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Cronache

“L’arresto di Marco Di Lauro è un successo dello Stato, andava raccontato con cura come tutte le cose buone contro le mafie” parola di Salvatore Calleri, presidente della Fondazione Caponnetto

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“L’arresto di Marco Di Lauro è un grande successo dello Stato”, così il presidente della fondazione Caponnetto Salvatore Calleri, commenta l’operazione che ha portato in manette il figlio di ”Ciruzzo o milionario”. Nell’intervista a Juorno.it il presidente della fondazione ci spiega che cosa potrà succedere nell’assetto del clan dopo l’arresto del latitante ed analizza l’attenzione mediatica nei confronti della camorra e del successo delle Forze dell’Ordine.

La storia di Marco Di Lauro, latitante per 15 anni senza mai muoversi da Napoli

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Cronache

Bastoni dopo Inter-Juve: “Ho sbagliato, ma è stata una gogna mediatica”

Alessandro Bastoni ammette l’errore per la simulazione in Inter-Juve ma denuncia una gogna mediatica e minacce alla famiglia. Conferenza alla vigilia della sfida col Bodo Glimt.

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“Bastoni ha sbagliato”. Con queste parole Alessandro Bastoni ha ammesso l’errore per la simulazione avvenuta durante Inter-Juventus, episodio che ha portato all’espulsione di Kalulu.

Il difensore dell’Inter ha parlato in conferenza stampa alla vigilia dello spareggio d’andata di Champions League contro il Bodø/Glimt.

Bastoni ha riconosciuto la propria responsabilità, spiegando di aver esagerato la caduta e definendo la reazione successiva “molto brutta ma molto umana”.

Minacce e clima sui social

Il calciatore ha denunciato il clima che si è creato dopo l’episodio. “È stata una gogna mediatica, io sono capace di gestirla”, ha affermato, aggiungendo che la moglie ha ricevuto minacce di morte e auguri di malattie.

Ha inoltre espresso solidarietà all’arbitro Federico La Penna, che a sua volta sarebbe stato bersaglio di minacce via social.

“Non si può definire una persona da un episodio”

Bastoni ha ribadito di aver voluto “metterci la faccia”, sottolineando però che un singolo episodio non può definire l’intera persona o la carriera di un atleta.

Le parole del difensore arrivano in un momento delicato della stagione, con l’Inter impegnata su più fronti e attesa ora dal confronto europeo.

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Cronache

Bandecchi rinviato a giudizio per evasione fiscale, processo al via il 4 giugno

Il sindaco di Terni Stefano Bandecchi rinviato a giudizio a Roma per evasione fiscale legata a Unicusano. Contestate imposte non versate per oltre 20 milioni di euro. Processo il 4 giugno.

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Il sindaco di Terni Stefano Bandecchi è stato rinviato a giudizio dal gup del Tribunale di Roma con l’accusa di evasione fiscale. “Nessuna sorpresa, tutto come previsto”, ha commentato lasciando piazzale Clodio.

Il giudice ha accolto la richiesta della Procura, che contesta all’imputato, nella sua veste di amministratore di fatto dell’Università Niccolò Cusano, il mancato pagamento di imposte per oltre 20 milioni di euro nel periodo compreso tra il 2018 e il 2022.

Le contestazioni della Procura

Secondo l’impostazione accusatoria, Bandecchi, in concorso con altri tre imputati — l’allora presidente del Cda, l’amministratore delegato pro tempore e il firmatario del Modello Unico — avrebbe omesso di indicare nella dichiarazione Ires elementi imponibili per una cifra complessiva superiore ai 20 milioni di euro.

Nella richiesta di rinvio a giudizio si parla di illecita fruizione fiscale prevista dall’articolo 74 del Testo unico delle imposte sui redditi.

Il processo è stato fissato per il 4 giugno davanti al giudice del tribunale monocratico.

Sequestri e accertamenti della Guardia di Finanza

Nel gennaio 2023 la Guardia di Finanza ha eseguito un sequestro patrimoniale ritenuto significativo dagli inquirenti.

Tra i beni sequestrati figurano una Rolls Royce Phantom acquistata nel 2018 per 550mila euro con bonifici provenienti dai conti dell’Ateneo e una Ferrari acquistata nel 2020 per 505mila euro, in parte con fondi riconducibili ai conti dell’università.

Gli inquirenti contestano inoltre l’acquisto di un elicottero e quattro auto di lusso, oltre all’addebito all’ente di spese personali per circa 1,9 milioni di euro, tra biglietti aerei e soggiorni alberghieri ritenuti estranei all’attività istituzionale.

Le accuse saranno ora oggetto di verifica nel contraddittorio processuale, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.

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Cronache

Teatro Sannazaro distrutto dalle fiamme: Napoli perde un simbolo, indaga la Procura

Incendio al Teatro Sannazaro di Napoli: struttura distrutta dalle fiamme all’alba. Evacuati 25 appartamenti, 4 intossicati. Indaga la Procura. Promesse di ricostruzione dal Governo.

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Il fumo è stato visibile per ore da quasi ogni angolo della città. Alle 6.05 è scattato l’allarme: in pochi minuti il Teatro Sannazaro di Napoli è stato avvolto dalle fiamme e completamente distrutto.

A dare l’allarme è stato un residente, che si è accorto del fumo salire fino alle ginocchia all’interno della propria abitazione. Dalla finestra ha visto la cupola del teatro avvolta dal fuoco. Quando i vigili del fuoco sono arrivati, la situazione era già critica, come ha riferito il comandante provinciale Giuseppe Paduano.

Evacuazioni, feriti e danni

Le fiamme hanno interessato anche il secondo e il quarto piano degli edifici adiacenti. Al momento sono 25 gli appartamenti evacuati, 15 dei quali hanno riportato danni. Sessanta le persone costrette a lasciare le proprie case.

Quattro persone sono rimaste intossicate e due vigili del fuoco hanno riportato lievi ferite a causa di un crollo interno. L’incendio è stato domato dopo circa sei ore, ma saranno necessari ulteriori interventi per mettere in sicurezza l’area e valutare l’agibilità degli immobili circostanti.

Una prima stima dei danni parla di una cifra compresa tra 60 e 70 milioni di euro.

Indagini in corso

Sulle cause del rogo è ancora presto per pronunciarsi. La Procura ha avviato un’indagine per omicidio colposo, mentre gli accertamenti tecnici sono in fase iniziale. Il comandante dei vigili del fuoco ha ribadito che all’interno della struttura è ancora presente molto fumo, elemento che rende complessa una prima ricostruzione.

Tra le ipotesi preliminari si valuta anche la possibilità che le fiamme siano partite dall’interno del teatro, ma si tratta di scenari ancora da verificare.

Il dolore e l’impegno delle istituzioni

Lara Sansone, proprietaria e anima del Sannazaro insieme al marito Salvatore Vanorio, è rimasta per ore davanti alla struttura distrutta. “Per me è come un lutto”, ha dichiarato, chiedendo il sostegno delle istituzioni.

Il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha assicurato che il teatro tornerà “splendido com’era prima” e sarà a Napoli nelle prossime ore. Il sindaco Gaetano Manfredi ha parlato di un lavoro congiunto per restituire il Sannazaro alla città.

Anche il sottosegretario alla Cultura Gianmarco Mazzi ha garantito il sostegno del Governo, annunciando la ricerca di fondi e l’apertura di un tavolo con Comune e Regione. L’Agis ha attivato una rete tra teatri e operatori privati per sostenere la ricostruzione.

Nel frattempo, alcuni teatri cittadini, tra cui il Politeama, si sono resi disponibili ad accogliere la stagione in corso, per evitare l’interruzione delle attività.

Napoli perde un luogo simbolo della propria identità culturale. Le promesse di ricostruzione si affiancano ora alle indagini e alla necessità di trasformare l’emergenza in un progetto concreto di rinascita.

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