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La favola di Erin Jackson, dall’esclusione all’oro olimpico

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Dalla clamorosa esclusione all’oro olimpico, passando per la generosita’ di una compagna di squadra. La favola della statunitense Erin Jackson si e’ chiusa con il lieto fine: e’ diventata la prima donna di colore ad aggiudicarsi l’oro olimpico nel pattinaggio di velocita’, vincendo oggi i 500 m con il tempo di 37,04 secondi e regalando la prima medaglia di Pechino 2022 nel settore agli Usa e la prima individuale dal 2010. La sua vittoria e’ molto piu’ del semplice orgoglio nazionale. La pattinatrice 29enne, passata al ghiaccio poco prima di Pyeongchang 2018, ha raggiunto il collega americano Shani Davis, vincitore nei 1000 m a Torino 2006, come gli unici atleti di colore a vincere medaglie olimpiche nel pattinaggio di velocita’. Jackson, che viene dalla cittadina di Ocala, nella calda Florida, scivolo’ agli spietati ‘trials’ americani, le feroci prove di selezione degli atleti per i Giochi olimpici estivi e invernali, arrivando terza, su due posti disponibili. La compagna di squadra Brittany Bowe, prima al traguardo, rinuncio’ al suo posto consentendole di andare a Pechino, perche’ la numero uno al mondo della specialita’. Bowe spiego’ infatti che le sue maggiori possibilita’ di medaglia erano nei 1000 e nei 1500 m, e che la Jackson era la migliore al mondo nei 500 m. “Sono incredibilmente grata e commossa dalla gentilezza di Brittany Bowe nell’aiutarmi ad assicurarmi una possibilita’ di raggiungere i miei obiettivi a Pechino 2022”, scrisse Jackson in un post su Instagram. “E’ un’amica, compagna di squadra e mentore straordinaria e questo e’ un atto che non dimentichero’ mai”. “Subito dopo la gara, sapevo che se si fosse trattato di rinunciare al mio posto per farla entrare nella squadra, l’avrei fatto perche’ se lo meritava”, rincaro’ Bowe. Per uno scherzo del destino, anche Bowe ha corso i 500 m. La riassegnazione finale dei posti deciso dall’International Skating Union ha voluto premiare il suo fair play concendendo un terzo posto nello sprint a favore degli Stati Uniti. Bowe, 33 anni, ha chiuso al 16/mo posto la gara, ma poco importa: il gesto e la fiducia verso la compagna di squadra e’ stato ampiamente ripagato dalla Jackson che ha preceduto di 8 centesimi la nipponica Miho Takagi (argento) e di 17 la russa Angelina Golikova (bronzo).

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Con Paltrinieri e Pilato è ancora un’Italia da sogno

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“Provate a prenderci”. Potrebbe essere il titolo del film degli azzurri agli Europei di nuoto a Roma parafrasando il piu’ celebre ‘Prova a prendermi’ di Steven Spielberg. Niente Leonardo Di Caprio o Tom Hanks qui come protagonisti, ma Gregorio Paltrinieri da una parte e Benedetta Pilato dall’altra. Sono loro il Re e la Regina di questa terza giornata di gare in vasca in un Foro Italico sold out con settemila presenze e unitosi in un lungo applauso prima delle finali in ricordo di Piero Angela. L’Italia gia’ dal primo giorno e’ in fuga nel medagliere e ora, con venti metalli totali di cui 9 ori, ha deciso di premere definitivamente sull’acceleratore. Gli ultimi due, poi, hanno un sapore speciale perche’ prima Benedetta Pilato piazza l’uno due perfetto. Dopo il titolo Mondiale a Budapest, fa suo anche quello europeo nei 100 rana, trascinando con se sul secondo gradino piu’ alto del podio Lisa Angiolini. Esattamente come ieri e’ successo a Nicolo’ Martinenghi (nella stessa specialita’) con Federico Poggio. “Sono contenta per me, ma anche per Lisa che si merita questa medaglia – spiega la 17enne iridata tarantina -. Dedico questo oro a Stefano Nurra scomparso pochi giorni fa: mi manca tantissimo”. Poi tocca alla toscana Angiolini: “Un argento che rappresenta una rivincita per me e che mette alle spalle tante cose non andate per il verso giusto nella mia carriera. Voglio salutare i miei nonni: li amo tantissimo”. Non e’ solo la rana, pero’, a far risuonare l’inno di Mameli nel Parco del Foro Italico, nella penultima batteria di giornata delle finali ci hanno pensato anche Paltrinieri e il baby Galossi a far emozionare ancora di piu’ il pubblico sugli spalti. Il capitano azzurro ha saputo aspettare il momento giusto, partendo con l’accelerazione definitiva ai 500 metri per riprendersi il trono degli 800 stile libero del vecchio continente a sei anni di distanza da Londra 2016. E da meno non e’ stato anche il 16enne Lorenzo, tre vasche piu’ in la rispetto a Greg, e capace di rimontare Romanchuck e avvicinare il tedesco Maertens sfiorando anche l’argento. “E’ stata una figata – dice Paltrinieri uscendo dalla vasca – Aspettavo un momento del genere perche’ questa piscina e’ bestiale, mi ha dato una carica incredibile. E’ la piu’ bella dove abbia mai gareggiato”. Una carica che per poco non lo spinge a superare il suo record europeo. Ma a fine gara c’e’ spazio solo per la soddisfazione e l’abbraccio con Galossi. “Lo vedevo con la coda dell’occhio – continua Greg sul 16enne romano – e’ stato uno spettacolo”. E se Galossi dopo la finale conquistata ha chiesto di esser portato a Trigoria, ora che e’ arrivata la medaglia stara’ gia’ prendendo i contatti con la Roma per l’incontro con Mourinho e Dybala. Sicuramente come dice Greg “questi sono anni d’oro per il nuoto, ci sara’ da divertirsi”. Se in piu’ si vince anche in casa allora “e’ tutto piu’ bello”, parola di Benedetta Pilato.

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Milan riparte di corsa, serve il poker all’Udinese

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Il Milan riparte di corsa, come se la scorsa stagione non fosse mai finita. I rossoneri, alla prima nella Serie A 2022/23 con lo scudetto sul petto davanti a oltre 70mila tifosi arrivati a San Siro, vanno subito sotto con l’Udinese, ribaltano il risultato, tornano avanti dopo il nuovo pareggio dei friulani e chiudono con un poker in cui c’e’ la firma di un redivivo Rebic (autore di una doppietta nel definitivo 4-2). Una prestazione, ancora piu’ che un risultato, che dimostra come gli uomini di Pioli siano ancora tra le squadre da battere, se non i favoriti, in chiave tricolore. D’altronde, la tranquillita’ mostrata dai rossoneri e’ quella di chi sa di essere forte, la serenita’ tipica della grande squadra. Che non si scompone, non sbanda, continua a giocare e ribalta subito la situazione di svantaggio. Un Milan che sceglie quando accelerare, con fiammate di aggressivita’ pura che mandano in tilt l’Udinese, anche se restano da registrare i momenti in cui le gambe non vanno a mille (tanto che i friulani restano comunque in partita), ma siamo pur sempre soltanto al 13 di agosto. Un poker che, inoltre, ha anche la cabala dalla sua: era infatti dall’agosto 2010 contro il Lecce che il Milan non segnava almeno 4 gol nel match d’esordio stagionale in Serie A. Pioli riparte dalle sue certezze, con tutti i nuovi che cominciano la stagione dalla panchina. Ma l’avvio e’ tutto friulano, perche’ dopo nemmeno 90 secondi su corner di Deulofeu Becao di testa anticipa tutti e sblocca il risultato. La reazione del Milan, pero’ e’ immediata, destro di Diaz respinto da Silvestri, Calabria non trova il tap-in da due passi per un contrasto di Soppy. Un intervento che, tuttavia, per il Var e’ falloso: Marinelli va a rivedere l’azione e concede il rigore, che Theo Hernandez trasforma spiazzando il portiere. E il Milan la ribalta subito, perche’ neanche tre minuti dopo il pareggio arriva il raddoppio per merito di Rebic, che col piatto batte Silvestri su cross di Calabria chiudendo un’ottima azione imbastita dai rossoneri. Un gol importante per il croato, che torna a segnare a San Siro 482 giorni dopo l’ultima rete al Meazza (contro il Genoa nell’aprile 2021). L’Udinese avrebbe la palla per il nuovo pari, Deulofeu pero’ spreca un contropiede in due contro uno venendo chiuso all’ultimo da Kalulu. Quando ormai il Milan sembra certo di andare all’intervallo in vantaggio, i friulani colpiscono ancora: cross di Pereyra, dormita di Messias e colpo di testa in tuffo di Masina per il 2-2. La situazione di equilibrio non dura tanto dopo la pausa. Perche’, dopo nemmeno un minuto della ripresa, il Milan torna di nuovo avanti grazie a Diaz, che batte Silvestri da due passi approfittando di un pasticcio tra Perez e Masina. L’Udinese reagisce con un destro da fuori di Success fuori non di molto. Il Milan ci prova con una punizione di Theo Hernandez che sorvola la traversa, poi Leao non trova per poco la deviazione su cross di Messias. Questione di minuti, perche’ i rossoneri sfruttano al meglio un altro errore dei bianconeri: Pereyra perde una palla velenosa in area su un contrasto con Messias, Diaz serve Rebic che trova la doppietta personale. Gli uomini di Pioli non si fermano, con Leao che sfiora il pokerissimo. Nel finale arrivano gli esordi di De Ketelaere (che fa intravedere le sue qualita’ tecniche) e Origi, mentre il Milan controlla il risultato fino al triplice fischio: se chi ben comincia e’ a meta’ dell’opera, i rossoneri sono gia’ a buon punto nella lotta tricolore.

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Calcio, Atalanta segna, Samp prende pali: finisce 0-2

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Un gol per tempo, Toloi e Lookman, e l’Atalanta di Gasperini espugna il Ferraris. La Sampdoria lotta, colpisce un palo con Sabiri e una traversa con Quagliarella ma nulla puo’ contro la superiorita’ degli avversari a loro volta fermati da un palo (Maehle). Il punteggio e’ pesante per la squadra di Giampaolo, ma i blucerchiati a tratti hanno giocato alla pari. Giampaolo si affida al 4-1-4-1, con Caputo prima punta e Sabiri a giostrare in mediana, Gasperini risponde con la coppia Zapata-Muriel nel consueto 3-4-1-2. I padroni di casa sono supportati dai ventimila del Ferraris, ancora emozionati per l’omaggio a Vittorio De Scalzi fondatore dei New Trolls scomparso a fine luglio e grandissimo tifoso blucerchiato, tanto da aver composto una delle canzoni simbolo della tifoseria sampdoriana “Lettera da Amsterdam” che tutto lo stadio ha cantato assieme alla figlia del musicista, Armanda. La Samp parte forte sfiorando il vantaggio dopo appena trenta secondi con Leris libero davanti a Musso ma Maehle salva. La squadra di casa ci crede, e al 13′ il duello Leris-Maehle viene vinto dal blucerchiato che appoggia per Caputo il cui diagonale supera Musso. Il Var, arbitro Pairetto, richiama al monitor il direttore di gara Dionisi che dopo aver rivisto il contatto annulla per un fallo del sampdoriano. Scampato il pericolo l’Atalanta inizia a guadagnare metri con la Sampdoria che fatica a controllare soprattutto Hateboer e Zapata. Proprio l’olandese al 22′ inventa un assist in area piccola dal fondo che Maehle a porta praticamente vuota manda pero’ sul palo. Il vantaggio pero’ e’ nell’aria e arriva al 26′ : Zapata a sinistra in area lavora un bel pallone servendo sul secondo palo Pasalic, il croato appoggia in avanti per l’inserimento di Toloi che batte Audero. La Sampdoria fatica a reagire e Zapata impegna Audero con un rasoterra. I blucerchiati partono forte al rientro dagli spogliatoi ma sono poco precisi. Bereszynski non sfrutta un filtrante di Vieira al 3′ quindi l’Atalanta prova a riprendere in mano la gara con Okoli che di testa mette fuori e Pasalic che al 12′ si gira bene in area ma Ferrari salva. Giampaolo prova a cambiare le carte inserendo De Luca, Verre e Depaoli ma non basta. Gasperini risponde con Lookman. E’ Sabiri pero’ a sfiorare ancora il gol direttamente su punizione al 23′ ma la conclusione colpisce il palo alla sinistra di Musso. Il tecnico blucerchiato, che in questa stagione avra’ molto da lavorare, si gioca cosi’ anche la carta Quagliarella che al 32′ e al 38′ si fa notare prima con un diagonale fuori di poco e poi scheggiando la traversa. In pieno recupero Lookman pero’ chiude la gara finalizzando al meglio un contropiede orchestrato da Malinovskyi, da poco entrato. Nonostante la sconfitta pero’ i tifosi di casa applaudono i propri giocatori mentre quelli dell’Atalanta festeggiano il miglior esordio possibile.

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