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Cronache

L’addio a Guido Lembo, l’arrivo della bara in porto col panfilo di Della Valle e il saluto in Piazzetta

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È tornato nella isola, Capri. Per l’addio commosso dei suoi concittadini e i tanti amici che gli hanno voluto bene in ogni angolo del mondo. Guido Lembo, lo chansonnier caprese, il patron della mitica taverna Anema e Core, deceduto dopo una lunga malattia, è arrivato da Pozzuoli a Capri a bordo dello yacht Altair, il panfilo del suo amico di sempre Diego Della Valle. L’ingresso della bara a bordo del panfilo nel porto è stato salutato dalle sirene delle navi, dei motoscafi e dei gozzi. Sul molo c’era una folla di parenti e amici in silenzio.

Il corteo funebre ha sfilato lungo Marina Grande per raggiungere la piazza salotto dove ogni anno arrivano vip da ogni parte del mondo, la Piazzetta. Ed è qui che la bara di Guido Lembo si è fermata per consentire ad amici e tanti turisti presunti per un sabato quasi d’estate, di rendere omaggio allo chanssonier caprese. Poi il corteo funebre ha proseguito lungo via Vittorio Emanuele per arrivare fino all’ingresso della taverna Anema e Core. Qui l’inchino della bara, e poi la bara dell’ultimo dei re delle notti capresi ha raggiunto l’ex Cattedrale di Santo Stefano dove alle 12 sono stati celebrati i funerali. Ma la morte non farà dimenticare mai Guido Lembo, perchè la sua musica, la sua gioiosa animazione e i suoi modi di fare sempre garbati e gentili hanno reso la sua carriera artistica inimitabile e indimenticabile.  Capri è un’isola meravigliosa e non ha bisogno di alcuna pubblicità, ma una parte anche piccola del suo charme nel mondo lo deve sicuramente a Guido Lembo e all’Anema e Core. Guido non ci sarà più, ma a continuare la sua opera e a tenere accese le luce della Taverna ci sarà suo figlio Gianluigi. Addio Guido. E buona sorte alla famiglia Lembo, all’Anema e Core e a tutti i collaboratori del grande chansonnier.

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Cronache

Casamicciola, recuperati anche i corpi di una bimba e di una donna anziana

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Frana a Ischia. Sale a tre il bilancio delle vittime. È stata recuperata  una bambina di 5-6 anni: aveva addosso il pigiamino rosa. È stata ritrovata in via Celario. E’ stata recuperata la salma di una terza vittima dell’alluvione sempre nella zona di via Celario. I soccorritori che da alcune ore scavano a mano hanno rinvenuto il cadavere di una donna anziana, di cui al momento non è possibile determinare l’identità. Come per le altre due vittime, la salma sarà portata presso l’obitorio dell’ospedale Rizzoli. Almeno 10 i dispersi.  È stato disposto lo stato di emergenza. Il ministro Musumeci annuncia che la presidente del Consiglio Giorgia Meloni sarà a Ischia prima possibile. Si cercano gli altri dispersi ma si fa anche il conto delle case distrutte dall’ondata di fango. Sono 167 gli sfollati.

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Napoli, fermati nei pressi della caserma Pastrengo dei Carabinieri due ragazzi armati di mitra: sfiorata la tragedia

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All’alba, verso le 5.30, a Napoli, due ragazzi a bordo di uno scooter percorrono Piazza Carità. Hanno il volto coperto, il mezzo è senza targa e provengono dai quartieri spagnoli. I Carabinieri della compagnia Napoli centro gli intimano l’alt, lo scooter fa inversione e i 2 imboccano via Toledo, lì verranno bloccati. Chi guida ha 17 anni mentre il passeggero ne ha 18. Sono entrambi di Ponticelli e sono già noti alle forze dell’ordine. Il 18enne è armato, ha con se una pistola mitragliatrice tipo SKORPION cal. 7,65, senza matricola e con 13 colpi inseriti nel caricatore. Attimi di tensione durante la colluttazione per disarmarlo.


Il 18enne – in un probabile delirio di onnipotenza – si mette in piedi sullo scooter e punta l’arma verso i Carabinieri. I militari si lanciano verso il ragazzo e lo atterrano, parte un colpo dalla mitragliatrice. Il proiettile, partito per l’estrema sensibilità dell’arma, per un riflesso incondizionato del ragazzo o per altri motivi ancora non chiari, non ha ferito nessuno.
Perquisite le abitazioni dei due. I militari dell’Arma hanno rinvenuto e sequestrato a casa del maggiorenne 3 coltelli a serramanico, 2 sfollagente, 1 tirapugni, 1 giubbotto e una balestra.
I due sono stati arrestati per porto di armi da guerra e trasferiti rispettivamente nel carcere di Poggioreale e ai colli Aminei.

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Cronache

Ridotta in schiavitù, il gip: genitori violenti e prevaricatori

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Siamo in presenza di “personalità violente e prevaricatrici, determinate a trarre fonti economiche per il soddisfacimento delle loro esigenze personali dall’accattonaggio delle figlie” e del tutto “incapaci di considerare il dissenso e il disagio di una di loro, di rispettare l’obbligo scolastico e di occuparsi delle sue esigenze primarie”. Lo scrive il gip di Roma nell’ordinanza con cui ha disposto misure cautelari nei confronti di due genitori, entrambi bosniaci, accusati di avere ridotto in schiavitù la figlia di 14 anni. L’indagine è stata coordinata dall’aggiunto Michele Prestipino. Nelle esigenza cautelari il giudice scrive che “a fronte delle confidenze della minore con le insegnanti, lungi dal manifestare segni di resipiscenza, non hanno esitato a picchiarla all’evidente fine di evitare l’intervento dei servizi sociali e delle forze dell’ordine, e mantenerla in uno stato di soggezione per sfruttarne l’accattonaggio”.

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