Lavoro
Lavoro turismo, salta il tavolo al ministero: scontro sui contratti e nodo dumping
Salta il tavolo sul turismo al ministero del Lavoro per lo scontro sul dumping contrattuale. Attesa per il decreto lavoro del governo.
Economia
Decreto lavoro, via libera del governo: salario “giusto” e bonus fino a 800 euro
Il Consiglio dei ministri approva il decreto lavoro: salario “giusto” legato ai contratti, incentivi fino a 800 euro e nuove tutele per rider e occupazione.
Il Consiglio dei ministri ha approvato il nuovo decreto lavoro, provvedimento simbolico in vista del Primo maggio che introduce il principio del salario “giusto” e rafforza gli incentivi all’occupazione.
A illustrarne i contenuti è stata la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, intervenuta a sorpresa in conferenza stampa. Il pacchetto vale circa un miliardo di euro e viene presentato come parte di una strategia più ampia avviata a inizio legislatura.
Salario “giusto” e contrattazione collettiva
La principale novità riguarda il salario “giusto”, che il governo lega alla contrattazione collettiva nazionale. Il riferimento è ai contratti firmati dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative, rispetto ai quali le retribuzioni non potranno essere inferiori.
L’obiettivo dichiarato è contrastare il dumping salariale e valorizzare l’autonomia delle parti sociali, evitando l’introduzione di un salario minimo per legge.
Incentivi e bonus per l’occupazione
Il decreto stanzia circa 934 milioni per incentivi all’occupazione, con una stima di oltre 52mila nuove assunzioni. Le misure riguardano giovani, donne e aree del Mezzogiorno.
Per le lavoratrici svantaggiate è previsto un esonero contributivo fino a 650 euro mensili, che sale a 800 euro nelle aree Zes. Per gli under 35 il beneficio arriva fino a 500 euro, incrementato a 650 euro nelle regioni del Sud e in alcune aree del Centro.
Sono previsti inoltre incentivi per la trasformazione dei contratti a tempo determinato in contratti stabili.
Rinnovi contrattuali e adeguamento dei salari
Tra le norme inserite nel decreto c’è anche un meccanismo di adeguamento delle retribuzioni. In caso di mancato rinnovo dei contratti entro 12 mesi dalla scadenza, è previsto un incremento automatico pari al 30% dell’inflazione armonizzata Ipca.
Una misura che punta a garantire una tutela minima del potere d’acquisto dei lavoratori.
Tutele per rider e lotta al caporalato digitale
Il provvedimento introduce nuove regole per i rider, con accesso alle piattaforme digitali tramite sistemi di identificazione come Spid, Carta d’identità elettronica o autenticazione a più fattori.
L’obiettivo è evitare utilizzi impropri degli account e rafforzare le tutele dei lavoratori della gig economy. Previsti anche interventi contro il cosiddetto caporalato digitale.
Sostegno alle imprese e conciliazione vita-lavoro
Il decreto prevede incentivi fino a 50mila euro annui per le aziende che adottano misure di conciliazione tra vita privata e lavoro, ottenendo una certificazione specifica.
La ministra del Lavoro Marina Calderone ha sottolineato il dialogo con le parti sociali e l’obiettivo di promuovere occupazione stabile e di qualità.
Una misura tra politica e mercato del lavoro
Il governo presenta il decreto come un ulteriore passo per rafforzare l’occupazione e ridurre la precarietà. Le opposizioni, dal canto loro, continuano a sostenere la necessità di un salario minimo legale.
Il confronto resta aperto, mentre le nuove misure entrano nel dibattito pubblico alla vigilia della Festa dei lavoratori.
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