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Esteri

La fuga e il video diffuso da Grey Bull Rescue: María Corina Machado raggiunge la Norvegia

Grey Bull Rescue ha diffuso un video che documenta l’operazione per portare María Corina Machado dalla clandestinità in Venezuela alla Norvegia per ritirare il Nobel per la Pace.

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La società Grey Bull Rescue, specializzata nelle operazioni di estrazione da aree pericolose del mondo, ha diffuso un video che documenta la drammatica uscita dalla clandestinità di María Corina Machado fino al suo arrivo in Oslo, dove è attesa per ritirare il Premio Nobel per la Pace assegnatole nel 2025. Nel filmato, rilanciato da principali media internazionali, si vede la leader venezuelana mentre viene recuperata in alto mare e, davanti alla telecamera, pronuncia una frase come prova di vita: “Sono María Corina Machado. Sono viva, al sicuro e molto grata”.

Il percorso dall’ombra alla libertà

Secondo le ricostruzioni, il viaggio — definito estremamente rischioso — è iniziato via terra dal suo rifugio in Venezuela, dove Machado era in clandestinità da mesi per timore di repressioni da parte delle autorità di Caracas. Per sottrarsi alla sorveglianza di polizia e militari, l’oppositrice ha prima percorso un tratto su strada, quindi ha affrontato una traversata notturna su una piccola imbarcazione in acque difficili fino a raggiungere una seconda nave che la ha condotta verso l’isola caraibica di Curaçao.

Missione e contestualizzazione

La fuga di Machado fa parte di un’estrazione pianificata per consentirle di essere presente in Europa e ritirare un riconoscimento internazionale per il suo impegno nella difesa dei diritti umani e della democrazia in Venezuela, percorso che ha attirato attenzione globale dopo l’assegnazione del Nobel per la Pace.

Reazioni e significato

La diffusione del video e la conferma della riuscita operazione aggiungono un elemento visivo alla narrazione di un viaggio pericoloso e simbolico, mentre la leader oppositrice si prepara a comparire davanti alla comunità internazionale per ricevere il premio più prestigioso per la pace. La vicenda solleva interrogativi sulle condizioni politiche interne al Venezuela, sul ruolo di attori internazionali nelle dinamiche di dissenso e sulla necessità di proteggere chi si batte per diritti civili e libertà fondamentali.

https://x.com/martinoticias/status/2012206156886745277?s=20

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Ucraina, Zakharova: “Ogni passo verso la soluzione del conflitto è importante”

La portavoce del Ministero degli Esteri russo Maria Zakharova afferma che ogni passo verso la risoluzione del conflitto ucraino è di grande importanza.

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Tutti gli sforzi che possano contribuire alla risoluzione del conflitto in Ucraina sono considerati di grande importanza da Mosca.

A dichiararlo è stata Maria Zakharova, portavoce del Ministero degli Esteri della Federazione Russa, commentando i negoziati trilaterali in corso a Ginevra.

Il riferimento ai colloqui trilaterali

Zakharova, intervenendo alla radio Sputnik, ha affermato che qualsiasi passo capace di guidare il processo verso una soluzione della crisi rappresenta un elemento rilevante.

Le dichiarazioni arrivano nel contesto degli sforzi diplomatici internazionali volti a favorire un’intesa tra le parti coinvolte nel conflitto.

Non sono stati forniti ulteriori dettagli sulle posizioni negoziali o su eventuali sviluppi concreti dei colloqui.

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Esteri

Perù, destituito il presidente ad interim José Jerí: nuova crisi politica a pochi mesi dal voto

Il Parlamento del Perù destituisce il presidente ad interim José Jerí per presunto traffico di influenze. Nuova fase di instabilità politica a Lima.

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Il Parlamento del Perù ha destituito il presidente ad interim José Jerí al termine di un procedimento di impeachment per presunto traffico di influenze e presunte assunzioni irregolari.

La mozione di censura, presentata dall’opposizione, è stata approvata con 75 voti favorevoli, 24 contrari e tre astensioni. L’assemblea ha quindi dichiarato vacante l’incarico di Capo dello Stato in attesa dell’elezione di un nuovo presidente del Parlamento che assuma anche la guida della Repubblica.

Il meccanismo istituzionale e il ruolo del Parlamento

Jerí esercitava la presidenza ad interim in quanto presidente del Congresso, subentrato dopo la destituzione di Dina Boluarte nell’ottobre 2025.

Con l’approvazione della mozione, Jerí è stato rimosso dalla carica parlamentare, perdendo automaticamente la facoltà di esercitare la funzione presidenziale.

Poco prima del voto aveva respinto ogni accusa, minimizzando il cosiddetto “chifagate”, lo scandalo legato a presunti incontri riservati con imprenditori cinesi, definendolo un errore formale.

Verso un nuovo presidente ad interim

La votazione per eleggere il nuovo presidente del Parlamento è stata convocata per domani. L’attuale vicepresidente del Congresso, Fernando Rospigliosi, aveva già annunciato che non avrebbe assunto la presidenza in caso di approvazione della mozione.

Il Paese si trova così a vivere l’ennesima transizione politica, con otto presidenti succedutisi negli ultimi dieci anni.

Elezioni imminenti e clima di instabilità

La nuova guida ad interim sarà chiamata a traghettare il Perù fino a luglio 2026, quando entrerà in carica il presidente che verrà eletto nelle consultazioni generali previste ad aprile.

Nonostante la crisi istituzionale, diversi analisti locali ritengono improbabile una stagione di proteste violente come quella seguita alla destituzione di Pedro Castillo nel dicembre 2022, quando le manifestazioni furono represse con un bilancio di oltre 70 vittime.

La situazione resta tuttavia delicata, in un contesto segnato da instabilità politica ricorrente e forte polarizzazione interna.

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Uomo armato vicino al Campidoglio, arrestato 18enne con fucile carico

Un diciottenne armato di fucile è stato arrestato vicino al Campidoglio degli Stati Uniti. Crescono le minacce contro i membri del Congresso.

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Un diciottenne armato di fucile è stato arrestato a un isolato dal Campidoglio degli Stati Uniti dopo essere sceso dalla propria auto e aver iniziato a correre verso l’edificio.

Secondo quanto riferito dalle forze dell’ordine, il giovane è stato immediatamente affrontato dagli agenti della United States Capitol Police, che gli hanno intimato di gettare l’arma. Il sospettato avrebbe obbedito, si sarebbe sdraiato a terra ed è stato preso in custodia senza che venissero esplosi colpi.

Fucile carico e equipaggiamento tattico

Il capo della polizia del Capitol, Michael Sullivan, ha spiegato in conferenza stampa che il fucile era carico e che il giovane indossava un giubbotto tattico e guanti tattici. Aveva inoltre con sé ulteriori munizioni.

All’interno dell’auto sarebbero stati trovati un casco in kevlar e una maschera antigas. Le autorità non hanno reso nota l’identità del sospettato.

Minacce in aumento contro il Congresso

L’episodio si inserisce in un contesto di crescente allarme per la sicurezza dei membri del Congresso. Secondo i dati forniti dalla polizia del Capitol, lo scorso anno sono stati aperti quasi 15.000 casi di valutazione delle minacce, con un incremento di circa il 60% rispetto ai 9.474 casi registrati nel 2024.

Le indagini sono in corso per chiarire le intenzioni del giovane e verificare eventuali collegamenti o motivazioni.

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