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Napoli

L’appello delle mamme di Napoli a Mattarella non è rimasto inascoltato, il presidente dell’Antimafia Morra va in procura e dagli insegnanti della scuola di Rione Villa

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Prima un incontro col procuratore Giovanni Melillo, poi il saluto alla dirigente ed agli insegnanti dell’Istituto Vittorino da Feltre di San Giovanni Teduccio dove l’altro giorno i sicari della camorra hanno sparato ed ucciso un nonno che aveva appena lasciato il nipotino a scuola. Il presidente della Commissione parlamentare antimafia, Nicola Morra, si è precipitato a Napoli “perchè questa città merita la massima attenzione delle istituzioni, non promesse e chiacchiere ma impegni concreti”.

“Sono a Napoli dopo la sparatoria davanti alla scuola elementare. Ho parlato col procuratore Giovanni Melillo che mi ha aggiornato su quanto sta facendo il suo ufficio inquirente, che con grande spirito di sacrificio affronta una problematica che deve essere all’attenzione del dibattito politico nazionale” ha spiegato Morra che poi, ha incontrato anche “insegnanti e operatori della scuola per rispondere all’appello delle mamme del rione Villa al presidente Mattarella. Come rappresentante del Parlamento e della Commissione Antimafia, la mia presenza qui e oggi sta a significare che l’appello al Presidente della Repubblica non è rimasto senza risposta. Le mamme hanno ragione quando affermano che c’è un senso di abbandono, ma lo stesso non deve essere percepito come critica sterile alle istituzioni, ma come accorata richiesta di aiuto. Non è la prima volta che vengo a Napoli e continuerò a farlo. Da insegnante il mio più  profondo grazie agli insegnanti che combattono la camorra con le armi della cultura”, conclude Morra.

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Cronache

Pasqua a Napoli: tutti in fila per Caravaggio a Capodimonte

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Lunghe file al museo di Capodimonte per la mostra “Caravaggio Napoli”: solo nel lunedi’ in albis 2396 ingressi. Molti visitatori hanno scelto il biglietto integrato (con 1 solo euro di differenza infatti e’ possibile visitare anche il museo con le preziose collezioni e le altre due mostre in corso: Depositi di Capodimonte e Jan Fabre). A dieci giorni dall’inaugurazione, l’esposizione ha superato i 10mila ingressi e si prepara alle prossime festivita’: 25 aprile e 1 maggio. Positivo anche il confronto con lo scorso anno: nonostante la Pasqua 2018 coincidesse con la prima domenica ad ingresso gratuito, tutto il weekend di Pasqua 2019 fa registrare un incremento del 30%. Soddisfatto il direttore Sylvain Bellenger: “Siamo giunti a queste festivita’ con un’offerta culturale variegata: ben 3 mostre (Caravaggio, Fabre e Depositi) e un museo sempre piu’ accessibile con tutte le sezioni aperte, dalla ritrovata collezione De Ciccio all’Armeria Farnesiana e borbonica fino all’arte contemporanea”.

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Cronache

Pasqua col boom di turisti per Pompei, Ercolano e il Vesuvio

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Il Vesuvio tra le mete preferite a Pasqua dai turisti nonostante il tempo incerto: per l’intera giornata di oggi sono stati 4.388 gli accessi al Gran Cono, la vetta dalla quale si ammira il Golfo di Napoli, le isole di Ischia e Capri e il panorama dei comuni vesuviani. ”Sono molto soddisfatto di questi risultati, vuol dire che il lavoro di promozione e valorizzazione che come Ente Parco stiamo svolgendo sta dando i suoi frutti” dice il presidente dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio, Agostino Casillo. ”Oltre ai numeri del Gran Cono sentiero numero 5 che è la nostra punta di diamante – prosegue – a breve avremo i dati dei flussi turistici anche su tutti gli altri sentieri e i punti di interesse del Parco con i quali dimostreremo che l’intera area protetta e’ un grande attrattore turistico che genera un indotto importantissimo”. Affluenza da record anche nei siti archeologici vesuviani: a Pompei oggi – secondo quanto fa sapere la Soprintendenza – sono stati superati i 18mila accessi e al Parco archeologico di Ercolano sono stati sfiorati i 2.400.

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Cronache

Reddito, i licenziati della Fca restano su campanile: aspettiamo fatti, vogliamo reddito di cittadinanza

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”Non scendiamo, resteremo sul campanile fino a martedì. E se dall’Inps arriveranno soluzioni concrete, messe nero su bianco, solo allora scenderemo”. Lo ha detto Mimmo Mignano, uno dei cinque ex lavoratori dello stabilimento Fca di Pomigliano d’Arco, licenziati nel 2014, da stanotte sul campanile della chiesa del Carmine di Napoli insieme ad un collega, commentando la telefonata ricevuta dal presidente dell’Inps di Napoli che gli comunicava un appuntamento per martedì prossimo per risolvere la questione tecnica che ha impedito loro di ricevere il reddito di cittadinanza. ”Siamo stati raggirati troppe volte – ha aggiunto Mignano – lo stesso ministro Di Maio ed il suo staff ci hanno fatto tante promesse, ma nessuna ha avuto seguito. Non abbiamo nulla contro il presidente dell’Inps, ma capisca la nostra situazione e la nostra disillusione verso le promesse. Siamo decisi a restare qui sopra fino a quando non avremo la certezza di soluzioni”.

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