Cronache
Le notizie passano dai social: per la prima volta superati siti e app dei giornali
Il Digital News Report 2026 del Reuters Institute segnala una svolta globale nell’accesso alle notizie: social media e piattaforme video superano per la prima volta siti e app delle testate giornalistiche.
Per la prima volta a livello globale, social media e piattaforme video superano i siti e le app delle testate giornalistiche come canale diretto più utilizzato per accedere alle notizie. È uno dei dati più significativi del Digital News Report 2026dell’Istituto Reuters, condotto in 48 Paesi e arrivato alla quindicesima edizione.
Il cambiamento fotografa una trasformazione profonda del consumo di informazione. Il pubblico continua a cercare notizie, ma lo fa sempre meno entrando direttamente nei siti dei giornali e sempre più attraverso piattaforme come YouTube, Instagram, TikTok e Facebook.
Il sorpasso globale delle piattaforme
Secondo il rapporto, a livello mondiale il 54% degli utenti utilizza social media e piattaforme video come fonte di notizie. Seguono la televisione con il 52%, i siti e le app delle testate giornalistiche con il 51%, la radio con il 21% e i giornali cartacei con il 16%.
La svolta è avvenuta in circa due terzi dei mercati analizzati. L’accesso diretto alle testate resta ancora più forte nell’Europa centrale e occidentale e nei mercati asiatici più ricchi, ma la tendenza generale appare ormai chiara.
I giovani guidano il cambiamento, ma non sono i soli
Il fenomeno è particolarmente evidente tra i più giovani, abituati a informarsi all’interno dei flussi continui dei social e delle piattaforme video. Ma il rapporto segnala che il cambiamento riguarda ormai tutte le fasce d’età.
Rispetto a cinque anni fa, meno persone preferiscono la televisione tradizionale e i siti d’informazione come fonte principale di notizie. L’unica eccezione riguarda gli over 55, che continuano a mantenere un rapporto più stabile con i canali tradizionali.
Il video online supera la televisione
Un altro dato centrale riguarda la crescita del video. Il 77% del campione mondiale guarda ogni settimana video di notizie online, una percentuale ormai superiore a quella della fruizione televisiva.
Il pubblico non cerca soltanto video brevi. La fruizione avviene soprattutto su piattaforme di terze parti, dove convivono contenuti rapidi, approfondimenti, dirette, commenti e formati ibridi tra informazione, intrattenimento e racconto personale.
Per le testate giornalistiche questo rappresenta un passaggio delicato. Il consumo di video sui loro siti e sulle loro app è diminuito globalmente di cinque punti percentuali rispetto al 2025 e di dieci punti rispetto al 2021.
La sfida per il giornalismo professionale
Il quadro delineato dal Reuters Institute conferma che l’informazione professionale non perde necessariamente valore, ma cambia il luogo in cui viene incontrata dal pubblico.
Jim Egan, principale autore del rapporto, osserva che le persone sono immerse in una competizione sempre più serrata per l’attenzione online. In questo contesto, alcuni utenti scelgono di disimpegnarsi, altri si affidano semplicemente a ciò che propone il proprio feed.
Resta però un punto essenziale: il pubblico continua a credere nelle notizie e tende a fidarsi dei media che conosce meglio. La sfida per il giornalismo è quindi riuscire a mantenere autorevolezza, riconoscibilità e qualità anche dentro ambienti digitali governati dagli algoritmi e dalla rapidità del consumo.
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