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Cronache

La preside andava a zonzo con l’auto della scuola, arrestata al rientro da una gita in Francia

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La preside dell’istituto scolastico Ipsia Marconi, di Imperia, Anna Rita Zappulla, è stata arrestata dai carabinieri, con l’accusa di peculato in quanto sorpresa al rientro dalla Francia con l’auto di servizio della scuola usata a fini personali. I militari hanno atteso che rimpatriasse per fermarla in flagranza di reato e portarla in caserma. La preside era con i familiari. Le indagini, coordinate dal procuratore aggiunto di Imperia, Grazia Pradella, sono state avviate il mese scorso ed avrebbero preso le mosse da una segnalazione interna all’istituto. Secondo i carabinieri, l’attività investigativa avrebbe permesso di documentare l’uso improprio dell’auto scolastica di cui reggeva la dirigenza, utilizzandola non solo in provincia di Imperia, ma anche fuori regione e addirittura oltreconfine. La donna è stata fermata ieri sera e non ha saputo giustificare perchè si trovasse sull’auto di servizio. La dirigente scolastica è stata portata nel carcere genovese di Pontedecimo.

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Cronache

Abusi sessuali e truffe, la vita spericolata di Monsignor Zanchetta

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Il vescovo argentino Gustavo Zanchetta, 55 anni, gia’ allontanatosi nel luglio 2016 dalla sua diocesi di Oran e poi chiamato in Vaticano nel dicembre dell’anno dopo da papa Francesco come assessore all’Apsa (Amministrazione del Patrimonio della Sede apostolica) – incarico dal quale e’ poi stato sospeso -, oltre a dover affrontare presto un processo nel suo Paese per “abusi sessuali continuati e aggravati” su seminaristi, sarebbe indagato dalla Procura di Oran anche per presunte truffe allo Stato. Lo scrive il quotidiano argentino El Tribuno, ricordando come a carico di Zanchetta, oltre alle accuse di abuso sessuale avanzate dal due seminaristi, c’erano accuse da parte di altri religiosi della diocesi di Oran per presunti squilibri economici con fondi statali, prese in carico d’ufficio dalla Procura della citta’ argentina e rimaste finora sotto stretto segreto.

juorno.it/sesso-alcol-e-foto-hot-con-i-seminaristi-il-vescovo-gustavo-zanchetta-inseguito-dai-magistrati-e-sotto-processo-in-vaticano/

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Cronache

Da fuoco con l’alcol alla compagna, arrestato a Padova

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E’ accusato di lesioni gravissime aggravate e maltrattamenti aggravati nei confronti della sua compagna, padovana, alla quale avrebbe dato fuoco cospargendola prima con alcol denaturato. Per questo e’ stato sottoposto a fermo di polizia giudiziaria un padovano di 53 anni, poi arrestato. I fatti sono accaduti il 16 agosto a Ponte di Brenta (Padova). Inizialmente sembrava si trattasse di tentato suicidio, a chiamare i soccorsi era stata una vicina di casa. La vittima, con gravi ustioni su parte del corpo ma non in pericolo di vita, ha raccontato la sua versione dei fatti appena si e’ risvegliata dalla sedazione. Ad insospettire la Squadra mobile, coordinata dal pm Benedetto Roberti, il fatto che il compagno non fosse a casa nel momento dei soccorsi. Il fermo e’ stato convalidato ieri, ora l’uomo si trova in carcere.

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Cronache

L’affare rifiuti, padre Patriciello torna a protestare “contro uno Stato che tradisce le persone perbene”

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L’emergenza rifiuti. Arriverà. È sicuro. Perché nel delicato meccanismo di una filiera industriale insufficiente ed inefficiente in Campania, l’inceneritore di Acerra è essenziale. Chiuderlo per 30/40 giorni senza avere alternative significa precipitare nel caos il settore rifiuti in Campania. Le soluzioni o meglio i tentativi di soluzione sembrano peggiori dei mali. Perché si punta a far digerire la monnezza sempre alle solite aree. Da qui la protesta ferma, civile ma dura di Padre Maurizio Patriciello.
 Che fa un ragionamento. “Le autorità chiedono ai cittadini di collaborare. Giusto. Chiedono di avere fiducia nel loro operato. Giusto. Promettono di risolvere i problemi che attanagliano un intero territorio. Tra questi i roghi tossici, il fetore mortifero che si sprigiona dalle immondizie e dalle aziende disoneste. I cittadini perbene – sostiene Patriciello – credono ai responsabili della Cosa pubblica. Bello. Poi, mentre essi, i cittadini, sperano in una qualche soluzione, vengono a sapere che a Caivano dovrebbero arrivare altre tonnellate di immondizie per la chiusura temporanea dell’inceneritore di Acerra. I cittadini, arrabbiati, impauriti, mortificati, protestano. Le autorità fingono di non vederli. Di non sentirli. E vanno per la loro strada. Speriamo che ci ripensino. Caivano ha già dato tanto. Portarvi altre tonnellate di rifiuti è impensabile. Abbiate pietà di questo popolo” scrive Padre Maurizio Patriciello.

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