolo della sua carriera televisiva.

Dal tetto del teatro, affacciato su Broadway, Letterman ha ironizzato: “Siamo quassù per la distruzione indiscriminata delle proprietà della CBS”.

Per il celebre conduttore americano la scena rappresentava anche una rivincita personale. Dopo la sua ultima puntata del 2015, gran parte degli arredi storici del suo studio erano stati infatti mandati in discarica dalla rete.

Omaggio di Jimmy Kimmel e Jimmy Fallon

L’ultima puntata del Late Show andrà in onda giovedì 21 maggio. In segno di rispetto verso Colbert, Jimmy Kimmel e Jimmy Fallon hanno deciso di non trasmettere nuove puntate dei loro programmi nella stessa serata, lasciando tutta l’attenzione al collega. Una scelta che conferma il peso culturale e simbolico che il programma di Colbert ha avuto nell’ultimo decennio della televisione americana.

La crisi del late night americano

La chiusura del Late Show viene letta anche come il segnale della trasformazione profonda della tv statunitense.

Negli ultimi anni il modello tradizionale del late night ha subito la concorrenza delle piattaforme streaming, dei social network e dei nuovi linguaggi digitali.

Il Late Show di Colbert era rimasto uno degli ultimi spazi televisivi capaci di influenzare il dibattito politico e culturale americano attraverso la satira, soprattutto durante gli anni della presidenza di Donald Trump.

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