Cronache
L’Arma dei Carabinieri celebra a Roma il 211° anniversario della fondazione: onori, memoria e riconoscimenti
Cerimonia solenne a Piazza di Siena, nella cornice di Villa Borghese, con le massime autorità dello Stato.
Cronache
Stragi ’92-’94, Di Matteo accusa: “Commissione Antimafia allontana la verità”
Il magistrato Nino Di Matteo critica la Commissione Antimafia: “Metodi inaccettabili, si allontana la verità sulle stragi del ’92-’94”.
Il magistrato della Direzione nazionale antimafia Nino Di Matteo ha espresso forti critiche sull’operato della Commissione parlamentare Antimafia, presieduta da Chiara Colosimo, in merito agli approfondimenti sulle stragi del 1992-1994.
Secondo Di Matteo, la Commissione starebbe “allontanando in maniera, temo, irrimediabile ogni possibilità di completare il percorso di verità” su una stagione cruciale della storia italiana.
I rilievi su metodi e indirizzo dell’inchiesta
Il magistrato ha parlato di “metodi e procedure inaccettabili”, sottolineando come, a suo avviso, verrebbero ignorati elementi emersi nei processi che evidenzierebbero un contesto unitario tra le stragi siciliane del 1992 e gli attentati successivi a Firenze, Roma e Milano.
Di Matteo contesta in particolare la mancata attenzione a piste che indicherebbero possibili finalità politiche e strategiche dietro le stragi.
Il caso Scarpinato
Nelle sue dichiarazioni, Di Matteo ha fatto riferimento anche al senatore Roberto Scarpinato, sostenendo che una richiesta di approfondimenti avanzata da quest’ultimo sarebbe stata ignorata.
Ha inoltre parlato di una “campagna di progressivo isolamento e delegittimazione” che, secondo la sua ricostruzione, avrebbe limitato la possibilità per Scarpinato di esercitare pienamente il proprio mandato.
Il tema della verità sulle stragi
Le parole del magistrato riaprono il dibattito su uno dei capitoli più delicati della storia repubblicana. Le stragi mafiose del 1992-1994 restano al centro di un confronto tra diverse interpretazioni, sia sul piano giudiziario sia su quello politico.
Un confronto ancora aperto
Le dichiarazioni di Di Matteo rappresentano una posizione critica rispetto all’operato della Commissione. Sul tema restano aperte diverse letture e sensibilità, in un ambito che richiede, per sua natura, rigore, approfondimento e rispetto delle risultanze processuali.
Cronache
Ischia, 460 milioni per ricostruzione e sicurezza: fondi certi fino al 2029
Stanziati 460 milioni per Ischia nel triennio 2027-2029. Risorse per ricostruzione e messa in sicurezza dopo sisma e frana.
Arrivano nuove risorse per la ricostruzione e la messa in sicurezza dell’isola d’Ischia, colpita dal sisma del 2017 e dalla frana del 2022. Con un decreto interministeriale firmato il 9 marzo e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 15 aprile, sono stati assegnati 460 milioni di euro per il triennio 2027-2029.
Il provvedimento, sottoscritto dal ministro per la Protezione civile Nello Musumeci e dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, prevede una dotazione annuale di 154 milioni.
Obiettivi: ricostruzione e prevenzione
Le risorse saranno destinate sia alla ricostruzione degli edifici danneggiati sia agli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico, considerati prioritari per la sicurezza del territorio.
Per Ischia si tratta di un passaggio rilevante, che consente una programmazione più stabile degli interventi dopo anni segnati da emergenze e rallentamenti.
Il quadro nazionale del Fondo
Il decreto dà attuazione al Fondo nazionale per la ricostruzione post-calamità, istituito con la legge di bilancio 2025 e rifinanziato dalla manovra 2026.
A livello nazionale, il fondo prevede una dotazione complessiva di 1,5 miliardi per il 2027 e di 1,3 miliardi annui a partire dal 2028.
La regia istituzionale
Il provvedimento è stato adottato su proposta del capo del Dipartimento Casa Italia Luigi Ferrara.
Le risorse rappresentano una base finanziaria strutturata per accelerare i cantieri e rafforzare le misure di prevenzione, con l’obiettivo di coniugare ricostruzione e sicurezza in un territorio particolarmente fragile.
Cronache
Borsellino, il figlio Manfredi: “Ingiurie deprecabili su mio padre”
Manfredi Borsellino critica le frasi emerse nelle intercettazioni sull’inchiesta di Caltanissetta: “Offese deprecabili alla memoria di nostro padre”.


