Collegati con noi

Esteri

La verità sul sistema sanitario inglese ai tempi dell’epidemia da COVID19

Sal Sparace

Pubblicato

del

In questi giorni ci sono state molte polemiche, soprattutto nei gruppi facebook degli italiani residenti nel Regno Unito, sull’approccio rilassato del sistema sanitario inglese verso il covid 19 rispetto ad altri paesi.

La nazione sembra non essere ancora pronta ad affrontare l’emergenza virus anche se sappiamo che nel background ci sono grossi meccanismi e strutture che si preparano e che partiranno a breve. L’Inghilterra è un paese lento che si studia il caso prima di mettere in moto i rimedi. Sembra ingiusto però che chi si ammala adesso non trovi aiuto facilmente.

Sebastiano Piga e sua moglie Evgeniia vivono in Inghilterra da 6 anni. Fino a che scoppiasse il coronavirus, soprattuto per Sebastiano, c’era una buona stima del sistema sanitario nel Regno Unito. Sebastiano mi dice:”Considera che io sono stato operato al cuore il 15 gennaio e il 31 gennaio mi hanno messo Il pacemaker. Ho avuto un infarto il 5 settembre, l’ambulanza è venuta subito e portato immediatamente all’ospedale di Reading dove mi hanno messo uno Stent che e’ un tubicino inserito in un passaggio bloccato per tenerlo aperto.. Poi mi hanno operato a Londra il 15 gennaio: due bypass, una valvola metallica ed il 31 gennaio il pacemaker.’’

Sua moglie Evgeniia invece si è ritrovata a vivere il dramma come possibile vittima di Covid 19. Evgeniia ha pubblicato un post sulla pagina facebook di ‘Italians in London’: “Da due settimane ho dei sintomi simili al coronavirus: non riesco a respirare bene, mi manca l’ossigeno, ho la debolezza ma non ho la febbre. Ho provato più volte a chiamare l’ambulanza: loro arrivano e non mi fanno niente, dicono solo di stare a casa e prendere il paracetamolo. L’ultima volta però mio marito non ce l’ha fatta più ed ha insistito che mi portassero all’ospedale. Ci sono andata, mi aspettavo di vedere l’ospedale tutto pieno come nei film, pensavo che ci dovesse esser un motivo per cui non volevano portarmi prima. Invece ho visto l’ospedale semivuoto, ci sono più medici che pazienti, ma comunque si vedeva che si preparavano all’arrivo di tantissimi malati visto che hanno messo più letti. Ed eccomi, sono arrivata! Curatemi! Sì, hanno fatto delle analisi generali di sangue, hanno analizzato i miei polmoni e basta. Poi il dottore mi dice che è molto probabile (80%) che io abbia il Coronavirus, perchè ci sono alcuni casi senza la febbre. Ok, chiedo di fare il test, ma mi rispondono che non si può farlo perchè non ho la febbre. Allora chiedo una medicina, una ricetta, qualcosa per curarmi, ma mi rispondano che non c’è la cura per il coronavirus e mi lasciano andare a casa. Anzi, volevano che io tornassi al lavoro. Considerando che lavoro in una casa di riposo non mi è sembrata una buona idea. La situazione si complica con il fatto che a casa ho mio marito che da poco ha subito un’operazione al cuore e quindi ha le difese immunitarie molto basse. Da un mese viviamo in stanze separate per paura che io lo contagi. Non riesco a respirare bene, non so come curarmi. La notizia che qualche giorno fa un ragazzo italiano di 19 anni è morto dal coronavirus perchè l’hanno “curato” con il paracetomolo mi fa solo spaventare.’’

La morte del ragazzo italiano è imperdonabile e ci sono forti sentimenti di rabbia nella comunità italiana a Londra ed in Italia. Nella mia conversazione con Sebastiano ho anche appreso la prassi che purtroppo subiscono le persone che non stanno bene: ‘’Parli con il 111 – ”Non possiamo fare niente – Chiama 999’’. Al 999: ”Hai i sintomi ma tanto se ti portiamo in ospedale non ti fanno il tampone perché ancora non sei in gravi condizioni. Chiedi una qualunque cura e non ti possono dare niente o ti mandano dal medico di base (GP) il quale ti dice: Non posso darti niente perché non ti vedo e tu non puoi venire a farti visitare quindi chiama il 111’’, Sembra un circolo chiuso insomma

L’NHS ha inoltre messo dei quesiti online per auto-controllare se i sintomi sono quelli del Virus.

https://111.nhs.uk/covid-19

Il governo ha svelato Giovedi 2 aprile un piano per controllare le condizioni di salute di 100.000 persone al giorno entro la fine di Aprile. Molti test saranno anche disponibili su Amazon. Il Ministro della Salute Matt Hancock ha definito la strategia per ottenere un “significativo” aumento dei test per COVID-19, nella conferenza stampa quotidiana del governo.

Ma per chi vive nel Regno Unito da molti anni e parlo di residenti che conoscono bene le istituzioni inglesi, le esperienze con la NHS sono state tante ed in qualche modo c’è sempre un senso di affetto a questo sistema sanitario. Mi piace così concludere con un evento di speranza.

Rebecca Campbell, un’infermiera di Chester, ha dato alla luce durante questa situazione drammatica, una bambina martedì mattina presso il Chester Hospital. La madre che ha partorito da sola elogia l’NHS definendola un”esperienza positiva”. Parlando con Sky News, Rebecca Campbell ha dichiarato di essere grata per il sostegno ricevuto dallo staff durante la nascita.  Per chi ha avuto figli in questo paese sa bene che i parti avvengono con i futuri papà accanto.

Rebecca ha detto a Sky News: “Ho fatto il parto da sola perché mio marito è in una condizione critica di salute che lo renderebbe ad alto rischio se avesse contratto il coronavirus, quindi non è potuto entrare in un ospedale ad assistermi. “Avevo la mia stanza ed il personale indossava i DPI [dispositivi di protezione individuale] ogni volta che ricevevo un contatto faccia a faccia.

Quindi caro ministro della salute qual’e’ il piano futuro?

Il piano di Matt Hancock prevede:

  • Test di tampone presso i laboratori di sanità pubblica d’Inghilterra e NHS;
  • Utilizzo di partner commerciali, comprese università e aziende private, per stabilire ulteriori test di tampone;
  • Presentazione degli esami del sangue degli anticorpi per determinare se le persone hanno avuto COVID-19;
  • Controlli per determinare il tasso di infezione e come si sta diffondendo in tutto il paese;
  • Costruzione di un settore diagnostico “su larga scala” per raggiungere 100.000 test entro la fine di aprile.
  • Descrizione di cosa puoi e cosa non puoi fare durante il blocco a casa per il coronavirus.

Forse è superfluo aggiungere che quello che definiamo la nostra NHS sembri ancora indietro ma forse è solo colpa di Boris Johnson che come Donald Trump pensava che il virus fosse solo una passeggiata.

Advertisement

Esteri

Pedofilo tedesco con 17 condanne per abusi accusato di aver ucciso Maddie, la bambina inglese scomparsa a 3 anni nel 2007 in Portogallo

Avatar

Pubblicato

del

 Potrebbe essere la svolta in un mistero che dura ormai da 13 anni: la scomparsa di Maddie McCann, la bambina inglese di 3 anni svanita nel nulla nel maggio del 2007 durante una vacanza in Portogallo con i genitori. Gli investigatori hanno un sospetto. È un pedofilo tedesco, Christian Brückner, oggi 43enne, che si trova già in carcere in Germania per altri reati.
Brückner in cella avrebbe detto ad un suo amico di “sapere tutto” su Maddie, il cui volto era apparso sullo schermo della tv nel decimo anniversario della scomparsa.
In tutti questi anni i genitori della bambina non hanno mai perso la speranza di ritrovarla viva e hanno continuato a lanciare appelli pubblici: più volte ci sono stati falsi avvistamenti, ma adesso la polizia tedesca ritiene che sia stata uccisa dal pedofilo.  Scotland Yard, invece, dice che  Maddie risulta  “scomparsa”: ” Madeleine McCann per noi non è morta – ha detto il procuratore tedesco che si occupa del caso -. Il sospetto è un predatore sessuale già condannato in passato per crimini contro bambine”. L’accusa nei confronti di Brückner è ora per omicidio.
Si tratta di un caso che da 13 anni tiene col fiato sospeso la Gran Bretagna e che ha catturato l’immaginazione del Paese. La bambina scomparve una sera di maggio del 2007 dalla camera da letto del resort in Algarve in cui la famiglia alloggiava, mentre i genitori si erano allontanati per cenare con amici. Tutte le ricerche erano risultate vane e a un certo punto gli investigatori portoghesi avevano addirittura sospettato dei genitori: quegli stessi investigatori che nel 2008 avevano tolto Brückner dalla lista dei sospettati. Una delle teorie voleva che Maddie fosse stata rapita e venduta da trafficanti di persone e che fosse ancora viva, forse in qualche Paese del Medio Oriente. Ieri i genitori hanno reagito alla notizia dicendo di non aver perso la speranza, ma di essere pronti a qualsiasi eventualità: perché sembra ormai probabile che la piccola sia stata uccisa subito dal pedofilo seriale tedesco che viveva da anni in Portogallo e che, è emerso, si trovava nei dintorni del resort di Maddie, a Praia da Luz, proprio nelle ore attorno alla sua scomparsa.
Christian Brückner è un criminale incallito: ha già sulle sue spalle in Germania 17 condanne per pedofilia, pedopornografia, furto, violenza e altri reati. Il primo incontro con la giustizia lo ebbe appena 17enne, quando gli vennero inflitti due anni per abusi sessuali su una bambina. Dopo di che, nel 1995, emigrò in Portogallo, dove visse per 12 anni di rapine e traffico di droga: e fu lì che stuprò una turista americana di 72 anni, nello stesso resort da dove 18 mesi dopo scomparve Maddie. La violenza carnale, che Brückner accompagnò con sadiche torture, avvenne nel corso di una rapina: e per questo si ritiene che Maddie possa essere stata portata via in circostanze simili.
Il criminale tornò poi in Germania, dove venne condannato per droga. Da lì si spostò di nuovo in Portogallo, da dove venne estradato nel 2017 in Germania per abusi su minori. Scontata la pena, se ne andò in Italia: ma nel 2018 venne arrestato di nuovo a Milano, dove si aggirava senza fissa dimora, sulla base di un mandato di cattura internazionale per traffico di droga. Ed è questa condanna a sette anni che sta ora scontando nelle carceri del suo Paese, a Kiel: una pena cui se ne potrebbe aggiungere ora una ben più lunga, quella per l’ omicidio di Maddie McCann.

Continua a leggere

Esteri

Cento frustate in pubblico ad una coppia di amanti

Avatar

Pubblicato

del

Due indonesiani sorpresi a fare sesso senza essere sposati sono stati oggi frustati un centinaio di volte ciascuno, nella provincia conservatrice di Aceh, mentre a causa dei timori del coronavirus ad assistere alla punizione c’era solo una frazione della folla che abitualmente e’ presente in occasioni del genere. Aceh e’ l’unica regione dell’Indonesia a maggioranza musulmana a imporre la legge islamica, che consente di impartire frustate per reati come gioco d’azzardo, adulterio, bere alcolici e sesso gay. In linea con le misure per prevenire la diffusione del Covid-19, gli amanti puniti oggi sono stati sottoposti a controllo della temperatura e hanno indossato la mascherina, mentre venivano sferzati con una canna di rattan fuori da una moschea sulla punta occidentale di Sumatra. La fustigazione dell’uomo e’ stata brevemente interrotta perche’ non poteva sopportare il dolore, mentre e’ stato necessario chiamare in servizio un secondo fustigatore per terminare di impartire la pena inflitta alla sua compagna. “Questa giovane coppia ha meritato un centinaio di frustate perche’ ha violato la legge islamica”, ha dichiarato Agus Kelana Putra, capo della divisione generale del crimine presso la procura nel distretto di Aceh Besar.

Continua a leggere

Esteri

Venezuela, il leader dell’opposizione Guaido si è rifugiato nell’ambasciata di Francia

Avatar

Pubblicato

del

Il leader dell’opposizione del Venezuela, Juan Guaido, si troverebbe stanotte nell’ambasciata di Francia a Caracas. Lo ha lasciato intendere il ministro degli Esteri venezuelano Jorge Arreaza in una intervista a Union Radio. Ad una domanda di un giornalista, Arreaza, senza fornire una conferma diretta, ha risposto, riguardo a Guaido e ad un altro leader oppositore, Leopoldo Lopez, che “non possiamo entrare nelle ambasciate di Paesi stranieri come quelle di Francia o di Spagna, per far si’ che la giustizia se li porti via con la forza. Non si puo’, non si puo'”. Durante l’intervista la giornalista Maripili Hernandez ha formulato una domanda a Arreaza sulla “situazione irregolare di Guaido che si trova nell’ambasciata di Francia dal 3 maggio, senza mai averlo reso pubblico, continuando a svolgere attivita’ politica, sia pure via internet”. Il ministro ha risposto che c’e’ “Leopoldo Lopez che dalla ambasciata di Spagna continua a cospirare. Ha adottato decisioni per l’Operazione Gedeone (fallita incursione di disertori venezuelani il 3 maggio, ndr.). Lui e’ il capo di Guaido, che è un nessuno, e le violazioni commesse sono gravi”. “Speriamo – ha quindi detto – che i due governi si correggano e rispettino le leggi dello Stato che accoglie le ambasciate, e consegnino i profughi alla giustizia venezuelana”. “E’ una vergogna per Spagna e Francia”, ha concluso”, precisando che “il governo francese conosce la nostra posizione. Ogni giorno presentiamo proteste formali ai questi Paesi”.

Continua a leggere

In rilievo

error: Contenuto Protetto