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La Santa Alleanza Johnson-Ue contro la Superlega di Agnelli e company

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Se i ricchi padroni dei 12 club ribelli che vorrebbero ridisegnare (o sfregiare, a seconda dei punti di vista) il volto del calcio d’Europa si attendevano di trovarsi contro solo le federazioni sportive o i tifosi, dovranno rifare i calcoli. La levata di scudi di fronte al progetto Superlega si allarga infatti a macchia d’olio a gran parte dei leader politici del Vecchio Continente, con in testa il primo ministro britannico Boris Johnson, il presidente francese Emmanuel Macron, il premier Mario Draghi e i vertici dell’Ue: fianco a fianco nel loro unanime ‘no pasaran’, Brexit o non Brexit. Il primo ad alzare la voce, e il piu’ deciso a metterci la faccia, e’ stato senza dubbio Johnson: paladino Tory del libero mercato, ma anche leader attento agli umori e al consenso popolari, nonche’ cultore della tradizione insulare d’una terra dove il football ha radici storiche e identitarie vecchie di ben oltre un secolo. Un Paese nel quale a insorgere contro il timore di una svolta dello sport piu’ amato verso il modello dello show business americano sono in tanti: dal fronte compatto dei giornali al tifo organizzato, dai dirigenti federali a vecchie glorie dei campi da gioco. O ad allenatori di chiara fama della Premier League come lo scozzese Alex Ferguson e il portoghese Jose’ Mourinho, capaci di costruire entrambi la leggenda delle rispettive carriere a partire da squadre ‘di provincia’ quali l’Aberdeen e il Porto. La condanna dell’inquilino di Downing Street e’ arrivata a stretto giro con un tweet che ha bocciato senza giri di parole l’idea della Superlega come “dannosa per il calcio”. E ha trovato eco quasi subito nel comunicato dell’Eliseo che a nome di Macron ha definito l’intera operazione una minaccia “ai principi di solidarieta’ e di meritocrazia nello sport”. In visita oggi nella contea del Gloucestershire, nel cuore dell’Inghilterra profonda, BoJo si e’ quindi esposto direttamente dinanzi alle telecamere, accentuando ulteriormente i toni e chiarendo che il suo governo e’ pronto a collaborare “con le autorita’ del calcio” per impedire al progetto dei 12 di “andare in porto nella versione attualmente proposta”. Non solo, ma sfidando a viso aperto i 6 club inglesi piu’ danarosi e titolati – Manchester City, Manchester United, Chelsea, Arsenal, Tottenham, Liverpool, che da soli rappresentano meta’ della nascente lega scissionista – li ha ammoniti. Ricordando che “non sono solo brand globali, bensi’ realta’ con un forte radicamento nelle proprie citta’ d’origine, nelle comunita’ locali, legati alla base dei loro sostenitori”. Tempo poche ore e all’intemerata del premier brexiteer si e’ sovrapposta – con rara sintonia – quella risuonata dall’altra sponda della Manica a Bruxelles, altrettanto sdegnata contro una proposta denunciata come nemica dei “valori” europei. “Dobbiamo tutelare un modello di sport europeo basato sulla diversita’ e l’inclusione – ha aperto il fuoco via Twitter il vicepresidente della Commissione Margaritis Schinas -, non riservarlo a pochi club ricchi e potenti”. “La Commissione Ue difende i principi di autonomia, apertura, solidarieta’ e interdipendenza delle federazioni internazionali”, gli ha dato manforte un portavoce nel briefing di giornata, evocando queste caratteristiche come parte del “dna dell’Unione” e come un must per le attivita’ sportive “a qualsiasi livello”. “Sono contrario a un calcio che diventi appannaggio di pochi ricchi, lo sport dev’essere per tutti”, ha tuonato il presidente dell’Europarlamento, David Sassoli. Mentre Draghi ha schierato il governo italiano a sostegno delle posizioni delle autorita’ calcistiche europee “per preservare le competizioni nazionali, i valori meritocratici e la funzione sociale dello sport”. Una strana, o Santa, Alleanza che segnala come la battaglia sia appena all’inizio. E come, forse, non sia ancora scontato per il calcio europeo l’epilogo di un destino identico al circo della Formula 1, del tennis, degli sport professionistici made in Usa. Nemmeno nel secolo del business globalizzato, senza confini e senz’anima.

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Tennis, Napoli Cup ATP250, torna lo stadio del mare da 4mila posti sul lungomare: uno spettacolo

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Sono iniziati i lavori per la costruzione dell’Arena da 4.000 posti sul lungomare di Napoli, in Rotonda Diaz: sarà l’attrazione e il cuore pulsante della Tennis Napoli Cup, torneo Atp250 in programma dal 17 al 23 ottobre (qualificazioni il 15 e il 16 ottobre). Dopo la trasformazione della superficie di tre campi del Tennis Club Napoli, da terra rossa a cemento, è partita l’operazione più importante, con l’allestimento dell’Arena che rappresenta il gioiellino dell’appuntamento mondiale in Villa.

”Nonostante il maltempo di questi giorni che ci sta facendo inevitabilmente soffrire – ha spiegato l’organizzatore Cosimo Napolitano – saremo pronti. Contiamo per mercoledì 12 o giovedì 13 ottobre di effettuare le tanto attese prove tennistiche”. Con la direzione dei lavori affidata all’architetto Diego Marotta, il team di Italstage ha iniziato a montare una parte delle tribune dell’Arena.  I passaggi che seguiranno nei prossimi giorni per l’allestimento del campo centrale in cemento sono tutti importanti e in sequenza: ”Si tratta di passaggi uno successivo all’altro, obbligatori per la perfetta realizzazione del campo – illustra nei particolari Cosimo Napolitano -. Si provvederà a disegnare e gettare il bordo del perimetro del campo, che poi verrà riempito con degli inerti che creeranno la base per stendere la platea di legno, con il tappetino, il cemento e la relativa resina”. L’Arena sarà una struttura ad alta tecnologia, tutto l’impianto perimetrale del campo sarà dotato di tecnologia Led con un backdrop di due metri sul lato corto del campo centrale, come nei grandi tornei dell’ATP Tour. ”Durante il challenger del 2021 a Napoli abbiamo fatto intravedere le novità che metteremo in pratica nell’ATP 250 – ha aggiunto Napolitano -, qualcosa di bello che a Napoli non si è mai visto. Ora le stiamo realizzando tutte, con l’aggiunta di effetti grafici particolari e nuovi, tutto ad altissima tecnologia”.

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Tennis: Sonego vince torneo Metz, Bublik sconfitto in due set

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 L’azzurro Lorenzo Sonego ha vinto il torneo Atp 250 di Metz, in Francia, battendo in due set in finale il kazako Alexander Bublik, col punteggio di 7-6, 6-2. Per il torinese si trattava della prima finale del 2022, la quinta in carriera, che gli ha consentito di portare a tre i tornei vinti nel circuito, dopo Antalya 2019 e Cagliari 2021.

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Tennis: Panatta attacca Tiafoe e Sock, trogloditi contro Federer

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Adriano Panatta all’attacco di Frances Tiafoe e Jack Sock: a suo avviso la coppia americana ha mancato gravemente di rispetto a Roger Federer e Rafa Nadal nel doppio di Laver Cup di venerdi’ sera, partita d’addio del campione svizzero. “Ho trovato di cattivo gusto, volgare e villano che quei due americani tiravano a tutta forza in faccia a Federer e Nadal”, ha detto Panatta intervenendo al Festival dello Sport a Trento, “lo fanno solo perche’ non sono capaci di fare altro. Non sanno minimamente cos’e’ il tennis. Nemmeno lo possono capire. Sono dei trogloditi del tennis ma soprattutto due villani nei confronti di due campioni del calibro e dell’educazione di Federer e Nadal. Ho pensato: Dio perche’ non mi dai la possibilita’ di entrare in campo come quando avevao 25 anni…”.

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