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Esteri

La Nato: ha ragione la premier Meloni, attenti al rischio di russificazione e cinesizzazione di Africa e Golfo Persico

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La recente dichiarazione del segretario generale della Nato, Mar Rutte, è un campanello d’allarme. L’Alleanza Atlantica deve rafforzare la propria presenza in Africa e nel Medio Oriente per fronteggiare l’avanzata strategica di Russia e Cina in queste aree. Citando esplicitamente la presidente del Consiglio italiano Giorgia Meloni, Rutte ha sottolineato la necessità di costruire partnership solide senza estendere formalmente i confini dell’Alleanza, ma con un’attenzione crescente verso queste regioni cruciali per la sicurezza globale.

Una sfida geopolitica crescente

Le parole di Rutte mettono in luce un fenomeno sempre più evidente: Russia e Cina stanno consolidando la loro influenza in Africa e nel Golfo Persico. Attraverso investimenti, accordi economici e una crescente presenza militare, i due Paesi stanno riempiendo il vuoto lasciato dall’Occidente in queste aree.

La Russia in Africa

La strategia russa in Africa si fonda su:

  • Accordi militari: Mosca fornisce armi e addestramento a molti Paesi africani, in particolare attraverso la controversa compagnia privata Wagner, attiva in Paesi come Mali, Repubblica Centrafricana e Sudan.
  • Influenza politica: Attraverso il sostegno a regimi autoritari e l’organizzazione di summit Russia-Africa, il Cremlino cerca di guadagnare alleati nella sua sfida contro l’Occidente.
  • Risorse naturali: La Russia è interessata a minerali strategici come oro, uranio e diamanti, che rappresentano una leva economica e geopolitica cruciale.

La Cina in Africa e nel Golfo

La Cina, dal canto suo, adotta una strategia più articolata e sistemica:

  • Investimenti infrastrutturali: Il progetto della Nuova Via della Seta ha portato la Cina a finanziare porti, strade e ferrovie in molti Paesi africani e del Golfo.
  • Influenza economica: Pechino è il principale partner commerciale di molte nazioni africane e sta aumentando la sua presenza anche nel Golfo Persico.
  • Presenza militare: La base navale cinese a Gibuti rappresenta un punto di accesso strategico al Mar Rosso e all’Oceano Indiano.

Il ruolo della Nato

Secondo Rutte, la Nato non può ignorare questa crescente influenza. Pur restando un’alleanza transatlantica, l’organizzazione deve trovare modi per costruire partnership strategiche con i Paesi di queste regioni. La visita del re di Giordania Abdullah II alla Nato si inserisce proprio in questo contesto: Amman è un alleato chiave nella lotta al terrorismo e nella stabilizzazione del Medio Oriente.

Le priorità dell’Alleanza

  • Partnership locali: Collaborare con attori regionali come Giordania, Marocco, Egitto e Paesi del Golfo per rafforzare la sicurezza.
  • Contrasto all’espansionismo russo e cinese: La Nato deve offrire alternative credibili in termini di cooperazione militare ed economica.
  • Stabilità regionale: Prevenire conflitti che potrebbero avere ripercussioni dirette sulla sicurezza europea e globale.

Il monito di Giorgia Meloni

La presidente del Consiglio italiano, Giorgia Meloni, ha più volte sottolineato l’importanza strategica dell’Africa e del Medio Oriente. Per l’Italia, queste regioni rappresentano un fronte essenziale non solo per la sicurezza energetica, ma anche per la gestione delle migrazioni e la lotta al terrorismo. La sua visione sembra allinearsi con quella di Rutte: un maggiore impegno occidentale è fondamentale per contrastare l’influenza di potenze rivali.

Conclusioni

La sfida per la Nato è duplice: contrastare la russificazione e la cinesizzazione di Africa e Golfo Persico, e rafforzare la propria rilevanza come garante della sicurezza internazionale. Tuttavia, per avere successo, l’Alleanza deve agire con rapidità, costruendo alleanze forti e promuovendo la stabilità in regioni che, oggi più che mai, sono il campo di battaglia di una nuova guerra di influenza globale.

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Rubio: “Gli Usa non si sottrarranno, Mosca non può raggiungere gli obiettivi iniziali”

Marco Rubio a Bloomberg dopo Monaco: gli Stati Uniti non si sottrarranno all’impegno sull’Ucraina. Mosca non può raggiungere gli obiettivi iniziali, dice.

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Il Segretario di Stato americano Marco Rubio, in un’intervista a Bloomberg News dopo il suo intervento alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco, ha affermato che gli Stati Uniti non si sottrarranno all’obbligo di contribuire alla fine della guerra in Ucraina.

Le dichiarazioni sono state riportate anche da CNN.

“Mosca non può raggiungere gli obiettivi iniziali”

Rubio ha aggiunto di non ritenere che la Russia sia in grado di raggiungere gli obiettivi che si era prefissata all’inizio dell’invasione, quasi quattro anni fa.

Secondo il Segretario di Stato, Mosca starebbe perdendo tra i 7.000 e gli 8.000 soldati a settimana nel conflitto, una stima che, ha osservato, coincide con le più recenti valutazioni fornite da Kiev.

Le parole di Rubio si inseriscono nel quadro del confronto diplomatico in corso e delle valutazioni strategiche occidentali sull’andamento del conflitto.

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Zelensky a Monaco: “Putin come nel 1938, la pace solo con vere garanzie di sicurezza”

Alla Conferenza di Monaco Zelensky paragona Putin al 1938 e ribadisce che la pace può nascere solo da chiare garanzie di sicurezza per l’Ucraina.

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Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, intervenendo alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco, ha accusato il presidente russo Vladimir Putin di voler ripetere lo scenario del 1938.

“Sembra che Putin speri di ripetere Monaco del 1938, quando il precedente Putin iniziò a dividere l’Europa”, ha dichiarato, richiamando l’accordo che precedette la Seconda guerra mondiale e paragonando implicitamente il leader del Cremlino ad Adolf Hitler.

“La pace solo con chiare garanzie di sicurezza”

Zelensky ha ribadito che la pace può essere costruita solo su garanzie di sicurezza solide e verificabili. “Dove non esiste un chiaro sistema di sicurezza, la guerra torna sempre”, ha affermato.

Il presidente ucraino ha sottolineato che Kiev è impegnata nei negoziati e mantiene contatti con emissari statunitensi, tra cui Steve Witkoff e Jared Kushner, e che è previsto un incontro con il Segretario di Stato Marco Rubio.

Negoziati e tensioni geopolitiche

Secondo Zelensky, l’obiettivo dell’Ucraina è una “vera sicurezza e una vera pace”, non soluzioni parziali o compromessi che possano favorire Mosca.

Le dichiarazioni si inseriscono nel contesto di un confronto internazionale segnato da tensioni persistenti e dalla ricerca di un equilibrio tra sostegno militare, diplomazia e deterrenza.

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Paolini unica azzurra a Dubai: esordio al secondo turno nel WTA 1000

Jasmine Paolini unica italiana nel tabellone del WTA 1000 di Dubai. Debutto al secondo turno contro Eala o una qualificata. Difende il titolo vinto nel 2024.

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Jasmine Paolini è l’unica azzurra presente nel tabellone principale del torneo WTA 1000 di Dubai, secondo “mille” della stagione sul cemento.

La 30enne toscana, attualmente numero 8 del mondo, entrerà in gara direttamente al secondo turno. Affronterà la filippina Alexandra Eala, numero 40 WTA, oppure una giocatrice proveniente dalle qualificazioni.

Un ritorno da campionessa in carica

Paolini torna negli Emirati con il peso e l’orgoglio di campionessa in carica, avendo conquistato il titolo nel 2024. Un risultato che ha rappresentato uno dei punti più alti della sua carriera e che ora è chiamata a difendere in un tabellone di alto livello.

L’obiettivo è dare continuità alla stagione e ritrovare fiducia dopo l’eliminazione al secondo turno a Doha. Dubai può rappresentare uno snodo importante per consolidare la posizione tra le prime dieci del ranking mondiale.

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