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Juventus, mercato fermo e rosa da rifare: Spalletti aspetta rinforzi, Kolo Muani resta lontano

La Juventus ha iniziato la preparazione con una squadra ancora molto simile a quella che ha concluso la scorsa stagione al sesto posto. Spalletti attende rinforzi, mentre resta ampia la distanza con il Paris Saint-Germain per Kolo Muani. Non sarebbe completamente escluso neppure un nuovo accordo con Vlahovic.

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La nuova Juventus è ancora quasi tutta da costruire. Luciano Spalletti ha cominciato la preparazione estiva con una rosa molto simile a quella che ha concluso al sesto posto una stagione deludente e senza la qualificazione alla prossima Champions League.

Il mercato bianconero non ha ancora prodotto la svolta attesa. Numerosi calciatori restano in bilico e l’unico volto nuovo a disposizione dell’allenatore è, per ora, il giovane attaccante Jeff Ekhator.

La prima amichevole è in programma il 18 luglio contro il Basilea, ma Spalletti attende rinforzi soprattutto nel reparto offensivo.

Kolo Muani resta il primo obiettivo

Il nome in cima alla lista continua a essere quello di Randal Kolo Muani, già passato dalla Juventus e considerato adatto al gioco dell’allenatore. La trattativa con il Paris Saint-Germain resta però bloccata dalla distanza tra domanda e offerta.

L’amministratore delegato Giovanni Carnevali ha spiegato che il calciatore potrebbe essere acquistato rapidamente soltanto accettando le richieste del club francese, considerate però troppo elevate dalla Juventus.

La valutazione del Psg sarebbe superiore ai 45 milioni di euro e vicina ai 50 milioni. I bianconeri preferirebbero invece un’operazione inizialmente in prestito, accompagnata da un successivo obbligo di riscatto. Carnevali ha confermato che le richieste francesi non sono diminuite e che la Juventus non ha ancora alzato la propria proposta.

Le alternative: Sorloth e Pellegrino

La dirigenza sta quindi valutando altre soluzioni. Tra i profili seguiti c’è Alexander Sorloth, attaccante norvegese dell’Atletico Madrid.

Anche in questo caso, però, esiste una distanza economica: la Juventus non sarebbe disposta a raggiungere la valutazione richiesta dal club spagnolo. Carnevali ha confermato che la società tiene aperte diverse possibilità e non intende concentrarsi esclusivamente su Kolo Muani.

Un’altra ipotesi porta a Mateo Pellegrino, centravanti del Parma, operazione potenzialmente meno costosa ma anche meno immediata sotto il profilo dell’esperienza internazionale.

Il possibile ritorno di Vlahovic

Sullo sfondo resta la situazione di Dusan Vlahovic, il cui contratto con la Juventus è scaduto alla fine di giugno. Il serbo ha lasciato Torino da svincolato, ma la possibilità di riaprire il dialogo non sarebbe completamente tramontata.

Spalletti aveva manifestato apprezzamento per l’attaccante e, secondo le indiscrezioni, accoglierebbe favorevolmente una sua permanenza. Il problema resta l’accordo economico, dopo che i precedenti colloqui si erano interrotti per la distanza tra la richiesta del giocatore e l’offerta del club.

Carnevali ha evitato di chiudere definitivamente la porta, ricordando che durante il mercato gli scenari possono cambiare rapidamente.

Più di metà rosa resta in bilico

Il problema della Juventus non riguarda soltanto il centravanti. Più della metà dell’organico potrebbe essere interessata da partenze, conferme da valutare o possibili nuovi arrivi.

Spalletti deve quindi lavorare con un gruppo ancora provvisorio, mentre la società prova a liberare risorse e a costruire una squadra più adatta alle idee del tecnico.

Alla Continassa, per il primo giorno di lavoro, erano presenti soltanto poche decine di tifosi. Un entusiasmo contenuto, inevitabilmente condizionato dalla stagione appena conclusa e dalla lentezza delle operazioni di mercato.

Carnevali continua comunque a mostrare fiducia e ritiene che esistano le condizioni per costruire una Juventus competitiva. Il tempo, però, comincia a stringere: il campionato si avvicina e Spalletti aspetta ancora la squadra con la quale tentare di riportare i bianconeri ai vertici.

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Ciro Immobile dice basta: addio al calcio dopo 350 gol

Ciro Immobile annuncia il ritiro dopo una carriera da 656 partite e 350 gol. È stato campione d’Europa, quattro volte capocannoniere e Scarpa d’Oro.

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Ciro Immobile lascia il calcio giocato. A 36 anni, dopo 656 partite e 350 gol conteggiati nel bilancio complessivo della sua carriera, l’attaccante di Torre Annunziata ha annunciato il ritiro.

La notizia è stata comunicata dal Paris FC, il club nel quale si era trasferito nel febbraio 2026 dopo le esperienze con Besiktas e Bologna. In Francia ha disputato l’ultima parte di una carriera professionistica durata 17 anni.

«Ciro Immobile è una leggenda», ha sottolineato il club parigino. Alla base della decisione anche la volontà dell’attaccante di dedicare più tempo alla famiglia.

Gli anni da leggenda con la Lazio

La parte più importante della carriera resta quella vissuta con la Lazio. In otto stagioni Immobile è diventato il miglior marcatore nella storia del club biancoceleste, con 207 reti in 340 presenze considerando tutte le competizioni.

Con la Lazio ha conquistato una Coppa Italia e due Supercoppe italiane. Nel suo palmarès figurano anche una Supercoppa di Germania con il Borussia Dortmund e una Supercoppa di Turchia con il Besiktas.

È stato capocannoniere della Serie A quattro volte. Nel 2020 ha vinto la Scarpa d’Oro grazie ai 36 gol segnati in campionato, eguagliando il primato realizzativo stabilito da Gonzalo Higuain.

Il trionfo europeo con l’Italia

Con la Nazionale italiana Immobile ha collezionato 57 presenze e realizzato 17 reti. Ha partecipato alla vittoria dell’Europeo disputato nel 2021, segnando due gol durante il torneo concluso con il successo sull’Inghilterra a Wembley.

Dagli inizi a Torre Annunziata al settore giovanile della Juventus, la sua carriera lo ha portato a indossare anche le maglie di Pescara, Genoa, Torino, Borussia Dortmund, Siviglia, Lazio, Besiktas, Bologna e Paris FC.

Si chiude così il percorso di uno degli attaccanti italiani più prolifici della sua generazione. Titoli, record e una Scarpa d’Oro certificano il valore di un centravanti capace di costruire la propria leggenda soprattutto attraverso i gol.

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Napoli, accordo per Badiashile: ad Allegri il gigante della difesa

Il Napoli chiude l’accordo con il Chelsea per Benoît Badiashile. Il difensore arriverà in prestito con diritto di riscatto per rinforzare il reparto di Allegri.

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Dopo quasi un mese di trattative, il Napoli ha raggiunto l’accordo con il Chelsea per Benoît Badiashile. Il via libera di Aurelio De Laurentiis ha sbloccato l’operazione: restano da completare lo scambio dei documenti, le visite mediche e la firma prima dell’annuncio ufficiale.

Il difensore francese, fortemente voluto dal direttore sportivo Giovanni Manna e da Massimiliano Allegri, arriverà in prestito oneroso con diritto di riscatto.

Operazione da 30 milioni più bonus

Il Napoli verserà subito tre milioni di euro al Chelsea. L’opzione per l’acquisto definitivo è stata fissata a 27 milioni, mentre un ulteriore milione di bonus sarebbe legato alla conquista dello scudetto.

L’investimento complessivo potrà quindi raggiungere i 30 milioni in caso di riscatto, salendo potenzialmente a 31 con il bonus. Manna è riuscito a evitare l’inserimento dell’obbligo di acquisto, lasciando al club la possibilità di valutare il rendimento e le condizioni fisiche del giocatore durante la stagione.

Con Badiashile sarebbe già stata raggiunta un’intesa per un contratto fino al 2031, con uno stipendio vicino ai 2,5 milioni netti all’anno, destinato a entrare pienamente in vigore in caso di riscatto.

Il francese ha scelto Napoli

Decisiva è stata la volontà del calciatore, che avrebbe respinto altre proposte provenienti dalla Premier League per aspettare gli azzurri. Badiashile aveva già conosciuto l’atmosfera dello stadio Maradona e avrebbe indicato Napoli come destinazione preferita.

Il difensore è atteso in Italia nei prossimi giorni. Le visite mediche dovrebbero svolgersi all’inizio della settimana a Villa Stuart, a Roma. Superati i controlli, potrà raggiungere Allegri a Castel Volturno.

Un rinforzo per l’emergenza difensiva

Mancino, alto 194 centimetri e dotato di una buona tecnica individuale, Badiashile può garantire forza fisica, qualità nell’impostazione e pericolosità sui calci piazzati.

Il suo arrivo assume particolare importanza considerando le assenze di Alessandro Buongiorno e Luca Marianucci e i problemi fisici che hanno rallentato la preparazione di Sam Beukema. Allegri spera di poter convocare il francese già per la prima giornata di campionato contro il Genoa.

Dopo Costantino Favasuli, il Napoli si prepara così ad accogliere il secondo rinforzo della nuova stagione e a consegnare al tecnico il centrale necessario per affrontare l’emergenza nel reparto arretrato.

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Tamberi è tornato: oro europeo nel giorno di Camilla, Sioli bronzo

Tamberi torna sul trono europeo del salto in alto a Birmingham. Oro con 2,32 metri nel giorno del compleanno della figlia Camilla; Sioli è bronzo.

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Il primo oro da papà arriva nel giorno del primo compleanno della figlia Camilla. Gianmarco Tamberi torna sul trono europeo del salto in alto conquistando a Birmingham la medaglia d’oro con 2,32 metri.

Mezza barba, pretattica e spettacolo: Gimbo ritrova i gesti e la forza mentale dei giorni migliori. Dopo un errore iniziale a 2,18, l’azzurro cresce salto dopo salto fino alla misura decisiva. L’ucraino Oleh Doroshchuk si ferma a 2,30 e conquista l’argento. Festa doppia per l’Italia grazie al bronzo di Matteo Sioli con 2,27.

«Camilla mi ha dato la forza»

Tamberi dedica il successo alla figlia e alla famiglia, presenti allo stadio insieme alla moglie Chiara.

«È tutto speciale. È stata Camilla a darmi la forza di reagire dopo Parigi, il motivo per cui ho continuato e mi sono rimesso in gioco. Non poteva continuare a vedere il “babà”, come mi chiama lei, prendere schiaffi a destra e a sinistra».

Il campione marchigiano trasforma la vittoria anche in un messaggio per chi sta affrontando un momento difficile: «Continuate a crederci e a lottare. Giocatevela sempre con voi stessi, perché chi continua a investire alla fine vince».

“Guess who’s back”

Dietro al numero di gara Tamberi aveva scritto “Guess who’s back”, indovina chi è tornato. Una profezia preparata prima di lasciare la camera d’albergo.

«Sapevo che sarebbe successo. Sentivo di stare bene, anche se in pochi mi credevano quando le gare andavano male. È come se il mio corpo aspettasse il momento che conta per venire fuori».

L’oro cancella due anni segnati dalla delusione dei Giochi di Parigi, dai problemi fisici, dai calcoli renali e da un difficile avvicinamento agli Europei. Dopo avere definito “terribili” i salti delle qualificazioni, Tamberi ha ritrovato in finale talento, coraggio e quella capacità di esaltarsi nelle grandi occasioni che ha caratterizzato la sua carriera.

«Che sollievo. Sono stati due anni difficili e non ho mai smesso di crederci. So quello che ho fatto per arrivare qui. Non faccio mai un passo indietro, ci arrivo a muso duro. Mi basta sapere che ne è valsa la pena».

Poi le capriole, il morso alla medaglia e l’abbraccio alla famiglia. Gimbo è tornato. Nel giorno più bello per papà Tamberi.

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