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Jana Maradona racconta l’abbraccio con il papà a Barbara d’Urso. Ecco alcune foto esclusive su Juorno.it

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Ha abbracciato suo padre per la prima volta a 18 anni: si chiama Jana, di cognome fa Maradona e sarà l’ospite internazionale di Domenica Live, il programma condotto da Barbara d’Urso che torna dopo le festività natalizie con un nuovo orario, prende il via su Canale 5 alle 17,20.

In esclusiva internazionale, la padrona di casa della domenica di Canale 5 accoglie la figlia del calciatore Diego Armando Maradona, Jana Maradona, ospite per la prima volta in uno studio televisivo italiano. La ragazza sarà accompagnata dal fratello Diego Armando Jr.
Nel corso dell’intervista, le immagini mai viste dell’ex pibe de oro nelle inedite vesti di padrino nel giorno del battesimo del nipote, Diego Matias,  il figlio di Diego Armando Jr.

Un inizio 2019 col botto: vi mostriamo le foto della ragazza, il suo abbraccio con il padre, al battesimo del nipotino. Jana è sempre stata sostenuta da Diego junior. Alcuni anni fa il giovane Maradona decise di cercare di capire se aveva qualche sorella o fratello per parte di padre, oltre a Gianina e Dalma, le figlie che el Pibe ha avuto dalla moglie Claudia Villafane. Fu così che venne a sapere dell’esistenza di Jana: la invitò a Napoli e la ragazza in totale riservatezza, con la mamma, fu ospite di Diego e di sua madre Cristiana Sinagra per alcune settimane. Adesso anche Jana sta recuperando un rapporto con suo padre e lo racconterà a Barbara d’Urso durante Domenica Live.

 

 

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La Juventus batte il Milan con un gol di Ronaldo in sospetto fuorigioco e si aggiudica la Super Coppa Italiana a Gedda

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Vince ancora la Juventus e si aggiudica la Supercoppa italiana: sul terreno di gioco di Gedda i bianconeri hanno battuto il Milan per 1 a 0 grazie alla rete realizzata nei primi minuti della ripresa da Cristiano Ronaldo, di testa nell’area piccola su lancio di Pjanic. CR7 si conferma goleador quando serve. Un gol che ha provocato le proteste di Rino Gattuso e del Milan perché viziato dal fuorigioco di CR7: l’arbitro Banti e il suo collaboratore di linea hanno indicato con sicurezza il centro di campo, la convalida del gol e non hanno fatto ricorso al Var. Fatto questo che ha provocato le proteste dei rossoneri.

La tensione è salita e si è arrivati all’espulsione di Kessie per un fallo con piede a martello. Così il Milan, ha giocato con un uomo in meno per buona parte della ripresa. È entrato Higuain, protagonista di una telenovela da calciomercato: abbraccia Gattuso, va, resta, Chelsea si , Chelsea no…ma la sua presenza non ha inciso sul risultato.

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Il Milan vuole la Supercoppa, Gattuso: Higuain? Vinciamo e poi vediamo

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Alla quarta domanda su Gonzalo Higuain, Rino Gattuso si e’ spazientito. Ma le precedenti tre risposte sono bastate a chiarire che l’addio dell’argentino al Milan dopo la Supercoppa italiana e’ un’ipotesi ancora decisamente concreta. “Bisogna capire cosa vuole fare, come sistemare la questione”, ha chiarito l’allenatore. Per questo Leonardo si e’ fermato a Milano, dove ha portato avanti il dialogo con il Genoa per il prestito di Krzysztof Piatek, e non e’ detto che voli in Arabia Saudita in tempo per assistere alla sfida con la Juventus. Nella conferenza stampa di Gedda, Gattuso ha commentato con diplomazia la sede della partita che tante polemiche ha sollevato in Italia: “Ci saranno anche le donne per assistere alla partita, noi siamo qua per fare il nostro lavoro. Per come siamo stati trattati, all’Arabia Saudita va un 10 e lode”. E ha deciso di affrontare di petto il tema Higuain, il giocatore scelto in estate come stella del nuovo corso targato Elliott. Un piano incrinatosi a novembre, nel match di campionato proprio contro la Juventus, che in estate aveva ceduto il giocatore in prestito con diritto di riscatto e ora attende per lui un’offerta del Chelsea.

“Dopo il rigore sbagliato e l’espulsione qualcosa e’ successo nella sua testa, nel suo stato d’animo – e’ sicuro l’allenatore -. Far cambiare idea a un calciatore a volte non e’ facile. Comunque non e’ venuto a dirmi che vuole andare via. Lo sto ancora aspettando. Spero sia una serata importantissima, poi vediamo cosa succedera’. Ma non ci rimarro’ male se andra’ via. Sono stato calciatore, non si puo’ giudicare come ragiona una persona”. In questi giorni Gattuso ha visto l’attaccante “sereno, dentro al progetto, che scherza coi compagni e a volte e’ una radio, non si ferma mai…”. E ha annunciato che sara’ titolare “al 90%: se gioca e’ perche’ lo vedo bene mentalmente”. Patrick Cutrone scalpita ma, almeno per un’ultima partita, al Milan serve il miglior Higuain, anche perche’ nessuno in squadra ha la sua esperienza. “Tanti giocatori sono giovani, voglio vincere per fargli capire che si puo’ spingere ancora di piu’ e costruire qualcosa di importante”, ha detto Gattuso, che esorta il Milan a giocare “senza timore, senza sbracare al primo errore come contro l’Olympiacos”. Questa volta l’avversario e’ ancora piu’ tosto. “Cristiano Ronaldo? Prima faceva show, poi ha smesso e negli ultimi 6-7 anni e’ diventato incredibile. Ora attacca con veemenza, fa le cose per buttare la palla dentro”. Dovra’ limitarlo Alessio Romagnoli, secondo cui il Milan “e’ piu’ maturo e piu’ forte” rispetto alla Supercoppa vinta con la Juventus ai rigori a Doha due anni fa: “Questa coppa puo’ dare una svolta alla stagione”.

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Cronache

Il razzismo, la violenza nel calcio, la differenza tra sospensione e interruzione di una partita e l’ignoranza di chi travisa con malizia le idee di Carlo Ancelotti

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Non se ne può più, anche a Bologna un giocatore di vent’anni l’altro giorno è stato insultato. Ieri a Roma c’erano cori contro Napoli e i napoletani. Oggi gli arresti a Napoli per violenze. Non ha senso. Il calcio italiano non è cambiato, gli ignoranti, i criminali, i maleducati “continuano ad andare negli stadi e per loro serve un corso di educazione, senso civico e rispetto”. L’allenatore del Napoli Carlo Ancelotti nel corso di un intervento all’Università Vanvitelli a Napoli è tornato a parlare del razzismo negli stadi. “Ho avuto la fortuna di stare 9 anni all’estero e queste cose sono state debellate, non si può fare, si deve fare”. E tanto potrebbe fare l’informazione, se fosse uno strumento serio.

 

Ieri lo abbiano sottolineato proprio da questo giornale quando abbiamo sentito porgere al Capo della Polizia Franco Gabrielli una domanda senza senso da un giornalista di una notissima Tv che si occupa di sport. La domanda era, riassumendola, “che cosa dice lei ad Ancelotti che in caso di cori occorre sospendere la partita?”. Davanti a questa domanda stupida, in cui si attribuiscono ad Ancelotti idee che mai ha professato e pensieri che mai ha esplicitato è normale che Gabrielli risponda che “non tocca ad Ancelotti sospendere le partite”.

“Ho sentito dire ‘Ancelotti non puo’ decidere di sospendere una partita’, ma forse quando parlo non mi faccio capire. Non ho mai chiesto di sospendere le partite, so bene che se 60.000 persone devono uscire dallo stadio ci sono problemi. Ma in caso di cori razzisti le partite si devono interrompere, si aspetta qualche minuto e poi si riprende” ha ripetuto per ma millesima volta Ancelotti. “Ho sentito un’intervista del presidente della Federcalcio Gravina – ha spiegato Ancelotti – e so che la federazione sta facendo dei passi per semplificare questa norma. Questo è giusto ma ricordiamoci anche che la norma c’è ed è già applicabile quando c’è un insulto territoriale o razziale e a Milano non è stata applicata. In Bologna-Juve ci sono stati gli insulti a un ragazzo: la partita si ferma temporaneamente, si fa un annuncio, e poi si ricomincia. Si fa cosi’ anche per la pioggia, nel 2000 aspettammo due ore per riprendere”.

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