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Economia

Ita: mossa di Msc e Lufthansa, puntano alla maggioranza

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Il gruppo delle spedizioni e logistica Msc e il colosso dei cieli Lufthansa uniscono le forze per rilevare la maggioranza di Ita Airways. Le due societa’ hanno infatti presentato una manifestazione di interesse, chiedendo un periodo di esclusiva di 90 giorni. Una mossa che ora dovra’ passare al vaglio del Tesoro, azionista al 100%, per poi essere esaminata da un prossimo cda dell’aviolinea. Ad ufficializzare la decisione delle due societa’ e’ stata Msc, che in una nota diffusa nel tardo pomeriggio, ha svelato le carte, annunciando di aver manifestato oggi al Governo italiano il proprio interesse ad acquisire una quota di maggioranza in Ita Airways: l’obiettivo e’ quello “di realizzare una partnership con il Governo italiano e la compagnia Lufthansa come partner industriale del progetto”, spiega il gruppo svizzero gestito dalla famiglia Aponte, facendo sapere anche che Lufthansa ha gia’ manifestato il suo interesse a prendere parte all’iniziativa. Msc e Lufthansa chiedono quindi periodo di esclusiva di 90 giorni lavorativi, soggetto ad approvazioni regolatorie e due diligence. Ita Airways conferma di aver ricevuto oggi la manifestazione di interesse da parte delle due societa’ per acquisire la maggioranza, lasciando che il governo italiano mantenga una quota di minoranza. Di fatto, Lufthansa diventerebbe il partner industriale, mentre i termini della partecipazione di Msc – che e’ la prima compagnia di gestione di linee cargo a livello mondiale oltre ad avere anche un’attivita’ charter e una parte croceristica – alla partnership (come concordato dalla societa’ di navigazione con Lufthansa) sara’ definita durante la due diligence. Una possibile accelerazione sul tema dell’alleanza era nell’aria: da giorni infatti circolavano indiscrezioni su una stretta da parte della compagnia tedesca che sarebbe stata pronta a rilevare il 40% del capitale e l’annuncio sarebbe arrivato in settimana. Una precisazione della compagnia nel fine settimana aveva pero’ fatto capire che prima della presentazione del piano strategico attesa al cda del 31 gennaio e l’apertura della data room nei giorni successivi, non erano ipotizzabili novita’ in fatto di alleanze. Indiscrezioni su cui e’ stata interpellata in mattinata anche la Commissione Ue, che ha preferito non commentare notizie di stampa, facendo pero’ notare che Lufthansa, ora che ha rimborsato “oltre il 75% dell’aiuto” ricevuto da Berlino per la sua ricapitalizzazione, puo’ tornare a fare acquisizioni, perche’ il divieto imposto nel 2020 e’ ora revocato. Ita si dice “soddisfatta che il lavoro svolto in questi mesi per offrire le prospettive migliori alla societa’ stia cominciando ad avere i risultati attesi, ovvero una compagnia riconosciuta valida per partner di calibro internazionale sia sul trasporto passeggeri che sul cargo”. L’operazione, fanno notare da ambienti vicini all’aviolinea, dimostra il lavoro fatto in silenzio dal presidente Alfredo Altavilla per tessere le relazioni con le due societa’: una eventuale partnership con Msc e Lufthansa porterebbe un’integrazione sul fronte dei passeggeri, sul fronte del cargo, sul fronte dei charter, oltre alla sinergia su costi e acquisti, ma permetterebbe anche di salvaguardare Malpensa dal punto di vista del cargo. Un’operazione di privatizzazione, garantendo l’italianita’ con il mantenimento di una quota pubblica. Ora la palla passa all’azionista di Ita, il Mef, che deve dare il proprio ok alla manifestazione di interesse. I cui dettagli verranno poi esaminati da un prossimo cda dell’aviolinea. Se ci fosse un semaforo verde, si potrebbe procedere all’apertura della data room, cui le due societa’ avranno accesso esclusivo per i prossimi tre mesi. L’obiettivo sempre confermato dei vertici di Ita e’ di definire l’alleanza entro meta’ anno.

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Moda: Marco De Vincenzo nuovo direttore creativo di Etro

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Marco De Vincenzo e’ il nuovo direttore creativo di Etro, la maison del lusso fondata nel 1968 da Gerolamo Etro e ora controllata dal fondo di private equity L Catterton. Dal primo giugno – si legge in una nota – De Vincenzo coordinera’ le diverse collezioni donna, uomo e home. Il debutto di Marco De Vincenzo alla guida stilistica della maison avverra’ con la collezione donna primavera/estate 2023 durante la prossima edizione di Milano Moda Donna a settembre 2022.  Dopo il diploma all’Istituto Europeo di Design di Roma, nel 2000, De Vincenzo ha iniziato una lunga collaborazione con Fendi per le linee accessori per poi lanciare la sua linea eponima di pret-a’-porter femminile nel 2009, anno in cui ha vinto il concorso per i nuovi talenti ‘Who is on Next?’ organizzato da Altaroma in collaborazione con Vogue Italia. Veronica, Kean e Jacopo Etro hanno confermato la collaborazione con la maison per continuare la strategia di sviluppo del brand in partnership con L Catterton. Fabrizio Cardinali, ceo di Etro, ha dichiarato: “Nell’ambito del nuovo corso del brand, accogliamo con entusiasmo l’ingresso di Marco De Vincenzo. Grazie alla sua sensibilita’ per colori, stampe e tessuti, siamo sicuri che Marco sapra’ interpretare al meglio lo straordinario heritage di Etro con nuove declinazioni per le diverse collezioni del brand, dando anche un nuovo impulso al mondo degli accessori”.

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Guerra e incertezza azzoppano la crescita dell’industria

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Il clima di incertezza, la guerra in Ucraina e il continuo rialzo dei prezzi energetici, si abbattono sulle previsioni di crescita dell’industria italiana. In pochi mesi la stima del fatturato della manifattura si e’ ridotta di un terzo scendendo a +1,5% rispetto al +4,9% delle previsioni di ottobre 2021. L’anno scorso la manifattura italiana, dopo il forte calo provocato dalla pandemia, e’ riuscita a mettere a segno un rimbalzo, raggiungendo i livelli pre-covid. Il fatturato – secondo l’analisi dei settori industriali di Intesa Sanpaolo e Prometeia – ha segnato un +5,4% sul 2019, superando la soglia record di 1.000 miliardi. Ma la crescita ha iniziato a subire i primi rallentamenti per effetto del rincaro dei prezzi delle materie prime e dei costi dell’energia. A questo si e’ poi aggiunta la guerra in Ucraina che ha portato ad un calo della fiducia delle imprese e delle famiglie, con una prospettiva negativa sulla produzione e sui consumi. C’e’ un quadro ricco di “fortissime incertezze, e non solo legate alla guerra in Ucraina. Ci sono molte incertezze che conducono l’economia mondiale verso un tendenziale rallentamento, con rischi di recessione”, spiega Gregorio De Felice, capo economista di Intesa Sanpaolo. Guardando ai singoli settori manifatturieri si registra un ridimensionamento piu’ consistente delle previsioni di crescita per i produttori di beni durevoli. Nelle ultime tre posizioni della classifica per il 2022 si posizionano, infatti, i produttori di mobili (con una stima di fatturato deflazionato stazionario sul 2021), elettrodomestici (-0,8%) e autoveicoli e moto (-0,9%). All’erosione del reddito disponibile dei consumatori si deve anche la significativa revisione al ribasso della crescita 2022 per il sistema Moda (+1,7%), largo consumo (+1,5%) e, in misura minore, alimentare e bevande (+0,3%), comparti che subiranno gli effetti dalla corsa dell’inflazione. Per contro, le prospettive restano positive, sebbene meno brillanti, per i settori che continueranno a ricevere impulsi dal Pnrr e dagli investimenti gia’ programmati per la transizione green e digitale: Prodotti e materiali da costruzione (+5%), meccanica (+3,8%), elettrotecnica (+3,2%) ed elettronica (+2,4%). Sostanzialmente stabile, infine, la farmaceutica (+1,3%). L’analisi di Intesa Sanpaolo e Prometeia guarda anche alle prospettive future. Se non ci saranno ulteriori escalation della guerra in Ucraina, il manifatturiero e’ atteso crescere del 2,6% medio annuo nel 2023-2026, una performance che segna un deciso cambio di passo rispetto al ventennio pre-Covid.

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Trasporti:Grimaldi, Marebonus e Ferrobonus siano strutturali

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“Chiediamo che dal 2022 al 2030 Marbonus e Ferrobonus diventino strutturali, aumentando lo stanziamento ad almeno 100 milioni di euro all’anno per ciascuna misura”. Cosi’ il presidente di Alis, Guido Grimaldi, in occasione dell’evento “Alis on tour”. “Transizione ecologica – ha spigato – vuol dire transizione modale, intermodalita’, con il sostegno di contributi come Marebonus e Ferrobonus, che hanno permesso al Paese di sottrarre nel 2021 5,6 milioni di camion dalle strade, ma soprattutto hanno fatto risparmiare alle famiglie italiane 3,4 miliardi per i prodotti di largo consumo e beni di prima necessita’”. “Sempre nel 2021, grazie all’intermodalita’, le emissioni di Co2 sono state ridotte di 4,8 milioni di tonnellate, risparmiando 2,2 miliardi in termini di costi di esternalita’”, ha osservato Grimaldi. “In questi ultimi due anni i nostri imprenditori non hanno avuto ristoro rispetto a perdite economiche molto importanti”, ha proseguito, evidenziando come “gasolio e Ifo” siano “aumentati del 450%”, ma “grazie ai nuovi investimenti, alla collaborazione e al supporto degli operatori di Alis, i noli sono aumentati solo del 20% nel settore Ro-Ro, contro il +400% del settore container e il +500% delle navi porta merci alla rinfusa”. Grimaldi ha poi parlato del sistema di tassazione Eu Ets, spiegando come “sta per partire una tassa che rischia di creare enormi danni, perche’ farebbe fare un salto indietro di 30 anni alle autostrade del mare, in quanto andrebbe a tassarle a discapito di altre modalita’”.

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