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Cronache

La corruzione vista da Cantone, a certi livelli non solo mazzette di soldi ma potere e carriere

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Raffaele Cantone, presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione, ai microfoni di una radio napoletana, CRC, ha spiegato come “la corruzione è cambiata sotto molti aspetti. C’è una corruzione alta, utilizzata per le grandi vicende, dove insiste la criminalità organizzata. Spesso il funzionario pubblico è considerato a servizio di questi criminali. Una corruzione nella quale corrotti e corruttori fanno parte dello stesso gruppo. Accanto a questa se ne è sviluppata una più spicciola, che vede protagonisti funzionari singoli, che si vendono per due soldi. Nei grandi appalti, ad esempio, non c’è un passaggio di denaro, ma viene proposta una carriera, assunzioni, spesso il soggetto fa parte dell’associazione stessa. C’è sempre più una smaterializzazione rispetto al denaro. Una delle merci di scambio maggiore è il lavoro, che è diventato così esigente che, paradossalmente, c’è qualcuno che si vende per far avere ad altri il posto di lavoro. La criminalità organizzata si inserisce in alcuni settori e a noi cittadini appare come un problema tra imprenditore e camorra, ma in realtà non è così, perché incide tantissimo anche su chi questa città la vive ogni giorno. C’è una situazione nel Paese alquanto drammatica, quando si danno dei tempi per dei lavori sono sempre tempi indicativi”.

 

Raffaele Cantone. Presidente dell’Anac

“Come cittadini, paghiamo noi le conseguenze die disagi – prosegue Cantone -. Vedo che qui bisognerebbe sempre utilizzare il consenso, ma dal momento in cui abbiamo scelto di consegnare alcune attività ai privati, è evidente che qualcuno si muova con logiche privatiste, quindi è fondamentale cui siano degli organi destinati al controllo. Esattamente come la questione Tangenziale. I concessionari nel nostro Paese si comportano da proprietari più dei proprietari stessi, e non c’è nessuno che li controlla. Tutto ciò che accade è il frutto di una crisi della politica. Esistono degli strumenti per verificare se ci siano, all’interno dei cantieri, delle estorsioni, non diamo sempre la colpa alle istituzioni. In questo Paese nessuno crede davvero ai tempi che vengono dati, infatti quando vengono rispettati fanno notizia. La società civile si lamenta delle istituzioni carenti, ma loro dove sono? Non mi risulta che mai qualcuno si sia costituito parte civile. Il tema degli appalti viene sempre affrontato con logiche emergenziali. Quella dei cantieri è una delle leggi peggior fatte all’interno dello Stato. Si giocano le vicende delle risorse pubbliche e, al di là dei disservizi, quanto ha pagato una città come Napoli, sul piano dell’immagine, nei mesi in cui Via Marina era in quelle condizioni?”.

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Ragazzini trovati morti a casa, arrestato il pusher che avrebbe ceduto loro della droga

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Un ternano di 41 anni e’ stato sottoposto a fermo dai carabinieri con l’accusa di avere ceduto un mix di sostanze che ha provocato morte dei due ragazzi di 15 e 16 anni trovati cadavere nelle loro case. Morte come conseguenza di altro delitto il reato ipotizzato. Il Procuratore di Terni Roberto Liguori ha parlato di ‘dichiarazioni dirimenti e convergenti’ alla base del quadro accusatorio. A casa dell’uomo e’ stato sequestrato materiale ritenuto di interesse investigativo. Non ancora accertata la sostanza causa della morte: tra le ipotesi un mix di sostanze compreso il metadone.

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Superenalotto: centrato a Sassari un 6 da 59 milioni

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E’ stato centrato a Sassari il secondo 6 del 2020, il primo dopo il lockdown, che vale 59.472.355,48 euro. Il jackpot e’ stato realizzato nella tabaccheria di via Luna e Sole con una schedina da 3 euro. La sestina vincente e’ stata: 16, 24, 29, 53, 73, 88 Jolly 62 – Superstar 50. Con quella di stasera sono 124 i 6 realizzati dalla nascita del Superenalotto. Il jackpot mancava dal 28 gennaio 2020 quando e’ stato vinto ad Arcola, in provincia di La Spezia, un montepremi da 67,2 milioni di euro, il 14/mo montepremi piu’ alto nella storia del Superenalotto.

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Cronache

Mobilitazione per “Vico Pazzariello” e “Perzechella”, le associazioni che salvano i ragazzi di strada col teatro sono sotto sfratto

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Hanno fatto il giro del mondo le immagini del panaro solidale, emblema della generosità del popolo napoletano. Eravamo in piena pandemia quando Angelo Picone e Pina Andelora – abitanti del centro storico e artisti di strada – calarono il primo panaro in via Santa Chiara. Conteneva un piatto di pasta per un loro amico senza fissa dimora. La voce si sparse e altre persone in difficoltà iniziarono a radunarsi sotto il balcone di Angelo e Pina. I due tentarono allora un esperimento per allargare la rete della solidarietà. Lasciarono il paniere sospeso a mezz’aria e vi apposero un cartello con la celebre frase di San Giuseppe Moscati: “Chi può metta, chi non può prenda”. Il sistema funzionò e si espanse poi in altre zone della città; ben presto le televisioni di mezzo mondo vennero a raccontare questo piccolo miracolo di solidarietà. 

Ma Angelo e Pina erano noti agli abitanti del centro storico da ben prima del panaro. Sono i presidenti di due associazioni culturali, “Vico Pazzariello” e “Perzechella”, con cui salvano i ragazzini dalla strada e tutelano le tradizioni culturali napoletane, dal teatro all’arte di strada. Angelo è noto in città per aver dato nuova vita al personaggio del Pazzariello, immortalato da Totò ne “L’oro di Napoli”. Il Pazzariello era un imbonitore vestito da soldato che con le sue “sparate” pubblicizzava i prodotti di vinai e macellai. Un testimonial ante litteram, di certo più esuberante e divertente di quelli di oggi. Angelo ha riportato in vita questo personaggio della tradizione e ha trasmesso la sua passione per l’arte di strada a tanti ragazzini che lo seguono nelle sue sfilate. Pina gestisce invece il Teatrino di Perzechella, che prima era una fabbrica di cioccolata e adesso ospita spettacoli teatrali anticipati da una tipica “marenna” napoletana.

Oggi questi due avamposti della cultura napoletana rischiano di scomparire. Agli artisti sono stati infatti recapitati due avvisi di sgombero. Per scongiurare la chiusura delle associazioni, il 23 giugno hanno lanciato una mobilitazione collettiva che andrà avanti sino al prossimo 12 luglio. 

Per Angelo Picone – conosciuto in città come ‘o capitano – gli sfratti sono una conseguenza diretta della gentrification innescata dagli ingenti flussi turistici degli ultimi anni. “Ci vuole un turismo sostenibile, rispettoso degli abitanti e delle tradizioni culturali della città. Stiamo assistendo ad una desertificazione culturale ed artistica – denuncia Angelo -. Se dal centro storico scompare il popolo, Napoli non sarà più la stessa”.

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