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Lady Gaga come i neomelodici, canta a Como a un matrimonio privato

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La cantante e attrice americana Lady Gaga cantera’ questa sera a Como in un concerto privato organizzato per le sontuose nozze del miliardario britannico Alan Howard, 58 anni, che da anni ha una villa sul lago di Como nella zona di Bellagio. Il tutto avverra’ nel parco di Villa Olmo, splendida dimora neoclassica di proprieta’ del Comune di Como e che Howard ha affittato per un mese intero, pagando alle casse pubbliche un affitto di 1,3 milioni di euro. In realta’ il miliardario e la moglie americana, Caroline Byron, si erano sposati due anni fa nei primi giorni della pandemia Covid, ma ora hanno voluto ufficializzare la loro unione con gli ospiti in un evento descritto come memorabile. Pare che sia in particolare la sposa ad essere un’accesa fan della cantante americana, invitata per l’occasione. Lady Gaga e’ arrivata gia’ ieri sul lago di Como ospite in una villa privata e ha gia’ fatto alcune prove, blindatissime, sul palco. Stasera, anche se il pubblico non potra’ vederla – tutto il parco della villa e’ stato reso off limits per giorni non senza qualche polemica locale – potra’ pero’ di fatto ascoltare il concerto. I preparativi dell’evento sono iniziati il 6 giugno e le componenti sono quelle che si possono immaginare in un matrimonio da film: allestimento neobarocco stile Versailles, luci scenografiche, fuochi d’artificio, cena preparata da chef stellati, limousine e motoscafi messi a disposizione degli ospiti, che potranno arrivare direttamente via lago grazie ad un attracco allestito per l’occasione. Lady Gaga era stata anche lo scorso anno sul lago di Como per le riprese del film “House of Gucci”.

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Johnny Depp torna sul set, in Francia è re Luigi XV

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La faccia truccata di bianco come si usava nel Settecento, il viso di profilo con un accenno di barba, gli occhi coperti da una sciarpa in seta come per giocare a moscacieca, il cappello bianco con le piume: e’ la prima immagine, giocosa e ironica di Johnny Depp nel ruolo del re Luigi XV nel film diretto da Maiwenn che interpreta lei stessa Jeanne du Barry, la cortigiana del re. La societa’ di produzione di Rust And Bone e A Prophet Why Not ha dato notizia che le riprese sono iniziate il 26 luglio per 11 settimane andranno tra Versailles e altri castelli della regione parigina, oltre allo studio. E’ il primo film di Depp in tre anni (il primo ruolo importante dopo il film indipendente Minamata) e segue la sua vittoria nel turbolento processo per diffamazione contro l’ex moglie Amber Heard. L’ambizioso dramma e’ liberamente ispirato alla vita di Jeanne du Barry, l’ultima amante di Luigi XV alla corte di Versailles, dopo Madame de Pompadour. Nata in poverta’, la Du Barry e’ una giovane donna della classe operaia affamata di cultura e piacere che usa la sua intelligenza e il suo fascino per scalare uno dopo l’altro i gradini della scala sociale. Diventa la compagna preferita di Luigi XV che riacquista il suo appetito per la vita grazie alla loro relazione. I due si innamorano perdutamente. Contro ogni decoro ed etichetta, Jeanne si trasferisce a Versailles, dove il suo arrivo scandalizza la corte. Luigi XV mori’ nel 1774 e Madame du Barry fu costretta a ritirarsi in convento. Fu cosi’ che Maria Antonietta comincio’ a regnare incontrastata in Francia. Nel cast tra gli altri Benjamin Lavernhe, Pierre Richard, Melvil Poupaud, Noe’mie Lvovsky, Pascal Greggory e India Hair. Jeanne du Barry e’ il sesto film della regista Maiwenn e la produzione piu’ ambiziosa fino ad oggi. Tra i suoi film acclamati il vincitore del Premio della Giuria a Cannes 2011 Polisse; Mon Roi, per il quale Emmanuelle Bercot ha vinto come miglior attrice a Cannes nel 2015, e il lavoro semi-autobiografico DNA , che e’ stato festeggiato con la special label di Cannes 2020.

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Jovanotti insiste, econazisti mitomani pericolosi

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Non accenna a placarsi la polemica sul Jova Beach Party: dopo aver dato degli ‘econazisti’ agli ambientalisti che criticano la sua scelta di suonare davanti a migliaia di persone sulle spiagge, Lorenzo Cherubini – che ha ‘lucchettato’ il suo profilo twitter – risponde al geologo Mario Tozzi, che ieri su La Stampa, in una lettera aperta al cantante, ha spiegato che “concerti con 50mila persone non sono sostenibili da alcun sistema naturale”. “L’altro giorno – scrive su Facebook ‘Jova’, rispondendo al divulgatore scientifico e invitandolo a una data del suo Jova beach party – ho chiamato ‘econazisti’ quei mitomani pericolosi che polarizzano violentemente la grande questione dell’ecologia dentro a piccoli brand personali non accreditati se non da loro stessi e dai like rimediati a vanvera. Li ho chiamati econazisti perche’ essi lo sono”. Sono 20mila le firme sotto la petizione, su change.org, per dire ‘No ai grandi eventi su spiagge e siti naturali’, lanciata da associazioni ambientaliste e animaliste come Enpa, Lav, Marevivo Onlus e Sea Shepherd Italia. La replica di Jovanotti, pero’, e’ diretta al professor Tozzi: “Seguo il tuo lavoro di scienziato e di divulgatore da tanto tempo e mi ricordo quando nel 2019 hai difeso le nostre feste in spiaggia, non capisco quindi cosa sia cambiato nel frattempo. Tutto e’ stato fatto bene in collaborazione con Wwf (io non ho competenze specifiche, loro ne hanno), anzi ancora meglio. Abbiamo tutti i permessi delle autorita’ competenti, locali, regionali e nazionali”. In particolare, “le spiagge dove suoniamo sono luoghi popolari sempre pieni di gente”, dove “le ruspe ci passano quasi tutte le mattine da maggio a ottobre anche senza JovaBeach”. Anzi, “la spiaggia di Lido di Fermo non e’ piu’ ‘naturale’ di Hyde park o del prato di San Siro”. Per quanto riguarda le polemiche animaliste, “non andiamo mai, nemmeno una volta, – scrive Jova, che fara’ tappa con il suo show il 12 e 13 agosto a Roccella Jonica – in luoghi dove c’e’ la possibilita’ di nidificazione del fratino o presenza di caretta caretta o altre specie animali o vegetali protette”. “Io davvero, per quello che ho potuto verificare e fidandomi di gente esperta che ci affianca in questa avventura, non ho niente di cui pentirmi” sottolinea ancora l’artista, per il quale “fare di JBP un bersaglio ecologista e’ semplicemente assurdo, perche’ la verita’ e’ proprio che noi siamo la piu’ grande iniziativa che parla di ambiente mai fatta in Italia. Questa cupezza da ‘santa inquisizione’ che qualcuno vuole infondere al tema ambientale usando JBP e’ controproducente – le sue conclusioni – soprattutto per l’ambiente”. Da parte loro, le associazioni ambientaliste ricordano che per gli show di Roccella Jonica i permessi ci sono, tutto e’ legale e regolare, ma “movimentare migliaia di metri cubi di sabbia per rendere fruibile la spiaggia a migliaia di persone, oltre a distruggere dune, piante pioniere ed ecosistemi diversi, e’ pericoloso per la stabilita’ dell’arenile”. E su twitter molti abbinano la scelta di chiudere il profilo alle polemiche sul Jova beach Party: “Sei Jovanotti e invece di proteggere le spiagge proteggi i tuoi tweet”, l’accusa al cantante, 3,7 milioni di follower.

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Servillo, io e i miei fratelli Martone e Sorrentino: festa per 30 anni di carriera per l’attore di Afragola

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“Qui giace Toni Servillo, Toni a teatro Servillo al cinema”: la battuta ironica e’ dello stesso attore che definisce cosi’ il suo dualismo mentre festeggia trenta anni di cinema in una carriera, come la definisce lui stesso, “da teatrante militante”. Il Covid lo ha fatto impegnare di piu’ in questi ultimi anni sul cinema (“prima lo accettavo solo d’estate, d’inverno ero in tournee”), tre film pronti in uscita, “ma il prossimo anno torno a teatro. Al Piccolo di Milano e poi a Napoli”, ha detto qualche giorno fa a Maratea intervistato dal direttore della Mostra del cinema di Venezia Alberto Barbera. La sua passione e’ il palcoscenico ma al cinema si e’ preso tante belle soddisfazioni e oggi Servillo, 63 anni di Afragola (Na), e’ uno tra i piu’ carismatici attori italiani, con decine di riconoscimenti. Ha pronti Il primo giorno della mia vita con la regia di Paolo Genovese, interpretato con Margherita Buy, Valerio Mastandrea, Lino Guanciale, Il ritorno di Casanova diretto da Gabriele Salvatores e La Stranezza di Roberto Ando’ accanto a Ficarra e Picone. “Ho cominciato a fare cinema piuttosto tardi – ammette – credevo che la mia attivita’ si esaurisse con il teatro che non ho mai abbandonato: del resto il primo film, Morte di un matematico napoletano del 1992, che e’ anche il film d’esordio di Mario Martone, fu una conseguenza del nostro progetto teatrale, avevamo fondato una compagnia (Teatri Uniti ndr) con uno spirito forte di indipendenza autoriale e produttiva e con quell’idea cominciammo il cinema, non a caso protagonista era quel grande uomo di teatro di Carlo Cecchi”. Servillo ha lavorato con Bellocchio, Garrone ma sono due i grandi sodalizi: con Mario Martone e Paolo Sorrentino, ben sei film con ciascuno.

“Paolo prima di essere grande realizzatore di immagini e’ uno scrittore, uno straordinario dialoghista, le battute diventano persino proverbio come il ‘Non ti disunire!’ detto al protagonista Fabietto in E’ stata la mano di Dio. Paolo – rivela – si esercita quotidianamente con la scrittura, gira sempre con l’attrezzatura per scrivere ovunque si trovi. Mario invece e’ uno che fa parlare in maniera eloquente e brillante i luoghi nei quali cala i personaggi, e’ uno straordinario ‘decorateur’, in lui scenografo e regista si integrano. Vediamo Qui rido io, il film che racconta Eduardo Scarpetta: Martone fa mescolare teatro e vita al punto da non distinguere il sipario del palcoscenico dai tendaggi della sua casa, mentre in Nostalgia ha veramente saputo raccontare la Sanita’ come se fosse un quartiere di Algeri, Del Cairo. Con Mario a teatro lavoriamo insieme da quando avevamo 18 anni, e’ mio fratello, mentre Paolo mi ha sempre considerato suo fratello maggiore. Insomma sono miei fratelli e conosco i loro progetti sempre dalla fase iniziale, ma non ho un ruolo autoriale perche’ ritengo che il cinema sia dei registi, gli attori possono illuminare un film ma colui che porta i contenuti nel cuore dello spettatore e’ il regista, che se lo pensa, se lo gira, se lo monta a differenza del teatro dove invece questo ruolo e’ dell’attore”. Toni Servillo non e’ solo attore per registi-star, il suo nome e’ nei cast di molti debutti: il primo film di Andrea Molaioli, di Claudio Cupellini, di Francesco Amato, di Daniele Cipri’ senza Maresco e degli stessi Martone e Sorrentino. “C’e’ qualcosa di entusiasmante nei debutti, che ha a che fare con la prima volta, l’inizio di qualcosa. Ora mi piace ancora di piu’ perche’ magari con il mio nome riesce a decollare il film di un giovane e poi da loro si impara moltissimo, si trae linfa e si impara ad invecchiare meglio. C’e’ da dire che abbiamo una generazione incredibile di giovani attori, come Borghi e Marinelli che ammiro. Il cinema italiano gode dal punto di vista artistico di una grandissima considerazione, abbiamo registi di fama internazionale che da quando avevano 40 anni come Alice Rohrwacher e Matteo Garrone, oltre ai gia’ citati, raccolgono allori: non c’e’ solo la tradizione del cinema italiano dei tempi d’oro alle spalle ma anche una nuova leva. Tra le cose piu’ importanti che il nostro paese ha offerto al mondo in questi anni c’e’ sicuramente il cinema e dobbiamo andarne piu’ fieri”.

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