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La carica degli esuberi in Serie A: da Lukaku a Frattesi, cento giocatori in cerca di squadra

A meno di un mese dall’inizio della stagione, i club di Serie A devono sistemare quasi cento calciatori fuori dai rispettivi progetti tecnici. Napoli e Juventus hanno le rose più affollate, mentre Inter e Roma cercano una soluzione per Frattesi, Asllani, Dovbyk e Kumbulla.

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Sono sotto contratto, partecipano ai ritiri e continuano a incidere sui bilanci, ma non fanno più parte dei progetti tecnici delle rispettive società. A meno di un mese dall’inizio della nuova stagione, quasi cento calciatori della Serie A si trovano a metà del guado: troppo costosi per essere liberati facilmente, ma spesso poco utili agli allenatori che stanno costruendo le nuove squadre.

Tra prestiti terminati, investimenti sbagliati, ingaggi elevati e giocatori svalutati, il mercato italiano è alle prese con una lunga lista di esuberi. Napoli e Juventus presentano le situazioni più complesse, ma anche Inter e Roma devono sciogliere nodi importanti.

Le cifre attribuite ai cartellini e agli stipendi restano valutazioni di mercato, soggette a trattative, formule contrattuali e possibili bonus.

Inter, Frattesi è il caso più delicato

L’Inter dispone di una rosa competitiva e consolidata, ma ha bisogno di cessioni per finanziare nuovi investimenti e alleggerire il monte ingaggi.

Il caso più importante è quello di Davide Frattesi. Il centrocampista chiede da tempo maggiore continuità, ma non sono ancora arrivate offerte considerate soddisfacenti. Dopo essere stato valutato intorno ai 40 milioni di euro, il suo valore di mercato sarebbe diminuito sensibilmente.

In uscita c’è anche Kristjan Asllani, che non sembra centrale nei piani di Cristian Chivu. L’Inter spera di ottenere dalle eventuali cessioni dei due centrocampisti le risorse necessarie per completare il mercato.

Diversa la posizione di Benjamin Pavard, reduce dall’esperienza al Marsiglia. Il difensore conserva estimatori all’estero e potrebbe attirare offerte dall’Arabia Saudita, ma non è escluso che Chivu decida di valutarlo durante la preparazione.

Napoli, una rosa da sfoltire

Il Napoli deve ridurre un organico particolarmente numeroso. Tra i giocatori indicati in uscita figurano Romelu Lukaku, Lorenzo Lucca, Michael Folorunsho, Cyril Ngonge, Jens Cajuste, Jesper Lindstrom e Giuseppe Ambrosino.

La situazione più difficile riguarda Lukaku. Il centravanti ha un ingaggio pesante e, all’età di 33 anni, appare complicato trovare una società disposta a sostenere l’intero costo dell’operazione.

Il belga non sembra destinato al ruolo di alternativa a Rasmus Hojlund e una sua eventuale cessione potrebbe essere condizionata anche dagli accordi economici sottoscritti con il Chelsea al momento del trasferimento.

C’è poi Lorenzo Lucca, acquistato dall’Udinese per una cifra importante e reduce da una stagione condizionata anche dagli infortuni. Per il Napoli sarà difficile recuperare interamente l’investimento effettuato.

Dovrebbero invece avere maggiore mercato Folorunsho, Ngonge e Cajuste, giocatori ancora nel pieno della carriera e potenzialmente utili a diverse squadre italiane e straniere.

Juventus, da Arthur a Openda gli investimenti che pesano

La Juventus continua a fare i conti con le conseguenze di alcune operazioni molto onerose degli ultimi anni.

Il caso più longevo è quello di Arthur, arrivato nel 2020 nell’ambito dello scambio con Miralem Pjanic. Il centrocampista brasiliano non è riuscito a imporsi né in bianconero né durante le diverse esperienze in prestito e ha ancora un contratto particolarmente pesante.

Tra le operazioni più problematiche figura Loïs Openda, acquistato per oltre 40 milioni di euro e reduce da una stagione deludente. Il suo trasferimento al Lione in prestito è ormai in fase avanzata: l’accordo dovrebbe permettere alla Juventus di alleggerire almeno temporaneamente il monte ingaggi, senza però risolvere definitivamente il problema del cartellino.

Douglas Luiz sarà valutato da Luciano Spalletti dopo il rientro dal prestito, ma il suo valore è molto inferiore rispetto alla cifra investita dalla Juventus per acquistarlo.

Anche Jonathan David presenta una situazione complicata: ha un contratto lungo e un ingaggio elevato, elementi che rendono difficile perfino una partenza in prestito.

Nico Gonzalez, invece, conserva estimatori. L’argentino vorrebbe tornare all’Atletico Madrid e sarebbe seguito anche dalla Roma. La Juventus dovrà inoltre valutare le posizioni di Michele Di Gregorio e Juan Cabal.

Roma, il problema Dovbyk

La Roma incontra difficoltà sia nell’acquistare i rinforzi richiesti da Gian Piero Gasperini sia nel cedere i giocatori non più centrali.

Artem Dovbyk rappresenta il caso principale. Il lungo infortunio ha ridotto il numero delle possibili pretendenti e il club non può permettersi una cessione a una cifra troppo distante dal valore ancora iscritto a bilancio.

Il centravanti ucraino non viene necessariamente considerato inutilizzabile, ma la Roma sarebbe disposta a valutare offerte adeguate.

Tra gli esuberi più difficili da collocare figura anche Marash Kumbulla. Il difensore è stato aggregato alla preparazione insieme ad altri giocatori che, almeno inizialmente, non sembrano rientrare nel progetto principale di Gasperini.

Milan, Leao resta un caso a parte

I problemi del Milan sono meno numerosi, ma non irrilevanti. Yunus Musah e Ruben Loftus-Cheek potrebbero essere ceduti, anche se entrambi valgono oggi meno delle cifre investite per acquistarli.

Ismaël Bennacer ha risolto il contratto e proseguirà la carriera in Qatar.

Rafael Leao non può essere definito un esubero, ma il suo futuro resta incerto. Il portoghese avrebbe manifestato il desiderio di cambiare squadra, ma una valutazione elevata e un contratto da circa sette milioni netti rendono complessa qualsiasi operazione.

Gli altri club

L’Atalanta deve trovare una sistemazione per Mitchel Bakker, mentre il Bologna lavora alla cessione di Jesper Karlsson.

La Fiorentina valuta le posizioni di Simon Sohm e M’Bala Nzola. Cagliari, Como e Lecce hanno diversi elementi in uscita, tra i quali Matteo Prati, Stefan Posch, Luca Mazzitelli e Youssef Maleh.

Il Sassuolo deve collocare più di dieci giocatori, compresi Nicholas Pierini e Samuele Mulattieri. L’Udinese potrà invece sfruttare la tradizionale sinergia con il Watford.

Alla Lazio, infine, le eventuali partenze di Nuno Tavares e Romano Floriani Mussolini potrebbero consentire di trattenere Luca Pellegrini e Manuel Lazzari.

Vendere prima di comprare

La gestione degli esuberi è diventata uno dei problemi strutturali della Serie A. I club italiani devono confrontarsi con ingaggi spesso troppo elevati per il mercato interno e con cartellini il cui valore è diminuito dopo stagioni deludenti.

Le società straniere conoscono le difficoltà economiche delle squadre italiane e tendono ad attendere le ultime settimane di mercato per ottenere prestiti, sconti o partecipazioni agli stipendi.

Prima di acquistare nuovi calciatori, molti direttori sportivi dovranno quindi riuscire a vendere. La vera partita dell’estate non si gioca soltanto per i grandi colpi, ma soprattutto per liberarsi dei contratti che rischiano di trasformare le rose extralarge in una zavorra tecnica ed economica.

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Napoli, Allegri cambia rotta: contro il Bologna la prima regola è non prendere gol

Allegri lavora per blindare la difesa del Napoli dopo le sconfitte con Como, Inter e Arsenal. Milinkovic-Savic sostituirà Meret, mentre Lang e Spinazzola sono candidati a partire titolari contro il Bologna.

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La luna di miele tra Massimiliano Allegri e il Napoli non è finita, ma il tecnico ha individuato la prima emergenza da risolvere: blindare la difesa. I sei gol subiti nelle ultime tre partite contro Como, Inter e Arsenal rappresentano un dato preoccupante per un allenatore che ha costruito gran parte dei propri successi sulla solidità.

Prima dell’esperienza napoletana, Allegri aveva incassato in campionato una media di circa 0,88 reti per partita in 540 gare. Con il Milan vinse lo scudetto subendo 24 gol; con la Juventus, nella stagione 2015-2016, si fermò addirittura a 20.

Un Napoli ancora troppo fragile

Nei primi venti giorni della nuova stagione, gli azzurri sono apparsi meno sicuri rispetto alla gestione Conte e meno compatti delle tradizionali squadre allenate da Allegri.

Gli errori difensivi sono stati frequenti e talvolta evidenti. Il tecnico non ha scaricato le responsabilità sui giocatori, ma durante gli allenamenti ha insistito sulla necessità di ritrovare attenzione, distanze corrette e disciplina tattica.

Contro il Bologna sono previsti alcuni cambi. Milinkovic-Savic sostituirà l’infortunato Meret, mentre Spinazzola è candidato a prendere il posto di Olivera sulla fascia sinistra.

Lang verso il ritorno dal primo minuto

La novità principale dovrebbe essere Noa Lang, pronto a partire titolare dopo l’esclusione contro l’Arsenal. L’olandese sostituirà Alisson Santos, fermato da una lesione di medio grado al bicipite femorale sinistro.

Ad Allegri serviranno la creatività di Lang, ma anche la sua disponibilità nel lavoro di copertura. In attacco resta centrale Rasmus Hojlund, dal quale il Napoli si aspetta gol e maggiore continuità.

Marin guadagna terreno

Al centro della difesa Rafa Marin ha offerto una prova incoraggiante contro uno degli attacchi più forti d’Europa. Lo spagnolo ha mostrato personalità e può diventare un’alternativa credibile.

Beukema non è ancora al massimo della condizione, mentre Badiashile, arrivato senza una preparazione completa, deve accumulare minuti prima di poter partire stabilmente dall’inizio. Quando l’olandese sarà pienamente recuperato, dovrebbe essere lui il principale candidato ad affiancare l’intoccabile Rrahmani.

Allegri non pensa per ora a una difesa a cinque come soluzione iniziale, ma il sistema sperimentato con Favasuli e Di Lorenzo nelle posizioni di braccetti resta un’opzione.

Di Lorenzo resta intoccabile

Sulla fascia destra non sono previste sorprese: Giovanni Di Lorenzo resta un punto fermo. Il capitano è anche destinato a rientrare nei programmi della Nazionale di Roberto Mancini insieme a Matteo Politano.

«Non potrei mai dire di no all’Italia, neppure a 33 anni», ha spiegato Di Lorenzo. Un riconoscimento per un calciatore considerato indispensabile da Spalletti, Conte e ora Allegri.

Contro il Bologna il Napoli dovrà innanzitutto ritrovare equilibrio. Perché nel calcio di Allegri tutto parte da una regola antica e semplice: prima non prendere gol, poi provare a vincere.

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Mancini riparte dal Napoli: Di Lorenzo e Politano verso la conferma, prima chiamata per Vergara

Roberto Mancini dovrebbe convocare Giovanni Di Lorenzo, Matteo Politano e per la prima volta Antonio Vergara. In dubbio Meret, mentre Favasuli e Marianucci restano sotto osservazione.

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La rifondazione della Nazionale di Roberto Mancini passerà dai giovani, compresi alcuni calciatori con doppia nazionalità, ma anche dall’esperienza della vecchia guardia. Nella lista in preparazione per le prime quattro partite di Nations League dovrebbero trovare posto Giovanni Di Lorenzo e Matteo Politano.

I due giocatori del Napoli, entrambi trentatreenni, sono considerati dal commissario tecnico elementi capaci di garantire esperienza e personalità a un gruppo destinato a essere profondamente rinnovato.

Prima convocazione per Vergara

La vera novità dovrebbe essere Antonio Vergara, destinato alla prima chiamata con la Nazionale maggiore. Il centrocampista offensivo del Napoli era già entrato nei programmi del precedente commissario tecnico Gennaro Gattuso, che avrebbe voluto portarlo nella trasferta in Macedonia prima dell’infortunio.

Mancini sembra ora intenzionato a inserirlo nel gruppo per valutarlo da vicino e accelerarne il percorso internazionale.

Meret resta in dubbio

Tra i possibili convocati figura anche Alex Meret, ma la sua presenza dipenderà dal recupero dopo il problema muscolare accusato contro l’Arsenal.

Lo staff della Nazionale segue inoltre Costantino Favasuli e Luca Marianucci. Entrambi rientrano nel progetto di ringiovanimento, anche se le attuali condizioni fisiche potrebbero rinviarne la convocazione.

L’Italia affronterà tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre Belgio, Turchia per due volte e Francia. Quattro partite ravvicinate che segneranno l’avvio della seconda esperienza di Mancini sulla panchina azzurra.

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Gelo sul Napoli, il Maradona non si scalda: solo 11 mila biglietti venduti per il Bologna

Il Napoli affronta il Bologna davanti a un Maradona lontano dal tutto esaurito. Dopo le sconfitte con Como, Inter e Arsenal, Allegri deve ritrovare vittoria, gioco ed entusiasmo. Lang può partire titolare, Anguissa resta in dubbio.

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Il dato racconta meglio di molte parole il momento del Napoli: fino a ieri erano stati venduti appena 11 mila biglietti per la partita contro il Bologna. Sommando i circa 24 mila abbonati, il pubblico del Maradona dovrebbe superare le 35 mila presenze e potrebbe avvicinarsi faticosamente a quota 40 mila.

Numeri distanti dalle abituali affluenze dello stadio azzurro. Pesano i prezzi dei tagliandi, il periodo immediatamente successivo alle vacanze e il divieto di trasferta disposto per i tifosi residenti in Emilia-Romagna. Ma incidono soprattutto le tre sconfitte consecutive contro Como, Inter e Arsenal.

Una squadra che non ha ancora acceso il pubblico

Il Napoli di Massimiliano Allegri non ha ancora conquistato pienamente la piazza. Il cambio in panchina e il nuovo progetto possono giustificare un periodo di assestamento, ma una squadra costruita con ambizioni da scudetto è chiamata a mostrare subito una reazione.

Nell’ultima stagione la media al Maradona era stata di circa 47.700 spettatori, con punte vicine ai 54 mila contro Juventus e Inter. Anche la partita meno frequentata aveva richiamato circa 46 mila persone.

Il calo previsto per il Bologna assume quindi un valore che supera il semplice dato numerico: è il segnale di un entusiasmo improvvisamente raffreddato.

La protesta delle Curve sugli striscioni

Sul clima dello stadio pesa anche la nuova tensione tra il club e il tifo organizzato. Durante la gara di Champions League contro l’Arsenal, le Curve sono rimaste a lungo in silenzio per protestare contro lo stop all’ingresso degli striscioni.

La società avrebbe proposto una modifica del regolamento d’uso del Maradona per impedire l’esposizione sulle balaustre. La questione, dopo il mancato via libera della Questura e l’intervento della Prefettura, non è stata affrontata nell’ultima riunione del Gruppo operativo sicurezza. Per la partita con il Bologna, dunque, non sono previste modifiche.

Il confronto rischia di incrinare nuovamente i rapporti con il tifo organizzato dopo la tregua raggiunta negli ultimi mesi della gestione Spalletti.

Contro il Bologna non sono ammessi altri passi falsi

Il compito più urgente di Allegri è restituire entusiasmo e identità alla squadra. Le difficoltà contro Inter e Arsenal possono essere spiegate anche con la qualità degli avversari. Contro il Bologna, invece, il Napoli dovrà assumere il controllo della partita e abbandonare l’atteggiamento troppo attendista mostrato in Champions.

La gara di domenica alle 18 diventa così il primo vero esame della stagione: non basta vincere, serve una prestazione capace di riconciliare squadra e pubblico.

Tra le possibili novità c’è Noa Lang, candidato a partire dal primo minuto. Anguissa resta in dubbio e potrebbe iniziare dalla panchina, mentre Gilmour si avvia verso la conferma a centrocampo. Ora tocca al Napoli riportare il calore dentro un Maradona diventato improvvisamente freddo.

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