Economia
Italgas accelera sul biometano: nuovo impianto in Veneto alimenta 2.400 famiglie
Italgas inaugura a Porto Tolle la connessione di un nuovo impianto di biometano: 2,2 milioni di metri cubi annui da scarti agricoli. Obiettivo 1,2 miliardi entro il 2031.
Italgas accelera sul biometano e inaugura in Porto Tolle la connessione alla rete di un nuovo impianto capace di trasformare scarti agricoli in energia rinnovabile per circa 2.400 famiglie. L’impianto, realizzato dall’azienda agricola Canella Giancarlo, immette in rete 2,2 milioni di metri cubi annui di biometano grazie a un processo di digestione anaerobica.
Il collegamento alla rete e il quadro regolatorio
Il collegamento avviene tramite un nuovo tratto di rete di circa 100 metri, nell’ambito del quadro regolatorio definito da ARERA. Un’infrastruttura dedicata che consente l’integrazione immediata del gas rinnovabile nella rete di distribuzione.
Le parole del management
Per Pier Lorenzo Dell’Orco, amministratore delegato di Italgas Reti, “il biometano è una grande opportunità per l’Italia e dobbiamo coglierla adesso”. Il manager sottolinea il ruolo propulsivo del PNRR e l’esigenza di un quadro regolatorio stabile e incentivante per sostenere il momentum degli investimenti.
Italgas come abilitatore dei gas rinnovabili
Con questa attivazione, Italgas — che vanta la rete di distribuzione più estesa e digitalizzata d’Europa — rafforza il proprio ruolo di abilitatore dei gas rinnovabili. Lo scorso 2 ottobre, a Sestu, è stato inaugurato Hyround, primo impianto italiano di idrogeno verde collegato direttamente a una rete cittadina.
Numeri in crescita e obiettivi
Gli impianti di biometano già connessi alla rete Italgas sono 12 e consentono oggi l’immissione di circa 20 milioni di metri cubi annui. “Con Porto Tolle — spiega Dell’Orco — abbiamo già connesso una decina di impianti e altri 50 arriveranno entro la metà del 2026”. L’obiettivo strategico è ambizioso: raggiungere 1,2 miliardi di metri cubi annuiimmessi in rete entro il 2031.
La rete del futuro
Nel Piano Strategico 2025-2031, Italgas sta completando la trasformazione delle proprie infrastrutture in una rete remotizzata, intelligente e flessibile, pronta ad accogliere quote crescenti di biometano, idrogeno e metano sintetico. “Il percorso di decarbonizzazione — conclude Dell’Orco — è solo all’inizio”.
Economia
Mps incorpora Mediobanca, via libera dei cda alla fusione con concambio 2,45 azioni
I cda di Mps e Mediobanca approvano la fusione per incorporazione. Concambio fissato a 2,45 azioni Mps per ogni titolo Mediobanca e aumento di capitale fino a 1,6 miliardi.
Economia
Volkswagen chiude il 2025 in utile ma con profitti dimezzati: tagli fino a 50mila posti entro il 2030
Volkswagen chiude il 2025 con utili in calo ma resta in attivo. Il gruppo annuncia un piano di risparmi e tagli fino a 50mila posti di lavoro entro il 2030.
Volkswagen riesce a chiudere il 2025 in attivo, a differenza di alcuni rivali europei come Stellantis e Renault. Il gruppo tedesco, secondo l’amministratore delegato Oliver Blume, è riuscito a restare “in carreggiata” nonostante un contesto industriale complesso.
L’utile netto si è però quasi dimezzato, passando da 12,4 miliardi a 6,9 miliardi di euro, il livello più basso registrato dal 2016.
Vendite e ricavi in lieve calo
Nel corso dell’anno le vendite del gruppo sono scese dello 0,2%, attestandosi a 9,02 milioni di veicoli.
I ricavi sono diminuiti dello 0,8% a 321,9 miliardi di euro, mentre il margine operativo lordo è sceso da 37,96 a 32,1 miliardi.
Il risultato operativo ha registrato una contrazione più marcata, pari al 53,5%, fermandosi a 8,9 miliardi di euro. Secondo l’azienda, il calo è legato principalmente a svalutazioni e all’impatto dei dazi statunitensi.
Migliorano liquidità e flussi di cassa
Nonostante il calo dei profitti, Volkswagen ha registrato alcuni indicatori finanziari in miglioramento.
Il flusso di cassa netto è cresciuto dell’1,3% arrivando a 6,4 miliardi di euro, mentre la liquidità netta è salita leggermente a 34,5 miliardi.
È tornato inoltre positivo l’utile finanziario, pari a 439 milioni di euro, rispetto alla perdita di 2,25 miliardi registrata nell’esercizio precedente.
Dividendo ridotto per gli azionisti
Il consiglio di amministrazione ha proposto agli azionisti un dividendo in calo del 17%.
La cedola prevista è di 5,26 euro per le azioni privilegiate e di 5,2 euro per quelle ordinarie, mantenendo però invariata la politica di distribuzione pari al 30% dell’utile netto.
Piano di riduzione dei costi e tagli occupazionali
Nel messaggio agli azionisti il gruppo ha indicato che il processo di riorganizzazione non è ancora concluso.
Volkswagen prevede infatti una riduzione fino a 50mila posti di lavoro entro il 2030. Nel 2025 il numero dei dipendenti è già diminuito del 2%, scendendo a 662.900 unità.
Accordi sindacali precedenti avevano già previsto un taglio di 35mila posti.
I risparmi previsti entro il 2030
Secondo Blume il gruppo ha realizzato risparmi per circa un miliardo di euro nel 2025.
L’obiettivo è raggiungere oltre 6 miliardi di euro di risparmi annuali entro il 2030 attraverso interventi strutturali sui costi e sull’organizzazione del gruppo.
Nuova fase di trasformazione industriale
Per Volkswagen il 2026 segnerà una nuova fase della trasformazione industriale.
Il gruppo intende adattare il proprio modello di business a un mercato automobilistico profondamente cambiato, continuando a investire nello sviluppo di nuovi modelli e nella mobilità elettrica.
Tra gli obiettivi indicati da Blume figura il lancio di veicoli elettrici più accessibili ma dotati di tecnologie di fascia alta.
La strategia tecnologica e il mercato cinese
Volkswagen punta anche sull’innovazione tecnologica.
Il gruppo sta sviluppando il suo primo chip di intelligenza artificiale e ha avviato la produzione della piattaforma di batterie “unified cell” tramite la controllata PowerCo.
Parallelamente il gruppo rafforza la sua presenza in Cina, dove prevede di lanciare entro il prossimo anno circa 30 nuovi modelli con i suoi cinque marchi, con l’obiettivo di esportare questa strategia anche in altre regioni del mondo.
Economia
Fusione Mps-Mediobanca, i cda esaminano il progetto: concambio atteso attorno a 2,2 azioni
I consigli di amministrazione di Mps e Mediobanca esaminano il progetto di fusione. L’operazione porterebbe Mediobanca a essere assorbita nel Monte dei Paschi con concambio stimato attorno a 2,2 azioni.


