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Cronache

Ladri a casa Vidal, rubati gioielli e soldi: fallito il tentativo di rubare anche una Ferrari

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Le case dei calciatori sono spesso obbiettivo dei ladri in Lombardia, in tutta Italia e all’estero. L’ultimo colpo e’ ai danni del centrocampista dell’Inter e della nazionale cilena, Arturo Vidal, messo a segno probabilmente da una banda che ha preso di mira le abitazioni del Comasco. Anche se la notizia e’ di oggi l’episodio e’ della sera del derby Milan-Inter, lo scorso 7 novembre. Sconosciuti sono riusciti ad entrare nella villa di Vidal al Villaggio del Sole sulla collina residenziale di San Fermo della Battaglia, non distante dal capoluogo, mentre il calciatore era fuori casa, trovandosi a San Siro. I ladri avrebbero agito proprio nella fascia tra le 20 e 45 e le 21 e 15, mentre si disputava la stracittadina di Milano. Nel cortile Vidal ha una Ferrari 448 Spider, una Brabus Amg G700 nera, un fuoristrada della Mercedes che costa sui 400mila euro, una Volvo XC90, la sua nuova Panda 4×4 color verde chiaro, e una vecchia Panda. I malviventi hanno tentato di portare via anche la Ferrari, ma non ci sono riusciti, quindi hanno optato per il fuoristrada Mercedes che sono riusciti a rubare. Hanno anche spaccato i vetri, messo a soqquadro l’abitazione e hanno portato via ori e gioielli. Il bottino e’ particolarmente ingente. I carabinieri di Rebbio stanno lavorando sull’ondata di furti che da qualche settimana sta colpendo quella zona residenziale. Nel gennaio del 2014 sempre Arturo Vidal fu vittima di un altro furto quando era alla Juventus: fu svaligiata la sua abitazione a Moncalieri (Torino) per un bottino di 150 mila euro fra contanti e gioielli mentre il giocatore era fuori a cena. Mentre nella stessa casa di San Fermo, nel 2008 abitata da un altro calciatore dell’Inter l’ ‘imperatore’ Adriano, si verifico’ un furto di oggetti preziosi e abiti firmati con tanto di cassaforte aperta e svuotata. Nel maggio del 2014, sempre nel Comasco, tocco’ a Mario Balotelli allora al Milan: via ori, orologi, e una Porche S, poi ritrovata, dalla sua villa a Limido Comasco. Circa un anno prima all’attaccante, nella stessa casa, furono rubate ‘solo’ due magliette. La serie di furti nelle residenze calciatori e’ praticamente infinita in Italia come nel mondo. Desto’ scalpore e choc il furto nel dicembre dello scorso anno a casa dell’indimenticato e amatissimo bomber azzurro Paolo Rossi, nella tenuta di Poggio Cennina, a Bucine (Arezzo), mentre a Vicenza si svolgevano i funerali del campione. Scomparvero il Rolex normalmente indossato da Paolo Rossi e lasciato a casa quando e’ stato ricoverato e circa 150 euro tenuti per le spese spicciole. Nell’ottobre del 2020 anche Cristiano Ronaldo, ancora juventino, e’ finito nel mirino dei ladri: non a Torino, ma in Portogallo. La villa da 7 milioni di CR7 e’ stata ‘visitata’ da ignoti che, fra le altre cose, si sono impossessati di una maglia della Juve autografata dall’ attaccante. Nel dicembre del 2005 sempre a Ronaldo sono stati portati via gioielli e abiti per 40 mila euro in casa a Londra. E nel 2019 nel quadrante d’oro di West London, vittima fu l’ex campione di calcio, nazionale inglese e allenatore Frank Lampard.

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Nascerà a Maddaloni il parco tematico più grande d’Europa

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Nascera’ a Maddaloni, in provincia di Caserta, il parco a tema piu’ grande d’Europa: si chiama Ludo & Felix, ed ha come obiettivi di risvegliare il flusso turistico e creare nuove opportunita’, con un indotto anche per le attivita’ commerciali della zona. Il nuovo parco sorgera’ su un’area di 100 ettari ricadente nel sito dell’ex cava Cementir di Maddaloni; un’area piu’ estesa di quella dove sono stati realizzati Disneyland Paris, con i suoi 58 ettari, e Gardaland, attualmente il parco a tema piu’ grande d’Italia. Ludo & Felix sara’ suddiviso in due diverse aree comunicanti: Ludo, il parco tematico che interessera’ 40 ettari e Felix, il polo culturale, che sara’ sviluppato su 60 ettari. Un progetto innovativo, presentato nel corso di una conferenza stampa tenutasi a Capua, reso possibile grazie ad un investimento di 400 milioni di euro, di cui 270 milioni di fondi del PNRR e 130 milioni provenienti da privati, e che contribuira’ a creare occupazione in un’area depressa come il Casertano, con 3500 nuove opportunita’ di lavoro, tra dipendenti diretti (1500) e indiretti dell’indotto (altri 2000). “L’area metropolitana di NAPOLI – afferma il sindaco di Maddaloni Andrea De Filippo – e’ l’unica ad oggi sprovvista di una struttura ricettiva di carattere turistico-culturale, che sia in linea con le moderne strutture italiane. E’ evidente che questo grande ed innovativo progetto, che possa concorrere anche alla riqualificazione ambientale, puo’ realizzarsi solo se sussistono le condizioni di assoluta armonia tra aziende ed enti pubblici”. “L’area di Maddaloni-Marcianise – aggiunge De Filippo – e’ in una posizione di pregio nell’ambito della mobilita’ territoriale, sia per il sud Italia e per il collegamento tra le zone costiere e quelle interne della Penisola. Un intervento del genere diviene un’opera di completamento in senso organico, che puo’ dare uno slancio al territorio e che si potra’ tradurre, nel giro di pochi anni, in un volano economico tale da modificare completamente la conformazione socio-economica della zona”. “Il 40% del parco – spiega Filippo Ferdinando Gustavo Vettone, ideatore del progetto – sara’ destinato ad azionariato popolare, ed i relativi utili saranno assegnati alle istituzioni locali per essere reinvestiti nella provincia di Caserta”. La prossima settimana il progetto sara’ presentato al presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca.

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Rapporto Eurispes, due italiani su tre non si fidano della giustizia

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Il 65,9% degli italiani non ha fiducia nel sistema giudiziario e solo l’8% ritiene che la giustizia funzioni bene. Lo rivela il 34/mo Rapporto Italia dell’Eurispes. La malagiustizia, secondo l’analisi, sarebbe causata soprattutto dall’eccessiva lentezza dei processi. Di fronte ad un torto subito configurabile come reato o illecito – spiega l’Eurispes -, più di 1 cittadino su 4 preferisce non denunciare. Gli italiani, poi, sono compatti nell’affermare che i giudici debbano essere giudicati con lo stesso sistema applicato a tutti i cittadini (80,2%), mentre convince molto meno ma sempre in maggioranza l’idea secondo cui l’azione dei giudici sarebbe condizionata dall’appartenenza politica (57,8%).

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A 6 mesi positiva a cocaina, l’ombra dei maltrattamenti

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E’ ricoverata da circa un mese all’ospedale, con lesioni sospette lungo il corpo, e un’emorragia causata forse da un eccessivo scuotimento, ma ora i sanitari hanno scoperto anche la presenza di cocaina su una bimba di sei mesi, che si trova nella terapia intensiva dell’Ospedale di Padova. La piccola era stata trasportata d’urgenza il 9 maggio nella citta’ euganea, proveniente da Chioggia, localita’ all’estremita’ meridionale della Laguna di Venezia, dove era stata accolta due giorni prima al pronto soccorso, in preda a malesseri e a vomito. Le sue condizioni erano velocemente peggiorate, tanto da far sospettare una emorragia cerebrale, piu’ altri traumi sul corpo, che ne hanno consigliato il trasferimento in elicottero a Padova. I carabinieri hanno subito avviato gli accertamenti di rito con il nucleo familiare della piccola, per capire se le lesioni potessero essere riconducibili alla cosiddetta sindrome da “shaken baby”, ossia traumi gravi causati dallo scuotimento violento di un neonato nel tentativo di calmarne il pianto, oppure che si sia trattato di una disattenzione che le avrebbe causato un colpo alla testa. La Procura della repubblica di Venezia al momento ha aperto un fascicolo “modello 45”, cioe’ senza ipotesi di reato e senza indagati, in attesa di ulteriori accertamenti che vengono compiuti dai militari della Compagnia clodiense. Nel frattempo, a Padova i medici hanno compiuto tutte le analisi del caso, e pian piano le condizioni della piccola sono migliorate, anche se e’ tuttora ricoverata nella terapia intensiva pediatrica, dove e’ sottoposta a costante monitoraggio per i traumi fisici che presentava al momento del ricovero. E dalle analisi condotte sulla neonata e’ spuntata la presenza della sostanza stupefacente, in particolare nei capelli e sulla sua pelle. Non si tratta comunque di una presenza organica, legata cioe’ a un’eventuale assunzione della cocaina, ma di una sorta di ‘contatto’ esterno con la sostanza. La piccola sarebbe cioe’ stata “esposta” alla cocaina, si sarebbe trovata in un ambiente o in vicinanza di qualche persona che aveva assunto o stava assumendo lo stupefacente, e ne sarebbe stata in qualche modo contaminata. La circostanza ha dunque a che fare con le condizioni di vita e di dipendenza della famiglia della piccola. Da quel che e’ stato appurato, a seguire la bambina sono i genitori naturali, che pero’ vivono separati, che di fatto si appoggiano a un’altra coppia di amici. Al momento del malore che ha comportato il suo trasporto all’ospedale, la bimba era accudita appunto da quest’ultima famiglia. Tutti e due questi nuclei soffrono di dipendenza da sostanze, e sono seguiti da tempo dai servizi sociali del Comune di Chioggia. Sulle loro eventuali responsabilita’, e sulle cause che hanno causato il ricovero della piccola, e infine sulla scoperta della presenza di cocaina sul suo corpo, sono ancora aperte tutte le ipotesi.

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