Politica
Lega in piazza a Milano, tensioni nel centrodestra e quattro cortei annunciati
La Lega scende in piazza a Milano con i Patrioti europei. Annunciati quattro cortei e tensioni nel centrodestra tra alleati e opposizioni.
La Lega torna in piazza a Milano insieme ai Patrioti europei con una manifestazione che punta a criticare l’Unione europea, definita dal segretario Matteo Salvini “sorda se non nemica”. Il corteo partirà da Porta Venezia per concludersi in piazza Duomo, dove è stato allestito un palco con maxischermi.
Accanto alla mobilitazione leghista, la giornata sarà caratterizzata da un’ampia risposta di protesta.
I controcortei e il dispositivo di sicurezza
Sono previsti tre controcortei organizzati da forze politiche di opposizione, associazioni e realtà antagoniste, con percorsi distinti che confluiranno in un punto a breve distanza dal centro della manifestazione principale. A questi si aggiunge un’ulteriore iniziativa promossa da italiani di seconda generazione all’Arco della Pace.
Considerata la contemporanea presenza di più cortei, è stato predisposto un rafforzamento del dispositivo di sicurezza con l’impiego di ulteriori contingenti delle forze dell’ordine.
Divisioni nel centrodestra
La manifestazione evidenzia tensioni all’interno della maggioranza. Una parte di Forza Italia ha sostenuto iniziative parallele, mentre altre componenti del partito hanno espresso perplessità sull’opportunità politica di una mobilitazione nello stesso giorno.
Anche nelle sedi istituzionali si sono registrate divergenze: in Consiglio comunale a Milano, le posizioni dei partiti di centrodestra non sono state univoche su una mozione relativa alla manifestazione.
Nonostante ciò, Salvini ha ribadito la compattezza dell’esecutivo sul piano dell’azione di governo.
Ospiti europei e temi della piazza
All’evento parteciperanno esponenti politici europei appartenenti all’area sovranista, insieme a rappresentanti istituzionali italiani, tra cui governatori regionali e membri dell’esecutivo.
I temi al centro della manifestazione riguarderanno:
- politiche economiche europee
- gestione dell’immigrazione
- sicurezza e lavoro
Tra i punti critici sollevati dagli organizzatori, anche le regole di bilancio europee e il loro impatto sulle politiche nazionali.
Una prova di forza politica
Per la Lega, l’appuntamento rappresenta anche un test di consenso e partecipazione. La mobilitazione è stata sostenuta con l’organizzazione di trasporti dedicati e un appello alla partecipazione diretta.
Sul piano politico, la giornata milanese si configura come un momento di visibilità ma anche di confronto, sia con le opposizioni sia all’interno dello stesso schieramento di governo.
Politica
Forza Italia apre la corsa alla leadership: Tajani sfida il partito al confronto, Occhiuto rilancia la “scossa liberale”
Antonio Tajani apre ufficialmente il dibattito interno in Forza Italia in vista del congresso del 2027, invitando chiunque voglia candidarsi alla leadership a scendere in campo. Roberto Occhiuto si sfila dalla corsa ma rilancia la necessità di una “scossa liberale” nel centrodestra. Il congresso regionale della Calabria diventa così il primo banco di prova del futuro degli azzurri.
Politica
Mattarella e Meloni a Modena e Bologna per visitare i feriti dell’attacco con l’auto
Il presidente Sergio Mattarella visiterà oggi i feriti dell’attacco avvenuto a Modena negli ospedali Baggiovara e Maggiore di Bologna. Con lui anche Giorgia Meloni, rientrata anticipatamente da Cipro per partecipare alla visita istituzionale.
Politica
Meloni tra crisi Iran, sicurezza e migranti: tensione al Gulf Forum dopo l’allarme di Modena
Giorgia Meloni al Europe Gulf Forum affronta contemporaneamente la crisi internazionale legata all’Iran e allo Stretto di Hormuz e le tensioni interne dopo i fatti di Modena. Al summit in Grecia la premier rilancia cooperazione strategica, sicurezza energetica e controllo dei flussi migratori.
Telefonate con il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, con il sottosegretario Alfredo Mantovano e con il sindaco di Modena. Sono state ore particolarmente delicate per Giorgia Meloni durante la partecipazione all’Europe Gulf Forum organizzato a Navarino, nel Peloponneso greco.
La premier italiana ha dovuto affrontare contemporaneamente il dossier internazionale sulla crisi in Iran e nello Stretto di Hormuz e le preoccupazioni legate alla sicurezza interna dopo i drammatici fatti di Modena, ringraziando pubblicamente sui social i cittadini che hanno fermato l’autore di quella che avrebbe potuto trasformarsi in una strage.
La “policrisi” tra Medio Oriente, energia e commercio
Nel suo intervento al summit, Meloni ha definito l’attuale scenario globale come “il tempo della policrisi”, sottolineando la necessità di una cooperazione strategica tra Mediterraneo e Paesi del Golfo.
All’incontro hanno partecipato numerosi leader politici e istituzionali internazionali, tra cui il ministro britannico David Lammy, il presidente finlandese Alexander Stubb, la presidente della Banca Centrale Europea Christine Lagarde e la direttrice del Fondo Monetario Internazionale Kristalina Georgieva.
Al centro dei colloqui il rischio di paralisi commerciale nello Stretto di Hormuz, snodo strategico per il traffico energetico mondiale.
Lo Stretto di Hormuz e il nodo Iran
Meloni ha ribadito che l’Iran non deve dotarsi dell’arma nucleare e ha indicato nella riapertura dello Stretto di Hormuz “senza pedaggi o restrizioni discriminatorie” il primo passo per una soluzione sostenibile della crisi.
Secondo ambienti governativi italiani, Roma al momento non sarebbe direttamente coinvolta nei colloqui in corso tra americani, israeliani, pakistani e rappresentanti iraniani sulla sicurezza della navigazione.
L’Italia si è detta pronta a contribuire alla sicurezza marittima, seguendo il modello delle missioni europee Aspides e Atalanta già operative tra Mar Rosso e Oceano Indiano.
Bilaterali con Qatar e Kuwait
Nel corso del summit la premier ha incontrato anche il primo ministro del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim Al Thani, e il premier del Kuwait, Sheikh Ahmad Al-Abdullah Al-Sabah.
A quest’ultimo Meloni ha espresso solidarietà per gli attacchi iraniani, annunciando anche una futura visita ufficiale nel Paese del Golfo.
Migranti, asse Italia-Grecia-Malta-Cipro
Un altro fronte affrontato al Forum riguarda il rischio migratorio legato all’instabilità mediorientale.
Meloni sta portando avanti un coordinamento con il premier maltese Robert Abela, con il premier greco Kyriakos Mitsotakis e con il presidente cipriota Nikos Christodoulidis per evitare una nuova emergenza migratoria simile a quella del 2015.
Il prossimo 17 giugno i ministri dell’Interno dei quattro Paesi si riuniranno a Roma.
Meloni rivendica il modello Albania
Nel documento finale del summit viene richiamata anche la Dichiarazione di Chisinau sulla gestione dei flussi migratori.
Meloni ha rivendicato il modello italiano degli hub di rimpatrio in Paesi terzi, come quello avviato in Albania, sostenendo che l’approccio italiano alla gestione migratoria “è ormai diventato anche l’approccio dell’Europa”.


