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la Juve inciampa col Parma, si fa imporre il 3 a 3 in casa. Napoli a -9

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La Juventus si è fatta imporre il 3-3 casalingo dal Parma. Sul 3-1 dopo la doppietta di Ronaldo – con lo scettro, per la prima volta non condiviso, di re dei bomber della serie A – si è fatta rimontare nel finale dagli emiliani, con la risposta di Gervinho a CR7. E i punti di vantaggio sul Napoli si sono nuovamente ridotti a 9. Che restano una enormità, ma alla Juventus è mancata solidità – in difesa, dove l’inedita coppia di centrali Caceres-Rugani ha lasciato aperte molte falle, ma anche a centrocampo. Gravissima per i bianconeri l’assenza degli infortunati Chiellini e Bonucci, non all’altezza Perin, ma, nel giorno del rientro di Mandzukic, si e’ avvertita anche l’assenza del ‘tuttocampista’ Dybala. Cosi’ i tre gol e i due pali colpiti, entrambi di Khedira, sono stati annullati dalla rimonta dei ducali. Bellissima la prova della squadra di D’Aversa, che gioca con classe e leggerezza, senza alcun timore di fronte al mostro sacro Juventus. Ottime le prove di Gervinho e Kucka, ma anche di Barilla’, oltre al gol del 2-1 e di Scozzarella. Il Parma aveva provato a sorprendere la Juventus con una partenza senza paure e con Gervinho e soprattutto Kucka – due tiri dei 5 totali della squadra di D’Aversa nel primo tempo. Ha messo per una manciata di minuti pressione ai bianconeri.

Ma il gioco si era spostato ben presto nella meta’ campo dei gialloblu, schiacciati nella loro area. Juve mai troppo precisa, ne’ nell’ultimo tocco ne’ nei cross: dalla distanza Ronaldo (18) ha scoccato un tiro non trattenuto da Sepe, mandato comunque in angolo da Gagliolo. Juve sempre li’, nell’area del Parma o nelle immediate vicinanze, ma ospiti salvi anche sul tiro di Khedira, dopo dribbling stretto in area: palo pieno con Sepe battuto. E’ stato il prologo al gol di Ronaldo Khedira ( 36′): assist di Matuidi e sinistro di CR7 di destro, perdendo l’equilibrio e con deviazione di Iacoponi. Girata di Mandzukic (42′) bloccata a terra dal portiere del Parma. Poi una svista dell’arbitro Giacomelli che ha scorto un fallo da rigore di Gagliolo su Caceres crollato a terra in area. Ma il Var ha rimesso le cose a posto: la spinta era stata del difensore bianconero. Niente possibile raddoppio bianconero, quindi, sfumato e anche al 46’sulla rasoiata rasoterra di CR7 fuori di qualche centimetro. Staffetta della Juve del secondo tempo: Bernardeschi al posto di Douglas Costa. Bomba su punizione di Alves (7′) alta; secondo palo di Khedira (12′) su un cross perfetto scodellato da Ronaldo . Non era serata fortunata per Khedira, la conferma e’ arrivata quando Sepe ha schiaffeggiato in angolo un tiro dl,limite del tedesco servito ancora da CR7. Il 2-0 della Juve di Rugani, al secondo gol nelle ultime due partite casalinghe:: sinistro vincente in mischia. Il Parma ha riaperto la partita, con Barilla’ (20′) liberissimo in area: colpo di testa piazzato su cross di Kucka. Passano due minuti e Ronaldo ha ristabilito le distanze, con uno stacco imperioso di Ronaldo che ha anticipato e sovrastato Iacoponi. Ma non e’ finita: l’inesauribile Kucka ha confezionato l’assist per Gervihno, che ha bruciato Rugani e Spinazzola per il 3-2. Parma avanti ma con criterio ed equilibrio e al 93′ destro in area di Gervihno, pronto a sbattere in porta un cross dal fondo. Festa Parma, qualche fischio per la Juve, riavvicinata un po’ dal Napoli.

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Niente accordo in Figc, slitta voto del 4 novembre

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La disputa tra la Figc e la Lega Serie A è destinata a proseguire, ma con nuove regole in gioco. L’incontro tenutosi nella sede della Federcalcio tra il presidente federale Gabriele Gravina e le componenti del mondo del calcio, a cui non ha preso parte il ministro per lo sport e i giovani Andrea Abodi, non ha portato a un accordo definitivo. Nonostante le circa due ore di confronto, nessun accordo è stato trovato in merito alla nuova rimodulazione dei pesi della Serie A, sia per quanto riguarda le percentuali elettorali sia il consiglio federale, in seguito all’emendamento Mulé.

Gravina ha annunciato che, senza aver discusso richieste e numeri specifici, proporrà al Consiglio federale, già fissato per lunedì 29 luglio, la possibilità di convocare un’assemblea per la modifica dello statuto. Questo passaggio è visto come necessario per favorire una riflessione approfondita e fruttuosa sulle modifiche da attuare nelle prossime settimane.

Il confronto assembleare è ormai inevitabile e si tradurrà nella modifica dello statuto federale, unica soluzione per soddisfare le richieste della Lega Serie A. Di conseguenza, l’assemblea elettiva prevista per il 4 novembre sarà quasi certamente trasformata in straordinaria per modificare lo statuto, facendo slittare l’elezione del nuovo presidente Figc al 2025. Infatti, le norme federali prevedono che passino almeno 60 giorni per convocare una nuova assemblea elettiva, il cui termine sarà quindi fissato da gennaio in poi.

Le richieste della Serie A comprendono una maggiore autonomia delle leghe dal punto di vista organizzativo, l’ordinamento dei campionati e delle componenti, e soprattutto uno statuto speciale che aumenti la quota del professionismo al 50%, conferendo alla Serie A un peso preponderante. Per soddisfare queste richieste, è necessaria una modifica statutaria.

Durante la riunione, il presidente della Lnd, Giancarlo Abete, ha sottolineato che ai dilettanti non è stata richiesta una riduzione delle loro quote elettorali. Matteo Marani, presidente della Lega Pro, ha espresso favore per la creazione di un “percorso che metta insieme tutti”, evidenziando l’apertura della Serie C a ogni posizione e l’importanza di rafforzare le peculiarità di ciascuna lega del sistema calcio.

La prossima mossa decisiva avverrà il 29 luglio in consiglio, dove si discuterà la proposta di Gravina. Questo incontro sarà cruciale per determinare il futuro del calcio italiano e le relazioni tra Figc e Lega Serie A.

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Calciomercato, si raffredda la trattativa tra Napoli e Psg per Osimhen

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Sembrava fatta e invece la trattativa tra il Napoli e il Paris Saint Germain su Osimhen è ancora in pieno corso, anzi con dubbi. Il club parigino del miliardario Nasser Al-Khelaïfi e del tecnico Luis Enrique sta infatti vivendo un blocco nel cuore della squadra in cui, come riferisce oggi il quotidiano francese L’Equipe sia Kolo Muani che Gonzalo Ramos, due attaccanti messi dal club sul mercato, non vogliono lasciare la squadra, cercando di convincere il tecnico.

Uno stop che ha rallentato le trattative con il Napoli che stava parlando con il Psg per concedere uno sconto sui 130 milioni della clausola, vendendolo però non sotto i 100 milioni che il Napoli è pronto a reinvestire. In Francia la trattativa è quindi data rallentata, con Osimhen che aspetta risposte ed è pronto a volare a Parigi. L’attaccante nigeriano ha partecipato al ritiro a Dimaro conoscendo il nuovo tecnico Conte, ma non ha giocato le due amichevoli per evitare infortuni e ieri alla fine del ritiro ha salutato i tifosi del Napoi a Dimaro, come in un addio. Ora però tutto torna in dubbio.

Intanto il tecnico Conte aspetta, dopo la fine del ritiro di Dimaro, l’arrivo dei nazionali per la seconda parte a Castel di Sangro, in Abruzzo, da giovedì. In arrivo anche Giovanni Di Lorenzo, che ha riacceso il suo affetto per Napoli in una sua lettera e su cui oggi ha parlato il suo procuratore Mario Giuffredi.

“Dopo la vittoria dello scudetto – ha detto Giuffredi – Giovanni si è trovato con cambi radicali di allenatore, del ds Giuntoli andato via e c’è stato anche un presidente De Laurentiis molto più vivo nella società. Nessuno si aspettava di fare un campionato da decimo posto. Da parte di Di Lorenzo e dei compagni di squadra, sono stati vissuti momenti difficilissimi, ma pensavano che a un certo punto sarebbero riusciti a rialzarsi, invece le cose peggioravano e ci fu frustrazione, delusione. E’ un ragazzo che ha passato un’annata difficile, che mai pensava di vivere. Di Lorenzo si è anche sostituito un po’ ai dirigenti, prendendo parte di tantissimi problemi, non di natura calcistica, tra la società e la squadra. Parlavo sempre con lui e mi disse che se fosse arrivato Antonio Conte sarebbe rimasto, era l’unico allenatore che poteva farlo rimanere”.

Giuffredi narra anche di un episodio: “In Fiorentina-Napoli Di Lorenzo – spiega – non va a giocare la partita, resta in camera perché non stava benissimo; a fine partita, quando la squadra va a prendere il treno, il pullman passa a prendere Di Lorenzo in albergo, provano a chiamare il ragazzo che non risponde al telefono. I dottori entrano nella stanza e trovano il ragazzo collassato. E’ stato un episodio dovuto al tanto stress. Il giorno dopo, invece, si ritrova scritto sui giornali che Di Lorenzo ha finto di star male perché aveva un accordo con la Juventus e non voleva andare alla partita. Non poteva esserci cosa più ingenerosa di questa. Di quella situazione c’è rimasto male perché, nonostante il club sapesse dell’accaduto, nessuno della società abbia fatto una smentita a quelle voci infondate”.

Il manager ha citato anche la sostituzione di Di Lorenzo a pochi minuti dalla fine dell’ultimo match in campionato che gli ha portato i fischi del Maradona “cambio deciso – spiega il procuratore – da un allenatore che ha fatto una roba neanche nella fantasia più assoluta si può pensare di fare”. Il manager racconta anche di inizio difficile di Di Lorenzo nel rapporto con il nuovo ds Manna “poi è arrivato Conte – spiega – che mi ha incontrato, mi ha ascoltato lamentarmi per un’ora poi si è posto come un campione, ha capito tutto ciò che era successo. Ci ha dato ragione su determinati aspetti e si è affiancato a me e a Di Lorenzo e che ha fatto di tutto per rimettere tutto a posto”.

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Osimhen e Lukaku ore decisive, la Roma stringe per Soulè

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La settimana decisiva per OSIMHEN e LUKAKU. Potrebbe essere quella che comincerà domani, perché dopo il passaggio di MORATA al Milan è partito il valzer delle punte. Dipenderà anche da quando il Psg riuscirà a cedere KOLO MUANI, che non vuole lasciare il club della capitale dopo appena un anno dal suo arrivo. In ogni caso la partenza dell’attaccante francese aprirà le porte all’arrivo di Osimhen, per il quale non è detto che il Psg paghi l’intero ammontare della clausola rescissoria di 120 milioni. In attesa di capire quale sarà la reale proposta (potrebbe essere intorno ai cento milioni), il Napolisi è cautelato bloccando LUKAKU, con il quale c’è già l’accordo per un triennale da 6 milioni all’anno. La società del presidente De Laurentiis è anche pronta a prendere il belga a titolo definitivo dal Chelsea, ma non per i 35 milioni di sterline (circa 41 milioni di euro) chiesti dai Blues.

La sensazione è che alla fine l’operazione si farà. In uscita dal Napoli c’è anche il Cholito SIMEONE, per il quale si è fatta avanti la Lazio, e la trattativa sta andando avanti. Intanto il presidente Lotito ha definito la cessione di MARCOS ANTONIO al San Paolo, che ha ‘soffiato’ il giocatore al Flamengo, e ora cerca di stringere per JOBE BELLINGHAM. Il Napoli, invece, attende anche una risposta da OSTIGARD, che è stato ceduto al Rennes per 6 milioni ma non ha ancora fatto sapere se accetta il trasferimento. In dirittura d’arrivo anche il prestito di LINDSTROM all’Everton. Sul fronte delle cessioni è al lavoro anche la Juventus, e il nome più caldo è sempre quello di SOULE’, per il quale i bianconeri hanno in mano la proposta di 30 milioni di euro fatta dal Leicester.

Ma anche la Roma è in pressing sul giocatore, che vorrebbe rimanere in Italia. E’ possibile che nei prossimi giorni il ds dei giallorossi Ghisolfi rilanci per pareggiare, o anche migliorare, la proposta degli inglesi, anche con l’inserimento di un’eventuale percentuale sulla futura rivendita. Per HUIJSEN, che partirà, Giuntoli chiede 20 milioni, e Wolfsburg e Stoccarda sono interessate. Potrebbe partire anche RUGANI, con destinazione Bologna, mentre è tutto fermo per il neo-sposo CHIESA. In entrata il ds dei bianconeri è sempre al lavoro per TODIBO del Nizza. Se dovesse andare via anche MILIK, verrà fatto un tentativo con il Genoa per avere RETEGUI, sul quale c’è anche la Roma. Se il grifone rossoblù dovesse cedere l’italo-argentino, andrebbe poi su NZOLA, in uscita dalla Fiorentina.

L’Inter invece cerca un difensore, e il profilo individuato è RENAN, brasiliano dello Zenit in prestito all’Internacional. Intanto sembra entrata nella fase finale la trattativa tra l’Arsenal e il Bologna per CALAFIORI, perché il club emiliano e il Basilea avrebbe trovato un accordo sulla percentuale che spetta agli svizzeri, che a suo tempo era stata fissata al 40% e che ora il Bologna riteneva troppo elevata essendo stato solo ed esclusivamente il club rossoblù, questa era la sua tesi, a valorizzare il giocatore.

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