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La corazzata Germania sepolta sotto una valanga di gol dalle furie rosse di Spagna, Loew ora vacilla

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Il “black tuesday” vissuto dalla Germania a Siviglia fa traballare come mai prima la panchina del ct Joachim Loew, in carica dal 2006. Dopo il 6-0 rifilato dalla Spagna alla ‘Mannschaft’ l’orgoglio calcistico tedesco si e’ risvegliato sotto shock. Erano 89 anni che l’11 teutonico non subiva una tale batosta. Per ritrovare un punteggio cosi’ umiliante bisogna tornare indietro fino al 1931, amichevole con l’Austria. Peggio (9-0) era andata solo nel 1909, contro i maestri inglesi. Una marea di gol che rischia di spazzare via il 60enne ‘Jogi’, come e’ chiamato nel suo Paese. Ne e’ passata di acqua dal 7-1 che schianto’ il Brasile nella semifinale del mondiale 2014, poi vinto. “Adesso Jogi vacilla” deve ammettere Bild, il quotidiano piu’ diffuso. Ma un po’ tutti i media tedeschi riconoscono che dopo una tale debacle Loew fatichera’ a conservare il posto fino al torneo europeo. “Ad appena sette mesi dalla competizione – scrive ancora Bild – la Federcalcio deve rispondere alla domanda: Joachim Loew e’ l’uomo giusto? Possiamo fidarci di lui per guidare la squadra verso la vittoria dell’Europeo?”. Interrogativo retorico, secondo Sport1: “Raramente in passato una squadra tedesca aveva avuto cosi’ poche opportunita’ come durante questi 90 minuti di Siviglia”. “Il fiasco di Siviglia avra’ ovviamente delle conseguenze”, e’ la predizione di Express.de: “Joachim Loew e’ ancora l’allenatore giusto per la nazionale? Nella conferenza stampa post-cappotto gli hanno chiesto se pensava di doversi trovare un altro lavoro a breve.

Lui ha risposto “non dovete chiederlo a me”. Stesso tono inquisitorio sul sito della Sueddeutsche Zeitung, grande quotidiano di Monaco: “Questa partita con la Spagna arriva al momento giusto per alimentare il dibattito avviato da Oliver Bierhoff (direttore sportivo della DFB) sul tema: ‘Quanto tempo ancora con Jogi Loew?’ “. In diretta sul canale pubblico ARD, che stava trasmettendo il match, Bastian Schweinsteiger, ex idolo dei tifosi della nazionale, non ha esitato a rilanciare il dibattito sul ritorno del trio Thomas Mueller, Je’rome Boateng e Mats Hummels, campioni del mondo 2014, appena trentenni e allontanati da Loew. “E’ la nazionale della Germania, deve riunire i migliori – ha detto Schweinsteiger – E’ proprio in partite cosi’ che si nota la mancanza di giocatori capaci di dare la sveglia ai compagni, di tirare un pugno sul tavolo”. L’era di Jogi e’ ai titoli di coda? Si’, secondo la Tageszeitung di Monaco: “Gli 11 di Loew hanno rinunciato alla lotta e subito una sconfitta storica contro gli scatenati spagnoli”.

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Maradona: ecco la casa dove Diego è morto dopo l’operazione alla testa

Marina Delfi

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Villetta  o pseudo tugurio con wc chimico? La casa di Maradona era adatta ad un uomo convalescente ed acciaccato? C’era la giusta cura ed attenzione per el Diez? Al momento la procura di San Isidro ha aperto un fascicolo d’inchiesta ed ha indagato con l’accusa di omicidio colposo il medico personale di Diego, il neurologo Leopoldo Luque, e la psichiatra che avrebbe dovuto curarne la riabilitazione, Agustina Cosachov. Oggi a mezzogiorno ora italiana avrà inizio l’analisi dei periti nella sede della Soprintendenza della Polizia Scientifica di Buenos Aires.

Gli interrogativi sono tanti e gli stessi media argentini a proposito della casa nel quartiere El Tigre si dividono nei giudizi. Di sicuro la casa è stata presa in fitto con un regolare contratto firmato da Jana Maradona, la figlia avuta da Diego con Valeria Sabalain il 9 novembre con inizio dal 10 novembre e fine al 31 gennaio 2021. Per la villetta nel barrio privado San Andrés de Tigre il costo dell’affitto sarebbe stato di 16 mila dollari circa.

La camera di Diego

Le foto della casa arrivano dall’Argentina: la villetta di due piani ha quattro camere da letto al piano superiore ma per Diego, convalescente e affaticato, non erano raggiungibili, così in fretta e furia è stato messo del cartongesso alla sala al piano terra per separarla dalla cucina e organizzato una camera per lui; il wc a giudicare dalla foto di uno dei bagni sembra effettivamente essere chimico e la cucina è quella di una casetta popolare. Anche la climatizzazione sarebbe stata montata in fretta e furia.

L’idea -secondo persone vicine a Diego- era che lui trascorresse i primi giorni giù, al piano terra e poi, una volta rimessosi si sarebbe spostato al piano di sopra. La ex moglie Claudia -secondo i giornali argentini -parlando con un amico di Maradona, Oscar Ruggeri, ex della Nazionale, gli avrebbe detto che se avesse visto il posto in cui Maradona è morto, sarebbe morto anche lui.

 

Maradona, inchiesta per omicidio colposo: indagata anche la psichiatra di Diego, perquisiti ufficio e casa

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Ci pensa Lukaku, l’Inter batte 3-2 il Borussia e spera ancora

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Ci pensa sempre lui. Romelu Lukaku si carica ancora l’Inter sulle sue larghe spalle e fa ancora sperare i nerazzurri nella rincorsa agli ottavi di Champions League. L’aria di Germania fa bene al bomber belga, in una serata piena di emozioni, che passa dalle tinte del fallimento a quelle della speranza, con pure un brivido finale: il Borussia Moenchengladbach va ko per 3-2, lasciando la porta aperta per l’Inter di poter passare per la prima volta alla fase ad eliminazione diretta dal 2011/12, in un girone sempre piu’ pazzo. La vittoria dello Shakhtar Donetsk a sorpresa contro il Real Madrid infatti lascia tutto aperto verso l’ultima giornata, in programma la prossima settimana. L’Inter avra’ bisogno di tre punti in casa contro gli ucraini, sperando che a Madrid tra i blancos e il Borussia non esca un pareggio: situazione complicata, ma che con un Lukaku cosi’ potrebbe esserlo meno.

I nerazzurri, pero’, non sono ancora guariti del tutto, anzi. L’inizio e’ stato convincente, sulla scia di quanto fatto vedere col Sassuolo: il gol di Darmian sembrava aver messo tutto in discesa, ma la solita incapacita’ a chiudere le partite sprecando occasioni (Lautaro che spreca da solo davanti a Sommer) ha complicato la gara. Anche perche’ non appena l’Inter e’ calata a livello fisico, i tedeschi, che con tre punti avrebbero centrato matematicamente gli ottavi, hanno fatto male. Il gol di Plea all’ultima azione del primo tempo, con un colpo di testa da solo in mezzo all’area, e’ stato il simbolo dei problemi interisti. Situazione che non e’ cambiata nella ripresa, almeno finche’ non si e’ acceso Lukaku. Tra sportellate e corse, il belga prima ha servito l’assist per Lautaro, il cui destro dal limite ha trovato il palo, poi si e’ messo in proprio, centrando la doppietta nel giro di nemmeno 10′: destro a incrociare su assist di Brozovic dopo aver spostato di potenza il proprio marcatore e zampata mancina, servito dal subentrato Hakimi, da solo davanti a Sommer.

Due gol (il terzo e quarto in quattro gare di Champions, il tredicesimo in Europa in due stagioni) che sembrava aver messo di nuovo la partita nelle mani dell’Inter. Ma la pazzia ormai e’ insita nella squadra di Conte, capace nuovamente di regalare al Borussia la possibilita’ di tornare in corsa. Il gol di Plea (doppietta), dopo un regalo di Sanchez, ha infatti fatto tornare in mente vecchi fantasmi per Handanovic e compagni. Anche perche’ Young, da due passi, e’ riuscito a sprecare a porta vuota la palla del 4-2. L’incubo e’ tornato, cosi’, a materializzarsi a sette minuti dal fischio finale: su ennesima dormita collettiva, ancora il solito Plea ha trovato il 3-3 con un destro a incrociare passato in mezzo a diversi giocatori.

A salvare l’Inter e’ arrivato in soccorso il Var per un fuorigioco di Embolo davanti ad Handanovic sulla conclusione dell’attaccante. Regalando altri dieci minuti di sofferenza anche per Conte, mai domo in panchina e costantemente alla guida dei suoi da bordocampo. I tre punti fanno respirare ancora il tecnico, dopo le difficolta’ delle ultime settimane, ma la missione non e’ ancora compiuta: l’obiettivo resta quello di evitare la terza eliminazione consecutiva ai gironi di Champions e per farlo l’Inter non potra’ sbagliare nemmeno contro lo Shakhtar Donetsk tra una settimana a San Siro.

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Calcio, Cristiano Ronaldo vince il 18/o Golden Foot Award

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Gli appassionati di calcio e i tifosi di tutto il mondo hanno scelto il miglior calciatore del 2020. Ad aggiudicarsi il 18/o Golden Foot Award e’ Cristiano Ronaldo. Il fuoriclasse della Juventuse e della nazionale portoghese e’ stato il piu’ votato tra i 10 candidati selezionai: Lionel Messi (Barcellona), Robert Lewandowski (Bayern Monaco), Giorgio Chiellini (Juventus), Neymar Jr. (PSG), Sergio Ramos (Real Madrid), Sergio Aguero (Manchester City), Gerard Pique'(Barcellona), Mohamed Salah (FC Liverpool), Arturo Vidal (Inter). Le votazioni si sono svolte sul sito ufficiale www.goldenfoot.com e si sono chiuse lo scorso 20 novembre. La Commissione del Golden Foot, a seguito di un sondaggio presso la stampa internazionale, ha deciso di assegnare il primo Golden Foot Prestige ad Andrea Agnelli, Presidente della Juventus Football Club, che ha vinto il campionato per 9 volte consecutive e vanta ad oggi 17 trofei conquistati in 10 anni, risultando uno dei presidenti piu’ vincenti nella storia del calcio italiano e internazionale.

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