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La Francia copia l’Italia e chiude tutto per sfidare il virus, ma va alle urne per i sindaci

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Il voto al tempo del Coronavirus: la Francia chiude le scuole a tempo indeterminato ma le apre per gli elettori che dovranno scegliere i sindaci di 35.000 comuni. In teoria quasi 48 milioni di persone, ma alle urne ne andranno molti di meno visti gli inviti a limitare gli spostamenti. Occhi puntati su Parigi, dove la sindaca uscente Anne Hidalgo, socialista che in 5 anni ha rivoluzionato Parigi ma ha fatto molto discutere, e’ in vantaggio sulle altre due concorrenti, Rachida Dati e Agne’s Buzyn, per una sfida tutta al femminile. Il 58% dei francesi, secondo un sondaggio di queste ore, ritiene che Emmanuel Macron abbia fatto bene a confermare l’appuntamento elettorale, anche se – come e’ trapelato da fonti vicine all’Eliseo – si e’ trattato di una scelta difficile e sofferta. E soprattutto in controtendenza con quella, annunciata contemporaneamente, di consigliare agli over 70 di restare a casa e alla popolazione in generale di limitare gli spostamenti allo stretto necessario. Un’indicazione poco seguita a Parigi, dove il sabato pomeriggio e’ forse soltanto un po’ meno animato nelle strade rispetto alle abitudini. Il ministro dell’Interno, Christophe Castaner, ha ammesso di “temere” una bassa partecipazione, con alcuni Comuni che hanno difficolta’ anche ad allestire i seggi.

Su Twitter impazza l’hashtag “jenevotepas”, che raccoglie la protesta di chi avrebbe voluto che l’emergenza Coronavirus avesse cancellato l’appuntamento con le urne. Molti gli italiani in Francia che rimproverano al governo di Parigi di “sottovalutare” il rischio Coronavirus e aderiscono alla campagna anti-voto. Nei seggi, ci si prepara ad accogliere gli elettori (ai francesi si aggiungono 330.000 cittadini di altri paesi dell’Ue) pulendo e disinfettando le maniglie, i tavoli, le cabine. Personale e’ stato previsto all’esterno dei seggi piu’ frequentati per evitare le file e far rispettare le distanze di sicurezza. Le previsioni vedono in molte citta’ i candidati del partito di maggioranza, La Republique en Marche, in grave difficolta’, un’occasione ghiotta per le opposizioni piu’ radicali di destra e sinistra per guadagnare terreno a due anni dalle presidenziali. A Parigi, in particolare, a prendere il posto di Benjamin Griveaux, che aveva condotto gran parte della campagna prima di essere travolto dallo scandalo di foto sexy inviate a una ragazza, e’ stata nelle ultime settimane Agnes Buzyn, già ministra della Salute. La Buzyn sembra pero’ decisamente distanziata da Anne Hidalgo e Rachida Dati, protagoniste di un duello che riporta in lizza i due schieramenti tradizionali, socialisti contro Republicain. Il premier Edouard Philippe e’ candidato a Le Havre, dove si e’ potuto dedicare poco alla campagna elettorale anche se una sconfitta peserebbe in modo decisivo sulla sua permanenza alla testa del governo. Forti le aspettative dell’estrema destra del Front National di Marine Le Pen, che tentera’ di confermare il suo radicamento nel sud e nel nord del Paese.

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Il New York Times mostra il litorale flegreo come esempio di “ritorno in spiaggia” in… sicurezza

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Come spiegare il ritorno degli italiani in spiaggia? Come mostrare che in Italia si può prendere il sole in sicurezza affollando le spiagge? Il New York Times, edizione internazionale, mette in prima pagina una foto bellissima, piena di colore e colori tipici mediterranei, di una spiaggia di Giugliano in Campania, sul litorale flegreo. E il giornalista, Jason Horowitz, racconta come in Italia ora si aspettano di rivedere anche i turisti affollare le spiagge. Peraltro evidenziando come sul litorale flegreo c’è massima sicurezza e come, non senza fatica, si riesce a far osservare le misure di allontanamento sociale anche grazie agli sforzi organizzativi dei proprietari dei club che hanno deciso di ridurre notevolmente il numero di sedie ed ombrelloni. Come dire: meno sedie, meno affari, ma più sicurezza ai tempi del Covid 19. Il New York Times raccomanda l’Italia e segnatamente la Campania.

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Minneapolis, l’agente arrestato è accusato di omicidio colposo

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Derek Chauvin, l’agente che ha provocato la morte di George Floyd, l’afroamericano di Minneapolis, e’ stato accusato formalmente di omicidio colposo. “Le indagini sono ancora in corso”, ha affermato il procuratore della contea.

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A Minneapolis troupe della Cnn arrestata in diretta

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Nel caos di Minneapolis, la citta’ del Minnesota da tre giorni a ferro e fuoco dopo l’uccisione dell’afroamericano George Floyd da parte della polizia, e’ finita in manette anche una troupe della Cnn che stava trasmettendo live. A raccontare in presa diretta il suo incredibile arresto Omar Jimenez, reporter afroamericano. Le immagini sono state immediatamente rilanciate sui social media, mentre l’emittente di Atlanta ha reagito definendo l’accaduto “una violazione del primo emendamento”, quello sulla liberta’ di stampa. Eppure Jimenez davanti agli agenti si era chiaramente identificato come giornalista, spiegando loro che la sua troupe, se necessario, avrebbe potuto spostarsi dal luogo in cui stava trasmettendo. La polizia, invece, ha motivato l’arresto affermando di aver chiesto al reporter e alla sua squadra di spostarsi, ma loro non lo hanno fatto. Cosi’, uno degli agenti ha afferrato il braccio del giornalista mentre parlava e ha fatto scattare le manette. Poi, dopo le proteste – ha reso noto la Cnn – Jimenez e i colleghi Bill Kirkos e Leonel Mendez sono stati rilasciati dalla struttura di pubblica sicurezza della contea di Hennepin, nel centro di Minneapolis. Poco dopo l’accaduto e’ arrivato anche il mea culpa del governatore del Minnesota, Tim Walz, che si e’ assunto la responsabilita’ dell’episodio: “Non sarebbe mai dovuto accadere”, ha detto, “e’ un fatto imperdonabile”. “Non c’e’ assolutamente alcun motivo” per quanto e’ successo, “questa e’ una scusa pubblica”, ha proseguito, affermando che “bisogna assicurarsi che ci sia un posto sicuro in cui il giornalismo possa raccontare le storie”. La polizia, spiegando la sua versione dei fatti, ha detto: “Mentre veniva ripristinato l’ordine a Lake Street e Snelling Avenue, quattro persone sono state arrestate, tra cui tre membri di una troupe della Cnn, che sono poi stati rilasciati dopo che e’ stato confermato che erano membri della stampa”. “La descrizione non e’ accurata – ha ribattuto la Cnn – la nostra troupe si e’ identificata immediatamente, in diretta televisiva. Ringraziamo il governatore del Minnesota Tim Walz per aver agito rapidamente questa mattina per aiutare il rilascio” dei giornalisti.

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