Collegati con noi

Cronache

La piccola Greta Thunberg attesa a Roma, prima andrà dal Papa e venerdì sarà in piazza

Avatar

Pubblicato

del

“La crisi climatica non va in vacanza e nemmeno noi”. Non si ferma la lotta di Greta Thunberg per salvare il Pianeta. La giovane attivista svedese, 16 anni, diventata un simbolo per milioni di persone, sara’ in settimana a Roma, dove venerdi’ santo l’aspettano in piazza migliaia di ragazze e ragazzi dei #FridaysForFuture, il movimento nato per rivendicare azioni per prevenire il riscaldamento globale. Prima pero’ andra’ a Strasburgo: martedi’ e’ attesa al Parlamento europeo, poi arrivera’ in Italia, dove e’ previsto anche un incontro con papa Francesco. Giovedi’, invece, Greta e’ stata invitata a parlare al Senato, nell’ambito di un dibattito sui cambiamenti climatici indetto dalla presidente, Elisabetta Casellati. Ma l’appuntamento piu’ atteso rimane venerdi’, 19 aprile.

Napoli 15 Marzo 2019. Un momento della manifestazione per l’ambiente che si è tenuta a Napoli.
ph. Mario Laporta/KONTROLAB

Nonostante le vacanze di Pasqua, Greta guidera’ la marcia per salvare il Pianeta a Piazza del Popolo. Il tam tam sui social e’ partito da settimane: finora sono 1.500 le persone che solo su Facebook hanno confermato la loro presenza all’evento, il piu’ grande del suo genere in Italia da quando gli studenti di tutto il Paese hanno scioperato un mese fa, unendosi alla lotta globale guidata dalla giovane svedese.

“Ci auguriamo che i politici capiscano che e’ arrivato il momento di ascoltare gli scienziati che all’estero e in Italia ci ricordano che non dobbiamo perdere piu’ tempo”, annuncia ‘Fridays for Future Roma’, l’associazione dei giovani attivisti che ha organizzato la visita di Greta nella capitale. Per l’occasione, il palco di Piazza del Popolo sara’ a pedali, alimentato dall’elettricita’ prodotta da 128 biciclette agganciate a uno speciale cavalletto collegato a una dinamo (macchina elettrica che trasforma un lavoro meccanico in energia elettrica). Ma per organizzare l’evento c’e’ bisogno di fondi e cosi’ ‘Fridays for Future’ ha lanciato una raccolta sulla piattaforma ‘Gofundme’, dove e’ possibile donare fino a venerdi’. E se i ragazzi di ‘Fridays for Future’ sono impegnati nelle piazze, c’e’ anche chi ha scelto un modo singolare per aderire alla lotta al cambiamento climatico. E’ quello del presidente delle Seychelles, Danny Faure, che ha lanciato un appello da un sottomarino nell’Oceano indiano per la protezione del “cuore blu pulsante del nostro pianeta”. Una trovata che ricorda quella dell’ex presidente delle Maldive, Mohamed Nasheed, deposto nel 2012 da un colpo di Stato: nell’ottobre del 2009, per denunciare che il suo Paese era minacciato dall’innalzamento del livello del mare, aveva tenuto la prima riunione del suo governo sott’acqua, con i ministri in tuta da sub. Nel discorso di oggi, il primo dal vivo da un sommergibile durante una spedizione scientifica britannica nell’oceano, Faure ha ammonito che “questo problema e’ piu’ grande di tutti noi, e non possiamo aspettare la prossima generazione per risolverlo. Stiamo esaurendo le scuse per non agire, e il tempo sta per scadere. Gli scienziati hanno gia’ parlato. Ora tocca a noi”.

Advertisement

Cronache

Fontana deposita a pm dossier su ‘clima d’odio’

Avatar

Pubblicato

del

C’e’ persino una lettera anonima nella quale si paventa “un incidente stradale occasionale” tra le minacce rivolte al governatore lombardo Attilio Fontana e ai suoi familiari. Oggi, infatti, l’avvocato Jacopo Pensa ha deciso di depositare in Procura a Milano un dossier di una trentina di pagine, intitolato “clima di odio”, in cui vengono raccolte tutte le intimidazioni comparse on line e non solo in queste ultime settimane contro il presidente della Lombardia per la gestione dell’emergenza Covid. Il dipartimento antiterrorismo della Procura milanese, guidato da Alberto Nobili, sta gia’ indagando sui murales con scritto ‘Fontana assassino’ rivendicati dai Carc, ossia i Comitati di appoggio alla resistenza per il comunismo. Gli autori di quelle scritte, di cui si sono attribuiti la responsabilita’ anche in una conferenza stampa Pablo Bonuccelli e Claudia Marcolini, due rappresentanti dei Carc, sono gia’ stati identificati dagli investigatori nel fascicolo aperto per minacce e diffamazione ai danni del presidente lombardo, finito sotto scorta da una decina di giorni. Dei messaggi minatori dei Carc si parla anche nella “produzione documentale” depositata stamani dal legale di Fontana, che in questi ultimi giorni ha raccolto una lunga lista di decine e decine di minacce, piu’ o meno esplicite, contenute in post e fotografie pubblicate sui social da utenti o da profili fasulli, oltre che in missive anonime indirizzate pure alla famiglia del governatore. “Un’atmosfera – ha chiarito l’avvocato Pensa – creata da chi aveva interesse a fomentare un’ostilita’ feroce contro Fontana”. Un “clima di odio”, ha aggiunto, “che ha portato anche alle scritte sui muri con epiteti feroci”. Tra i messaggi riportati nel dossier ce ne sono alcuni del seguente tenore: “Devi morire, devi fare una brutta fine, devi morire come loro (con riferimento ai morti nelle rsa, ndr)”. Il presidente lombardo, ha spiegato Fontana, per il suo ruolo, soprattutto in questo periodo, “e’ consapevole di poter essere oggetto di critiche politiche e le accetta, ma quando gli si da’ dell’assassino le cose cambiano”. Il legale ha deciso, quindi, di depositare i documenti ai pm, che ora potranno analizzarli nell’ambito dell’inchiesta gia’ aperta sulle azioni dei Carc. Tra l’altro, come si legge su siti e social, i Carc e altre sigle dell’antagonismo si stanno mobilitando per scendere in piazza “in tutta Italia” tra due giorni con l’obiettivo, scrivono, di dare vita ad un “patto d’azione per un fronte anticapitalista” per far “pagare la crisi ai padroni”. Sulla pagina Facebook dei Carc, tra l’altro, si vede l’immagine disegnata di una statua che rappresenta Fontana e che viene fatta cadere con una fune legata attorno al collo.

Continua a leggere

Cronache

Cerbiatto in ‘trappola’ sulla scogliera salvato dal campione di surf, il video del salvataggio di Bambi

Avatar

Pubblicato

del

Campione di surf, protagonista del panorama italiano della tavola da vent’anni, e oggi eroe di ambientalisti, animalisti e appassionati di Walt Disney. Marco Pistidda, sassarese, 38 anni, ‘Bonga’ per chiunque bazzichi negli ambienti del surf e a Porto Ferro, dove ha sede la sua scuola per adulti e bambini, e’ il protagonista del salvataggio di un cucciolo di daino individuato in un anfratto roccioso mentre costeggiava la baia di Porto Conte. Surfista dal 1999, vincitore di numerosi trofei nazionali e componente della nazionale italiana nel 2008, Marco era insieme a un’amica con cui condivide la passione per il mare, l’ambiente e la natura. E’ stata proprio lei, Lucia Peana, a ribattezzare l’animale in difficolta’ come “cucciolo di Bambi”, riferimento esplicito a uno dei piu’ famosi personaggi della galleria disneyana. In attesa delle onde, in questi giorni di ripartenza ‘Bonga’ accompagna amici e allievi in escursioni acquatiche. “L’idea della scuola e’ di offrire attraverso il surf un’esperienza indimenticabile a chi come me crede nell’amore e nel rispetto per la natura, per gli altri e per se'”, ha spiegato.

 

“Siamo cosi’ partiti in sup da Cala Dragunara e abbiamo puntato verso la spiaggia di Porto Conte. A un tratto – ricostruisce il surfista – abbiamo sentito un lamento e poi abbiamo notato il cucciolo, scivolato probabilmente nel dirupo senza riuscire a risalire”. I due non hanno avuto dubbi: andava messo in salvo. “Llu’cia e’ rimasta li’, a fargli compagnia, io invece – racconta – sono tornato in spiaggia, ho chiamato la Forestale, ho preso i telefonini e un asciugamano e li ho raggiunti. Con il telo abbiamo avvolto il cucciolo, era stremato, si e’ addormentato tra le nostre braccia”. Poi il ritorno in spiaggia sul sup, la consegna del piccolo daino agli agenti della Forestale e il trasferimento nella riserva di Bonassai. “Sta bene, e’ salvo, ora sta con altri cuccioli”, riferisce ‘Bonga’ prima di tornare al suo mondo fatto di spiagge, mare, allenamenti, gare e altre sfide.

Continua a leggere

Cronache

Camorra, clan Sperandeo di Benevento: chieste condanne per 280 anni

Avatar

Pubblicato

del

Avevano tentato di prendere il controllo del mercato della droga a Benevento e anche in alcune zone della provincia, contrapponendosi al clan Sparandeo, decimato dagli arresti. Ora si trovano di fronte ai giudici del tribunale di Benevento, con richieste di condanne che vanno dai 30 ai 16 anni di reclusione. Complessivamente la Dda di Napoli ha chiesto oltre 280 anni di carcere per 13 imputati. L’indagine risale al luglio 2018, quando la Squadra Mobile della questura di Benevento smantello’ un’organizzazione che riforniva le piazze di spaccio beneventane di cocaina, crack, marijuana, hashish ed eroina, acquistata in grosse partite a Villa Literno, Giugliano, Castelvolturno e Napoli.

Continua a leggere

In rilievo

error: Contenuto Protetto