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Milano

La Filarmonica della Scala suona per i 70 anni della Repubblica di Cina

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La Filarmonica della Scala si esibirà al teatro dal Verme di Milano il prossimo 20 ottobre per il settantesimo anniversario dalla fondazione della Repubblica Popolare Cinese. L’appuntamento rientra nella China night promossa dalla China Philharmonic Orchestra, che coinvolge ensemble di tutto il mondo dalla Royal Philharmonic di Londra alla Mariinsky Orchestra di San Pietroburgo. Una rassegna per far conoscere la musica cinese contemporanea e le connessioni che ci sono con la musica cosiddetta occidentale. Per l’occasione a Milano salira’ sul podio il direttore cinese Muhai Tang mentre violino solista sara’ Ning Feng. Il programma prevede Dance of the Yao People, composta da Liu Tieshan e Mao Yuan nel 1952, e?ispirata alla ‘lunga danza delle percussioni’, una forma musicale in uso nei festival tradizionali del popolo Yao, seguita da The Butterfly Lovers, composizione per violino e orchestra di Chen Gang e He Zhan Hao, e la Sinfonia di Ye Xiaogang No.7 Hero, per concludersi con Train Toccata di Liu Yuan.

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Corona Virus

Coronavirus, ecco la mappa dei contagi nel nord Italia

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Sono due i principali centri dell’emergenza coronavirus che, con due morti e finora 58 contagiati, tiene il Nord Italia in apprensione. La maggior parte dei casi, 46, sono in Lombardia, tutti concentrati nel basso lodigiano: a Casalpusterlengo e’ morta una donna, Giovanna Carminati, e c’e’ il primo Covid-19 nel milanese, un 78enne di Sesto San Giovanni ricoverato al San Raffaele. In Veneto invece solo un caso, il 67enne di Mira (Venezia), e’ al di fuori del comune di Vo’ Euganeo (Padova), paese sul versante ovest dei Colli Euganei dove sono concentrati gli altri undici casi. Compreso quello di Adriano Trevisan, 78 anni, prima vittima dell’epidemia. Una mappa per ora circoscritta, che presenta anche un caso in Piemonte, a Torino, anch’esso proveniente dal focolaio lombardo.

LOMBARDIA – E’ Codogno, poco piu’ di 15mila abitanti in provincia di Lodi, ‘l’epicentro’ del Coronavirus. “Tutte le situazioni di positivita’ hanno avuto contatti con il pronto soccorso e l’ospedale di Codogno nei giorni del 18 e 19 febbraio”, spiega l’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera. “E’ tutto riferibile a quel territorio – puntualizza -: con cui tutti hanno avuto a che fare o per rapporti personali o per contatti con gli ospedali”. Ben 35 delle 46 persone risultate positive (compresa la donna deceduta) sono state individuate nell’area di Codogno, centro principale della pianura lombarda al confine con l’Emilia. Nell’ospedale della cittadina e’ stato ricoverato il cosiddetto ‘paziente 1′, M.M., 38 anni, oggi trasferito al Policlinico San Matteo di Pavia, la provincia in cui risultano altri due contagiati. Si tratta di due medici, marito e moglie, residenti a Pieve Porto Morone, poco piu’ di 2.600 abitanti sulla riva sinistra del Po e al confine con la provincia di Piacenza. Il marito e’ un medico di base della zona, la moglie una pediatra che, non a caso, lavora nella zona di Codogno. Contagiati in Lombardia, nel Cremonese, anche una donna di Sesto Cremonese e un uomo di Pizzighettone, nella Val Padana centrale lungo il fiume Adda, pochi chilometri a Nord dalla confluenza nel Po. Il terzo caso della zona e’ un anziano di Soresina, ricoverato da alcuni giorni all’ospedale di Crema.

EMILIA-ROMAGNA – All’ospedale di Piacenza sono tre i pazienti risultati positivi al coronavirus, tutti legati al focolaio lombardo, tra cui l’infermiere addetto al triage all’ospedale di Codogno (Lodi) che prese in carico il 38enne lodigiano colpito da Covid-19. Gli altri due sono una donna di 82 anni residente a Codogno (Lodi) e di un cittadino lombardo di Maleo, sempre in provincia di Lodi. Tutti e tre sono calcolati tra i 46 lombardi.

VENETO – Vo’ Euganeo, comune della prima vittima del coronavirus in Italia, fa parte del Parco Regionale dei Colli Euganei e comprende nel suo territorio il Monte Venda, con i suoi 603 metri il piu’ alto del comprensorio collinare. Qui si sono avuti 11 contagiati (compresa la vittima); il dodicesimo e’ di Mira (Venezia).

PIEMONTE – E’ ricoverato all’ospedale Amedeo di Savoia di Torino il primo paziente risultato positivo al virus in Piemonte. Si tratta di un quarantenne che lavora nell’hinterland torinese, a Cesano Boscone, paese alle porte di Milano per raggiungere il quale si sarebbe piu’ volte servito del treno. Su e giu’ tra Piemonte e Lombardia, per una mappa che sembra destinata ad allargarsi.

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Cronache

Interdittiva antimafia per la pizzeria da Michele a Milano, la difesa dei legali

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L’Antica pizzeria da Michele in the world ha subito preso le distanze dal provvedimento di chiusura della pizzeria di Milano sopraggiunta dopo un’interdittiva antimafia e lo ha fatto con un comunicato: “la scrivente società comunica che il provvedimento adottato dal settore di competenza del Comune di Milano, che ha determinato la chiusura del locale commerciale “L’Antica Pizzeria da Michele” non la vede destinataria. Il provvedimento, infatti, riguarda la società “Fornace Milano srl”, che gestisce il locale di Milano, legata a L’Antica pizzeria da Michele in the world da un rapporto di franchising. Si segnala, tanto per chiarezza e correttezza di informazione, che gli affiliati, seppur licenziatari del marchio, sono totalmente autonomi ed indipendenti dalla società della famiglia Condurro. La società L’antica pizzeria in the world srl è comunque convinta del buon operato dei propri partner, confidando nella positiva risoluzione della vicenda”.

E adesso è arrivata la rescissione, con una nota: “Tenuto conto che l’intervenuta revoca della Scia commerciale sarebbe dovuta a fattori esterni alla Rete – si legge in una nota – in un’ottica di garanzia per tutti gli altri franchisees di far parte di un rete commerciale sana e trasparente comunica di aver proceduto a sospendere l’affiliazione commerciale con la società Fornace Milano S.r.l. in attesa, di fatto, delle determinazioni del Tar Lombardia nel quale ripone la massima fiducia, che sarà competente a pronunciarsi sul ricorso che l’affiliato ha comunicato di apprestarsi a depositare.

Nel frattempo, allo scopo di tutelare il prestigio di un marchio famoso nel mondo per l’eccellenza della qualità gastronomica italiana in generale e napoletana in particolare, che coinvolge tante donne e uomini che quotidianamente s’impegnano per la crescita del brand, nonché al fine di garantire la dovuta continuità a tutte quelle risorse che costituiscono il vero capitale umano della MITW e che hanno contribuito a rendere il punto vendita di Milano un luogo d’eccellenza culinaria, il francisor sta anche valutando la sussistenza dei presupposti utili ad una gestione diretta del locale milanese, che in questo modo potrebbe riaprire al pubblico nel breve periodo mantenendo intatti i livelli occupazionali.

Circa i punti vendita di Roma, invece, concessi in franchising a società del medesimo gruppo Fornace, la MITW comunica che allo stato non procede ad una immediata sospensione dei contratti esclusivamente al fine di evitare che quella che sarebbe un’improvvisa perdita di posti di lavoro ai numerosi dipendenti in assenza di qualsivoglia comunicazione delle Autorità. Resta ferma, ovviamente, l’adozione di un ulteriore provvedimento laddove dovessero esserci differenti risvolti.

In conclusione, nel riporre la propria estrema fiducia nella magistratura allo stesso tempo la MITW intende ringraziare da un lato tutti gli altri franchisees affiliati al marchio che pur essendo totalmente estranei ai noti fatti per appartenere a gruppi commerciali differenti hanno comunque confermato la propria fiducia nel brand e nel suo titolare, e dall’altro anche a tutti i clienti che stanno esprimendo vicinanza e solidarietà alla Pizzeria da Michele, non da ultimo durante le recenti aperture a Berlino e Londra che hanno visto l’affluenza di tantissime persone nonostante tutta l’incresciosa vicenda”.

 

Sui social intanto “la società Fornace Milano srl chiarisce di essere stata ingiustamente colpita da tale provvedimento interdittivo, erroneamente confezionato in base a vicende che nulla hanno a che fare con struttura e compagine societaria. La società Fornace Milano srl, infatti, svolge la propria attività in assoluta indipendenza e libera da ogni condizionamento esterno, contribuendo alla diffusione di un rinomato prodotto tipico affidandosi a personale altamente professionale e qualificato.
Per tali motivi, la società intende difendere la propria integrità ed onorabilità in tutte le sedi competenti e ponendosi come obiettivo prioritario la prosecuzione dell’attività al fine di tutelare i posti di lavoro dei dipendenti e il marchio di cui è licenziataria.
La società Fornace Milano srl, pertanto, ribadendo la propria estraneità ai fatti riportati nel provvedimento del Prefetto, confida nell’attenzione delle Istituzioni per una veloce risoluzione della vicenda così da consentire quanto prima la riapertura del locale commerciale”.

 

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Corona Virus

Coronavirus, i vertici del Palazzo di giustizia di Milano: attività regolare ma..

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– I vertici degli uffici giudiziari milanesi, in particolare il presidente del Tribunale di Milano Roberto Bichi e il Procuratore della Repubblica Francesco Greco, assicurano che l’attivita’ di ogni settore del palazzo di Giustizia di Milano, come le udienze e l’accesso alle cancellerie, si svolgera’ regolarmente. Bichi e Greco hanno spiegato che al momento le uniche indicazioni, in linea con la direttiva del ministero della salute e della Regione Lombardia del 21 febbraio 2020, riguarda l’invito “sino a nuova disposizione a non raggiungere il luogo di lavoro” per i i dipendenti “residenti nei comuni (…) di Codogno, Castiglione d’Adda, Casalpusterlengo, Fombio, Maleo, Somaglia, Bertonico, Terranova dei Passerini, Castelgerundo e San Fiorano”. Tale disposizione vale per tutti gli uffici dei Tribunali del distretto della Corte D’appello di Milano.

Provvedimento 1904-2020 – COVID 19 PROVV ORGANIZZATIVI.pdf.pdf.pdf.pdf.pdf

La circolare, diramata oggi, non riguarda coloro che “operano nei servizi essenziali”. “L’ ordinanza – si legge nell’atto – prevede che i lavoratori eventualmente impiegati nei servizi essenziali possano essere ammessi al lavoro previa verifica quotidiana dello stato di salute, con riguardo ai sintomi e segni della COVID i 92, da effettuarsi a cura del medico competente”. Le assenze, comunque giustificate, non comporteranno riduzione del trattamento economico. Greco, per quel che riguarda l’ufficio che guida, ha tenuto a precisare che l’unica direttiva e’ riportata nel “documento diramato. Il resto sono iniziative che non corrispondono alla decisione della Procura”.

COVID 19 Tribunale_signed.pdf

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