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La7, ascolti record e palinsesto blindato: la tv libera di Cairo si conferma terza rete nazionale

Crescita costante e ascolti da record.

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La7 ha chiuso la stagione televisiva 2024-2025 con risultati storici: una crescita continua da 20 mesi, uno share del 6,3% in prima serata, oltre 1,2 milioni di spettatori ogni sera e la conferma del terzo posto tra le reti nazionali. Un risultato che premia una linea editoriale fondata su informazione, approfondimento, satira e cultura.

Mentana, Gruber, Floris e tutti gli altri: la squadra è confermata

Il TgLa7 con Enrico Mentana resta il punto di riferimento dell’informazione del canale, insieme alle sue celebri #maratonementana. La programmazione serale è ormai una colonna stabile: Lilli Gruber con Otto e mezzo, Corrado Augias con La Torre di Babele, Giovanni Floris con diMartedì, Aldo Cazzullo con Una Giornata Particolare, Corrado Formigli con Piazzapulita, Diego Bianchi con Propaganda Live e Massimo Gramellini con In altre parole. Tutti confermati fino al 2030.

Cairo: “La7 è una tv libera, non è all’opposizione”

Urbano Cairo (foto Imagoeconomica in evidenza), editore di La7 e del Corriere della Sera, ribadisce la totale indipendenza della rete: “Siamo una tv libera, non siamo un partito. Invitiamo tutti, anche esponenti del governo, ma spesso sono loro a non venire”. E aggiunge: “Abbiamo attraversato tutti i governi, da Letta a Meloni, facendo sempre lo stesso tipo di televisione”.

Le novità: Saviano, Gratteri, Gifuni e Mauro

Nonostante un palinsesto “blindato”, La7 introduce novità di peso per la prossima stagione. Roberto Saviano sarà protagonista di La giusta distanza, sei puntate su grandi temi civili. Nicola Gratteri terrà quattro Lezioni di Mafie. Ezio Mauro racconterà la vita di Putin e Papa Francesco, mentre Fabrizio Gifuni, con Gherardo Colombo, dedicherà una serata alla P2.

Obiettivo domenica e preserale da ripensare

La7 guarda ora a due possibili fronti di sviluppo: la prima serata domenicale, finora meno competitiva, e il preserale, dove il format del game show non sembra in sintonia con il pubblico della rete. “Stiamo riflettendo su nuove soluzioni”, afferma Cairo.

Canone, pubblicità e pubblico di qualità

Cairo rilancia anche l’idea di un piccolo contributo del canone, dato il ruolo di servizio pubblico svolto dalla rete. Intanto, la raccolta pubblicitaria cresce di oltre il 5%, e La7 si conferma seconda rete in prime time tra i laureati (14,9%) e nella classe socio-economica alta (13,1%).

Il day time resta invariato con Omnibus, Coffee Break, L’Aria che Tira e Tagadà, e con l’ingresso di Gerardo Greco nella squadra mattutina.

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Sanità, la mobilità passiva svuota la Campania: oltre 280 milioni l’anno verso il Nord

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La mobilità sanitaria passiva continua a rappresentare uno dei principali fattori di squilibrio dei conti della sanità campana e resta un nodo critico rispetto all’uscita della Regione dal piano di rientro.
I dati ufficiali del Ministero della Salute e di Agenas certificano una perdita superiore a 280 milioni di euro l’anno, risorse pubbliche che finiscono prevalentemente nelle casse delle regioni del Nord.

Il volume complessivo del fenomeno, a livello nazionale, sfiora i 5 miliardi di euro, confermando una dinamica strutturale e non episodica.

Le regioni che attraggono risorse

Le regioni con saldo positivo restano le stesse.
La Lombardia guida la classifica con un avanzo di 580,7 milioni di euro, grazie a oltre 1,02 miliardi di prestazioni erogate a pazienti provenienti da altre regioni.
Seguono Emilia-Romagna con 507,1 milioni e Veneto con 189,4 milioni.
Saldi positivi anche per Toscana, Provincia autonoma di Trento e Molise.

Campania tra le regioni più penalizzate

Sul versante opposto si collocano le regioni del Centro-Sud.
Il peggior saldo in valore assoluto è quello della Calabria (-304,1 milioni), seguita dalla Campania con -281,6 milioni, quindi Sicilia, Puglia e Lazio.

Per la Campania il dato è particolarmente rilevante anche in rapporto al finanziamento ordinario: 177,8 milioni di creditia fronte di 458,5 milioni di debiti, per un passivo certificato di 281,62 milioni di euro.

Perché i pazienti si spostano

I flussi confermano una tendenza consolidata: minore mobilità per interventi ordinari, maggiore per prestazioni ad alta specializzazione, più costose e complesse.
Le scelte dei pazienti sono orientate da dotazione tecnologica, tempi di attesa, reputazione clinica e, soprattutto, dalla continuità assistenziale post-operatoria, in particolare nella fase riabilitativa.

Le carenze strutturali del Sud

Secondo Nicola Capuano, direttore della UOC di Ortopedia del Fatebenefratelli di Napoli, il problema non riguarda la qualità degli interventi chirurgici:
la Campania è in grado di offrire chirurgia protesica mini-invasiva e robotica di alto livello, ma soffre un deficit strutturale nella fase successiva all’intervento.

La mancanza di posti letto, strutture riabilitative e soluzioni assistenziali integrate spinge molti pazienti a scegliere strutture del Nord, dove il percorso di cura risulta completo.

Il ruolo del privato e la programmazione

Nelle regioni attrattive il sistema ha retto anche grazie alla presenza di strutture sanitarie private convenzionate, capaci di affiancare il pubblico e assorbire parte della domanda.
Una rete che al Sud, e in Campania in particolare, risulta ancora insufficiente e frammentata.

Agenas: nessuna “pagella”, ma un problema aperto

Da Agenas precisano che i dati non rappresentano classifiche di merito. Il commissario Americo Cicchetti ha sottolineato che si tratta di strumenti di monitoraggio per migliorare efficienza e qualità dei servizi.

Il monito del ministro

Il ministro della Salute Orazio Schillaci ha ribadito la necessità di fermare i cosiddetti “viaggi della speranza”.
Alla luce dei numeri, tuttavia, il fenomeno resta strutturale e continua a incidere pesantemente sui conti e sull’equità del sistema sanitario campano.

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Economia

Banche, entra nel vivo il rinnovo dei cda di Banco Bpm e Mps

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Entra nel vivo la partita per il rinnovo del consiglio di amministrazione di Banco Bpm. Domani è previsto il cda di Piazza Meda, il primo dopo le festività natalizie, con all’ordine del giorno la revisione dello statuto per adeguare le previsioni sulla lista del cda alla nuova disciplina della Legge Capitali. Le modifiche sono propedeutiche alla presentazione della lista del consiglio uscente in vista della scadenza degli organi sociali ad aprile.

Il board, affiancato da novembre dagli advisor di Spencer Stuart, dovrebbe indicare il percorso verso la lista, valutando anche la convocazione di un’assemblea straordinaria (prima data utile il 20 febbraio) qualora gli interventi statutari non siano un mero adeguamento tecnico.

Il nodo Crédit Agricole

Resta centrale il ruolo di Crédit Agricole, azionista al 20% e autorizzato dalla Banca Centrale Europea a salire fino al 29,9%. La BCE ha però precluso ai francesi la maggioranza nel cda, raccomandando una rappresentanza contenuta (4-5 componenti) per evitare conflitti di interesse. Non è ancora chiaro se Crédit Agricole correrà con una lista autonoma o confluirà in quella del cda uscente, che ricandiderà l’ad Giuseppe Castagna (nella foto Imagoeconomica). In ogni caso, il gruppo francese sarà determinante quando, dopo il rinnovo, si tornerà a parlare di risiko bancario.

Mps: tensioni e regole per la lista

Il “cantiere governance” è aperto anche a Siena, dove Monte dei Paschi di Siena vive settimane di confronto interno. Sono emerse tensioni tra l’ad Luigi Lovaglio e alcuni consiglieri; il Gruppo Caltagirone ha parlato di “dinamiche fisiologiche”, precisando di attendere assemblea e consultazioni senza influenzare il cda.

Giovedì il board discuterà il regolamento del comitato nomine, che escluderebbe dalla formazione della lista del cda gli amministratori indagati, tra cui Lovaglio per il presunto patto occulto con gli azionisti Francesco Gaetano Caltagirone e Francesco Milleri. Non è scontato che il regolamento passi senza modifiche: sono in corso verifiche sulla tenuta legale e la revisione dello statuto, in voto il 4 febbraio, attende il via libera della BCE.

Piano industriale e scenari strategici

I consiglieri hanno recentemente aggiornato, con top management e advisor, il piano industriale. Accanto alla linea del delisting e dell’integrazione con Mediobanca (mantenendo separati investment e private banking), una parte del cda spinge per ricostituire il flottante e mantenere Piazzetta Cuccia quotata. Il confronto proseguirà nelle prossime settimane; il piano potrebbe arrivare tra fine febbraio e inizio marzo.

Quadro in evoluzione

Tra adeguamenti statutari, equilibri azionari e vigilanza BCE, il rinnovo dei cda di Banco Bpm e Mps entra nella fase decisiva. Le scelte delle prossime settimane definiranno non solo la governance, ma anche le opzioni strategiche del settore.

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Esteri

Trump alza il tiro su Groenlandia e dazi: tensioni con Europa e Nato

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Donald Trump dichiara di voler archiviare l’immagine di “presidente della pace” per concentrarsi apertamente sugli interessi strategici degli Stati Uniti. Al centro della nuova linea c’è la Groenlandia, indicata come priorità, con la minaccia di dazi contro i Paesi europei che ostacolassero il progetto.

Il messaggio a Oslo e la risposta del Nord Europa

In un messaggio indirizzato al premier norvegese Jonas Gahr Støre, Trump collega la svolta al mancato riconoscimento del Premio Nobel per la Pace, ribadendo che d’ora in avanti agirà “per ciò che è giusto per gli Stati Uniti”. Il testo replica a un appello congiunto di Støre e del presidente finlandese Alexander Stubb per una de-escalation; un colloquio telefonico proposto non risulta avvenuto.

Groenlandia, sicurezza e Nato

Secondo Trump, la Danimarca non sarebbe in grado di garantire la sicurezza dell’isola contro Russia e Cina. In parallelo, a Bruxelles il ministro della Difesa danese Troels Lund Poulsen e la ministra degli Esteri groenlandese Vivian Motzfeldt hanno incontrato il segretario generale della NATO, Mark Rutte, proponendo una missione di monitoraggio dell’Alleanza sull’isola.

Dazi e divisioni europee

Sul fronte commerciale, Trump ribadisce la minaccia di tariffe verso chi proverà a “sbarrargli la strada”. In Europa emergono accenti diversi: il premier britannico Keir Starmer condanna i dazi Usa ma boccia ritorsioni automatiche; l’Alta rappresentante Ue Kaja Kallas richiama l’interesse transatlantico condiviso sulla sicurezza dell’Artico, invitando a evitare escalation tariffarie pur difendendo gli interessi europei. Sulla stessa linea il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani, che chiede fermezza e dialogo, avvertendo che divisioni Ue-Usa favorirebbero i competitor.

Gaza e il Board of Peace

Le tensioni si estendono al Medio Oriente. La formazione del Board of Peace per Gaza incontra ostacoli dopo indiscrezioni su un invito al presidente russo Vladimir Putin. La Francia ha fatto sapere di non essere al momento favorevole a entrare nel Board: fonti vicine al presidente Emmanuel Macron parlano di interrogativi che toccano il rispetto dei principi e dell’architettura delle Nazioni Unite.

Un quadro in evoluzione

Tra Artico, commercio e Medio Oriente, il confronto transatlantico entra in una fase più aspra. Le posizioni restano distanti, ma l’Unione europea ribadisce l’obiettivo di evitare lo scontro frontale, mantenendo strumenti di tutela pronti all’uso. Le prossime settimane diranno se prevarrà la de-escalation o una nuova stagione di pressioni reciproche.

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