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Tecnologia

L’eclissi totale di Sole regina delle foto astronomiche 2019

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La grande eclissi totale di Sole che lo scorso 2 luglio ha oscurato i cieli del Sudamerica e’ la regina delle foto astronomiche del 2019. Tra gli scatti piu’ spettacolari, selezionati dal sito space.com si possono ammirare anche i draghi e le fenici disegnati nelle aurore boreali, il lancio della capsula Dragon verso la Stazione Spaziale Internazionale, lo scorso 4 maggio, e la Super Luna Rossa di gennaio. A guidare la classifica c’e’ l’immagine con in timelapse dell’eclissi solare visibile dal Sudamerica che mostra il Sole dietro le Ande, mentre la Luna gli passa di fronte, creando un sorprendente effetto che ricorda un anello con diamante. Tra le foto del 2019 spicca anche quella della cometa 2018/Y1 Iwamoto, immortalata in febbraio con il suo alone di luce verde, e l’aurora boreale che nel cielo di Islanda ha preso le sembianze di un dragone verde e di una fenice alata. Tante anche le foto scattate dagli osservatori astronomici, come quella della cupola di uno dei telescopi del Very Large Telescope (Vlt) dell’Osservatorio Europeo Australe (Eso), simile a un immenso Pac-man, colto nell’attimo di divorare il Sole. Spettacolare anche la foto della pioggia delle stelle cadenti di San Lorenzo, le Perseidi, nel cielo della Macedonia, e la maestosa nebulosa di Orione, simile ad un uccello di fuoco.

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Economia

Alibaba: Jack Ma riappare in conferenza online dopo 2 mesi

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Jack Ma e’ riapparso per la prima volta dopo oltre due mesi di assenza da eventi pubblici, dal giro di vite delle autorita’ cinesi su Ant Group e Alibaba: il tycoon e’ intervenuto oggi in una conferenza online con un centinaio di insegnanti nelle aree rurali, nell’ambito delle sue attivita’ filantropiche per riconoscere gli sforzi degli educatori nelle aree piu’ remote del Paese. La sua apparizione, riportata in un blog locale, e’ stata rilanciata dai media cinesi. Il riemergere di Ma potrebbe ridimensionare le voci sulla sua sorte, mentre Pechino prosegue le indagini sul riassetto di Ant Group e su Alibaba, nel mirino dell’antitrust.  

Jack Ma era sparito dagli eventi pubblici a partire dagli inizi di novembre, quando i regolatori cinesi decisero di silurare l’Ipo da 37 miliardi di dollari di Ant Group, che sarebbe stata la piu’ grande della storia, a meno di 48 ore dall’esordio sulla Borsa Shanghai e di Hong Kong. Ant Group e’ finita sotto tutela per i regolamenti fintech, mentre Alibaba e’ finita sotto indagine dell’antitrust per pratiche monopolistiche legate a internet ed e-commerce. Ma, un ex insegnante di inglese e co-fondatore di Alibaba, ha fatto gli auguri agli insegnanti del villaggio tramite un video, dicendo che di solito la cerimonia del Rural Teachers Award si tiene a Sanya, nel sud di Hainan, ma quest’anno, a causa del Covid-19, deve essere fatto tramite videoconferenza. L’assalto all’impero da centinaia di miliardi di dollari di Ma rientra nella campagna piu’ ampia varata da Pechino per tenere a freno una generazione di colossi tecnologici considerati dalla leadership comunista come possessori di un controllo eccessivo sulla seconda economia mondiale. La raffica di azioni messe in campo dimostra come il governo centrale abbia perso la pazienza verso l’enorme potere rivendicato dai suoi magnati tecnologici, percepiti adesso come una minaccia alla stabilita’ politica e finanziaria che il presidente Xi Jinping ha affermato di voler salvaguardare a ogni costo. Dopo la stretta su Alibaba, il Quotidiano del Popolo, la ‘voce’ del Partito comunista cinese, pubblico’ due commenti sul caso antitrust. “Per l’economia delle piattaforme online, il rafforzamento della supervisione anti-monopolio non porta un ‘inverno’ per l’industria, ma piuttosto un nuovo punto di partenza per uno sviluppo migliore e piu’ sano”, scrisse il quotidiano. Prima della cerimonia di odierna, Ma aveva fatto la sua ultima apparizione in pubblico a fine ottobre partecipando a un evento a Shanghai, descrivendo le banche tradizionali come dotate di una mentalita’ da “banco dei pegni”: giudizi pesanti e azzardati che provocarono la reazione della leadership comunista, lo stop all’Ipo di Ant Group e le indagini su Alibaba.

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In Evidenza

Truffe online, ​l’allarme della Polizia postale: attenzione ai furti di account su Whatsapp

Ignorare le richieste di codici via sms, anche da ‘contatti amici’. Per maggiore sicurezza attivare sempre la ‘verifica a due passaggi’

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Come evitare i furti di accounts Whatsapp. E’ l’indicazione data dalla Polizia postale che evidenzia: “Un numero sempre crescente di cittadini sta segnalando la ricezione sul proprio smartphone di messaggi sms del tipo ‘Ciao, ti ho inviato un codice per sbaglio, potresti rimandarmelo?’, che appaiono inviati da utenti presenti all’interno della propria rubrica. Molto spesso gli utenti, tratti in inganno dalla presunta conoscenza del mittente, non esitano ad assecondare la richiesta, rispondendo al messaggio, ignari di essere vittime di una truffa. Il codice inviato, infatti, consente ai cybercriminali di impadronirsi dell’account WhatsApp e di sfruttare il servizio di messaggistica istantanea per compiere ulteriori frodi utilizzando il numero di telefono della vittima, nonché di avere accesso ai contatti salvati nella rubrica, innescando una sorta di catena di Sant’Antonio. Il profilo WhatsApp dell’utente che ci richiede di inviargli il codice è effettivamente un nostro contatto che a sua volta ha subito la violazione del suo account con lo stesso meccanismo, ed è ormai un problema che sta colpendo migliaia di cittadini in tutta Italia”.

La Polizia Postale e delle Comunicazioni ricorda che i codici che arrivano per sms sono strettamente personali e non vanno mai condivisi, anche se richiesti da un nostro contatto o da amici e/o familiari; non bisogna mai cliccare su eventuali link presenti negli SMS; è consigliabile attivare la “verifica in due passaggi” disponibile nell’area “impostazioni-account dell’App” che ci permette di inserire un codice personale a sei cifre, che il sistema ci richiede al primo accesso e per tutte le operazioni di modifica che andremo a effettuare sul nostro profilo; se siamo caduti nella frode è necessario avvisare subito i nostri contatti di quanto ci è capitato in modo che non diventino potenziali vittime della catena. Come recuperare il tuo account. Accedi a WhatsApp con il tuo numero di telefono e verifica il numero inserendo il codice a 6 cifre che ricevi tramite SMS; una volta inserito il codice SMS a 6 cifre, chiunque stia usando il tuo account verrà automaticamente disconnesso. Ti potrebbe anche essere richiesto di fornire il codice della verifica in due passaggi. Se non conosci il codice, la persona che sta usando il tuo account potrebbe aver attivato la verifica in due passaggi. La Polizia Postale, poi, ricorda che per qualsiasi ulteriore approfondimento e per ogni segnalazione è sempre disponibile il portale www.commissariatodips.it

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Tecnologia

Con cambio privacy su WhatsApp, c’è il boom di download di Telegram e Signal

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 Boom di Telegram e Signal, le chat alternative a WhatsApp, dopo che l’app di proprieta’ di Mark Zuckerberg che conta nel mondo due miliardi di utenti, ha annunciato nei giorni scorsi la modifica ai suoi termini di servizio sulla privacy da accettare entro l’8 febbraio. Queste modifiche pero’ non impattano sull’Italia e sull’Europa dove vige il Gdpr, il regolamento europeo sulla protezione dei dati personali. Il dibattito su WhatsApp in questi giorni ha fatto cosi’ impennare la popolarita’ di app alternative come Telegram che nelle ultime 72 ore ha registrato 25 milioni di nuovi utenti. L’app fondata nel 2013 dal russo Pavel Durov, ai primi di gennaio contava oltre 500 milioni di utenti attivi mensilmente.  Il 38% dei nuovi utenti viene dall’Asia, il 27% dall’Europa, il 21% dall’America Latina e l’8% da Medio Oriente e Nord Africa. Un’altra chat che ha registrato un’impennata di download dopo le critiche a WhatsApp e’ Signal, sviluppata nel 2013 da un gruppo di attivisti per la privacy e finanziata, tra gli altri, da Brian Acton uno dei fondatori di WhatsApp che ha lasciato la societa’ nel 2017 in disaccordo con la gestione di Facebook che l’aveva comprata tre anni prima. Secondo gli analisti di Sensor Tower, la chat e’ stata scaricata a livello globale 8,8 milioni di volte dopo che WhatsApp ha annunciato le modifiche. Picchi di download in India (da 12mila a 2,7 milioni), ma anche negli Usa (da 63mila a 1,1 milioni). Signal ha pure ricevuto l’endorsement di Elon Musk, l’uomo piu’ ricco del mondo, patron di Tesla e Space X. Telegram e Signal, come WhatsApp, si basano su sistemi di crittografia ‘end-to-end’, consentono cioe’ che le conversazioni tra gli utenti delle chat possano essere viste solo da mittente e ricevente. Nemmeno i gestori delle app possono vederle. Signal, a differenza di WhatsApp e Telegram, non conserva neanche i metadati delle conversazioni, cioe’ le informazioni su dove, quando e con chi hanno comunicato i suoi utenti.

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