Collegati con noi

Cronache

Le meraviglie degli Scavi di Pompei, dopo Leda affiora anche un affresco con Narciso

Pubblicato

del

Non solo il bellissimo affresco con Leda e il cigno. Nell’atrio della stessa dimora gli archeologi hanno riportato alla luce a Pompei anche un altro strepitoso affresco con l’immagine di Narciso che si specchia nella sua immagine, secondo l’iconografia classica. Lo annuncia la direttrice ad interim Alfonsina Russo. “La bellezza di queste stanze ci ha indotto a modificare il progetto e a proseguire lo scavo – racconta- Cio’ sentira’ in futuro di aprire alla fruizione del pubblico almeno una parte di questa domus”.

Decori raffinati di IV stile, spiegano gli archeologi che hanno condotto lo scavo con la direzione scientifica di Massimo Osanna, “caratterizzano l’intera stanza di Leda, con delicati ornamenti floreali, intervallati da grifoni con cornucopie, amorini volanti, nature morte e scene di lotte tra animali. Finanche sul soffitto, rovinosamente crollato sotto il peso dei lapilli, si estendeva l’armonia di questi pregiati disegni, i cui frammenti sono stati recuperati dai restauratori per ricomporne la trama”. Non solo: “Interessante, nell’atrio di Narciso, e’ la traccia ancora visibile delle scale che conducevano al piano superiore, ma soprattutto il ritrovamento nello spazio del sottoscala, utilizzato come deposito, di una dozzina di contenitori in vetro, otto anfore e un imbuto in bronzo. Mentre una situla bronzea (contenitore per liquidi) e’ stata rinvenuta accanto all’impluvio”. Nell’atrio della domus, dove e’ stato ritrovato l’affresco con il mito di Narciso “ben noto e piu’ volte ripetuto a Pompei”, spiega Massimo Osanna, “Tutto l’ ambiente e’ pervaso dal tema della gioia di vivere, della bellezza e vanita’, sottolineato anche dalle figure di menadi e satiri che, in una sorta di corteggio dionisiaco, accompagnavano i visitatori all’interno della parte pubblica della casa. Una decorazione volutamente lussuosa e probabilmente pertinente agli ultimi anni della colonia, come testimonia lo straordinario stato di conservazione dei colori.”

Advertisement

Cronache

Le Vele, da simbolo di Gomorra al riscatto

Pubblicato

del

Per decenni sono state il simbolo della Napoli di Gomorra, delle piazze di spaccio, della lotta fra clan per il predominio sul territorio. Ma le Vele di Scampia sono poi diventate – almeno nelle intenzioni – emblema del riscatto di Napoli, della rivincita di un quartiere e della sua gente che si è impegnata, costituendo comitati e associazioni e collaborando con le istituzioni, per il recupero di quel territorio e per mostrare al Paese intero che Scampia è altro oltre Gomorra. Proprio le Vele sono al centro del programma di rigenerazione urbana ‘Re-Start Scampia’, avviato dall’amministrazione comunale de Magistris e proseguito dall’amministrazione Manfredi, che prevede l’abbattimento della Vela Rossa e della Vela Gialla, il recupero della Vela Celeste, che sarà sede di servizi di pubblica utilità per la popolazione, mentre la demolizione della Vela Verde, iniziata a febbraio 2020 è stata conclusa. Il progetto prevede anche la realizzazione di spazi destinati all’agricoltura urbana (orti e frutteti sociali), un parco pubblico, una fattoria con finalità ludiche e didattiche, un mercato di prossimità, un complesso scolastico con scuola dell’infanzia per 120 bambini e un asilo nido per 50-60, un centro civico con funzioni sociali e culturali.

L’obiettivo è garantire agli abitanti una casa dignitosa, grazie alla costruzione di 433 nuovi alloggi autosufficienti dal punto di vista energetico, e un ambiente più vivibile. Il programma di rigenerazione è finanziato con risorse pari a 159 milioni di euro a valere su diverse fonti tra cui fondi Pnrr, fondo complementare, Pon Metro e Periferie. Nei mesi scorsi sono iniziati i lavori alla Vela Celeste, dove nella notte scorsa si è verificato il crollo di un ballatoio, causando vittime e feriti. Gli interventi in corso stanno riguardando il seminterrato e il piano terra e – a quanto riferito dal sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi – “non c’è alcuna relazione tra le attività in corso e il crollo, ma c’è un’indagine in corso e la Procura nominerà dei periti che valuteranno le motivazioni del crollo”. Obiettivo dell’amministrazione è concludere l’intero programma entro il 2027 così da dare un volto nuovo a Scampia per lasciarsi alle spalle l’immagine di ‘Gomorra’.

Le Vele, sette in tutto, furono costruite tra il 1962 e il 1975 su un progetto dall’architetto Franz Di Salvo in cui erano previsti anche centri aggregativi e spazi comuni, uno spazio di gioco per bambini e altre attrezzature collettive. Un ‘nucleo di socializzazione’ che non fu mai realizzato contribuendo al fallimento dell’opera come concepita. Dei sette edifici originari ne furono abbattuti tre tra il 1997 e il 2003 e lì dove sorgeva una delle prime Vele demolite oggi c’è la sede Scampia dell’Università Federico II di Napoli, afferente alla Scuola di Medicina e chirurgia, dove si svolgono i corsi di laurea per le professioni sanitarie. La speranza è che la tragedia provocata dal cedimento del ballatoio non rallenti ma anzi dia una spinta propulsiva al progetto di riqualificazione della Vela Celeste.

Continua a leggere

Cronache

Napoli, 17enne arrestato per aver aggredito e ridotto in fin di vita un coetaneo per gelosia

Pubblicato

del

Un grave episodio di violenza è avvenuto a Napoli nella Galleria Umberto I, dove un ragazzo è stato aggredito brutalmente e ridotto in fin di vita per aver scambiato alcune parole con una ragazza. L’aggressore, un 17enne, è stato arrestato dai Carabinieri della Compagnia di Napoli Centro con l’accusa di tentato omicidio aggravato.

Le indagini, coordinate dalla Procura per i Minorenni di Napoli, hanno portato alla raccolta di gravi indizi di colpevolezza nei confronti del giovane arrestato, ritenuto responsabile dell’aggressione armata avvenuta il 25 novembre. Il motivo scatenante dell’aggressione sembra essere la gelosia: la vittima avrebbe parlato fugacemente con una ragazza, interesse dell’arrestato, durante un incontro casuale nella Galleria Umberto I.

L’aggressione è stata descritta come efferata, con il 17enne che ha accoltellato più volte la vittima, dopo averla accerchiata e inseguita con l’aiuto di altri coetanei. Ora il giovane aggressore è stato collocato presso l’Istituto Penale Minorile di Airola, in attesa delle ulteriori decisioni dell’Autorità Giudiziaria.

Va sottolineato che il provvedimento di custodia cautelare è stato emesso in fase di indagini preliminari, e l’indagato è presunto innocente fino a una sentenza definitiva.

Continua a leggere

Cronache

Domenica 21 luglio il giorno più caldo della storia

Pubblicato

del

Se domenica al mare o in montagna avete avuto caldo, sappiate che non è stato un caso. Il 21 luglio del 2024 è stato il giorno più caldo mai registrato al mondo, almeno da quando ci sono rilevazioni scientifiche delle temperature, dalla metà dell’Ottocento. La temperatura media sull’intera superficie terrestre è stata di 17,09 gradi Celsius. A rivelarlo sono i dati preliminari del database Era5 di Copernicus, il servizio meteo della Ue. Era5 è un portale internet, aperto a tutti, che registra i dati meteorologici di tutto il mondo dal 1940 ad oggi. Una temperatura media di 17,09°C può sembrare neppure tanto alta. Ma bisogna tenere conto che è appunto una media fra le temperature polari dell’inverno antartico e quelle roventi dell’estate tropicale. E il problema è che tutti quanti questi valori negli ultimi anni si sono alzati. La causa di questo aumento delle temperature non è un mistero.

La scienza lo ha spiegato da tempo, anche se qualcuno si ostina ancora a negarlo. E’ l’effetto serra provocato dalle emissioni umane in atmosfera di anidride carbonica, diossido di azoto e metano, che impediscono al calore del sole di disperdersi nello spazio. Questi gas serra (anche questo non è un mistero) vengono soprattutto dai combustibili fossili bruciati dall’umanità per produzione di energia, industria e trasporti, poi da attività umane come l’allevamento del bestiame. Che il 21 luglio sia stato il giorno più caldo della storia è una pessima notizia, ma non giunge inaspettata. Copernicus pochi giorni fa ha reso noto che il giugno del 2024 è stato il giugno più caldo della storia nel mondo.

E secondo il servizio meteo della Ue, si tratta del 13esimo mese di seguito che segna un record: il luglio del 2023 era stato il luglio più caldo, l’agosto 2023 l’agosto più caldo, e così via. Ma le brutte notizie non finiscono qui. Sempre secondo Copernicus, la temperatura media globale dei 12 mesi dal giugno 2023 al maggio 2024 è stata la più alta mai registrata, 1,63°C sopra la media pre-industriale 1850-1900. In pratica, nell’ultimo anno il riscaldamento globale ha costantemente superato il limite di 1,5°C fissato dall’Accordo di Parigi e della Cop26 di Glasgow. I governi del mondo continuano a parlare di taglio delle emissioni, e alle conferenze dell’Onu sul clima, le Cop, prendono solenni impegni di lotta alla crisi climatica. Il problema è che poi sostituire le fonti fossili nell’energia e nei trasporti è estremamente difficile e costoso, e quasi nessuno riesce a farlo in modo efficace. Il giorno più caldo della storia lo dimostra.

Continua a leggere

In rilievo

error: Contenuto Protetto