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Cronache

La Procura di Milano, condannare Johnson&Johnson su corruzione primario

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Il procuratore aggiunto Eugenio Fusco e il pm Cristian Barilli hanno chiesto una condanna e una sanzione pecuniaria di mezzo milione di euro e la confisca di circa 510mila euro a carico della multinazionale farmaceutica Johnson & Johnson imputata per la legge sulla responsabilità amministrativa degli enti in un processo a Milano, tranche dell’inchiesta che, il 18 gennaio 2021, ha portato alla condanna per corruzione a 6 anni e 6 mesi dell’ex primario del Cto-Pini, Norberto Confalonieri. Confalonieri, stando alle indagini, avrebbe favorito l’acquisto di protesi della multinazionale in forza di un “accordo occulto” con due dipendenti dell’azienda (condannati a 4 anni e 4 anni e mezzo) e che prevedeva “periodici compensi in denaro”, l’invito a programmi televisivi e ad eventi scientifici, nonché “viaggi e soggiorni”. La multinazionale è imputata, davanti alla decima penale (giudici Bertoja-Mascarino-Cantù Rajnoldi), per la legge 231 del 2001 perché non avrebbe adottato modelli organizzativi utili a “rilevare” ed “evitare” gli “accordi corruttivi” tra Confalonieri e i suoi dipendenti e che, tra l’altro, andavano a vantaggio, secondo l’imputazione, della stessa società, perché l’ospedale continuava ad acquistare le protesi dell’azienda sponsorizzate dall’allora primario. “Ancora oggi la società non ha corretto i limiti strutturali del modello organizzativo”, hanno spiegato i pm nella requisitoria chiarendo, però, che non sono comunque necessarie “sanzioni interdittive”. La confisca richiesta è pari al prezzo delle presunte mazzette che avrebbe incassato l’allora primario. “Il fatto giudicato dalla sentenza del 2021 è grave – hanno affermato i pm – si tratta di un illecito in un settore considerato l’eccellenza del sistema sanitario nazionale e che ha coinvolto soggetti leader in questo settore”.

Nel pomeriggio parleranno i difensori della società imputata, i legali Mucciarelli e Rizzardi, per chiedere l’assoluzione dell’ente. Nella requisitoria, come chiarito da Fusco, sono state ricostruite le “contestazione precise” alla multinazionale “su due profili: la inidoneità del modello organizzativo e la mancata attuazione dello stesso”. Per queste mancanze non si sono avute “funzioni segnaletiche sul reato” e la società, in particolare la divisione Compliance, non ha impedito “gli accordi tra società e pubblico ufficiale” con contratti di consulenza, nel 2011 e nel 2013, per mascherare la presunta corruzione. Johnson&Johnson, poi, hanno aggiunto i pm, “ha tratto indebito vantaggio” dalla corruzione portata avanti dai suoi dipendenti anche grazie ad una “policy aziendale deficitaria”. Anche perché Confalonieri, hanno spiegato ancora, “era il cavallo su cui contare per le aziende che volevano accreditarsi nel campo della chirurgia assistita”. Ancora oggi, hanno affermato i pm, la “divisione Compliance è rimasta come allora e la società non ha un audit interno”.

 

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Cronache

Abusò della moglie segregata in casa, arriva condanna definitiva

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Pretendeva che la moglie fosse ubbidiente e assecondasse i suoi desideri senza fare storie. E per questo, con l’aiuto del padre e del fratello, l’aveva tenuta segregata in casa per mesi, costringendola a subire percosse e anche ripetute violenze sessuali, oltre a tentare di farla abortire.

Per la vicenda, che venne scoperta nell’autunno 2019 a Crevalcore, nel Bolognese, è diventata definitiva la condanna di un 35enne di origine marocchina: l’uomo, che dopo essere stato all’epoca arrestato era tornato a piede libero, deve scontare una pena residua di due anni e sette mesi per maltrattamenti, lesioni personali e violenza sessuale.

E’ stato rintracciato a Bologna dai carabinieri e portato in carcere. “Vuoi uscire di casa solo per farti gli affari tuoi” era una delle frasi che la donna, una connazionale sui 30 anni, si sentiva rivolgere dal marito, che l’aveva anche costretta a bere infusi a base di spezie, preparati da alcuni familiari, con presunti effetti abortivi. La vittima, dopo aver trovato il coraggio di rivolgersi ai carabinieri per chiedere aiuto, era stata affidata a una struttura protetta.

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Cronache

Tragedia in Francia, sette bambini morti con la madre in un incendio

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Dramma a Charly-sur- Marne, a 100 km a est di Parigi: 7 bambini, di età fra 2 e 14 anni sono morti con la loro mamma in un incendio scoppiato nella loro abitazione. Che cosa sia accaduto e come ancora non è dato capirlo ma l’intervento dei vigili del fuoco purtroppo non ha consentito di salvare nessuno dei piccoli, il papà di tre bambini è stato estratto ancora vivo e portato in ospedale: è ustionato in modo grave. Gli altri 4 piccoli erano nati da una precedente relazione della loro mamma. Su questa tragedia indaga la gendarmerie parigina ed è stata aperta un’inchiesta.

 

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Cronache

Camorra, maxi operazione contro il clan Mazzarella: droga, estorsioni e pompe di benzina

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Avevano investito anche nel settore della vendita di carburanti gli indagati nell’operazione dei Carabinieri di Napoli che hanno eseguito un’ordinanza di custoda cautelare per 24 persone, 9 delle quali già sono in carcere, ritenute collegate al clan Mazzarella.

Le persone coinvolte sono indiziate a vario titolo di associazione di tipo mafioso, associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti (cocaina e hashish), violazione alla normativa sulle armi e sugli esplosivi, estorsione e impiego di denaro di provenienza illecita in attività economiche.
In particolare, le indagini, condotte dal febbraio 2018 al gennaio 2020, hanno consentito di:
– dimostrare la perdurante operatività del clan Mazzarella, diretto da Mazzarella Ciro e D’Amico Salvatore (quest’ultimo in ordine all’ articolazione del citato sodalizio operante in Napoli, nei quartieri di San Giovanni a Teduccio e Ponticelli, nonché nei comuni di San Giorgio a Cremano e Portici);

– documentare la contrapposizione armata con il gruppo camorristico dei Silenzio (quest’ultimo rientrante nella sfera di influenza dell’Alleanza di Secondigliano), operante sempre nel quartiere partenopeo di San Giovanni a Teduccio, nel cui ambito si inquadra, tra gli altri episodi, il lancio di bottiglie molotov su autovetture e motocicli del 29 agosto 2018;
– rilevare il crescente interesse da parte del Clan Mazzarella nel settore del commercio e della distribuzione degli idrocarburi, riscontrato dalle pretese estorsive avanzate nei confronti di un imprenditore del settore, nonché dall’acquisizione da parte di un affiliato di un’attività di distribuzione di carburanti nell’area di Fuorigrotta, nei pressi dello stadio Maradona;
– evidenziare il controllo delle attività di commercializzazione di tabacchi di contrabbando, nonché la diretta e indiretta gestione da parte del sodalizio delle principali piazze di spaccio nell’area orientale di Napoli.

Il provvedimento eseguito è una misura cautelare disposta in sede di indagini preliminari, avverso cui sono ammessi mezzi di impugnazione e i destinatari della stessa sono persone sottoposte alle indagini e, quindi, presunte innocenti fino a sentenza definitiva.

Destinatari della custodia cautelare in carcere:
– MAZZARELLA Ciro, nato a Napoli il 3.5.1971;
– D’AMICO Salvatore, nato a Napoli il 20.09.1998;
– D’AMICO Umberto, nato a Napoli il 16.05.1996;
– D’AMICO Gabriele Salvatore, nato a Napoli il 13.08.1997;
– BORRELLI Giovanni, di Antonio, nato a Portici (Na) il 25.12.1969;
– CATINO Antonio, nato a Napoli il 22.08.1989;
– NOCERINO Alessandro, nato a Napoli il 22.02.1977;
– NOCERINO Pasquale, nato a Napoli il 02.03.1974;
– NOCERINO Pasquale, nato a Napolil 04.04.1974;
– TABASCO Francesco, nato a Napoli il 02.11.1994;
– URIO Giacomo, nato a Napoli il 08.04.1979;
– URIO Giovanni, nato a Napoli il 18.01.1995;
– URIO Pasquale, nato a Napoli il 20.01.1986;
– ARIOSTO Pasquale, nato a Napoli il 27.9.1983;
– AUTIERO Salvatore, nato Napoli il 6.4.1982;
– D’AMICO Salvatore, nato a Napoli il 01.08.1973;
– IMPROTA Gennaro, nato a Napoli il 6.8.1976;
– LUONGO Umberto, nato a Napoli il 29.7.1977;
– MUSELLA Giovanni, nato a Napoli il 28.5.1981;
– SALOMONE Giovanni, nato a Milano il 12.7.1967;
– IMPROTA Giovanni, nato a Napoli il 16.10.1977;

Destinatari della custodia cautelare agli arresti domiciliari:
– URIO Maria, nata a Napoli il 08.04.1979;
– DENTICE Anna, nata a Napoli il 15.10.1991;
– MONACO Mariano, nato a Napoli il 19.07.1976;

Camorra, retata dei Carabinieri a Napoli: decapitato il clan Mazzarella

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