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Jumpeight, il nuovo talento made in Naples canta “Revolution” sul palco del concertone del Primo Maggio

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 Sul palco del concertone romano del Primo Maggio, chi c’era ha potuto scoprire un artista nuovo, il cui cammino pubblico ha preso avvio in piazza San Giovanni ma non si fermerà di certo lì. È un giovane uomo cittadino del mondo, che canta in inglese e sogna in napoletano. A Napoli ci sono infatti le sue radici. E lo si vede, lo si percepisce: la sua energia vitale e la sua capacità di riempire l’immensità del palco con una presenza fisica forte e sicura, sorprendente per un esordio, sono tutte partenopee. Perché solo a Napoli, «teatro antico sempre apierto», nasce gente che «scenne p’e’ strate e sape recità».

Si presenta con un intrigante nome d’arte: Jumpeight che include il numero eight, otto, simbolo per eccellenza dell’infinito.  Il suo primo singolo, presentato appunto a San Giovanni, è un pezzo che evoca prospettive inedite. Una sorta di manifesto musicale ed esistenziale. Si chiama Revolution o, forse, Evolution. La grafica del titolo rimanda, infatti, a entrambi i lemmi poiché la R iniziale è in un carattere diverso dal resto del sostantivo, quasi fosse stata aggiunta dopo, come per distrazione o per provocazione. Evidentemente Jumpeight conosce il valore delle parole e ama comporle come fossero note, o allusioni. 

Il testo illumina sul concetto: non c’è rivoluzione autentica che non nasca da un’evoluzione interiore. Un’evoluzione verso la consapevolezza e, soprattutto, verso la libertà: «Now I know what I want for me… I’ve got to be brave, strong and free». Ora so che cosa voglio per me… e devo essere coraggioso, forte e libero. Già: abbastanza coraggioso, forte e libero per agire. La canzone si conclude infatti con un invito energizzante: «We must act», dobbiamo agire. E, in questi tempi difficili e un po’ retrogradi, l’esortazione suona quanto mai attuale.

Parole e musica sono sue, di Jumpeight, che può quindi definirsi a pieno titolo un cantautore. Li interpreta con una voce incisiva, precisa e decisamente virile: nello stesso tempo calda e severa. E ha il dono di un’estensione vocale rara, che muove agevolmente dai toni gravi di un baritono alle timbriche acute, graffianti e “sporche” dell’hard rock.

Bello l’arrangiamento del pezzo e molto bello il suo video clip, che ancora non è stato presentato, ma che abbiamo avuto l’opportunità di vedere in anteprima. È stato interamente girato a Napoli, in una Napoli inedita, aspra, intensa e lontana dalle ovvietà da cartolina. Si avvale di una fotografia sapiente, che privilegia il dialogo tra il bianco e il nero, e di una sceneggiatura tutta simbolica, che riesce a raccontare in pochi fotogrammi il difficile viaggio di scoperta della propria identità.

In sintesi: a star is born. E non sono solo Lady Gaga e Bradley Cooper a essere «far from the shallow now” o lontani dalla superficialità. Succede anche a Napoli, il che non sorprende.

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Cronache

Droga, rotta Albania-Sardegna per rifornire la costa Smeralda

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Un traffico di droga che dall’Albania passava per l’Emilia Romagna e finiva dritto in Costa Smeralda, dove andava ad alimentare lo spaccio nei locali alla moda. Il business e’ stato smantellato dai carabinieri di Sassari e Olbia che oggi hanno eseguito 6 delle otto ordinanze emesse dal gip di Cagliari (due destinatari risultano latitanti) e sequestrato una decina di chili di droga tra cocaina, eroina e marijuana. Le indagini sono partite nel 2016 e gia’ avevano portato ad arresti e sequestri: secondo i carabinieri la banda aveva messo in piedi il traffico tra Albania, Emilia Romagna e Sardegna aveva un duplice obiettivo, rifornire i locali della Costa Smeralda e mettere le mani sul ‘mercato’ destinato ai giovanissimi di Olbia e della provincia di Sassari. Per portare la droga nell’isola, hanno ricostruito gli investigatori, l’organizzazione utilizzava navi di linea da Livorno e Civitavecchia per Olbia e Golfo Aranci, su cui si imbarcavano corrieri albanesi e italiani. Partendo dagli arresti compiuti tra fine 2016 e inizio 2017, gli investigatori hanno stretto il cerchio attorno ad alcuni pregiudicati di Olbia e di Cagliari, considerati lo snodo centrale di una rete estesa sino all’Albania e con basi nel Lazio, in Lombardia e in Emilia Romagna. Col coordinamento della Direzione centrale dei servizi antidroga del Ministero dell’Interno, i carabinieri hanno scoperto l’intera organizzazione: il vertice e’ un narcotrafficante albanese, residente all’estero e gia’ ricercato, mentre il vero promotore dell’organizzazione e’ un cittadino albanese residente a Olbia arrestato oggi.

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Economia

Fisco, 3 milioni di dichiarazioni precompilate ‘fai da te’: martedì il termine per l’invio

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Ancora due giorni per completare la dichiarazione dei redditi precompilata ed inviarla al fisco. Entro martedi’ 23 sara’ possibile accettare la dichiarazione cosi’ come messa a punto dall’amministrazione fiscale o integrarla inviandola direttamente via web all’Agenzia delle Entrate. Grazie alla sempre maggiore accuratezza e soprattutto alla sempre maggiore mole di dati gia’ inseriti dall’Agenzia, gli italiani che scelgono il ‘fai da te’ stanno aumentando e raggiungeranno probabilmente quest’anno i 3 milioni. In caso di errori si potra’ sempre rimediare entro il 25 ottobre, ultimo giorno per presentare, al Caf o professionista abilitato, il 730 integrativo. Una chance in piu’ possibile pero’ solo se l’integrazione comporta un maggiore credito, un minor debito o un’imposta invariata.

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Cronache

Giustizia, l’Anm: no ad una riforma punitiva ed emozionale

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Nella riforma della Giustizia del ministro Bonafede ci sono aspetti ” positivi”, ma anche interventi che tradiscono ” una visione delle criticità del processo penale punitiva per la magistratura”. L’Anm torna a criticare la riforma, che costituisce “una risposta emozionale” alla bufera che ha investito la magistratura.

Il ministro Guardasigilli. Alfonso Bonafede

“Non accettiamo riforme che siano l’ esito di una contingenza drammatica” ha detto il presidente Luca Poniz al Comitato direttivo centrale dell’ Anm. Anche il segretario dell’Anm Giuliano Caputo ha evidenziato il carattere “emozionale” e la volonta’ “punitiva” nei confronti della magistratura sottesi ad alcune norme della riforma, “come se si potessero risolvere i problemi della giustizia attraverso la minaccia di sanzioni disciplinari ai magistrati”. Non solo: “ci preoccupa – ha detto – anche l’idea semplicistica di poter risolvere i problemi del processo, strizzando i tempi, soprattutto delle indagini preliminari, addirittura con la sanzione inedita della discovery degli atti. Ciò significa- ha affermato ancora Caputo- disarticolare il contrasto non solo alla criminalita’ organizzata ma anche ai reati dei colletti bianchi”.

 

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