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Juorno Live Interview, col professor Turco analizzeremo il piano di vaccinazione nazionale e l’ultimo decreto legge del Governo Draghi

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Oggi, giovedì 1 aprile, alle ore 18:30, sulla pagina Facebook di Juorno, torna l’appuntamento con l’informazione in diretta di Juorno Live Interview. Con il professor Angelo Turco, geografo africanista, professore emerito allo IULM di Milano ed editorialista del nostro giornale, tratteremo i più stringenti temi legati alla pandemia da Covid-19. Proseguirà la nostra analisi del piano nazionale di vaccinazione. Il professor Turco ci aiuterà a comprendere come è stato strutturato e perché la premessa metodologica su cui si fonda è concettualmente rivedibile.

Angelo Turco

Il generale Figliuolo punta a vaccinare 500mila italiani al giorno, a prescindere dall’età. Una testa vale una testa. È l’impostazione di un esperto di logistica. Secondo Turco, quello dell’immunità di gregge è un obiettivo illusorio e difficilmente raggiungibile. Allora si deve puntare subito ad abbattere drasticamente la mortalità e la saturazione dei reparti ospedalieri: per farlo si devono vaccinare gli ultra settantenni, senza se e senza ma. Il discorso si complica se consideriamo le difformità nella campagna di vaccinazione fra le diverse Regioni, che vanno ognuna per conto proprio scegliendo a quali categorie accordare la preferenza. C’è chi corre e chi avanza annaspando. Chi vaccina per fasce d’età e chi procede in altro modo. Così il diritto alla vita e alla salute non è tutelato allo stesso modo in tutto il Paese.

Analizzeremo poi il nuovo decreto legge approvato ieri dal Consiglio dei Ministri che entrerà in vigore dal prossimo 7 aprile. Il provvedimento è frutto della mediazione di Draghi fra l’ala rigorista della maggioranza e le forze politiche di centrodestra che spingevano invece per le riaperture. L’Italia resterà rossa e arancione per tutto il mese di aprile, ma se l’andamento dei contagi lo consentirà, saranno eventualmente possibili deroghe per ripristinare le zone gialle o procedere ad alcune aperture prima del 30 aprile. Da un lato ci sono gli interessi degli imprenditori, falcidiati dalla crisi, che hanno bisogno di date certe per pianificare la riapertura delle attività, dall’altra, le difficoltà del Governo nel prendere decisioni nel medio termine basandosi su dati che cambiano di settimana in settimana e da un giorno all’altro.

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Regole dei vescovi, senza green pass a messe e processioni

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Le diocesi, le parrocchie e tutte le comunita’ cattoliche in Italia si organizzano per potersi adeguare alle nuove regole riguardanti la partecipazione agli eventi e l’accesso alle strutture sulla base dell’essersi sottoposti o no alle vaccinazioni. Con la lettera inviata due giorni fa ai vescovi e alle comunita’ cristiane, la Presidenza della Cei ha condiviso una “scheda informativa” al fine di “informare e orientare la vita delle comunita’ nei prossimi mesi”, sulla scorta dell’ultimo aggiornamento normativo riguardante il “Green Pass”, introdotto col Decreto Legge del 23 luglio. Ecco quindi che la certificazione verde “non e’ richiesta per partecipare alle celebrazioni liturgiche”, restando ferma comunque l’osservanza delle regole gia’ vigenti (mascherine, distanziamento tra i banchi, comunione solo nella mano, niente scambio della pace con la stretta di mano, acquasantiere vuote). E non e’ richiesta neanche per le processioni, ribadendo pero’ l'”obbligo d’indossare la mascherina e di mantenere una distanza interpersonale di 2 metri per coloro che cantano e 1,5 metri per tutti gli altri fedeli. Cio’, in modo particolare, per evitare assembramenti”. Secondo la Presidenza Cei, in ogni caso, “criteri di riferimento restano il buon senso e l’andamento della situazione epidemiologica nel luogo e nel momento in cui si svolge la processione”. “Raccomandiamo, ove ricorrano condizioni di sicurezza, di non far mancare al nostro popolo questi gesti di preghiera, partecipazione e speranza perche’ la Chiesa sia presente in questo tempo cosi’ particolare”, si legge nella lettera ai vescovi. Il Green Pass e’ invece obbligatorio, a partire dal 6 agosto, per accedere ad altre attivita’ organizzate o gestite da enti ecclesiastici, come ad esempio: servizi di ristorazione svolti da qualsiasi esercizio (anche bar) per il consumo al tavolo, al chiuso; spettacoli aperti al pubblico, eventi e competizioni sportive; musei, altri istituti e luoghi di cultura e mostre. Poi per sagre e fiere, convegni e congressi; per piscine, centri natatori, palestre, sport di squadra, centri benessere, anche all’interno di strutture ricettive, limitatamente alle attivita’ al chiuso; per centri culturali, sociali e ricreativi, limitatamente alle attivita’ al chiuso e con esclusione dei centri educativi per l’infanzia, dei centri estivi, e loro attivita’ di ristorazione. Sono esclusi dall’obbligo di possedere la certificazione verde i partecipanti ai centri educativi per l’infanzia, compresi i centri estivi, e le relative attivita’ di ristorazione. Questo significa che non e’ necessario il “Green Pass” per le persone coinvolte nei centri estivi parrocchiali (oratori estivi, Cre, Grest, ecc.), anche se durante questi si consumano pasti. La certificazione e’ anche necessaria per partecipare ai ricevimenti dopo le celebrazioni civili o religiose (feste di nozze o altre ricorrenze) e per accedere alle Rsa. Sono esenti dall’obbligo del “Green Pass” i minori di eta’ inferiore ai 12 anni e i soggetti esenti sulla base di certificazione medica. Il controllo della certificazione, infine, spetta agli organizzatori dell’attivita’. Regole chiare e ben definite, con cui la Chiesa si mette al passo, ancor prima di quanto resta ancora da stabilire per le attivita’ civili. “Si sta costruendo il Paese del futuro. Non e’ tempo di inutili contrapposizioni, ma di dialogo aperto: in gioco c’e’ il futuro dei nostri ragazzi”, raccomanda ancora, e significativamente, la Cei.

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Covid, bollettino del contagio: 5.321 positivi, 5 vittime, 230 pazienti in terapia intensiva

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Sono 5.321 i positivi ai test Covid individuati nelle ultime 24 ore, secondo i dati del ministero della Salute. Ieri erano stati 6.513. Sono invece 5 le vittime in un giorno (ieri erano state 16). I casi in Italia dall’inizio dell’epidemia sono 4.355.348, i morti 128.068. I dimessi ed i guariti sono invece 4.135.930, con un incremento di 1.250 rispetto a ieri. Gli attualmente positivi sono 91.350, in aumento di 4.065 unita’ nelle ultime 24 ore. Sono 230 i pazienti ricoverati in terapia intensiva con il Covid in Italia, 16 in piu’ rispetto a ieri nel saldo tra entrate e uscite. Gli ingressi giornalieri, secondo i dati del ministero della Salute, sono stati 22. I ricoverati con sintomi nei reparti ordinari sono 1.954, 103 in piu’ rispetto a ieri. Sono 167.761 i tamponi molecolari e antigenici per il coronavirus effettuati nelle ultime 24 ore in Italia, secondo i dati del ministero della Salute. Ieri erano stati 264.860. Il tasso di positivita’ e’ del 3,17%, in netto aumento rispetto al 2,4% di ieri.

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Covid, in Campania 377 positivi e un morto in 24 ore

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Sono 377, in Campania, i casi positivi al Covid nelle ultime 24 ore su 6.129 tamponi molecolari esaminati. Come quasi sempre si verifica nel fine settimana, diminuiscono i tamponi effettuati e di conseguenza si alza il tasso di positivita’ che ieri era pari al 5,34% ed oggi e’ 6,15%. Un solo decesso e’ stato registrato. In merito alla situazione negli ospedali, resta invariato a 12 il numero dei posti letto occupati in terapia intensiva; aumentano, invece, i ricoveri in degenza passando dai 196 posti letto occupati ieri ai 218 di oggi.

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