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La Lega tra tensioni interne e ritorno alle origini, dopo il flop in Toscana Zaia capolista in Veneto

Dopo la sconfitta in Toscana, nella Lega cresce il malumore per la linea di Vannacci. Salvini rilancia il “modello Veneto” con Stefani candidato e Zaia in prima fila, mentre i governatori Fontana chiedono un ritorno ai valori fondanti del partito.

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Ripartire dai valori fondanti della Lega, accantonare la deriva “ideologica” e tornare a parlare di territorio e autonomie. È questo il messaggio che filtra dalle file del partito di Matteo Salvini, all’indomani della pesante sconfitta in Toscana. Nel mirino, ancora una volta, il generale Roberto Vannacci, considerato da molti il principale responsabile del risultato deludente.

Il leader leghista si trova ora a gestire una doppia tensione: da un lato le frizioni interne sul ruolo di Vannacci e sulla direzione politica del partito; dall’altro, i malumori dei lombardi dopo l’accordo con Fratelli d’Italia per il Veneto, che apre di fatto a una spartizione delle storiche roccaforti del Carroccio.

Il rilancio di Salvini e il “caso Veneto”

Nel Teatro Geox di Padova, gremito per l’occasione, Salvini ha rilanciato la candidatura di Alberto Stefani come successore di Luca Zaia, definendolo “il governatore più giovane d’Italia”. Sul palco, il leader della Lega ha rivendicato la “battaglia dura” condotta per mantenere al partito la guida della Regione e ha ricordato i 15 anni di governo Zaia, “che hanno lasciato un segno profondo”.

Salvini ha poi ribadito che l’autonomia differenziata resta la priorità assoluta del partito e che “nelle prossime settimane arriveranno le prime pre-intese”. L’obiettivo dichiarato è quello di riaffermare la centralità della Lega nei territori e nel Nord, dove il partito intende mostrare di essere ancora radicato.

Zaia: “Dopo Zaia scrivi Zaia”

Dal canto suo, Luca Zaia ha scelto di parlare con tono emozionato ma deciso. Dopo aver ricordato con un minuto di silenzio i carabinieri morti durante uno sgombero, il governatore uscente ha annunciato la propria candidatura come capolista in tutte le province del Veneto, chiarendo di voler restare in campo: “Se sono un problema, divento un problema reale. Dopo Zaia scrivi Zaia”.

Parole accolte da una lunga ovazione in sala, ma anche come un segnale di insofferenza verso gli alleati di governo che hanno posto veti sulla possibilità di una “lista Zaia” o sull’uso del suo nome nel simbolo elettorale.

Le critiche di Fontana e Molinari: “Troppa ideologia, serve equilibrio”

Il dibattito interno non si placa. Lorenzo Fontana, presidente della Camera e figura di riferimento della Lega veneta, aveva già invitato alla vigilia delle elezioni a “abbassare di una tacca il livello del messaggio politico” e a usare “meno slogan”.

Dalla Lombardia, Attilio Fontana ha rilanciato il tema dell’identità territoriale, sottolineando che “forse bisogna rivedere qualcosa, perché la Lega deve continuare a essere il partito dei territori”.

Sulla stessa linea il capogruppo alla Camera Riccardo Molinari, che ha ricordato come “la Lega non è mai stata un partito ideologico, ma post-ideologico, capace di parlare a destra, sinistra e centro”.

L’eco di Bossi e il richiamo alle origini

Intanto, tra i militanti più nostalgici, risuona il nome di Umberto Bossi. Non è sfuggita la decisione dell’ex leader di ristampare la sua prefazione del 1992 a “La Lega Lombarda” di Massimo D’Azeglio, testo in cui spiegava le ragioni e i valori che portarono alla nascita del movimento.

Un segnale simbolico ma potente, che molti nella base leggono come un invito a ritrovare l’identità originaria della Lega: quella di un partito vicino al popolo, ai territori e alle autonomie, prima che alle ideologie e ai personalismi.

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Formia, primo prelievo di tessuto osseo da donatore vivente nella provincia di Latina

All’ospedale Dono Svizzero di Formia eseguito il primo prelievo di tessuto osseo da donatore vivente nella provincia di Latina. Il presidente Rocca: passo importante per la rete dei trapianti nel Lazio.

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All’ospedale Dono Svizzero di Formia è stato realizzato il primo prelievo di tessuto osseo da donatore vivente nella provincia di Latina. L’intervento rappresenta un passaggio significativo per il rafforzamento della rete della donazione e dei trapianti nel Lazio.

Il risultato è stato sottolineato dal presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, che in una nota ha evidenziato il valore dell’operazione per il sistema sanitario regionale.

Rocca: “Un traguardo importante per la sanità del territorio”

Secondo Rocca, il primato raggiunto dall’ospedale di Formia rappresenta un traguardo rilevante e motivo di soddisfazione per l’intero sistema sanitario regionale.

Il presidente ha spiegato che l’intervento dimostra la qualità della sanità del territorio e la professionalità delle équipe mediche e sanitarie coinvolte nel percorso di cura.

Il valore della cultura della donazione

Nel suo intervento Rocca ha anche sottolineato il valore del gesto compiuto dal donatore, definito un atto di grande generosità.

Secondo il presidente della Regione Lazio è fondamentale continuare a promuovere la cultura della donazione, che permette di offrire nuove possibilità di cura e di migliorare la qualità della vita di molti pazienti.

Il lavoro delle équipe mediche

Nel messaggio istituzionale sono stati ringraziati l’équipe dell’Unità Operativa di Ortopedia dell’ospedale di Formia, la direzione sanitaria e tutto il personale coinvolto nell’intervento.

La Regione Lazio ha ribadito l’impegno a sostenere e valorizzare queste esperienze considerate di eccellenza, con l’obiettivo di rafforzare una sanità sempre più efficiente, solidale e vicina ai cittadini.

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Esteri

Cina: “Taiwan non è e non sarà mai uno Stato indipendente”, Pechino avverte anche il Giappone

Il ministro degli Esteri cinese Wang Yi ribadisce che Taiwan non è e non sarà mai uno Stato indipendente. Avvertimento anche al Giappone dopo le dichiarazioni della premier Sanae Takaichi.

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Taiwan “è sempre stata parte della Cina” e “non è mai stata, non è e non sarà mai un Paese indipendente”. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri cinese Wang Yi durante una conferenza stampa tenuta in occasione della quarta sessione della quattordicesima Assemblea nazionale del popolo.

Secondo il capo della diplomazia di Pechino, il principio di una sola Cina rappresenta la base per garantire stabilità nella regione. Wang ha sostenuto che più la comunità internazionale si opporrà all’indipendenza di Taiwan e sosterrà questa impostazione, più saranno garantite pace e stabilità nello Stretto.

“Una linea rossa che non può essere superata”

Wang Yi ha ribadito che la questione di Taiwan rappresenta per Pechino un punto non negoziabile. Il ministro ha affermato che l’isola è stata “riconquistata dalla Cina oltre ottant’anni fa” e che nessuna forza o individuo potrà separarla nuovamente dal territorio cinese.

Secondo il ministro degli Esteri, la separazione dell’isola costituirebbe una linea rossa che la Cina non intende permettere venga superata.

L’avvertimento al Giappone

Nel corso della conferenza stampa Wang Yi ha commentato anche le recenti dichiarazioni della premier giapponese Sanae Takaichi. La leader di Tokyo aveva affermato che il Giappone potrebbe intervenire in modo difensivo in caso di crisi nello Stretto di Taiwan, nel rispetto della Costituzione nipponica.

Il ministro degli Esteri cinese ha sostenuto che un intervento di questo tipo finirebbe per svuotare il significato della Costituzione giapponese.

“Il futuro dei rapporti dipende da Tokyo”

Wang Yi ha infine avvertito che il futuro delle relazioni tra Cina e Giappone dipenderà dalle scelte del governo di Tokyo.

Nel suo intervento ha sottolineato che Pechino non accetterà un ritorno a contesti storici di tipo coloniale, ribadendo la determinazione della Cina a difendere la propria sovranità territoriale.

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Esteri

Terremoto di magnitudo 5.5 nel nord-ovest della Grecia: epicentro vicino a Giannina

Una scossa di terremoto di magnitudo 5.5 è stata registrata nel nord-ovest della Grecia vicino a Giannina. Al momento non risultano segnalazioni di danni a persone o edifici.

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Una scossa di terremoto di magnitudo 5.5 è stata registrata alle 5:32 ora locale nel nord-ovest della Grecia, corrispondenti alle 4:32 in Italia.

Il sisma è stato rilevato dai sistemi di monitoraggio sismico internazionali e ha interessato l’area dell’Epiro, nel nord del Paese.

Epicentro nell’area di Giannina

Secondo i dati diffusi dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia e dal servizio geologico statunitense, il terremoto ha avuto un ipocentro a circa 10 chilometri di profondità.

L’epicentro è stato localizzato non lontano dalla città di Giannina, uno dei principali centri dell’Epiro.

Nessuna segnalazione immediata di danni

Al momento non sono state diffuse informazioni su eventuali danni a persone o edifici.

Le autorità locali stanno monitorando la situazione mentre prosegue l’attività di verifica nelle zone interessate dalla scossa.

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