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La battaglia dei diritti tv, 9 club di A attaccano l’ostruzionismo delle big

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La guerra a colpi di lettere tra fondi e diritti tv in Lega Serie A prosegue. Dopo la prima missiva nei giorni scorsi da parte delle big, e’ arrivata oggi, alla vigilia di una nuova assemblea, la replica delle altre nove societa’, che passano al contrattacco in una Lega sempre piu’ spaccata. A prendere carta e penna sono state stavolta Roma, Bologna, Torino, Crotone, Genoa, Sampdoria, Sassuolo, Benevento e Spezia, replicando alle accuse lanciate da Atalanta, Fiorentina, Inter, Juventus, Lazio, Napoli ed Hellas Verona, che avevano accusato i primi di ostruzionismo su fondi e diritti tv. “Porre in relazione l’assegnazione dei diritti tv e l’operazione fondi e’ si’ una condotta ostruzionistica e dilatoria”, si legge nel testo, in cui le societa’ sottolineano anche come le minacce di azioni risarcitorie da parte delle big “sarebbero gravi e fuori luogo in qualsiasi contesto”. Due i temi al centro quindi della replica, a partire dalla richiesta di analisi sulla “capacita’ di Dazn/Tim di coprire tutto il territorio italiano” e sul business plan del canale “che si potrebbe creare con le dieci partite trasmissibili in OTT come complemento dell’offerta SKY”. Approfondimenti ritenuti “doverosi prima di prendere una decisione che vincolera’ il nostro futuro nei prossimi tre anni” e “sarebbe gravissimo che in loro assenza si procedesse all’assegnazione”. Sul tema fondi, invece, i club riferendosi alle big, si chiedono “con quale fondamento stiate impedendo di discutere un’operazione gia’ approvata piu’ volte e ben prima che nemmeno iniziasse la vendita del diritti audiovisivi con la pubblicazione dei bandi”. Le posizioni tra i club si sono cosi’ cristallizzate, in uno scontro continuo che anche domani potrebbe trasformarsi nell’ennesima puntata interlocutoria di uno stallo che prosegue ormai da settimane. Il messaggio lanciato dalla cordata formata da Cvc, Advent e Fsi ieri, ovverosia di votare velocemente sui diritti tv (senza preferenze per Sky o Dazn) per poi tornare a concentrarsi sull’operazione Media Company sembra essere caduto nel vuoto, con un nuovo nulla di fatto all’orizzonte per l’assemblea convocata per domani in videoconferenza. Intanto la Lega Serie A, insieme a Coni e Figc, ha inviato una lettera aperta al presidente del Consiglio Mario Draghi, invitandolo ad affrontare (magari gia’ nel ‘Recovery Plan’) il tema degli stadi e delle infrastrutture del calcio italiano, dopo la notizia del ricorso sul progetto di riqualificazione urbana del cosiddetto ‘Viola Park’, dove sorgera’ il centro sportivo della Fiorentina.

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Esteri

È morto Spencer Silver, l’inventore adesivo dei Post-it

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E’ morto a 80 anni il chimico americano Spencer Silver, inventore dell’adesivo usato nei Post-it. Ne danno notizia i media internazionali, citando la famiglia e l’azienda 3M. Nato a San Antonio in Texas nel 1941, Silver era laureato in chimica presso l’Universita’ di Stato dell’Arizona, conseguendo un master nel 1962 e un dottorato in chimica organica presso l’Universita’ del Colorado a Boulder nel 1966, prima di assumere una posizione come capo chimico nei Central Research Labs della 3M. Nel 1968 sviluppo’ un adesivo “a bassa adesivita’”, abbastanza forte da tenere insieme i fogli, ma abbastanza debole da consentire che si staccassero di nuovo senza strapparsi. E poteva essere riutilizzato piu’ volte. Tale adesivo venne brevettato nel 1972.

L’inventore e scienziato Arthur Fry ha cosi’ sviluppato dei segnalibri utilizzando proprio l’adesivo di Silver. I foglietti adesivi furono inizialmente commercializzati con il nome di Post ‘n Peel in quattro citta’ americane dal 1977 e poi come Post-it Notes dal 1980 in tutti gli Stati Uniti. Il prodotto e’ diventato in breve molto popolare e presto e’ stato venduto in tutto il mondo. Silver ha lavorato nella 3M fino al suo pensionamento nel 1996. E’ nominato in oltre 30 brevetti. Ha ricevuto diversi premi per il suo lavoro, tra cui il 1998 American Chemical Society Award for Creative Invention e l’ammissione alla National Inventors Hall of Fame nel 2011.

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Corona Virus

Covid, il contagio in Campania: 1.110 nuovi casi, oltre duemila i guariti, 24 morti

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 Sono 1.110 i nuovi casi di Covid in Campania, di cui 387 sintomatici, su 18.701 test molecolari esaminati. Il tasso di incidenza, calcolato senza tenere conto dei tamponi antigenici, e’ del 5,93%, sostanzialmente stabile rispetto al 6,18 di ieri. Il bollettino dell’Unita’ di crisi segnala 24 nuove vittime e ben 2.054 guariti. Continua ad alleggerirsi la pressione sugli ospedali: i posti letto di terapia intensiva occupati sono 105 (-11), quelli di degenza 1.285 (-22).

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Clima: John Kerry in Italia, ridurre emissioni subito

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Sulla lotta alla crisi climatica, l’America e’ tornata. Dopo i quattro anni di Trump, che aveva portato fuori gli Stati Uniti dall’Accordo di Parigi, Washington vuole riprendersi la leadership della battaglia contro il riscaldamento globale. Oggi l’inviato speciale di Joe Biden sul clima, l’ex segretario di stato di Obama, John Kerry, e’ arrivato a Roma per capire cosa stia facendo il nostro paese. Sullo sfondo, c’e’ una scadenza importante: la Cop26 di Glasgow, la conferenza annuale dell’Onu sul clima, dal primo al 12 novembre. Dopo 5 anni dall’Accordo di Parigi del 2015 (l’anno scorso la Cop e’ saltata per il Covid), e’ previsto che i paesi firmatari aggiornino i loro target, oramai insufficienti per conseguire gli obiettivi dell’Accordo (mantenere il riscaldamento entro 2 gradi dai livelli pre-industriali). Gli Stati Uniti hanno dato la linea il 22 aprile scorso, al summit virtuale dei leader mondiali convocato da Biden: taglieremo i gas serra del 50-52% entro il 2030, ha annunciato il presidente. Ora, il suo inviato speciale per il clima fa il giro del mondo per spingere gli altri paesi a fare altrettanto. A Roma, oggi Kerry ha incontrato per primo il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani. Hanno parlato un’ora, soprattutto di G20 (quest’anno in Italia) e di Cop26. Il ministro ha spiegato anche gli investimenti del Recovery Plan per la decarbonizzazione. Kerry al termine ha fatto una breve dichiarazione. Prima ha attaccato Cina e Russia, che al summit di aprile non si sono impegnati gran che: “Ogni paese deve ridurre le emissioni in questo decennio. Non e’ abbastanza dire ‘emissioni zero nel 2050′”. Poi ha parlato ai cittadini del mondo preoccupati per i costi della decarbonizzazione: “Non e’ una scelta fra la prosperita’ e un’economia che funziona meno, ma e’ una opportunita’, una enorme opportunita’”. Infine, ha chiarito che “non c’e’ una cosa sola che possa risolvere la crisi climatica. Serve un approccio multiplo”. Dopo Cingolani, Kerry e’ andato a pranzo a Villa Pinciana (residenza dell’Ambasciata Usa) con il Gotha dell’imprenditoria energetica nazionale: Claudio Descalzi di Eni, Francesco Starace di Enel, Marco Alvera’ di Snam, Nicola Monti di Edison ed Emma Marcegaglia, presidente per l’Italia del B20, il gruppo di lavoro degli imprenditori per il G20. Kerry ha spiegato loro gli obiettivi da raggiungere alla Cop26, i manager hanno raccontato i loro impegni per decarbonizzare. L’inviato di Biden ha poi visto il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, e quello dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti. “Italia e Usa – ha commentato il titolare della Farnesina – sono chiamati ad esercitare un ruolo di leadership per convincere i nostri partner che la transizione energetica e la lotta per la salvaguardia del pianeta sono un vantaggio e una grande opportunita’ per tutta la Comunita’ internazionale”. Domani, Kerry incontrera’ il premier Mario Draghi.

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