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Kiton & Wall Street Journal, 30 manager dell’alta finanza e trenta signore della jet society a New York per un evento del brand napoletano con lo chef Nino Di Costanzo

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Metti una fantastica sera a New York, in casa Kiton, cioè il brand napoletano della moda dal target altissimo. Metti che è una cena organizzata dal WSJ, il Wall Street Journal, la bibbia dell’informazione economica mondiale. Metti a tavola trenta manager dell’alta finanza di Wall Street. Metti in cucina non semplicemente uno Chef stellato ma un grande della cucina mondiale, Nino Di Costanzo. Metti a capo tavola il direttore del WSJ, Antony Cenname, italo americano, sangue e temperamento italico, grande estimatore della cucina napoletana e grande ammiratore di Nino Di Costanzo. Ecco, questo è un evento Kiton che si incastona in una una serata perfetta nella Grande Mela.

Uno degli eventi Kiton in giro per il mondo, dove il marchio napoletano dell’alta moda artigianale è particolarmente apprezzato. Lo scopo degli eventi Kiton a tavola è quello di far conoscere ai clienti finali (in questo caso manager della finanza di Wall Street) le altre eccellenze napoletane che si fondono in perfetta armonia con la filosofia del brand. Sono eventi che consentono di avvicinare un pubblico di qualità al  brand dell’azienda che è l’espressione massima della manualità sartoriale napoletana nel mondo. La serata è stata di quelle di altissimo livello, con gli ospiti soddisfatti e felici ché hanno goduto delle mille attenzioni riservate loro.  A fare gli onori di casa Antonio Paone presidente di Kiton America.

Il pranzo è stato accompagnato dai vini di Salvatore Martusciello: per l’aperitivo Trentapioli Asprinio d’Aversa spumante classico, con antipasto, primo e secondo  sono stati serviti vini di Marisa Cuomo di Furore, per i dessert, zeppoline e babà alla Di Costanzo, i passiti di Luigi Maffini del Cilento, presentati da Nunzio Castaldo importatore e presidente della Capobianco Wine di NewYork.

 

Un evento doppio perché il giorno dopo, sempre in casa Kiton, c’è stato un brunch con Cristina Cuomo, cognata del Governatore dello Stato di New York, Kristen Lund, Dori Cooperman, Ainsley Earhardt, Kelly Posner Gerstenhaber e una trentina di signore dell’alta società newyorchese che hanno assistito alla presentazione della collezione donna Estate 2019 – quello americano è il primo mercato per il brand al femminile-  che hanno ammirato con entusiasmo e poi sono state deliziate dalla cucina di Nino Di Costanzo.

 

 

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A Napoli c’è il drugstore del kuoko mercante, un posto dove la ricerca delle tradizioni enogastronomiche del Sud Italia è la regola

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Gli bastò il suo primo viaggio per farci innamorare di quel nettare che è il vero Nero d’Avola, quello dai sentori di fiori e spezie, quello dei vitigni autoctoni baciati dal sole siciliano tra Pachino, Eloro e Noto, dove Mario Avallone si recava a volte anche segretamente per ritornare con intere damigiane, rigorosamente di vetro, che riempivano ogni ordine di posto della sua bellissima Pallas Ds.

Mario Avallone ha sempre ricercato e trovato le migliori produzioni enogastronomiche della penisola, anticipando di alcuni anni ciò che poi sarebbe diventato un trend generale che fa riconoscere l’Italia come il top della gastronomia internazionale.

Ora che la riscoperta dei prodotti locali, biologici, tradizionali, tipici, classici e intramontabili sono di fatto diventati i must della nostra cucina e delle maggiori ricette dei grandi chef, possiamo ben dire che un pioniere precursore di questa tendenza è stato proprio Mario Avallone, che gia’ alla fine degli anni ottanta inizia la sua ricerca dei prodotti gastronomici della tradizione a piazza Olivella, nel cuore di Montesanto, per poi trasferirsi in Rampe Brancaccio, continuando ricerca e sperimentazione per servizi di catering o come lui ama definirli “banchetti” per feste, cene e inaugurazioni di mostre d’arte, arte che insieme alla musica e al cinema sono le sue altre grandi passioni.

Arriva poi il momento dell’apertura di un posto dove poter far assaggiare al pubblico le sue ricette, non solo ai catering, ma in un ristorante che rispecchi la sua personalità e il suo modo di concepire la cucina: “per me cucinare è prima di tutto far felici le persone che siedono al mia tavolo, il mio unico scopo è quello di fare contento chi mi viene a trovare”. Cosi arriva il momento di Vicoletto Sant’Arpino, in via Chiaia ed è la Stanza del Gusto, naturale esito della prima stanza di Rampe Brancaccio dove un unico tavolo da 6 o 12 posti serviva per cene private, generalmente di amici o artisti di passaggio in città.

Dopo via Chiaia, via Costantinopoli, dove adesso la Stanza del Gusto nel centro di Napoli è meta anche dei tutti quei visitatori della città in cerca di gusti e pietanze al di fuori dei circuiti prettamente turistici.

Seguendo la rigorosa linea della ricerca oggi Avallone si lancia nella distribuzione e vendita dei prodotti che pazientemente va ricercando nel sud e centro Italia, da pochi giorni ha aperto il DRUGSTORE.

In quello che definisce l’antro di Batman, di fronte alla Stanza di via Costantinopoli, si possono trovare prodotti tipici e prima di tutto unici. Formaggi, salumi, erbe, spezie, confetture, vini, sott’oli, conserve, pomodori pelati e tanto altro in un locale dove tutto ha un ordine preciso senza dare l’impressione di averlo, dove il colore regna sovrano e si fa fatica a segnare il confine tra i prodotti gastronomici e le installazioni artistiche che abitano il Drugstore, il perché è semplice capirlo, il KUOKO Mercante, come si autodefinisce Mario Avallone, ha sempre trattato i prodotti enogastronomici, che ha cercato, cucinato e fatto assaporare, come rari e inestimabili pezzi d’ arte.

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Mozzarella di bufala campana: a l’Aja seminario internazionale sulla filiera e confronto con gli 007 sulle frodi alimentari

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La sicurezza della mozzarella passa per l’Europa.  Il Consorzio di Tutela Mozzarella di Bufala Campana Dop è a L’Aja, in Olanda. In occasione del seminario di formazione promosso dall’Europol (l’Agenzia per la lotta al crimine nell’Unione europea) il direttore del Consorzio, Pier Maria Saccani, sarà a confronto con gli 007 europei sulle frodi alimentari e nella sua relazione illustrerà l’esperienza dell’organismo di tutela sui principali casi segnalati in Europa, dal Belgio alla Germania fino in Spagna, ai danni della Mozzarella di Bufala Campana Dop.

L’evento europeo di quest’anno è incentrato su latte e prodotti caseari, uova e miele, compresi quelli biologici e si articola in una sessione, in programma oggi, con il settore privato del latte, seguita da una discussione su possibili casi operativi con le autorità coinvolte.

Il sistema di tracciabilità nazionale ha generato numerosi risvolti positivi sulla filiera bufalina ed è all’avanguardia in Europa. L’attività di vigilanza è la priorità per il nostro Consorzio e questi confronti internazionali ci garantiscono una maggiore presenza su tutto il territorio europeo. Come obiettivo per questa due giorni auspichiamo sempre maggiore impegno sulla trasparenza, anche a livello comunitario”, dichiara il direttore Saccani.

Lo scopo principale del workshop è quello di rafforzare il già compatto gruppo di lavoro Opson, composto da rappresentanti delle forze di polizia e delle agenzie alimentari dei vari paesi dell’Ue, da diverse grandi aziende operanti nel settore, nonché da organizzazioni internazionali.

La presenza del Consorzio di Tutela viene definita dagli organizzatori “un valore aggiunto nella lotta contro la frode alimentare, attraverso una migliore conoscenza dei prodotti e le possibili critiche riscontrate”.

 

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San Giuseppe si festeggia a tavola: ecco i piatti della tradizione per la festa del papà

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San Giuseppe, la festa del papà, è una delle feste più amate in Italia e porta con sè tradizioni millenarie. Anche a tavola. In Calabria e in molte regioni meridionali avviene la distribuzione pubblica di cibo o si imbandiscono i pranzi comunitari, le cosiddette tavole di San Giuseppe, con pasta e ceci e altri piatti, o più semplicemente si preparano con cura lagane e ciciari per gustarli insieme a parenti e amici in onore di San Giuseppe. 
La scelta del 19 marzo deriva sicuramente dai riti pagani di primavera e di purificazione agraria. Si tratta a tutti gli effetti della vigilia dell’equinozio di primavera, giorni e notti in cui anticamente si svolgevano i baccanali, i riti dionisiaci volti alla propiziazione della fertilità e i riti propiziatori di purificazione agraria che si svolgevano il 17 marzo, quando la popolazione festeggiava la fine dell’inverno. Tracce del legame della festa di San Giuseppe con i culti pagani e con i riti agricoli si ritrovano nella tradizione dei falò, ancora in uso in molte regioni italiane, in cui si usa bruciare i residui del raccolto dell’anno precedente e nel consumare i legumi, simbolo di abbondanza. 

In Sicilia c’è una tradizione ben consolidata: quella del Pane di San Giuseppe o Pane Votivo di Salemi. Il pane raffigura fiori, frutta ed animali graziosi ma anche richiami simbolici alla sacralità della festa di San Giuseppe. Alla fine della preparazione di questo pane (che dura diversi giorni) viene posto nell’altare di famiglia. 

 

La tipicità di San Giuseppe, però, è la zeppola, una ciambella o bignè di pasta choux fritta o al forno, ripiena di crema e decorata con le amarene o le ciliegie candite.

In Toscana e in Umbria, per esempio, si prepara una frittella di riso aromatizzata con spezie e liquori e arricchita volendo anche con canditi e uvetta e si accompagna con il vino cotto.
Nel nord dell’Italia, invece, il dolce tipico di questo giorno è la raviola fatta con un guscio di pasta frolla e ricoperta di crema e marmellata. Anche questa può essere cotta al forno o fritta. In provincia di Bologna, ogni anno nella terza domenica di marzo, si celebra questo dolce con una festa speciale.
In Sicilia, infine, a San Giuseppe si preparano le zeppole di riso, anche note come crespelle di riso, dei dolci fritti tipici della tradizione catanese a base di riso, aromatizzati con buccia d’arancia e miele.

 

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