Cronache
L’appello del Papa a chi fa inciuci, gli ipocriti e ai seminatori di male: sparlare distrugge, è come gettare bomba atomica
“Il chiacchiericcio semina discordia, semina inimicizia, semina il male. Non esagero: con la lingua incominciano le guerre”. Celebrando la messa nella parrocchia di San Crispino da Viterbo, a Labaro, periferia Nord di Roma, il Papa insiste su una delle sue raccomandazioni preferite, a commento dell’evangelico “Perche’ guardi la pagliuzza nell’occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave nel tuo occhio?”. “Sparlando degli altri incominci una guerra – dice Francesco nell’omelia -: un passo verso la guerra, una distruzione, perche’ e’ lo stesso distruggere l’altro con la lingua che con la bomba atomica. E’ lo stesso: lo distruggi, e la lingua ha il potere di distruggere come una bomba atomica. E’ potentissima”. “Non lo dico io – prosegue -, lo dice l’apostolo Giacomo nella sua Lettera. E’ potentissima, e’ capace di distruggere. Con gli insulti, con lo sparlare degli altri, incominciano tante guerre: guerre domestiche, guerre nel quartiere, nel posto di lavoro, nella scuola, nella parrocchia”. Per questo “Gesu’ dice ‘prima di sparlare degli altri prendi uno specchio e guarda te stesso’, guarda i tuoi difetti e vergognati di averli.

E cosi’ diventerai muto sui difetti degli altri”. Nell’imminente Quaresima “sarebbe tanto bello se ognuno di noi pensasse: come mi comporto con la gente? Com’e’ il mio cuore davanti alla gente? Sono un ipocrita, che faccio il sorriso e poi da dietro dico e distruggo con la lingua? “E se noi alla fine della Quaresima – continua – saremo capaci di correggere un po’ questo e non andare sempre criticando gli altri da dietro, sono sicuro che la Risurrezione di Gesu’ si vedrebbe piu’ bella, piu’ grande, tra noi”. Per il Papa, criticare gli altri “e’ un’abitudine che il diavolo mette in noi”, ma “ci sono due medicine che aiutano tanto”, suggerisce: “Prima di tutto la preghiera: se ti viene di spellare un altro, criticare un altro, prega per lui, e chiedi al Signore di risolvere quel problema e a te di chiudere la bocca. Primo rimedio e’ la preghiera. Senza non possiamo fare nulla”. La seconda “e’ un’altra medicina, molto pratica: quando tu senti la voglia di sparlare di qualcuno morditi la lingua, forte, perche’ cosi’ si gonfiera’ la lingua e non potrai parlare”, dice suscitando un applauso dei fedeli, che invita a “pregare il signore perche’ ci dia la grazia di non sparlare degli altri”.

Nella chiesa, accolto all’arrivo da un gruppo di ragazzi con lo striscione “Papa Francesco, la scuola della pace ti vuole bene”, Bergoglio tra l’altro, come un normale parroco, confessa 5 parrocchiani di diverse eta’. Tra i momenti delle quasi tre ore di visita, l’incontro in privato con i bambini del catechismo in preparazione di comunione e cresima, con i ragazzi dei gruppi di post-cresima e dell’oratorio: uno dei bambini piu’ piccoli gli legge una letterina, poi domande e risposte con quattro ragazzi e ragazze. Dopo l’incontro coi genitori dei battezzandi, il Pontefice vede un gruppo di poveri e senzatetto, assistiti da Caritas e Sant’Egidio: grandi il calore e la commozione durante l’incontro, in cui il Papa ascolta i dolorosi racconti di vita.
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