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Juventus contro il Napoli, è anche la sfida tra i due amici Pirlo e Gattuso

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Saranno Andrea Pirlo e Rino Gattuso i protagonisti del match di domenica prossima. Juventus contro Napoli è anche Pirlo contro Gattuso, i due artefici della vittoria dell’Italia al mundial del 2006 in Germania. Sono stati per 10 anni compagni di squadra nel Milan stellare di Berlusconi, Hanno vinto tanto assieme in Italia e in campo internazionale. E domenica saranno avversari, uno sulla panchina della Juventus e l’altro su quella del Napoli.  ”E’ vero che ho qualche capello bianco – ha spiegato ieri nel dopo partita di Napoli-Genoa – ma sono ancora giovane e spero e mi auguro di farne ancora un centinaio di sfide come quella di domenica prossima contro Andrea”. ”Certo – ha osservato Gattuso – suona un po’ strano pensare che saremo sulle panchine di Napoli e Juve, perche’ otto o nove anni fa eravamo tutti e due protagonisti in campo. A quel tempo su di me nessuno avrebbe scommesso un euro che potessi fare una carriera come quella che sto facendo. Adesso sta a noi dimostrare di essere bravi.

Dopo la sua nomina come allenatore della Juventus ad Andrea avevo detto che erano cavoli suoi, ora tutti e due dobbiamo provare di essere bravi e di avere una grande conoscenza del calcio”. Gattuso ai appresta a vivere una stagione fondamentale nel suo percorso di allenatore. Il  suo Napoli dopo due giornate di campionato viaggia in testa alla classifica a punteggio pieno, con otto gol segnati e zero subiti nelle prime due giornate di campionato. Ma il primo vero banco di prova sulla tenuta della squadra arrivera’ proprio domenica sera a Torino, quando si dovra’ confrontare con il suo amico Pirlo. Domenica a Torino Gattuso dovrà fare a meno di Lorenzo Insigne che ha subito ieri uno stiramento che lo terra’ fuori dal campo per 15-20 giorni e che gli fara’ saltare anche la convocazione di Mancini in Nazionale. Manolas, che ha accusato una forte lombalgia durante la gara con il Genoa, potrebbe invece recuperare.

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Ermal Meta, scambierei la vittoria a Sanremo per lo scudetto al Napoli

Marina Delfi

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Alla vittoria al Festival di Sanremo preferirebbe lo scudetto al Napoli: un amore, quello di Ermal Meta che investe anche la città che ha definito “piena di colori, contraddittoria, con una profonda tradizione musicale”. Un amore che lo ha portato ad esibirsi con un ensemble napoletano nella serata delle cover, dove ha magistralmente interpretato “Caruso” di Lucio Dalla con la ‘Napoli Mandolin Orchestra’.

Un amore che non arriva neppure da tanto lontano: Meta, calciatore nella Nazionale cantanti, appassionato di questo sport è tifoso del Bari (è cresciuto in questa città una volta arrivato dall’Albania) ma prima Lavezzi e Cavani, poi il bel gioco del Napoli di Sarri, lo hanno definitivamente conquistato, così nonostante il periodo difficile che gli azzurri stanno vivendo, lui ha spiegato durante il 67° festival di Sanremo che preferirebbe vivere l’emozione di uno scudetto sulle maglie azzurre piuttosto che salire sul palco da vincitore. Un festival del quale è già protagonista, in testa alla classifica all’arrivo nella serata finale.

Ermal Meta e Giuliano Sangiorgi

E qualche consiglio lo ha anche per il patron, Aurelio De Laurentiis: “Sarebbe figo vedere Ibrahimovic nella nostra squadra”, ha detto in un’intervista, e poi il tifoso Ermal rinforzerebbe il centrocampo con un giovane bravo e di talento, uno come Barella.

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Esteri

Papa Francesco accolto in una Baghdad blindata

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Non l’aveva mai fatto ma oggi Papa Francesco ha accettato di salire su un’auto blindata. “Una Bmw 750, un’auto di sicurezza speciale a prova anti-proiettile”, hanno riferito fonti della sicurezza irachena che dal momento dell’arrivo hanno stretto intorno al Papa un imponente ‘cordone’ protettivo. La strada che dall’aeroporto conduce prima alla Green Zone e poi verso il centro di Baghdad e’ una lingua d’asfalto solitaria, puntellata dalle palme e dai militari. Un posto di blocco, tra polizia ed esercito, ogni cento metri. Sulla via anche carri armati, in cielo elicotteri militari e droni. Il Papa, primo Pontefice della storia a mettere piede in questa terra cosi’ ‘martoriata’, come lui stesso oggi ha sottolineato, conosceva la situazione ma mai si e’ preoccupato della sicurezza. Ne’ quando un kamikaze, il 21 gennaio, solo un mese e mezzo fa, si e’ fatto esplodere al mercato di piazza Tayaran, proprio al centro di Baghdad, provocando la morte di una trentina di persone. Ne’ quando i missili in queste ultime settimane hanno colpito le basi Usa, prima al Nord e poi a Ovest del Paese.

Il Papa era preoccupato soprattutto della pandemia, ma la questione e’ stata superata con le presenze contingentate a tutti gli eventi. La visita di Papa Francesco in Iraq e’ tra le piu’ blindate in questi otto anni di pontificato. Eppure anche in passato non si era risparmiato zone ‘calde’ come il Centrafrica, la Colombia, e anche se in misura minore Egitto e Turchia. Ma qui, a Baghdad, le violenze sono dietro l’angolo e per questo le autorita’ irachene hanno messo in campo un dispiegamento imponente. Il lockdown, legato alla pandemia del Covid, che qui vede montare la seconda ondata con vaccini al contagocce, fa il resto. I negozi della Baghdad commerciale sono chiusi. Anche le moschee hanno chiuso i battenti. Un gruppo di giovani siede sulle cassette vuote di una rivendita di alimentari. Una comitiva di ragazzini si spintona sulle sabbiose rive del Tigri, qualche anziano si trascina buste della spesa.

Sono poche le persone in giro nella capitale irachena che, come tutte le citta’ mediorientali, invece normalmente vede svolgersi gran parte della giornata per le strade. Misure anti-covid che termineranno lunedi’ 8 marzo, il giorno in cui il Papa, di mattina presto, salira’ sull’aereo per tornare a Roma. Una coincidenza? Era stato lo stesso Patriarca caldeo, il cardinale Louis Raphael Sako, a spiegare apertamente qualche giorno fa, all’agenzia dei vescovi, che il lockdown “non e’ un ostacolo per la visita di Papa Francesco. Io lo vedo come una misura anche per la sua sicurezza dal momento che potra’ viaggiare e circolare con piu’ facilita’”. C’e’ pero’ chi comunque ha voluto ‘esserci’ in questo momento storico: un centinaio di persone subito all’uscita dell’aeroporto che dietro i guardrail ha salutato il Papa con bandierine e cartelli di ‘welcome’. Molto sentita anche la partecipazione, se pur contingentata, nella chiesa dei martiri, Nostra Signora della Salvezza, dove religiosi e seminaristi si sono accalcati dietro i cordoni per dire una parola al Papa, consegnare una lettera, un disegno, far benedire una foto. Con buona pace dei volontari che si sbracciavano chiedendo di non toccarlo, di non stringergli la mano, di mantenere il distanziamento. Ma qui il Papa lo attendevano almeno da 21 anni, quando Giovanni Paolo II cancello’ la visita a causa della guerra.

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Ambiente

I robot ‘agricoltori’ si preparano a scendere nei campi

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E’ un braccio robotico esperto nella potatura della vite a guidare la carica dei ‘robot agricoltori’, che si preparano a scendere letteralmente in campo: accade nel nuovo laboratorio di robotica per l’agricoltura inaugurato a Piacenza dall’Universita’ Cattolica del Sacro Cuore insieme all’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT), con l’obiettivo di rendere piu’ sicuro e sostenibile il lavoro nel settore agro-alimentare. Il laboratorio congiunto e’ frutto di un accordo tra i due enti nato “per sviluppare approcci innovativi nell’ambito delle scienze agrarie, alimentari e ambientali, con particolare attenzione alla messa a punto di metodi diagnostici molecolari rapidi, di nuovi materiali derivati da sottoprodotti dell’industria agro-alimentare e di sistemi robotici per il monitoraggio e la gestione dei sistemi colturali”, spiega Pier Sandro Cocconcelli, responsabile del programma di ricerca per l’Universita’ Cattolica. “Introdurre applicazioni robotiche in ambito agricolo significa favorire la crescita sostenibile delle produzioni agricole, aiutando ad affrontare il problema della carenza di manodopera”, sottolinea Matteo Gatti, docente di viticoltura e referente del laboratorio per l’Universita’ Cattolica, che precisa come il perfezionamento di soluzioni robotiche in ambito agrario sia orientato principalmente verso tre aree applicative: la navigazione autonoma, il monitoraggio con sensori e la manipolazione delle colture.

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