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Lazio–Napoli, Zaccagni suona la carica: “Pronti all’impresa contro la squadra più forte”

La Lazio sfida il Napoli all’Olimpico: Zaccagni chiama all’impresa, Sarri torna in panchina dopo l’intervento.

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Iniziare l’anno con una vittoria contro “la squadra più forte del campionato”. Con questo spirito la Lazio si prepara ad affrontare il Napoli all’Olimpico, dopo il pareggio tra polemiche di Udine. Un banco di prova complicato, ma anche un’occasione per rilanciare le ambizioni europee.

Zaccagni leader e capitano

A guidare i biancocelesti è Mattia Zaccagni, che non nasconde l’ambizione: la Lazio ha preparato la partita con cura e vuole stupire. Una vittoria contro il Napoli di Antonio Conte, reduce dal trionfo in Supercoppa e in piena corsa scudetto, darebbe una spinta decisiva alla stagione.

Il ritorno di Sarri in panchina

La partita segna anche il ritorno in panchina di Maurizio Sarri, dopo l’intervento di ablazione transcatetere per fibrillazione atriale. Un rientro significativo, carico di simboli, contro una squadra che ha segnato una parte importante della sua carriera. Il presente, però, è tutto biancoceleste e punta all’Europa.

Assenze e scelte offensive

La Lazio dovrà fare a meno di Castellanos, ormai diretto al West Ham, e di Dele-Bashiru e Dia, impegnati in Coppa d’Africa. Il peso dell’attacco ricadrà su Noslin, affiancato da Cancellieri e Zaccagni. Proprio contro il Napoli, il capitano laziale firmò una memorabile tripletta nella stagione 2024/25: un precedente che alimenta speranze e ambizioni.

Una speranza chiamata impresa

Con un Olimpico pronto a spingere, la Lazio cerca l’impresa contro il Napoli capolista. Un successo darebbe nuovo slancio alla rincorsa europea e segnerebbe un avvio d’anno carico di fiducia per Sarri e i suoi.

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Giada D’Antonio, debutto olimpico tra sogno e caduta: “Ho rotto il ghiaccio”

Giada D’Antonio debutta alle Olimpiadi sulla pista Olympia delle Tofane: fuori dopo 15 secondi nella combinata, ma pronta per lo slalom. Il racconto dell’esordio.

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A quota 2.320 metri, sull’Olympia delle Tofane, Giada D’Antonio si presenta al cancelletto per il suo debutto olimpico. A 16 anni è la più giovane della spedizione azzurra. Sugli spalti spunta uno scudetto azzurro, lo stesso colore del Napoli di Maradona, in mezzo al tricolore sventolato dalla famiglia: radici partenopee, colombiane ed ecuadoregne.

L’esordio, però, dura appena una quindicina di secondi. Nella combinata a squadre, in coppia con Nadia Delago, la giovane azzurra inforca nel secondo intermedio, perde lo sci sinistro dopo l’urto con un paletto ed esce di gara.

La sua Olimpiade, però, non finisce lì.

L’errore e la reazione

“Ho rotto il ghiaccio. Anzi ho anche provato la pista in vista dello slalom di mercoledì 18”, spiega dopo la gara. “Quel giorno conto di partire con la convinzione di oggi”.

L’approccio alla manche era stato deciso. “Sono partita cercando di attaccare, perché la pista permetteva di fare una bellissima gara. Nello slalom capita l’errore, è un attimo inforcare. Sono felice comunque di aver dato il massimo fino a quel punto”.

La gara si interrompe presto, ma la lucidità resta. La 16enne campana parla con serenità di un errore fisiologico in una disciplina dove il margine è minimo.

Il sostegno della famiglia e di Napoli

Sugli spalti, dopo un attimo di silenzio, arriva l’applauso. Giada racconta di aver sentito “tutto il calore di Napoli”, con tante persone che si sono avvicinate per incoraggiarla.

Con lei ci sono la madre Sandra, che la accompagna anche come mental coach con il mantra “mente e controllo”, e il fratello Anthony, 18 anni, calciatore del Casalnuovo. “Prima di lei lo sci dalle nostre parti era utopia, invece Giada l’ha reso reale”, racconta con orgoglio.

D’Antonio guarda ai ragazzi del Sud: “Se ci si allena bene e si ha un obiettivo, bisogna rincorrerlo. Auguro il meglio ai giovani, non sono a livello inferiore rispetto a quelli del Nord”.

Tra idoli e nuove opportunità

La giovane azzurra archivia anche le polemiche sulla convocazione. “Non mi importa se il mio errore le riaccenderà, io sono qui per dare il massimo”.

Resta l’emozione di aver sciato sulla pista che fu teatro delle imprese di Lindsey Vonn, suo idolo, e di aver incontrato Mikaela Shiffrin, che le ha regalato dei guanti personalizzati.

Il debutto olimpico si chiude con una caduta, ma anche con un messaggio chiaro: la gara decisiva per lei è lo slalom. E la determinazione non sembra mancare.

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Mattarella a Cortina per il SuperG di Goggia e Brignone

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella sarà a Cortina per assistere al SuperG femminile di Milano Cortina 2026 e visitare Villaggio Olimpico e Casa Italia.

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Dopo aver dichiarato ufficialmente aperti i Giochi di Milano Cortina 2026, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella tornerà a Cortina per assistere ad alcune gare olimpiche.

Il Capo dello Stato sarà presente in particolare al SuperG femminile, che vedrà al via tra le azzurre Sofia Goggia e Federica Brignone. Si tratta di una delle prove più attese del programma alpino, in una cornice simbolica come quella delle Dolomiti.

Il programma tra sport e istituzioni

Mattarella arriverà nella “Regina delle Dolomiti” domani pomeriggio, dopo aver inaugurato a Trento l’anno accademico con l’intitolazione ad Alcide De Gasperi della Biblioteca universitaria centrale.

Giovedì il presidente visiterà il Villaggio Olimpico, dove sarà accolto dal presidente del Coni Luciano Buonfiglio e dal segretario generale Carlo Mornati. È previsto un pranzo con le atlete e gli atleti azzurri, momento di vicinanza istituzionale al movimento sportivo italiano.

Prima di lasciare Cortina, Mattarella farà tappa anche a Casa Italia, confermando l’attenzione del Quirinale nei confronti dello sport nazionale in una fase centrale dei Giochi.

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Conte deluso dopo l’eliminazione: “Arbitri da migliorare, ma onore ai ragazzi”

Conte commenta l’eliminazione del Napoli contro il Como in Coppa Italia. Critiche agli arbitri ma elogi alla squadra dopo la sconfitta ai rigori.

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Antonio Conte analizza con amarezza l’eliminazione del Napoli, sconfitto ai rigori dal Como dopo una gara combattuta. Il tecnico azzurro evita di soffermarsi esclusivamente sull’episodio contestato della mancata espulsione di Ramon, ma allarga il discorso alla gestione arbitrale dell’intera stagione.

“Non stiamo sempre a parlare di decisioni arbitrali perché in ogni partita c’è sempre qualcuno che si lamenta”, afferma. Poi aggiunge: “Sicuramente non è una buona stagione per gli arbitri. Mi auguro possano trovare qualcosa per migliorare la situazione. Così come miglioriamo noi le nostre squadre, penso che anche Rocchi debba migliorare i suoi arbitri e il VAR. Troppe lamentele in ogni partita non vanno bene per il calcio”.

Onore ai ragazzi, oltre i limiti della rosa

Al di là delle polemiche, Conte rivendica la prestazione del gruppo. “Onore ai miei ragazzi, perché non era una partita semplice. Affrontavamo un Como con l’organico completo e dieci giorni di pausa. Noi venivamo dalla gara contro il Genoa, finita anche in dieci”.

Il tecnico sottolinea come la squadra stia andando oltre le proprie potenzialità attuali: “In un anno e mezzo abbiamo vinto uno scudetto e una Supercoppa. Oggi ai rigori si è qualificato il Como ma potevamo qualificarci noi. Mi dispiace perché vorresti fare di più, ma stiamo facendo più di quanto questa rosa oggi possa garantire”.

Fabregas tra entusiasmo e pragmatismo

Dall’altra parte Cesc Fabregas celebra il passaggio del turno ma predica equilibrio. “Questa semifinale è un traguardo storico, un momento positivo, però sabato abbiamo una partita di campionato molto importante e l’euforia va lasciata per la fine della stagione”.

Il tecnico del Como spiega anche la sostituzione di Ramon: “Temevo il secondo cartellino. È un ragazzo di 20 anni, alla prima stagione da professionista, sta facendo molto bene ma in quel momento ho preferito non rischiare”.

Fabregas ammette qualche limite nella gestione dei secondi tempi, ma parla di un segnale incoraggiante: “Nel primo tempo abbiamo giocato bene, nel secondo meno. Non è la prima volta che succede, c’è da migliorare. Però oggi abbiamo mandato un messaggio positivo”.

Un’eliminazione che non cancella il percorso

Il Napoli esce dalla Coppa Italia tra gli applausi dei tifosi. Conte chiude con un ringraziamento al pubblico: “I tifosi continuano ad apprezzarci perché vedono l’impegno. Abbiamo giocato un’ottima partita contro una squadra che mette tutti in difficoltà”.

La semifinale sfuma ai rigori, ma il tecnico azzurro difende il cammino e rilancia l’obiettivo campionato, consapevole che la stagione resta aperta su altri fronti.

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