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La ministra Lamorgese, sui migranti Europa solidale con ricollocazioni automatiche

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“La crisi siriana può essere affrontata soltanto con una risposta forte dell’Unione Europea che favorisca la stabilizzazione politica di quei territori”. È l’opinione di Luciana Lamorgese, Ministra dell’Interno. Alla luce della minaccia del presidente turco Racip Tayipp Erdogan di mandare oltre confine milioni di profughi, la Ministra sollecita quindi “un approccio europeo solidale” in quanto “non possono essere lasciati soli gli Stati più esposti”. Per più esposti si intendono Italia, Malta e Grecia. E sarebbe la Grecia ad essere travolta dall’onda dei migranti nel caso in cui la Turchia facesse quanto promesso, ovvero aprire i suoi confini e mandare via oltre 3,5 milioni di profughi siriani. Dopo i vertici di Malta e Lussemburgo, Lamorgese ha registrato un “rinnovato clima di solidarietà” però, aggiunge, “adesso solo una risposta coordinata e condivisa a livello europeo puo’ consentire una strategia efficace”. L’importante e’ a suo avviso, avviare un sistema di gestione “piu’ equo e bilanciato; un percorso complesso che auspico possa vedere progressivamente coinvolti il maggior numero possibile di partner europei”. Per la Ministra, occorre innanzitutto il superamento “degli attuali squilibri nella ripartizione degli oneri tra gli Stati membri”, con l’introduzione di un meccanismo di redistribuzione dei migranti “basato su procedure di ricollocazione automatiche, veloci ed efficaci, far si’ che non vi siano incertezze in merito alla gestione dell’accoglienza”.

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Cronache

L’assessore alla Cultura del comune di Napoli? Ha messo d’accordo tutti: è una che divide!

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Nel rimpasto dell’esecutivo cittadino a Napoli, tra le altre nomine (4 nuovi assessori) ce n’è una che definire divisiva e controversa è quasi un eufemismo. Anche alla luce di quanto sta accadendo a 48 ore di distanza dalla ufficializzazione della scelta del sindaco Luigi de Magistris di nominare Eleonora De Majo assessore alla cultura ed alla cooperazione internazionale al posto di Nino Daniele. In città c’è chi non ha gradito la defenestrazione di Nino Daniele per la De Majo (scrittori, giuristi, attori, registi, direttori di musei e tanti altri intellettuali) e ci sono tantissimi che non gradiscono che il comune di Napoli sia rappresentato in un assessorato strategico come quello della Cultura da Eleonora De Majo. Sembra la stessa cosa, ma non lo è. Perchè ritenere Nino Daniele un eccellente assessore è un fatto, ritenere inadeguata al ruolo la signora De Majo è altro. Perchè la nomina di De Majo ha creato così tante polemiche, divisioni e fratture anche molto profonde in città? Il primo ad insorgere rispetto a questa nomina è stato Giuseppe Crimaldi, presidente nazionale della Federazione Italia-Israele.

“Mi chiedo, ma immagino se lo chieda ogni persona di buon senso, come sia possibile attribuire, assieme alle deleghe alla Cultura e al Turismo, anche quella ai “Rapporti internazionali” del Comune di Napoli – terza citta’ d’Italia e Medaglia d’Oro al Valor Militare per l’insurrezione contro il nazifascismo – ad una persona che continua a definire il governo israeliano “un manipolo di assassini”; la dottoressa e neo-assessore Eleonora De Majo si è anche distinta per aver definito un intero popolo (quello israeliano) “porci accecati dall’odio, negazionisti e traditori finanche della vostra stessa tragedia” scrive in una nota Crimaldi.  Che giudica, quindi, “incredibile, inopportuno e per quel che ci riguarda anche intollerabile che la ‘politica estera’ di Palazzo San Giacomo possa essere rappresentata da chi ha dato e continua a dare dimostrazione di non avere un minimo di equilibrio politico e istituzionale”.

Ma chi è la nuova assessora alla Cultura del Comune di Napoli? Trentuno anni, laurea in Filosofia, animatrice dei centri sociali, si è spesso distinta in città per le sue posizioni radicali. La consigliera comunale di Dema, eletta con i voti dei centri sociali, è donna dai modi spicci, poco diplomatica, anche nel linguaggio non gira mai intorno alle questioni, spesso ci entra dentro anche con violenza verbale. soprattutto quando individua come bersagli suoi avversari politici. “‘Te la diamo noi una lezione bastardo” rivolgendosi a Matteo Salvini, leader leghista in arrivo a Napoli per un comizio in una giornata che diventò di battaglia campale per i disordini, gli scontri tra polizia e manifestanti. Oggi Salvini ha gioco facile a dire a de Magistris che l’antisemitismo è un problema serio per la sinistra a Napoli. Perchè? Basta leggere quanto scrive la Comunità ebraica di Napoli che ha espresso “il proprio sconcerto e preoccupazione” per la nomina della donna dei centri sociali. Perchè? Ma perchè la “De Majo – si legge nella nota – aveva affermato che il “sionismo e’ nazismo”, paragonato l’allora premier israeliano Netanyahu a Hitler, definito il governo israeliano “un manipolo di assassini” e gli israeliani “porci, accecati dall’odio, negazionisti e traditori finanche della vostra stessa tragedia”, riducendo il numero degli ebrei assassinati nella Shoa’ a 4 milioni”. “Giudizi tanto superficiali – conclude la Comunità di Napoli – quanto offensivi per quegli ebrei che sono stati testimoni del più grande progetto di genocidio mai concepito”.

Ma lei che cosa risponde a queste bordate che le arrivano? “Essere radicalmente critici verso l’apartheid che lo Stato di Israele pratica nei confronti del popolo Palestinese – spiega – non ha nulla a che fare con l’antisemitismo. Nello specifico questa, che periodicamente mi riguarda, è una polemica strumentale e fuori luogo che si riferisce al commento ad una dichiarazione in cui Netanyahu, nel lontano ottobre 2015, dichiarò all’assemblea delle Nazioni Unite che ‘Hitler non voleva sterminare gli ebrei ma solo espellerli’, dichiarazione che poi fu costretto a ritrattare. Intanto piuttosto che rispondere ad una polemica di quattro anni fa, vorrei mettermi a lavorare per la mia città a testa bassa e pancia a terra”. E che cosa sceglie di fare pubblicamente per rispondere alla valanga di polemiche, critiche? Si fa un selfie con il cantante Enzo Avitabile e lo pubblica sui suoi social con una scritta, come al solito lapidaria: “Bando alle ciance… qui siamo già a lavoro per la città…”. E vabbè, buon lavoro.

 

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Diabete, l’epidemia in Italia si ferma: casi stabili da 5 anni

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Si ferma l’epidemia di diabete in Italia i cui numeri, almeno nel nostro Paese, sono sostanzialmente stabili da quasi 5 anni e segnalano circa 3.750.000-4.000.000 di persone colpite. Restano numeri che testimoniano la gravità del male. A rilevarlo è l’ultima edizione del rapporto ARNO diabete, relativa a 11 milioni di italiani e frutto di una collaborazione tra la Società Italiana di Diabetologia (Sid), il CINECA e la Fondazione ReS. I dati sono stati anticipati oggi dalla Sid alla vigilia della Giornata Mondiale del Diabete che si celebra il 14 novembre. L’inversione di tendenza e’ merito delle tante campagne di prevenzione fatte e di una maggiore consapevolezza del pubblico sull’importanza di ‘investire’ sulla salute. La “corsa del diabete sta forse rallentando, tuttavia questo non puo’ diventare un invito ad abbassare la guardia – sottolinea il presidente Sid Francesco Purrello – perche’ il diabete resta una patologia complessa e pericolosa, perche’ sono comunque 4 milioni gli italiani con diabete diagnosticato e probabilmente c’e’ un altro milione che non ha ancora scoperto di avere la malattia”.

I numeri del diabete in Italia hanno dunque raggiunto una stabilita’, ma non una flessione: su 11 milioni di cittadini inclusi nell’analisi relativa ai dati 2018, 700 mila sono quelli con diabete. Questo consente di stimare la prevalenza del diabete in Italia al 6,2%, simile dunque a quella registrata da circa 5 anni a questa parte, ovvero sostanzialmente stabile. Il fenomeno diabete, commenta Enzo Bonora, ordinario di Endocrinologia, Universita’ di Verona e responsabile del Rapporto ARNO per la Sid, “sembra dunque aver raggiunto uno stato stazionario, dopo la crescita continua degli anni ’90 e della prima decade del millennio”. Estrapolando questa stima all’intero Paese (nel 2018 i residenti in Italia erano 60,5 milioni), il numero degli italiani con diabete sarebbe dunque pari a circa 3.750.000. Tuttavia, il numero e’ sottostimato per vari fattori e la stima delle persone con diabete diagnosticato, rileva Bonora, “sale in realta’ ben al di sopra di 4 milioni”. Questa patologia, conferma il Rapporto, interessa soprattutto gli anziani, ma non solo: circa 2 persone con diabete su 3 in Italia hanno infatti un’eta’ pari o superiore ai 65 anni, ma quasi 1 su 3 si colloca in una fascia d’eta’ lavorativa (20-64 anni). I dati, concludono gli esperti, confermano cioe’ che il diabete colpisce prevalentemente gli anziani, ma dimostrano al contempo che nel nostro Paese circa 1 milione di persone con diabete si trova nel pieno dell’eta’ lavorativa.

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Ben'essere

Oggi è la giornata mondiale della gentilezza, siate gentili: vi conviene, fa bene anche alla salute

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Regalare fiori ad una amica, portare il caffè a un collega, aiutare una signora anziana a portare la spesa a casa, cedere il posto a sede in metropolitana al signore più anziano.  Oggi  è la World Kindness Day, la giornata mondiale dedicata alla gentilezza. Dovremmo o potremmo onorarla usando la cortesia , le buone maniere e distribuendo sorrisi.

Sono diversi gli atteggiamenti che si possono mettere in atto secondo la Random Acts of Kindness Foundation, per rendere la gentilezza la norma in questa giornata come ogni giorno: ad esempio mandare a un amico un messaggio per tirargli su il morale, parlare con un familiare che con cui non si è in contatto da tempo, includere momenti di risate e divertimento nella routine quotidiana e andare leggermente fuori dalla nostra comfort zone almeno una volta nella giornata per far sorridere qualcuno. Fa bene poi ricordare, in occasione del World Kindness Day, che la gentilezza fa bene di per sè, ma ha anche dei benefici per la salute, in termini fisici come psicologici.

Ad esempio, serve a contrastare gli effetti negativi dello stress secondo uno studio pubblicato nel 2015 su Clinical Psychological Science. I risultati hanno mostrato che nei giorni in cui ci si sente stressati si ha una visione più negativa della propria vita, ma aiutare qualcuno rende tutto un po’ migliore. Inoltre,essere gentili fa bene alla salute cardiovascolare. Uno studio pubblicato diversi anni fa sull’International Journal of Psychophysiology ma che torna di attualità, ha scoperto che chi dà supporto alla propria rete sociale ha più autostima, meno depressione e una migliore pressione sanguigna.

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