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Juve alla prova Atletico, Sarri: “Determinati ma leggeri”

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 Divertirsi in campo senza paure, senza fobie, anche se l’obiettivo e’ quello di vincere. Sempre. La determinazione si sposa con la leggerezza nella filosofia di Maurizio Sarri, al debutto in Champions League contro l’Atletico Madrid sulla panchina della Juventus. Che per il Wanda Metropolitano recupera Pjanic, a disposizione dopo i problemi di Firenze, ma non puo’ contare su Douglas Costa. E, naturalmente, su Chiellini. “Ogni volta che andiamo in campo l’obiettivo e’ vincere – il dogma appreso in fretta da Sarri -, ma in Champions l’obiettivo e’ lo stesso anche per altre squadre. Tra cui l’Atletico, che ha perso un campione come Griezmann ma ne ha preso un altro come Joao Felix”. Non sara’ facile imporre il proprio gioco a Madrid: nei due precedenti in casa dei Colchoneros, l’ultimo 210 giorni fa, la Juventus ha perso entrambe le volte. Vincere non sara’ facile, tanto piu’ che in Europa e’ un traguardo che gli obiettivi condividono con “dieci-dodici squadre, che sono attrezzate come noi”, osserva Sarri. Tanto piu’ che “in questo momento storico il calcio italiano non puo’ essere indicato come favorito”. L’analisi dell’ex tecnico del Chelsea e’ lucida e prende in considerazione tutto l’universo calcio. “Contro le cinque britanniche la vedo dura. Per tutti. La leadership il calcio italiano l’ha persa per colpe nostre, di allenatori, dirigenti, presidenti, calciatori, persino dei giornalisti”, per quanto “il campionato italiano resti uno dei piu’ difficili e gli allenatori siano tra i piu’ preparati d’Europa”. Il recupero di Pjanic e’ la miglior notizia per il tecnico bianconero, indeciso in ogni caso se rischiarlo dall’inizio o se farlo entrare precauzionalmente a partita in corso: al suo fianco ci saranno ancora Khedira e Matuidi, in attesa di poter vedere ulteriori miglioramenti dalla coppia Ramsey-Rabiot. “A centrocampo abbiamo sia la spada che il fioretto – e’ la metafora scelta per descrivere la sua mediana -. Non bisogna sottovalutare Khedira, che e’ un giocatore globale, sa difendere, inserirsi, palleggiare, e Matuidi, campione del mondo in carica. Ramsey e Rabiot hanno migliori doti in palleggio, ma dobbiamo aspettarli”. Difficile vedere in campo Dybala. “La mia sensazione e’ che la squadra non sia ancora pronta a una rotazione completa. Bisogna fare attenzione, anche perche’ i giocatori devono essere messi in condizione di fare bene”, sostiene, disinnescando le polemiche del campionato con Antonio Conte: “Credo gli sia stato riferito qualcosa di errato…”.

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Barcellona, lieve contrattura: si ferma Lionel Messi

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Ripresa con il freno a man tirato per Lionel Messi. L’asso argentino del Barcellona si e’ dovuto fermare per una lieve contrattura nell’allenamento in vista della ripresa del campionato in programma per i blaugrana sabato 13 nel match contro il Maiorca. Il Barca ha fatto sapere che il numero 10 argentino e’ alle prese con “una lieve contrattura al quadricipite della gamba destra. Oggi ha sostenuto un lavoro specifico per evitare rischi in vista del primo impegno della Liga in programma il 13. Nei prossimi giorni e’ previsto il suo rientro in gruppo”, ma di fatto e’ in forse la sua presenza nel primo match dopo il Coronavirus. La squadra di Setien, avversaria del Napoli negli ottavi di Champions League (1-1 all’andata al San Paolo, ancora da disputare il ritorno al Campo Nou) recupera invece Luis Suarez, mentre oggi anche Ansu Fati si e’ allenato a parte.

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La Spagna infuriata con Gasperini l’untore, chiesto l’intervento dell’Uefa

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La Spagna tuona contro Gian Piero Gasperini. I sintomi da Coronavirus avvertiti a ridosso della gara di Champions League giocata a porte chiuse lo scorso 10 marzo al Mestalla e rivelati solo domenica – a quasi tre mesi di distanza – scatenano le proteste delle autorita’ locali e dello stesso Valencia che ora invita la Uefa a prendere “provvedimenti drastici per un comportamento ritenuto “poco responsabile”. Il massimo organismo continentale, al momento, tergiversa: non conferma la richiesta degli spagnoli e l’apertura di un fascicolo disciplinare. L’Atalanta – che non ha ricevuto alcuna comunicazione ufficiale sul tema – si rifiuta di commentare semplici indiscrezioni di stampa in attesa di eventuali sviluppi. Al netto della superficialita’ dell’atteggiamento, considerare Gasperini alla stregua di un untore e’ ingeneroso: l’Atalanta a Valencia mantenne un profilo blindato – tanto che Gomez se la prese con i giornalisti che lo presero d’assalto all’uscita dell’aeroporto – e i 9 positivi tra gli spagnoli vennero scoperti appena 5 giorni dopo la gara di ritorno. Il caso si sposta in un lampo anche sul piano politico. In difesa del tecnico si schiera il deputato bergamasco della Lega, Daniele Belotti: “In Spagna hanno perso la ragione. Gasperini ha detto che si sentiva strano, ma non aveva la febbre, e gli sono saltati addosso. Ma se e’ irresponsabile Gasperini, come si possono definire il ministro spagnolo della Sanita’ e le scandalizzate autorita’ locali che, pur essendo imminente il rischio di epidemia, hanno consentito che centinaia di tifosi locali si radunassero all’esterno dello stadio con la partita a porte chiuse e hanno autorizzato le Fallas con decine di migliaia di persone accalcate?”. Necessario un passo indietro per ricapitolare una storia maledetta. La gara di andata del 19 febbraio – con i 45mila spettatori assiepati a San Siro, ignari del paziente uno di Codogno – e’ considerata una bomba biologica: ha probabilmente permesso al Covid-19 di diffondersi in maniera profonda nella provincia di Bergamo e contagiato diversi tifosi del Valencia. Quella di ritorno invece, vietata al pubblico, era stata teatro di una folle iniziativa dei tifosi spagnoli che si erano ritrovati a migliaia per le strade attorno allo stadio per accogliere il pullman della squadra e dare ai giocatori la spinta per una rimonta mai avvenuta. L’Atalanta per qualche ora si era goduta la gioia per uno storico risultato dedicato proprio alla citta’ di Bergamo prima di ripiombare nell’incubo di una zona martoriata e della lunga positivita’ di Sportiello. Ora gli strascichi polemici.

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Grave lutto per Rino Gattuso: è morta sua sorella Francesca a soli 37 anni

Marina Delfi

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Un gravissimo lutto ha colpito Rino Gattuso: la sorella Francesca,  37 anni soltanto, è volata in cielo. Francesca lascia un bimbo di appena 3 anni. A febbraio era stata colpita da un malore: la sorella dell’allenatore del Napoli soffriva di una grave forma di diabete. Gattuso quando sua sorella stette male andò subito al suo capezzale, saltando la conferenza stampa. Già allora si capì che si trattava di un problema molto serio. Sulle pagine dei social del Milan c’è un simbolo di lutto e il cordoglio della famiglia rossonera e su quelle del  Napoli con l’abbraccio a Gattuso da parte della società, ci sono le parole di cordoglio e di vicinanza del Presidente Aurelio De Laurentiis, di sua moglie Jacqueline , dei figli Edoardo, Luigi e Valentina ,di tutto lo staff e della squadra. La redaIone di Juorno.it si unisce al cordoglio di mister Gattuso.

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