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Lampo di genio di Dries Mertens e il Napoli vince a Cagliari

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Per il Napoli la trasferta di Cagliari è davvero l’ultima chance per poter provare a rientrare nella corsa a qualche posto in Europa.

La sconfitta della Roma a Bergamo alimenta questa speranza. Non è un match facile quello che si disputa alla Sardegna Arena.

Il Napoli parte forte, prova a tenere il controllo del gioco, il Cagliare difende con ordine e contrattacca. L’attacco del Napoli è affidato a Elmas e Callejon esterni, Mertens falso nove al centro. Fuori Insigne. Allan nemmeno convocato per scelta tecnica. Milik, Koulibaly e Lozano lasciati a Napoli per problemi fisici da risolvere in infermeria. È un Napoli ancora largamente rimaneggiato quello che deve provare a fare sua la partita con il Cagliari che è messo meglio in classifica.

Partita molto tattica, con le due squadre che si annullano quasi. Al 30 minuto calcio di punizione di Mertens sull’esterno destro dell’area del Cagliari  di poco a lato.

Poi non succede più nulla fino al 45 minuto. Prima frazione di gioco bruttissima. Secondo tempo sembra brutto come il primo. Al 54 minuto Zielinsky tura da fuori, Cragno mette a lato con una bella smanacciata.

É l’unica azione degna di nota in dieci minuti di gioco.  Al 65 minuto arriva però il lampo di genio di Dries Mertens. Il folletto belga riceve palla sul lato sinistra dell’area di rigore del Cagliari e con un capolavoro di balistica infila Cragno con una trattoria impossibile. Vantaggio del Napoli.

È il gol 120 di Mertens, ad una lunghezza dal record di Marek Hamsik nella classifica dei top scorer azzurri di tutti i tempi.

La reazione del Cagliari è veemente ma molto disordinata. Fino al minuto 80 la spinta dei sardi non porta alcun pericolo alla porta difesa da Ospina. Anzi è il Napoli che di rimessa in una occasione potrebbe capitalizzare meglio una azione di attacco tra Mertens e Politano, ma il belga preferisce tirare da lontano e dunque la palla finisce tra le braccia di Cragno. Il Napoli è in controllo della partita perchè il Cagliari non riesce a schiacciare gli azzurri nella loro metàcampo. Dries Mertens è davvero in palla ed è l’unico sul fronte di attacco ad aggredire gli spazi e a fare pressing oltre a provare a fare ancora gol.

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Mondiale di F1: 6 sprint e la Cina, una ‘maratona’ lunga 24 Gp

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Il Mondiale di F1 del 2024 sarà di 24 Gran Premi per un totale di 30 eventi tra le gare corte del sabato e quelle della domenica e scatterà il 2 marzo in Bahrain (si corre di sabato per rispetto del Ramadan in un paese musulmano), concludendosi l’8 dicembre ad Abu Dhabi. L’Italia ospiterà il GP dell’Emilia Romagna a Imola il 19 maggio e il GP d’Italia a Monza l’1 settembre. Suzuka si sposta dall’autunno ad aprile, mentre la stagione terminerà l’8 dicembre ad Abu Dhabi. Ravvicinate per ragioni logistiche le gare in Australia, Giappone e Cina, con quest’ultima che torna tra le 24 tappe in programma dopo lo stop per il Covid (2019 fu l’ultima volta). Le sei Sprint del Mondiale 2024 si correranno a Shanghai, Miami, Spielberg, Austin, San Paolo, Lusail. Azerbaijan e Belgio non ospiteranno più la mini gara (avranno un weekend tradizionale), al loro posto subentrano Cina e Miami come location di una doppia gara.

La prima Sprint della stagione si correrà in Cina ad aprile 2024 e soltanto una delle Sprint si correrà in Europa, precisamente in Austria a fine giugno 2024. Ecco tutte le date del Mondiale F1 2024 con le 6 gare Sprint in programma evidenziate in neretto: 2 marzo – Bahrein 9 marzo – Arabia Saudita 24 marzo – Australia 7 aprile – Giappone 21 aprile – Cina – Sprint Race 5 maggio – Miami – Sprint Race 19 maggio – Emilia Romagna 26 maggio – Monaco 9 giugno – Canada 23 giugno – Spagna 30 giugno – Austria – Sprint Race 7 luglio – Gran Bretagna 21 luglio – Ungheria 28 luglio – Belgio 25 agosto – Olanda 1 settembre – Italia 15 settembre – Azerbaigian 22 settembre – Singapore 20 ottobre – Usa – Sprint Race 27 ottobre – Messico 3 novembre – Brasile – Sprint Race 23 novembre – Las Vegas 1 dicembre – Qatar – Sprint Race 8 dicembre – Abu Dhabi.

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F1: aspettando Hamilton, la Rossa riparte col sorriso

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Ottimismo, sorrisi e la consapevolezza di poter essere almeno la seconda forza del Mondiale che sta per partire. In casa Ferrari è tornata la speranza di poter rivedere la luce in Formula 1 dopo un lungo periodo di buio dovuto non solo alla super Red Bull degli ultimi anni ma anche ad una carenza di prestazioni non all’altezza con il rango e il passato della scuderia Rossa dove il prossimo anno approderà il sette volte campione del mondo Lewis Hamilton. Miglior tempo di Carlos Sainz nel day-2 dei test e miglior tempo di Charles Leclerc nella giornata conclusiva con la Ferrari la più veloce nel precampionato in Bahrein e anche la scuderia che ha percorso più chilometri a Sakhir (2257 in totale) trovando le risposte che i tecnici di Maranello cercavano.

“Usciamo da questo test soddisfatti del lavoro fatto, sia in termini di chilometraggio percorso, e alla conseguente mole di dati raccolti, che dal punto di vista della soddisfazione di Charles e Carlos – ha detto il team principal della Ferrari, Frederic Vasseur – sono stati tre giorni produttivi e privi di intoppi, che è ciò che prima di tutto si desidera dai test, specie quando è l’unico prima del via della stagione. Il nostro primo proposito era ottenere una SF-24 sincera nei comportamenti, poco sensibile al variare delle condizioni esterne e che risultasse facile da guidare”. Rispetto alla SF-23, la SF-24 si è rivelata sin da subito una vettura capace di mettere Charles Leclerc e Carlos Sainz nelle condizioni di poter tenere con costanza e facilità un ritmo sostenuto senza dover far fronte a cali improvvisi a livello di gestione delle gomme.

“Quest’anno abbiamo un feeling migliore con la macchina – ha detto il pilota monegasco della Ferrari – L’equilibrio è abbastanza costante, è molto più facile dunque sviluppare su questa base”. Un punto di partenza fondamentale per poter proseguire il piano di sviluppi in programma per aumentare il potenziale della SF-24.

“La vettura reagisce esattamente come vogliamo ma – aggiunge Leclerc – è difficile giudicare il nostro livello di competitività per il momento. Le sensazioni di certo sono migliori di un anno fa: ora non resta che concentrarci sul Gran Premio, non vedo l’ora di tornare in macchina la settimana prossima”. Uno sguardo alla stagione che sta partire ed uno al futuro con la grande novità di Hamilton al posto di Carlos Sainz il prossimo anno. E molti tifosi della Ferrari sono già proiettati con la mente al 2025. “Sono orgoglioso dei risultati ottenuti con la Mercedes – ha detto Hamilton a Sakhir surante i test – ma ho avuto la sensazione che fosse arrivato il momento di scrivere un nuovo capitolo. Come tutti i piloti ho guardato Michael Schumacher in gioventù, nel suo periodo di massimo splendore. Pensavo a come sarebbe stato guidare in rosso un giorno. Ho corso con Vasseur e abbiamo avuto un successo straordinario in F3 e anche in GP2 – ha ricordato il futuro pilota Ferrari – siamo sempre rimasti in contatto. Quando ha ottenuto il posto alla Ferrari, sono stato felicissimo per lui. Credo che le stelle si siano allineate e che non sarebbe successo senza di lui. Quindi gli sono molto grato e sono davvero entusiasta del lavoro che sta svolgendo”.

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Il Genoa ritrova i tre punti, l’Udinese cade in 5 minuti

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Il Genoa torna a vincere dopo tre gare in cui aveva raccolto due punti battendo con merito l’Udinese di Cioffi che resiste poco più di 25′ nel primo tempo colpendo anche una traversa con Lucca. Una rovesciata di Retegui e un colpo di testa di Bani chiudono di fatto la gara nel giro di cinque minuti già nel primo tempo e l’espulsione di Kristensen ad inizio ripresa è il colpo finale per la squadra ospite che deve continuare a guardarsi le spalle mentre i rossoblù puntano decisamente alla parte sinistra della classifica. Gilardino conferma l’11 che ha pareggiato a Napoli, con Messias mezzala mentre Cioffi risponde con Thauvin alle spalle di Lucca.

Gara dai ritmi molto alti sin dal fischio di inizio con Giannetti ammonito dopo appena un minuto per un fallo su Retegui. I rossoblù partono forte ma l’Udinese risponde colpo su colpo e anzi le prime occasioni sono proprio dei friulani con Walace dal limite, blocca Martinez e con Lucca che di testa colpisce la traversa su cross in area. Il Genoa però prende campo minuto dopo minuto e al 26′ solo Okoye con un grande riflesso evita il gol su conclusione di Vasquez. Due minuti dopo ci prova Messias su punizione, decisiva la deviazione della barriera. Poi sugli sviluppi di un corner di Martin, Vasquez colpisce il palo, il quattordicesimo da inizio stagione per la squadra di Gilardino.

Il vantaggio per il Genoa è nell’aria e arriva al 35′ con una spettacolare rovesciata di Retegui bravo a raccogliere una deviazione di Giannetti in area. L’Udinese non reagisce e subisce ancora. Gudmundsson lavora un ottimo pallone in area da sinistra e piazza il cross perfetto per Bani che di testa batte Okoye (40′) per il raddoppio con cui le due squadre vanno negli spogliatoi. Un solo cambio nell’intervallo ed è dell’Udinese con Cioffi che inserisce Ebosele per Ehizibue. Ma l’avvio di ripresa è tutto di marca rossoblù con Messias letteralmente scatenato. Dopo nemmeno un minuto sfiora il gol con un diagonale sul palo più lontano dopo una volata in solitario. Tre minuti dopo Kristensen deve usare le maniere forti per fermarlo al vertice dell’area. Secondo giallo e ospiti in dieci per tutto il secondo tempo.

Cioffi corre così ai ripari inserendo Kamara e Joao Ferreira e passando a quattro dietro ma la mossa non sortisce gli effetti sperati con il Genoa che è ormai padrone dal campo e sfiora più volte il terzo gol prima con Badelj, bravo Okoye ad alzare in angolo, poi con Frendrup che cerca da fuori il palo più lontano senza fortuna. L’Udinese fatica ma grazie ad un Genoa che controlla senza affondare troppo, riesce anche a trovare il gol con Lucca dopo un contropiede, rete che Forneau non ha dubbi nell’annullare per un fallo dell’attaccante su De Winter. Per l’Udinese è l’unico sussulto e nemmeno i cambi del tecnico friulano riescono a riaprire la sfida con il Genoa che controlla sfiorando il terzo gol con Gudmundsson, con la consueta girandola di cambi utile solo per il tabellino.

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