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L’appello di una mamma, “mia figlia minacciata e aggredita da un parcheggiatore abusivo”: la video-denuncia

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“Ma figlia aggredita da un parcheggiatore abusivo che le ha gettato le monete in faccia, erano troppo poche per lui. Denunciamoli tutti e sempre e non diamogli più un centesimo.” – l’appello di una mamma e cittadina di San Sebastiano a Vesuvio. Borrelli: “Denunciamo il fenomeno da anni. I cittadini non possono pagare sulla propria pelle l ‘arroganza di questi criminali. Ora le istituzioni intervengano sul serio.”

“Sabato 23 ottobre mia figlia si è recata presso la casetta dell’acqua a San Sebastiano al Vesuvio dove opera un parcheggiatore abusivo che si rivolge a lei dicendole che se si fosse comportata bene l‘avrebbe lasciata parcheggiare. Dopo 10 minuti mia figlia va a ritirare l’auto dal parcheggio per andarsene via ma l’uomo la blocca dicendole che non era stato pagato, così lei estrae dalla borsa delle monete e gliele porge ma lui giudica il compenso troppo esiguo e le getta le monete in faccia insultandola e minacciandola. Io quel giorno non c’ero, così il giorno dopo siamo andate a sporgere denuncia dai carabinieri e dalla Polizia Municipale scoprendo che l’uomo era già noto alle forze dell’ordine avendo già a suo carico diverse denunce per comportamenti simili a quelli presi nei confronti di mia figlia ma nonostante ciò continua ad agire impunemente. Allora dato che le istituzioni adottano due mesi e due misure non ci resta che fare una cosa: non dare neanche più un centesimo a questi abusivi in modo che siano costretti a trovarsi un altro lavoro e denunciare tutto al 112, sono le nostre uniche armi.”- è l’appello di una cittadina e mamma che attraverso i canali social ha denunciato la vicenda arrivando al Consigliere Regionale di Europa Verde Francesco Emilio Borrelli che da anni combatte il fenomeno dei parcheggiatori abusivi, tropo spesso violenti e prepotenti o legati ai clan.
“Ogni sacrosanto giorno un cittadino in più apre gli occhi si accorge della piaga dei parcheggiatori abusivi che noi denunciamo da anni. È possibile che si debba pagare sulla propria pelle o su quella di un familiare l’arroganza criminale e violenta di questi soggetti? Le istituzioni devono intervenire, soprattutto in quelle are strategiche, come quelle ospedaliere e della movida, dove i parcheggiatori abusivi hanno occupato militarmente le strade mettendo su un mercato molto proficuo che va impolpare, il più delle volte, le casse dei clan, con delle operazioni ad alto impatto, continue e senza sosta e modificando le normative perché certi soggetti dovrebbero finire in galera. Da tempo chiediamo al parlamento norme più severe ma per ora poco si è fatto per debellare questa piaga”- è stato il commento di Borrelli.

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Uomo si dà fuoco in strada, ricoverato in gravi condizioni in ospedale

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Un uomo di 39 anni si e’ dato fuoco stamani a Monza per strada ed e’ ricoverato in gravi condizioni all’ospedale Niguarda di Milano con ustioni su gran parte del corpo. Sul posto sono intervenuti i soccorritori del 118, vigili del fuoco e i carabinieri di Monza. Allo stato non sono note le ragioni del gesto.

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Juventus: indagati Agnelli, Nedved e Paratici per il caso plusvalenze. La Finanza perquisisce le sedi della società

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La compravendita dei calciatori e la formazione dei bilanci. Sono questi gli ingredienti di un’inchiesta della procura di Torino e della Guardia di finanza sui conti della Juventus. A borse chiuse, i militari del nucleo di polizia economico-finanziaria hanno perquisito le sedi della società bianconera nel capoluogo piemontese e a Milano per recuperare carte relative alla gestione tra gli anni 2019 e 2021. Gli indagati sono sei: il presidente Andrea Agnelli, il vicepresidente Pavel Nedved, l’ex responsabile dell’area sportiva Fabio Paratici, ora al Tottenham, l’attuale Chief Corporate & Financial Officer Stefano Cerrato, l’ex Chief Corporate & Financial Officer, Stefano Bertola, e l’ex dirigente finanziario Marco Re. E’ indagata anche la Juventus, nella veste di persona giuridica. Le ipotesi di reato sono false comunicazioni sociali ed emissione di fatture per operazioni inesistenti. Al vaglio degli investigatori, in quella che è stata chiamata in codice “operazione Prisma”, ci sono i trasferimenti di alcuni calciatori e le prestazioni rese dagli intermediari nel corso delle transazioni. Dell’iniziativa delle Fiamme Gialle, scattata al termine delle contrattazioni settimanali della Borsa – la Juventus è una società quotata nell’ambito del mercato Euronext Milan, l’ex Mercato telematco azionario- ed e’ stata data comunicazione alla Consob e alla procura federale della Figc. In procura il fascicolo e’ aperto dal maggio di quest’anno. Se ne occupa un pool di magistrati composto dai pm Ciro Santoriello, Marco Gianoglio e Mario Bendoni.

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Rifiuti più cari nel 2021, costano 312 euro a famiglia

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Tariffe dei rifiuti piu’ salate nel 2021 in Italia, con una media di 312 euro a famiglia in aumento dell’1,5% rispetto al 2020. La regione con la Tari piu’ alta si conferma la Campania (416 euro, -0,6% sull’anno precedente) mentre quella con la spesa media piu’ bassa e’ il Veneto (232 euro, -4%). Invece e’ Catania la citta’ dove i servizi di smaltimento sono piu’ costosi, seppur stabili a 504 euro, mentre i piu’ economici sono a Potenza con 131 euro, in aumento rispetto ai 121 euro del 2020. Resta il divario fra il Nord dove la Tari e’ di 270 euro (+1,6%) e il Sud dove raggiunge 353 euro (+1,3%); al Centro il costo medio e’ 313 euro (+2,4%). E’ in sintesi il quadro che emerge dalla rilevazione annuale dell’Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva, secondo cui quest’anno ci sono stati aumenti in dodici regioni: incremento a due cifre in Liguria (+10,3%), e poi i rincari piu’ alti in Basilicata (+8,1%), Molise (+6,1%) e Calabria (+5,9%); tariffe in diminuzione in sei regioni a partire da -5% in Sardegna e -3,8% in Veneto. L’indagine sui costi sostenuti dai cittadini per lo smaltimento dei rifiuti fatta in tutti i capoluoghi di provincia prende come riferimento una famiglia tipo di 3 persone e una casa di proprieta’ di 100 metri quadrati. Rispetto alle 112 citta’ esaminate, sono stati riscontrati aumenti (rispetto al 2020) in 53 capoluoghi, situazioni di stabilita’ in 37 e diminuzioni in 22. A Vibo Valentia l’incremento piu’ elevato (+44,9%), a Rovigo la diminuzione piu’ consistente (-23%). Ma “soltanto il 10% dei capoluoghi di provincia applica la tariffa puntuale” cioe’ riferita alla reale produzione di rifiuti rilevata attraverso contenitori stradali e sacchi dotati di sistemi di identificazione e/o codici-microchip “che incentiverebbe le famiglie a produrre meno rifiuti” commenta Tiziana Toto, responsabile politiche dei consumatori di Cittadinanzattiva. La raccolta differenziata aumenta ma sono ancora scarse le iniziative per favorire il riuso e limitare i rifiuti, spiega l’Osservatorio sulla base dei dati del rapporto Rifiuti urbani 2020 dell’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale). La media nazionale di raccolta differenziata nel 2019 e’ stata 61,3% (+3,1% rispetto al 2018) con il solito piazzamento del Nord in testa (69,6%) seguito dal Centro (58,1%) e dal Sud (50,6%); il 21% di spazzatura finisce invece in discarica. Le regioni che separano di piu’ i rifiuti sono Veneto (74%), Sardegna, Trentino Alto Adige, Lombardia, Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia superando l’obiettivo del 65%. Maglia nera alla Sicilia con appena il 38,5%. Cittadinanzattiva ricorda che il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) riserva “ben 2,10 miliardi di euro per migliorare la capacita’ di gestione efficiente e sostenibile dei rifiuti e il paradigma dell’economia circolare” alla luce di sistemi che sono “fragili, caratterizzati da procedure di infrazione in molte regioni (in particolare nel Centro-Sud), carenti di un’adeguata rete di impianti di raccolta e trattamento”.

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