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James Murdoch si dimette dal board di News Corp

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James Murdoch si e’ dimesso dal board di News Corp, lasciando definitivamente ogni ruolo formale nell’impero dei media fondato da suo padre Rupert Murdock. “Le mie dimissioni sono dovute a divergenze sulla pubblicazione di alcuni contenuti editoriali e su altre decisioni strategiche”, ha spiegato James Murdoch in una nota.  James Murdoch, 47 anni, e’ il piu’ giovane dei figli del magnate australiano dei media Rupert. Il fratello Lachakn Murdoch e’ dal 2018 il numero uno di Fox Corporation a cui fanno capo Fox News, Fox Business e il resto della rete televisiva di Fox. News Corp, dal cui board si e’ dimesso James, raggruppa invece i giornali dell’impero Murdoch, tra cui quotidiani come il Wall Street Journal e tabloid come il Sun of London e il New York Post, oltre a diverse altre pubblicazioni nel Regno Unito e in Australia.

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Così è morto Diego Maradona, perquisite casa e studio del medico Lepoldo Luque indagato per omicidio colposo

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Nuova brusca accelerazione nell’inchiesta sul decesso di Diego Armando Maradona. Il procuratore generale di San Isidro, John Broyad, e il procuratore di Benavídez, Laura Capra, si stanno dividendo le attività investigative: hanno richiesto l’elenco delle cure mediche a cui, dopo le dimissioni dalla clinica Olivos, era sottoposto Dieguito. La Procura Generale di San Isidro vuole bruciare le tappe d’indagine. È stata disposta l’acquisizioni di prove sulla morte del campione suola base delle dichiarazioni testimoniali delle tre figlie femmine di Maradona: Dalma, Gianina e Jana. Le tre figlie di Diego hanno chiesto di verificare quali farmaci il medico Lepoldo Luque faceva assumere al loro padre dopo prima e dopo le dimissioni per l’operazione alla testa per la riduzione di un grumo di sangue. Sulla base di queste dichiarazioni, il procuratore di San Isidro, John Broyd, ha fatto  perquisire l’abitazione e lo studio del medico Leopoldo Luque, per capirci l’uomo che pur non essendo a casa di Maradona, richieste l’intervento di un’ambulanza. Trenta agenti di polizia si sono presentati nel quartiere di Adrogué e nella clinica-studia di avenida del Libertador ed hanno portato via cartelle cliniche e ogni documento utile riferito a Diego Armando Maradona. É evidente che sulla base di queste acquisizioni, la procura ha iscritto Luque sul registro degli indagati. Alla stato l’ipotesi di reato è di omicidio colposo.  Diego potrebbe non aver ricevuto l’assistenza sanitaria indispensabile per la fase post operatoria. Si tratta però di contestazioni formali che andranno provate con circostanze di fatto.

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Maradona, l’ultimo messaggio d’amore per il figlio Diego Fernando prima di morire

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Triste, solitario y final avrebbe detto il grande scrittore argentino Osvaldo Soriano di questo tratto finale della vita di Diego Armando Maradona. El Diez era un uomo solo. Molti della corte dei miracoli che l’ha circondato in questi ultimi anni, ne ha gestito vita e risorse economiche si era già dissolta prima che Diego passasse a miglior vita. Maradona aveva lo sguardo spento di chi sente di aver consumato tutto il suo tempo terreno. Ci sono più indizi che raccontano di questa condizione psicologica in cui Diego si dibatteva: depresso, morto dentro, rinchiuso in questa casa chiamata Italia in un quartiere borghese di Buenos Aires; occhi che sorridevano e gioia di vivere, voglia di nuovo futuro quando era al telefono o in videochiamata con Diego Junior, il figlio ritrovato a Napoli. Diego in Argentina era stato “isolato”. Rinchiuso in questa prigione dorata con infermieri, uno psicologo, un medico. Diego Junior l’aveva visto in videochiamata prima che contraesse il covid e l’aveva visto sorridente, appena uscito dall’operazione al cervello. Il suo papà parlava di futuro, di incontrarsi presto. Poi questo virus subdolo e infame l’ha prima bloccato a letto (Diego Junior), poi spinto in ospedale, quindi ridotto quasi in fin di vita. Diego Junior in 20 e passa giorni non ha mai più sentito il padre e mai l’ha chiamato al telefono “perchè non volevo che sapesse delle mie condizioni di salute”. Diego Junior non voleva dare preoccupazioni al papà appena uscito da una operazione difficile. “Ci dovevamo vedere a Buenos Aires. Ci andrò appena i miei polmoni me lo consentiranno, ma mio padre lo vedrò al cimitero” dice Dieguito.

Che Diego Maradona non ce la facesse più, che fosse stanco di vivere, lo dimostrerebbe un messaggio vocale  spedito nei giorni scorsi a Mario Baudry, attuale compagno dell’ex fidanzata Veronica Ojeda, mamma di Diego Fernando Maradona, un bimbo di 7 anni riconosciuto dal Pibe. Questo messaggio è stato reso noto nel corso di una trasmissione storica in Argentina, Secretos Verdaderos, su America tv, condotto da Luis Ventura che ha avuto come ospite il giornalista Paulo Vilota, dedicato a Maradona. Si sente la voce stanca, impastata del Pibe che con toni molto cortesi, garbati, si rivolge al compagno di Veronica Ojeda per chiedergli di occuparsi di Diego Fernando e della sua ex compagna.

Diego è poi morto, ma prima di morire si è sincerato delle condizioni di salute della madre del suo bambino, Verònica Ojeda, appena uscita dall’incubo covid e voleva assicurarsi che questo Mario Baudry avesse cura del figlio di 7 anni Diego Fernando, “il mio angelo” lo definisce.

Il tempo si incaricherà di fornirci ogni prova della morte di un uomo che è storia, leggenda. La vita di Maradona la racconteranno poi gli storiografi e scriveranno pagine di storia su quest’uomo arrivato come Bergoglio dall’altra parte del mondo per dare gioia soprattutto a schiere di poveri, disperati, diseredati, appassionati di Napoli e di tutte le periferie del mondo.

Maradona. El Pibe col suo bambino Diego Fernando

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Maradona, indagato con l’accusa di ‘omicidio colposo’ il medico personale Leopoldo Luque

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 Svolta nelle indagini sulla morte di Diego Armando Maradona. Si accende infatti il versante giudiziario della scomparsa del campione argentino: il battaglione di magistrati, pm e procuratori che hanno raccolto da mercoledi’ molta documentazione, nonche’ numerose testimonianze, ha annunciato che il dossier su cui lavorano non riguarda piu’ semplici ‘Verifiche sulla morte di Diego Armando Maradona’, ma apre all’ipotesi di ‘omicidio colposo’. Per il quale c’e’ gia’ un indagato, ed e’ il medico personale del campione scomparso, Leopoldo Luque. Ironia della sorte il neurochirurgo che ha operato il Pibe de oro si chiama come l’attaccante del River Plate, che soffio’ il posto a un allora giovanissimo Maradona nella lista dei convocati dell’allora ct Cesar Luis Menotti per i Mondiali del ’78. Quel Luque di 42 anni fa si fregio’ del titolo iridato vinto in casa dall’ Albiceleste’ e il diciassettenne Diego rimase a casa. Maradona si dispero’ per quell’esclusione che Menotti aveva avallato. Luque, il medico al quale sono sequestrati computer e telefonini,, pero’ si difende a spada tratta spiegando di aver fatto “tutto il meglio che potevo per Diego. Ho fatto piu’ del dovuto, non meno. Ogni volta ci riunivamo per capire cosa fosse meglio per Maradona, e non potevamo andare contro la sua volonta’. Io non posso obbligare un paziente e ricoverarlo in un manicomio se non ho un parere in questo senso da uno psichiatra. Senza Diego niente poteva essere fatto. Allora perche’ adesso non indagano su chi era Maradona?”. “”Non ci sono errori medici – si difende Luque -. Maradona ha avuto un attacco cardiaco, e purtroppo e’ la cosa piu’ comune del mondo morire cosi'”. L’inchiesta intanto potrebbe svelare altre sorprese: l’entourage del campione e’ convinto che quella scoperta e’ solo la la punta di un iceberg di una vicenda che potrebbe rivelare numerosi scheletri negli armadi. E coinvolgere varie persone finora insospettabili, fra medici, amici e parenti. Una squadra di decine di agenti e giudici ha perquisito la residenza di Adrogue’, in provincia di Buenos Aires, del professionista, e la sua clinica nella capitale, notificando all’interessato la sua veste di ‘indagato’ per una possibile ipotesi di “trascuratezza nell’assistenza”. Al momento non sono formulate accuse specifiche, ma si parla comunque di ‘omicidio colposo’. Lo sviluppo nelle indagini arriva dopo che gli inquirenti hanno acquisito le testimonianze di un infermiere dello staff di assistenza di Maradona e della sua cuoca fidata, ‘Monona’. E anche dopo aver ascoltato tre figlie del ‘Diez’: Dalma, Giannina e Jana. Luque, con Maradona da cinque anni, e’ uno specialista in neochirurgia, ed ha realizzato, fra mille difficolta’ per ottenere l’assenso, l’operazione alla testa del ‘pibe de oro all’inizio di novembre volta a rimuovere un ematoma subdurale. Comunque, le indagini hanno appurato che il medico non si era piu’ recato nella villa del quartiere di San Andre’s nella zona di Tigre, dove Maradona trascorreva la sua convalescenza, dopo una lite il 19 novembre, con grida e insulti arrivata anche alle mani, secondo quanto riferito dall’infermiere e anche dalla cuoca. Uno dei magistrati che sta svolgendo le indagini ha confermato all’agenzia statale Telam che “questa storia e’ stata messa agli atti, come uno dei tanti incidenti a riprova di quanto fosse difficile avere a che fare con Maradona”. Va segnalato infine che secondo il quotidiano ‘La Nacion’, Luque fu coinvolto in un processo per omicidio avvenuto la notte del Nuovo Anno del 2011, e che riguardo’ l’uccisione di una persona da parte di due suoi cognati e un fratello. Ma il giudice, alla fine, lo assolse.

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