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Economia

L’alta formazione professionale internazionale in un mondo che cambia, Vittoria Ponzetta spiega progetti e didattica della MACCT

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A Malta è nata una realtà internazionale ma dalla forte impronta italiana. Si tratta della MACTT (Mediterranean Academy of Culture, Technology and Trade) un nuovo istituto di alta formazione con sede a Malta e licenza rilasciata dalla National Commission for Futher and Higher Education (license no. 2020-005), che ha nel suo programma la realizzazione di progetti educativi di ampio respiro.

Gli obiettivi

Parte dall’Italia l’avventura dei fondatori, ed è un’italiana il direttore degli studi. Si chiama Vittoria Ponzetta, già direttore del Formed “Ente di formazione didattica e cultura” e direttore e coordinatore della “Scuola di osteopatia Formed-Belso”, pronta a scrivere oggi un nuovo importante capitolo della sua vita professionale in un contesto, il Mediterraneo, culla della civiltà, dell’incontro tra popoli e culture, di scambi commerciali e di uno sviluppo sostenibile. Siamo in un’area geopolitica strategica che guarda al futuro con la forza di un passato che non ha eguali al mondo.

Mediterranean Academy of Culture, Technology and Trade. La sede di Malta

La professoressa Ponzetta spiega come le attività formative di MACTT saranno legate a principi e valori universali come la crescita armoniosa ed equilibrata delle comunità per il benessere reale delle persone. Un grande obiettivo da perseguire attraverso le competenze dei giovani.

A loro vogliono fornire gli strumenti non soltanto per arricchire un curriculum e avere un più facile accesso al mondo del lavoro in contesti di respiro internazionale, ma anche per ideare, creare e progettare un futuro sempre più ambizioso, sicuro e sostenibile attraverso startup e forme di imprenditorialità a servizio di un mondo più equo ed efficiente. Tra i progetti formativi si prevedono quelli mirati alla crescita professionale e personale, come la conoscenza delle lingue e la cultura tecnologica. Per poi proseguire con argomenti di attualità a livello globale.

La formazione

Tra gli argo- menti su cui stanno lavorando ci sono: la psicologia in ambito legale, la blockchain, l’amministrazione aziendale, il giornalismo di ultima generazione, la pianificazione di politiche economiche sovranazionali, la costruzione delle città del futuro, lo sviluppo sostenibile e l’efficienza energetica. Ma anche iniziative di specializzazione su professioni del futuro co- me l’osteopatia, una terapia sanitaria riconosciuta nel sistema maltese che arricchirà il bagaglio professionale di fisioterapisti, terapisti della riabilitazione, massofisioterapisti e medici-chirurghi attraverso una formazione di eccellenza.

Perché Malta? Perché rappresenta il patrimonio valoriale del Mediterraneo ed è la base ideale per pianificare progetti formativi internazionali accreditati, che possano garantire ai futuri studenti una preparazione ed un trasferimento di competenze spendibili in tutto il mondo, a partire dall’Europa e dall’area del Commonwealth, due macro aree politiche strategiche che con Malta hanno un legame profondo.

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Corona Virus

Effetto Covid, persi 255 milioni di posti lavoro nel mondo

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L’impatto del Covid-19 sul mercato del lavoro e’ stato devastante: nel 2020 circa l’8,8 % delle ore lavorate a livello mondiale e’ andato perso pari a una perdita di 255 milioni di posti di lavoro a tempo pieno, afferma l’Organizzazione internazionale del lavoro (Ilo). La stima di 255 milioni di posti di lavoro persi e’ circa quattro volte superiore al numero di ore lavorate perso durante la crisi finanziaria del 2009, afferma l’Ilo commentando nel suo ultimo rapporto sull’impatto del Covid sul mondo del lavoro. Questa perdita di ore lavorate – precisa un comunicato – e’ dovuta in parte alla riduzione dell’orario di lavoro per coloro che hanno mantenuto l’occupazione e in parte a una perdita di lavoro “senza precedenti” che ha colpito 114 milioni di persone. Il 71 % delle perdite occupazionali (81 milioni di persone) e’ avvenuto sotto forma di inattivita’, piuttosto che di disoccupazione. Tale condizione evidenzia che le persone sono uscite dal mercato del lavoro perche’ non erano in grado di lavorare a causa delle restrizioni della pandemia, o semplicemente hanno smesso di cercare lavoro. Tener conto unicamente della disoccupazione porta a sottovalutare drasticamente l’impatto del Covid-19 sul mercato del lavoro, sottolinea ancora l’Ilo. Il rapporto aggiunge che le massicce perdite di ore lavorate hanno causato una diminuzione dell’8,3% del reddito globale da lavoro (prima dell’introduzione di misure di sostegno al reddito). Questa perdita corrisponde a 3.700 miliardi di dollari o al 4,4 % del prodotto interno lordo (PIL) globale. Le donne sono state maggiormente colpite degli uomini. Anche i giovani sono stati particolarmente colpiti dalla crisi causata dalla pandemia: la perdita di occupazione tra i giovani (15-24 anni) e’ stata dell’8,7 %. Le ultime proiezioni per il 2021 indicano che la maggior parte dei paesi dovrebbe osservare una ripresa sostenuta nella seconda meta’ dell’anno, quando saranno i programmi di vaccinazione avranno effetto. Ma nell’incertezza l’Ilo descrive tre scenari per la ripresa: uno scenario di base, uno pessimista e uno ottimista e mettere in guardia contro un rallentamento delle prospettive di ripresa nel 2021 se i timidi miglioramenti non verranno supportati da politiche per una ripresa incentrata sulle persone.

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Economia

Accertamenti Consob sull’intesa Cattolica-Generali

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La Consob accende un faro sul processo di formazione degli accordi che hanno portato le Generali a diventare il primo azionista di Cattolica allo scopo di verificare che non sia stato commesso, da parte dei molti soggetti a vario titolo coinvolti nell’operazione, un abuso di informazioni privilegiate. La divisione mercati dell’authority di Borsa ha chiesto a Cattolica e Generali i dati di tutti i dipendenti, collaboratori ed esponenti coinvolti nel progetto, di tutti i consulenti legali, fiscali e finanziari assoldati, con l’indicazione dell’oggetto dell’incarico, delle modalita’ e dei tempi del suo conferimento, nonche’ di tutti gli esponenti e dei consulenti di societa’, diverse da Generali, con cui Cattolica sia eventualmente entrata in contatto nella sua ricerca di un cavaliere bianco. Allo scopo di circoscrivere lo spettro delle persone a conoscenza della trattativa, quando ancora era riservata, Consob ha chiesto anche una ricostruzione della cronologia di tutte le attivita’, gli incontri, i contatti, anche informali, che hanno portato all’intesa, incluse telefonate e scambi di mail. Spazio per speculare in Borsa non sarebbe mancato: in occasione dell’annuncio dell’accordo con Generali il titolo Cattolica, che era crollato a 3,4 euro all’inizio di giugno dopo la notizia della richiesta dell’Ivass di ricapitalizzare, si era riportato a ridosso dei 5 euro, guadagnando in una sola seduta il 38%, spinto dall’impegno di Generali a sottoscrivere un aumento riservato da 300 milioni a 5,55 euro ad azione. La richiesta di informazioni, che ne’ Generali ne’ Cattolica hanno voluto commentare, rientra nell’alveo degli accertamenti preliminari della Consob, all’esito dei quali gli uffici valuteranno se, alla luce degli elementi raccolti, ci sia spazio per muovere contestazioni. Solo in tal caso si aprira’ un contraddittorio con i soggetti sospettati di condotte illecite all’esito del quale la Commissione valutera’ se irrogare o meno sanzioni. Non e’ inusuale per l’authority di Borsa andare a verificare, in presenza di accordi cosi’ rilevanti, l’assenza di abusi rispetto ai quali le aziende sono spesso estranee. La richiesta, in questo caso, arriva a quasi sette mesi di distanza dalle intese su cui la Consob ha acceso un faro e in relazione alle quali, sul tavolo della Commissione, sono arrivati almeno tre esposti con cui i soci di minoranza di Cattolica hanno contestato, tra le altre cose, la correttezza e la tempestivita’ delle informazioni fornite al mercato. La compagnia veronese e’ da tempo al centro delle attenzioni delle authority. L’Ivass, al termine di una lunga ispezione, ha formulato pesanti rilievi al sistema di governance e di gestione dei rischi della compagnia, chiedendo un profondo ricambio del consiglio. La Consob, in seguito a un’ispezione i cui esiti devono essere ancora finalizzati, ha messo in moto la Procura di Verona, che ha indagato il vertice di Cattolica per illecita influenza sull’assemblea.

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Economia

Istat, fisco pesa soprattutto su singoli e famiglie

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Un sistema fiscale che penalizza le famiglie e i singoli, tasse che scendono ma solo su imprese e capitale, e un Irpef piu’ leggera per gli autonomi con redditi sopra i 28.000 euro. E’ quanto e’ emerso dalla relazione presentata in commissione Finanze alla Camera da Gian Paolo Oneto Direttore della Direzione centrale degli Studi dell’Istat, sfatando non pochi luoghi comuni. Il sistema fiscale italiano ha detto e’ “fortemente sbilanciato” su individui e famiglie, mentre nei confronti delle imprese siamo “il terzo paese per imposizione fiscale piu’ bassa dopo Lettonia ed Estonia”. Le imposte sui redditi di individui e famiglie valgono il 27,5% delle entrate totali, “quelle sui redditi delle imprese si fermano al 4,6%” ha detto Oneto. In realta’ questo favore verso le imprese e’ una costante condivisa da tutti paesi europei (eccetto Cipro),ma un gap come il nostro, superiore a 20 punti si registra, “solo in Danimarca, Finlandia,Svezia e Lettonia” tutti paesi strutturalmente molto diversi dall’Italia. Innegabilmente le tasse sono diminuite , ma le politiche fiscali non sono mai andate a vantaggio delle famiglie o ai redditi Irpef, tuttaltro. Negli ultimi 10 anni la riduzione del peso della entrate fiscali e’ stata infatti di ben 2,5 punti percentuali, ma e’ stata tutto a vantaggio di imprese e capitale. Infatti, come ha ricordato Oneto, il calo della pressione fiscale ha riguardato soprattutto le imposte indirette, ad esempio l’Iva (-1,9 punti percentuali.). Il calo sulle imposte dirette e’ stato di solo lo 0,6 punti, ma questo risultato e’ stato frutto della riduzione del peso delle imposte su redditi e profitti di impresa (-1,0 punti.) e di quelle sui guadagni di capitali (-2,0 punti), un vantaggio compensato da un aumento delle imposte sui redditi di individui e famiglie (+2,1 punti). Analizzando poi piu’ direttamente l’Irpef – che da sola procura un gettito di 193,5 miliardi pari al 10,8% del Pil (dato del 2019) – emerge che grazie a un diverso sistema impositivo i redditi da lavoro autonomo godono, a partire dai 28.000 euro, di un peso fiscale inferiore a uguali redditi da lavoro dipendente e pensione (mentre il peso per gli autonomi e’ maggiore nelle fasce di reddito inferiore). Non solo, il peso fiscale per gli autonomi diminuisce, all’aumentare del reddito. “Per i redditi superiori ai 28.000 euro e fino a 55.000 euro, l’aliquota media sul lavoro autonomo e’ di 5 punti percentuali inferiore a quella sul lavoro dipendente. Per i redditi superiori a 55.000 euro, l’aliquota per i redditi autonomi risulta inferiore di circa 7 punti percentuali rispetto ai dipendenti” ha scandito Oneto.

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