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Politica

La Festa della Lega con Matteo Salvini: l’accordo con Berlusconi e il gelo con la Meloni

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Parte la festa della Lega a Milano Marittima e sara’ il palcoscenico dal quale verra’ rilanciato il sogno di un centrodestra unito a guida Matteo Salvini. La piazza nella quale e’ stata allestita la kermesse dista pochi minuti dal Papeete Beach, lo stabilimento balneare dal quale solo due anni fa il leader leghista stacco’ la spina al primo governo Conte. Grande attesa per l’intervista che Salvini rilascera’ a Bruno Vespa e per il collegamento telefonico con Silvio Berlusconi, nella stessa serata. Sara’ questa l’occasione in cui, con ogni probabilita’, si tornera’ a parlare di federazione del centrodestra di governo e partito unico in vista delle prossime elezioni politiche. Con un convitato di pietra: Giorgia Meloni, la leader di FdI con cui, dalla nomine Rai in poi, e’ calato il gelo. Un gelo che il leader della Lega conferma anche nei confronti di Giuseppe Conte: odia Draghi ed è  un sabotatore mentre Letta, che non controlla il suo partito, gli fa da palo”, dice Salvini. “Le prossime riforme, fisco e pubblica amministrazione, le dovremo difendere con le unghie e con i denti. Ma ormai andiamo avanti fino in fondo, Draghi sa chi lavora per l’Italia e chi persegue i propri interessi. Sul fronte governativo, il ‘capitano’ non ha intenzione alcuna di rispolverare il copione dell’agosto 2019, ma chi lo conosce scommette che non rinuncera’ ai suoi cavalli di battaglia, utili per pungolare l’esecutivo e “ottenere risultati sempre maggiori”. Oltre alla giustizia e ai referendum, nella kermesse leghista ci sara’ spazio per discutere di immigrazione (con riferimenti al drammatico caso di Saman), sport e disabilita’, amministrative, riaperture e green pass. Un tema delicato, quest’ultimo, su cui si misurano diverse sensibilita’ anche nello stesso partito e nella base. L’evento in riviera romagnola durera’ fino a martedi’: cinque giorni molto densi che vedranno alternarsi il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri (M5s), il capogruppo del Carroccio alla Camera Riccardo Molinari, il ministro al Turismo Massimo Garavaglia e il governatore Attilio Fontana. E ancora: Luca Palamara e Alessandro Sallusti, l’ex sindaco di New York Rudolph Giuliani in diretta dagli stati Uniti, un parlamentare del Pd (inizialmente era prevista Alessia Morani, ma non potra’ esserci) e tanti altri. Ma nessun rappresentante di Fratelli d’Italia. Dopo l’alta tensione sul rinnovo del Cda della Rai che ha visto escluso il partito di Meloni, i rapporti tra FdI da una parte e Lega e Forza Italia dall’altra si sono notevolmente raffreddati. Quindi tavolo delle amministrative congelato, dubbi su qualche candidatura unitaria e posizioni divergenti sulla riforma della giustizia (nelle stesse ore in cui Salvini si diceva soddisfatto dell’intesa al cardiopalma raggiunta in Cdm, Andrea Delmastro tuonava contro la “vergogna”). “Aspettiamo – dice interpellato  il capogruppo di FdI alla Camera Francesco Lollobrigida – Vanno chiariti i rapporti all’interno del centrodestra. Per noi l’obiettivo e’ una coalizione salda e la vittoria alle amministrative. In cambio chiediamo rispetto e pari dignita’”. In attesa del possibile chiarimento, Salvini guarda avanti: rivendica di “avere smontato la riforma Bonafede”, ribadisce che vaccinarsi “deve rimanere una libera scelta” e incassa un numero sempre crescente di adesioni ai referendum promossi insieme al partito Radicale.

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Parità salariale è legge, via libera unanime in Senato

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Via libera all’unanimità in Senato alla legge sulla parità salariale. Lo annuncia in una nota la presidente della commissione Lavoro di Palazzo Madama, Susy Matrisciano (M5S), dopo l’ok al provvedimento dell’11ma commissione in sede deliberante. “Grazie all’impegno del Movimento, volto ad ottenere l’assegnazione in sede deliberante alla commissione Lavoro del Senato, il testo unificato sulla parità di opportunità sarà a breve legge dello Stato italiano”, spiega. “Si tratta già di un risultato cruciale per la vita di tantissime e tantissimi lavoratrici e lavoratori, ottenuto – sottolinea l’esponente stellata – grazie alla comunità d’intenti con tutte le forze politiche, ma è anche il primo passo verso il raggiungimento di obiettivi ancora più ambiziosi su cui, oggi più che mai, è impossibile pensare di procrastinare: l’ottenimento dell’effettiva parità salariale uomo-donna e la previsione di un salario minimo per tutti i lavoratori e le lavoratrici”, aggiunge.

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Regione Campania, approvata a maggioranza il Defrc 2022-2024 col voto contrario di M5s e centrodestra

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Il Consiglio regionale della Campania, presieduto da Gennaro Oliviero, ha approvato (28 voti favorevoli e 8 contrari), a maggioranza, con il voto contrario delle opposizioni di centrodestra e del Movimento 5 Stelle, il Documento di economia e finanza 2022-2024 e relativa Risoluzione di maggioranza. Il documento è stato introdotto dal presidente della commissione Regionale Bilancio, Francesco Picarone (Pd), che ha evidenziato le molteplici azioni strategiche previste dal Defrc che riguardano l’azione di governo regionale ed investono i diversi settori, dall’incremento del livello delle prestazioni sanitarie, al risanamento ambientale e potenziamento delle energie rinnovabili, alle politiche attive per il lavoro, alle politiche sociali, per l’inclusione sociale e per le pari opportunità, dalla riforma del sistema urbanistico al rafforzamento dell’offerta dell’edilizia popolare, dalle azioni di sostegno alla natalità e alla famiglia al potenziamento della pubblica amministrazione regionale. “Il Defrc è incolore e privo di contenuti operativi, non è idoneo per la realizzazione degli obiettivi strategici regionali e per garantire la tenuta e lo sviluppo del sistema economico e sociale della Campania – ha detto il capo dell’opposizione di centrodestra, Stefano Caldoro -, pertanto non si ritiene di procedere a nuove proposte, ma si ritiene opportuno istituire un tavolo istituzionale a sostegno delle politiche della Regione per affrontare e risolvere le gravi problematiche del nostro territorio. La situazione di emergenza della Campania persiste come dimostrano tre questioni – ribadisce Caldoro -: sanità, ambiente e rifiuti, trasporto pubblico locale. In particolare, abbiamo una scarsa offerta sanitaria, la inappropriatezza dei fabbisogni tanto che si assiste continuamente al blocco dell’assistenza sanitaria convenzionata; sui rifiuti la situazione è peggiorata, dilaga l’illegalità perché mancano i controlli; il trasporto pubblico locale che vede una situazione drammatica nonostante gli investimenti e le risorse disponibili”.

 

“C’è un tema di materiale rotabile vecchio ma i tempi delle gare, almeno di un anno, rendono complesso e lungo fino a cinque anni il procedimento per il suo rinnovamento, ma va evidenziato che, negli anni del governo Caldoro, nulla è stato messo in campo facendo accumulare alla Campania un grande svantaggio” ha replicato il presidente della commissione regionale Trasporti, Luca Cascone (De Luca presidente) – , la Campania, nel Pnrr, è la prima regione per le maggiori risorse per le ferrovie, per l’acquisto di nuovi treni e autobus, per i porti. Sono certo che, una volta investite queste risorse, avremo importanti risultati”.

Valeria Ciarambino. Consigliera Regionale del M5S e vicepresidente del Consiglio regionale 

“La commissione Bilancio che ha approvato il Defrc è stata mesta e caratterizzata dall’assenza delle forze politiche, escluso il M5S – ha evidenziato la capogruppo del M5S Ciarambino -; oggi siamo chiamati a discutere di un provvedimento fondamentale per l’economia della Regione soprattutto alla luce del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per il quale abbiamo chiesto più volte di attuare un’ampia partecipazione e condivisione con il Consiglio regionale ma, ad oggi, non è stata realizzata. La nostra Risoluzione indica i punti fondamentali per lo sviluppo della Regione ed infatti, molte delle nostre proposte sono state inserite nella Risoluzione di maggioranza”. “Registro in queste ore e in queste settimane, che ci preparano alla discussione del Bilancio, un clima sereno e costruttivo – ha detto il capogruppo di De Luca presidente, Carmine Mocerino -, la pandemia ha prodotto ingenti danni all’economia mondiale, nazionale e regionale, il peggio è alle spalle ma la nostra attenzione deve essere tenuta alta. La Campania ha retto grazie al nostro piano per l’emergenza socio economica regionale, per i sacrifici dei lavoratori, per il senso di responsabilità dei campani che ci ha condotto all’80% delle vaccinazioni, presupposto fondamentale per la ripresa economica. Stiamo lavorando in modo significativo, concreto ed efficace per una Campania migliore” ha concluso Mocerino.

“Il Defrc abbraccia tutte le politiche della Regione e riesce ad intercettare il nuovo ciclo di programmazione dei fondi europei 2021-2027 e del Pnrr” ha detto l’assessore regionale al bilancio, Ettore Cinque, che si è lungamente soffermato sulle azioni strategiche messe in campo per la sanità evidenziando che “l’obiettivo è il potenziamento delle strutture sanitarie pubbliche”. “La nostra opposizione vuole essere costruttiva, tenuto conto del delicato momento economico e sociale che la nostra Regione sta attraversando, ed è per questo che proponiamo l’istituzione di un tavolo di confronto sul Pnrr” ha sottolineato la capogruppo di FI, Annarita Patriarca. C

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Sale la tensione sulle pensioni, Salvini va da Draghi

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Non c’e’ ancora soluzione al rebus della manovra: manca il punto di caduta sul dopo Quota 100, manca uno schema definito per il taglio delle tasse, si discute sulle modifiche da apportare a reddito di cittadinanza e superbonus mentre il Movimento 5 Stelle, che pure respinge la logica delle “bandierine” di cui il presidente di Confindustria Bonomi continua ad accusare i partiti, punta i piedi sul cashback e chiede a Mario Draghi di “rispettare gli impegni” e riattivarlo, eventualmente rivisto e corretto. Il premier rientra a Palazzo Chigi nel primo pomeriggio: fa il punto con il sottosegretario Roberto Garofoli su tutti i dossier aperti e si prepara a incontrare Matteo Salvini. Il leader della Lega si presenta accompagnato dal suo responsabile Lavoro, Claudio Durigon e dal sottosegretario leghista Federico Freni. I tre arrivano attorno alle sei, cartelline sottobraccio, e per un’ora in un “lungo e positivo colloquio” a due Salvini illustra al premier “le sue proposte per rilanciare il Paese e difendere lavoro e pensioni”. La Lega “e’ al lavoro sul ‘salva-pensioni”, il laconico messaggio a fine riunione. Un solo punto fermo, “evitare il ritorno alla Fornero”. I margini per discostarsi dalla proposta che il governo ha messo gia’ sul tavolo, vale dire il passaggio graduale da quota 102 a quota 104, sarebbero minimi e la Lega starebbe insistendo almeno per affiancare a questo meccanismo un fondo ad hoc per le piccole imprese. Anche Pd e M5S, in una sintonia confermata da un pranzo di Giuseppe Conte ed Enrico Letta in centro a Roma proprio nelle ore in cui sale lo scontro sulla manovra, concordano sulla necessita’ di ammorbidire lo scalone di 5 anni che scatterebbe da gennaio ma la ricetta e’ completamente diversa dagli alleati di governo della Lega. Bisogna puntare, come ha ribadito Andrea Orlando alla riunione del gruppo del Pd alla Camera, a “correggere” alcune delle storture di Quota 100, favorendo questa volta “i lavoratori delle Pmi, le donne” chi ha “carriere discontinue”. I dem insistono anche sull’attenzione a chi fa lavori gravosi, guardando alla proroga dell’Ape social che andrebbe anzi rafforzata in modo significativo, non solo ampliando la lista dei lavori piu’ faticosi ma aiutando le donne. La logica delle quote non piace neanche a Confindustria, che chiede pero’ di dedicare tutte le risorse disponibili alla crescita, evitando di perseguire “visioni passate”, come sta facendo il ministero del Lavoro, attacca Carlo Bonomi, con la riforma degli ammortizzatori. Saranno “molto moderni” e “subordinati all’impegno verso percorsi di carattere formativo”, ribatte indirettamente Orlando parlando ai deputati Dem. Anzi, il ministro rivendica che con tre mesi di anticipo rispetto alla tabella di marcia del Pnrr e’ partito il programma Gol, il cuore delle nuove politiche attive per il lavoro. Per accelerare investimenti e riforme – come invita a fare anche la presidente del Senato Elisabetta Casellati, in visita a Bruxelles – il governo sta cercando di chiudere anche il decreto Recovery, che ancora si spera di portare insieme alla manovra in settimana, in un Consiglio dei ministri che potrebbe tenersi giovedi’ probabilmente preceduto da una cabina di regia. Nel frattempo il premier incontrera’ domani anche i sindacati, che da giorni chiedono di essere convocati per affrontare non solo il nodo delle pensioni ma anche la destinazione degli 8 miliardi per il calo delle tasse, su cui ancora litigano anche i partiti. L’orientamento del governo resterebbe quello di alleggerire le buste paga attraverso un intervento sull’Irpef ma sale il pressing di chi invece vorrebbe dividere le risorse tra famiglie e imprese, intervenendo anche sull’Irap per gli autonomi, mentre Confindustria continua a chiedere che si taglino i contributi. Intanto prende quota l’idea lanciata dall’Ance per estendere la proroga al 2023 del Superbonus a immobili unifamiliari, ville e villette, cioe’ quella di introdurre un tetto al reddito per evitare che gli incentivi al 110% finiscano anche nelle tasche “dei ricchi”, come spiegano dalla maggioranza. La proposta troverebbe il favore del Movimento 5 Stelle che e’ pronto ad accogliere modifiche al Reddito di cittadinanza – stretta sui controlli, decalage per chi rifiuta offerte di lavoro, probabilmente a partire dalla seconda – ma non vuole cedere e abbandonare il cashback. Un tema di cui nelle prossime ore Conte potrebbe parlare faccia a faccia con Draghi.

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