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Le voci dei napoletani arrivati a Salisburgo per il match del Napoli alla Red Bull Arena: siamo superiori, ma occorre fare attenzione

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La Red Bull Arena di Salisburgo questa sera non sarà certo un catino di passione che ribolle di azzurro, ma nello stadio accogliente e funzionale degli austriaci i campioni del Napoli sentiranno i loro tifosi invocarli, dare la carica per chiudere subito la partita e pensare al prossimo turno. Tifosi del Napoli previsti ufficialmente ne saranno 1500 circa. poi si sa, le vie che portano i napoletani negli stadi d’Europa sono tante. E allora si vedranno e si sentiranno anche i tifosi del Napoli.  Battere gli austriaci, superare il turno in agilità e pensare ai quarti di finale di Europa League è un obiettivo alla portata del Napoli. Abbiamo sentito molti tifosi azzurri che hanno approfittato della trasferta calcistica per visitare una bella città, Salisburgo. E tutti dicono più o meno la stessa cosa. Vedono un Napoli più forte e più in palla, ma invitano a fare attenzione. Molti hanno ancora negli occhi le immagini dell’Atletico di Simeone annichilito allo Stadium. Tra i tifosi del Napoli che sciamano per le stradine di Salisburgo ci sono anche molti giornalisti italiani che hanno seguito il Napoli. E tra loro anche la troupe al completo di Radio Kiss Kiss, la radio ufficiale del Napoli anche in Europa. Anche stasera Carmine Martino e Paolo del Genio con la collaborazione tecnica di Angelo Ozzella faranno vivere ai tifosi del Napoli e agli innamorati del calcio una radiocronaca del match che molte volte fa emozionare più della Tv, perché la radio è passione più della televisione.

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Cronache

Chiese protestanti: siamo pronti ad ospitare i migranti Sea Watch

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“Mettiamo a disposizione le nostre strutture di accoglienza in Italia e le relazioni con le chiese sorelle d’Europa per approntare un piano di ricollocazione in Europa di una quota dei migranti soccorsi dalla Sea Watch”. Si esprime cosi’ il pastore Luca M. Negro, presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia. “Accogliere i migranti in fuga dalle persecuzioni – continua – e’ dovere civile di ogni democrazia; ma per noi evangelici e’ anche un servizio al prossimo radicato nella tradizione biblica e un imperativo della nostra fede. Tutte le chiese che compongono la Fcei hanno solide relazioni con le loro sorelle in Europa, molte delle quali sono attivamente impegnate in programmi d’accoglienza dei migranti. Siamo convinti che la collaborazione tra governi nazionali, istituzioni europee e societa’ civile sia essenziale per la costruzione di una politica di accoglienza efficace e rispettosa dei diritti umani”.

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Cronache

Omicidio Borsellino, la figlia magistrato Fiammetta: depistaggio è una grave offesa al popolo italiano

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“Abbiamo avuto indagini e processi fatti male. Oggi si sta cercando di capire grazie all’attivita’ di nuove Procure perche’ tutto questo sia avvenuto. E’ ovvio che questo depistaggio, per quanto grossolano, e’ veramente un’offesa non soltanto all’intelligenza della nostra famiglia ma dell’intero popolo italiano”. Lo ha detto Fiammetta Borsellino, figlia del magistrato Paolo Borsellino, assassinato da Cosa nostra assieme ai cinque agenti della scorta il 19 luglio 1992, parlando con i giornalisti prima di ricevere il Premio Eccellenza Franco Salvatore nell’ambito del Magna Grecia Awards. La manifestazione, che si e’ svolta ieri sera nel teatro comunale di Massafra (Taranto), e’ giunta alla sua ventiduesima edizione. Quest’anno sono stati attribuiti riconoscimenti a donne resilienti impegnate nel sociale. Il premio e’ ideato dallo scrittore, attore e regista tarantino Fabio Salvatore. “Nel 2017 – ha aggiunto Fiammetta Borsellino – c’e’ stata una sentenza, quella conclusiva del Borsellino quater che ha definito quello di via D’Amelio il piu’ grave e grande depistaggio della storia giudiziaria di questo Paese. Il depistaggio anche nella sua grossolanita’ ha avuto l’effetto che doveva avere, cioe’ il passare del tempo. E il passare del tempo in questi casi e’ deleterio, compromette quasi per sempre la possibilita’ di arrivare alla verita’, ma non per questo si deve smettere di tendere ad essa perche’ significherebbe veramente perdere la speranza. E questo noi non lo riteniamo ammissibile”.

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Cronache

Piccoli criminali di Manduria, altri 4 minori indagati per le torture inflitte al povero Antonio Stano prima di morire

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Altri quattro minorenni sono indagati per le torture inflitte in più’ occasioni ad Antonio Stano, il pensionato di 66 anni morto il 23 aprile scorso a Manduria, nel Tarantino dopo 18 giorni di ricovero e due interventi chirurgici. Tre dei quattro nuovi indagati, tra i 15 e 17 anni,sono stati invitati a presentarsi per l’interrogatorio il 22 maggio prossimo dinanzi al procuratore per i minorenni Antonella Montanaro. Gli indagati salgono cosi’ a 18. I quattro ragazzi – riportano alcuni quotidiani locali – sarebbero stati identificati attraverso l’analisi dei video dei pestaggi e dalle rivelazioni di altri minori coinvolti. L’accusa e’ di concorso in tortura con l’aggravante della crudelta’. Per gli stessi reati sono in carcere dal 30 aprile scorso sei minorenni e due maggiorenni. Sette, finora, gli episodi contestati dagli inquirenti e diffusi sul web e nelle chat di WhathsApp dalla cosiddetta ‘comitiva degli orfanelli’ di cui facevano parte alcuni degli indagati.

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