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Cronache

Ischia, sul traghetto il turismo viaggia con la monnezza

Sui traghetti passeggeri della tratta Pozzuoli-Casamicciola vengono imbarcati anche camion adibiti al trasporto dei rifiuti. Le immagini mostrano un addetto spruzzare un prodotto sull’autocompattatore prima della partenza. Restano aperte domande su autorizzazioni, controlli, condizioni igieniche e compatibilità con il traffico turistico e commerciale.

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A Ischia l’accoglienza turistica ha scoperto una nuova fragranza: “Eau de autocompattatore”. Note di testa agrumate, cuore di rifiuto urbano e un persistente fondo di percolato. Il tutto servito nel garage di un traghetto passeggeri sulla tratta Pozzuoli-Casamicciola.

Da mesi, nel pieno della stagione turistica, sulle navi che collegano la terraferma con l’isola vengono imbarcati anche camion destinati al trasporto dei rifiuti. Gli stessi traghetti sui quali viaggiano famiglie, bambini, pendolari, automobili e mezzi commerciali che riforniscono Ischia di merci e, secondo quanto segnalato, anche di derrate alimentari.

Le immagini mostrano gli autocompattatori sistemati nel garage insieme agli altri veicoli. Quello che un filmato non può restituire è l’odore, descritto dai passeggeri come insopportabile e capace di raggiungere anche gli spazi destinati alle persone.

Il deodorante prima dell’imbarco

Il secondo video aggiunge un particolare che potrebbe sembrare tratto da una commedia, se non fosse tutto vero. Prima dell’imbarco un addetto spruzza sul camion un prodotto nebulizzato, presumibilmente destinato a ridurre o coprire i cattivi odori.

Una sorta di ultimo ritocco prima della passerella: una spruzzata, una chiusa allo sportello e il camion della monnezza è pronto a salire a bordo insieme ai turisti.

Non sappiamo quale prodotto venga utilizzato né possiamo stabilirne la funzione tecnica dalle sole immagini. Ma la scena pone una domanda elementare: se è necessario “profumare” un autocompattatore prima di farlo salire su una nave passeggeri, forse il problema non è il profumo. È l’autocompattatore.

È tutto regolare?

Il trasporto marittimo dei rifiuti non è vietato in assoluto, neppure sulle navi passeggeri. È però sottoposto a norme, autorizzazioni e prescrizioni precise, che riguardano la classificazione del carico, la documentazione, le condizioni del mezzo, la tenuta contro eventuali perdite, la pulizia e la ventilazione dei locali della nave.

Per questo non è possibile stabilire dai soli video se siano state violate disposizioni di legge. È invece possibile — e doveroso — chiedere pubblicamente se tutte le condizioni previste siano rispettate.

Quali rifiuti trasportano questi camion? Sono classificati come non pericolosi? I mezzi sono perfettamente chiusi, lavati e privi di perdite? Quali controlli vengono effettuati prima dell’imbarco? La ventilazione del garage è adeguata? Esistono autorizzazioni specifiche della Capitaneria di porto? Ed è considerata compatibile la presenza contemporanea di autocompattatori, passeggeri e veicoli che trasportano merci destinate al consumo?

Un problema anche d’immagine

C’è poi una questione che non richiede codici né formulari. Ischia vive di turismo e dovrebbe tutelare con particolare attenzione la qualità dei collegamenti marittimi, soprattutto nei mesi estivi.

Accogliere chi arriva sull’isola con la puzza dei camion dei rifiuti non è soltanto sgradevole. È un pessimo biglietto da visita e offre l’immagine di un territorio incapace di separare servizi essenziali, che devono evidentemente essere garantiti, dal trasporto dei passeggeri.

I rifiuti devono lasciare l’isola, su questo non c’è dubbio. Ma sarebbe ragionevole prevedere corse dedicate, orari riservati o modalità capaci di evitare questa promiscuità. Non può essere una spruzzata di deodorante a risolvere un problema organizzativo.

Attendiamo quindi una risposta dalla compagnia di navigazione, dalle amministrazioni interessate e soprattutto dalla Capitaneria di porto. Per sapere se sia tutto perfettamente autorizzato e conforme alle prescrizioni.

Perché tra il profumo del mare e quello della monnezza, almeno ai turisti, dovrebbe essere ancora consentito scegliere.

Giornalista. Ho lavorato in Rai (Rai 1 e Rai 2) a "Cronache in Diretta", “Frontiere", "Uno Mattina" e "Più o Meno". Ho scritto per Panorama ed Economy, magazines del gruppo Mondadori. Sono stato caporedattore e tra i fondatori assieme al direttore Emilio Carelli e altri di Sky tg24. Sono stato direttore responsabile di Fortune Italia. Ho scritto libri: "Monnezza di Stato", "Monnezzopoli", "I sogni dei bimbi di Scampia" e "La mafia è buona". Ho vinto il premio Siani, il premio cronista dell'anno e il premio Caponnetto come giornalista scomodo alla mafia.

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Cronache

Omicidio Diabolik, la Dda indica Michele Senese come mandante: sette arresti

Sette misure cautelari per l’omicidio di Fabrizio Piscitelli. Secondo la Dda, Michele Senese avrebbe dato l’assenso all’agguato per riaffermare il controllo del clan sul narcotraffico romano.

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La regola attribuita al clan Senese sarebbe stata brutale: «O paghi o muori». E chi avesse tentato di entrare nel traffico della droga senza autorizzazione avrebbe potuto fare la stessa fine di Fabrizio Piscitelli, conosciuto come Diabolik: ucciso su una panchina del Parco degli Acquedotti.

A oltre sette anni dall’omicidio che sconvolse Roma, la Procura capitolina individua nel vertice del gruppo criminale il presunto mandante dell’agguato del 7 agosto 2019. Carabinieri e Polizia hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di sette persone. Tre sarebbero state coinvolte nell’organizzazione dell’azione.

Le contestazioni sono ancora sottoposte al vaglio giudiziario e per tutti gli indagati vale la presunzione di innocenza fino a una sentenza definitiva.

Il «preventivo assenso» di Michele Senese

Per i magistrati della Direzione distrettuale antimafia, il «mandante apicale» sarebbe Michele Senese, detto ’O pazz, detenuto da oltre dieci anni.

Secondo l’accusa, Senese avrebbe fornito il «preventivo assenso determinante» all’eliminazione dell’ex leader degli Irriducibili della Lazio. L’omicidio sarebbe servito a riaffermare l’autorità del clan su Piscitelli, considerato ormai autonomo e ingombrante nel narcotraffico.

Nell’ordinanza, composta da quasi 800 pagine, il gip sostiene che la morte di Diabolik avrebbe prodotto un vantaggio per il clan: ribadire l’obbligo per affiliati e soggetti vicini all’organizzazione di versare una parte dei profitti illeciti ed eliminare un concorrente nel mercato della droga.

La rottura sul traffico di stupefacenti

Piscitelli, pur considerato vicino ai Senese, avrebbe progressivamente conquistato una propria autonomia nella gestione del traffico di stupefacenti. Avrebbe inoltre versato al gruppo somme giudicate troppo basse rispetto ai guadagni delle sue attività.

Questa condotta, secondo la ricostruzione della Procura, avrebbe provocato una frattura insanabile con il clan.

Bennato indicato come organizzatore

Tra i destinatari della misura cautelare c’è Leandro Bennato, ritenuto dagli investigatori uno dei principali organizzatori dell’agguato. Sarebbe stato lui a deliberare l’eliminazione di Piscitelli, visto come un concorrente nel mercato della cocaina e un ostacolo agli interessi criminali nell’area della Tuscolana.

Secondo l’accusa, Bennato avrebbe accompagnato sul luogo dell’omicidio, a bordo di uno scooter rubato, Raul Esteban Calderon, indicato nelle indagini come esecutore materiale ma successivamente assolto in appello da questa accusa.

L’appuntamento sulla panchina

Un ruolo centrale viene attribuito anche ad Alessandro Capriotti, descritto dagli investigatori come broker della cocaina e intermediario nell’organizzazione del delitto.

Sarebbe stato lui a fissare l’appuntamento con Piscitelli la sera del 7 agosto 2019, conducendolo alla panchina del parco di via Lemonia dove ad attenderlo c’era un uomo travestito da runner. Diabolik venne ucciso con un colpo di pistola alla testa.

La guerra tra gruppi criminali

Il gip descrive gli arrestati come soggetti di «elevatissima caratura criminale». Dalle indagini sarebbe emersa anche la contrapposizione tra il gruppo albanese riconducibile a Elvis Demce e quello riferibile a Giuseppe Molisso e Leandro Bennato, sotto l’egida dei Senese.

Ulteriori fatti di sangue, secondo il giudice, sarebbero stati evitati soltanto grazie ai numerosi arresti eseguiti negli ultimi anni. In un’intercettazione viene citato anche un messaggio minaccioso rivolto a Demce: «Vengo su con i carri armati».

Gli affari nella ristorazione

L’inchiesta ricostruisce inoltre presunti rapporti economici tra esponenti delle famiglie Senese e Caroccia nel settore della ristorazione, con contatti e progetti imprenditoriali risalenti almeno al 2017.

Nell’ordinanza viene citato Mauro Caroccia, indagato per riciclaggio nel procedimento relativo al ristorante Bisteccheria d’Italia. In passato l’ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro, estraneo all’inchiesta e non indagato, aveva detenuto quote della società.

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La Dda di Roma indica Michele Senese come presunto mandante dell’omicidio di Fabrizio Piscitelli, noto come Diabolik.

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Omicidio Diabolik, sette misure cautelari: per la Dda Michele Senese avrebbe autorizzato l’eliminazione di Fabrizio Piscitelli.

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Sette misure cautelari per l’omicidio di Fabrizio Piscitelli. Secondo la Dda, Michele Senese avrebbe dato l’assenso all’agguato per riaffermare il controllo del clan sul narcotraffico romano.

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Ranucci smentisce la «chat segreta»: «È una campagna di fango contro di me»

Sigfrido Ranucci nega su Facebook l’esistenza di una chat segreta con la compagna di Valter Lavitola e accusa alcuni giornali di alimentare una campagna contro di lui.

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Sigfrido Ranucci respinge l’esistenza di una presunta «chat segreta» tra una sua collaboratrice e Natàlia, compagna di Valter Lavitola. Il giornalista affida a Facebook una dura replica alle ricostruzioni circolate sulla vicenda.

«Non esiste alcuna chat segreta. È stata inviata un’ordinanza già pubblica, su mia richiesta, e poi, di sua spontanea iniziativa, la mia collaboratrice ha mandato un semplice messaggio di cortesia per sapere come stava. Punto, null’altro», scrive Ranucci.

L’attacco ai giornali

L’ex conduttore di Report accusa alcune testate di aver rilanciato notizie che definisce false senza svolgere verifiche adeguate. Nel suo post chiama in causa anche i giornali riconducibili all’editore e parlamentare Antonio Angelucci.

Ranucci parla di «una barbarie», richiamando una definizione utilizzata, secondo quanto riferisce, anche dal ministro Guido Crosetto. Le accuse formulate dal giornalista rappresentano la sua versione dei fatti e non risultano accompagnate, nel post, da elementi che consentano una verifica indipendente.

«Vogliono colpire me e la mia famiglia»

Secondo Ranucci sarebbe in corso «la più grande campagna di fango della storia», con l’obiettivo di rimuoverlo da Reporte colpire lui, la sua famiglia e le persone che gli sono vicine.

Il giornalista sostiene che, dopo l’attentato, queste persone abbiano già vissuto mesi di paura e siano ora sottoposte a una nuova pressione mediatica. Denuncia inoltre il ricorso a quello che definisce «metodo Boffo», citando migliaia di articoli, ore di trasmissioni e contenuti pubblicati sulle piattaforme digitali.

L’allarme sulle conseguenze personali

La parte più drammatica del messaggio riguarda le possibili conseguenze psicologiche sulle persone coinvolte. «Io sono abituato a lottare e resistere», scrive Ranucci, paventando però il rischio che l’angoscia e la depressione possano condurre qualcuno vicino a lui a gesti estremi.

Il giornalista sostiene infine che la presunta «macchina del fango» avrebbe mandanti riconoscibili, senza tuttavia indicarli esplicitamente nel post.

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Cronache

ZTL anticipata per un matrimonio a Ischia Ponte, Mattera: «Quali sono i criteri? Le regole valgano per tutti»

L’Ordinanza n. 159 anticipa alle 15 la ZTL di Ischia Ponte per un matrimonio. Gianni Mattera, presidente di CO.RI.VERDE, chiede criteri trasparenti, istruttoria pubblica e parità di trattamento.

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L’anticipo della ZTL di Ischia Ponte disposto in occasione di un matrimonio solleva interrogativi sui criteri adottati dal Comune per modificare la viabilità pubblica in presenza di eventi privati.

A intervenire è Gianni Mattera, presidente di CO.RI.VERDE – Comitato di Rigenerazione Verde, che in un post pubblicato su Facebook chiede all’Amministrazione comunale trasparenza sulle ragioni e sull’istruttoria alla base del provvedimento.

La ZTL anticipata alle 15

Con l’Ordinanza n. 159 dell’8 settembre 2026, il Comune di Ischia ha disposto per giovedì 10 settembrel’anticipazione alle ore 15 dell’attivazione pomeridiana della ZTL di Ischia Ponte.

Il provvedimento, firmato dalla responsabile del Servizio 14 e comandante della Polizia locale Chiara Romano, è collegato a un matrimonio programmato alle 15.30 nella chiesa dello Spirito Santo. Nell’atto si fa riferimento a un elevato numero di invitati e a una successiva sfilata nuziale accompagnata da cantanti di musica popolare ischitana.

Restano valide le deroghe previste dalla precedente ordinanza n. 112 del 2017 e dalle successive modifiche.

Mattera: «Quali sono i parametri?»

Mattera non contesta il diritto degli sposi a celebrare la cerimonia, ma pone una questione di interesse pubblico e parità di trattamento.

«Sulla base di quali criteri oggettivi viene valutata la possibilità di modificare la viabilità e anticipare la chiusura della ZTL di Ischia Ponte per un evento di natura privata?», domanda il presidente di CO.RI.VERDE.

Mattera chiede inoltre di conoscere quali siano i parametri relativi al numero degli invitati, alla rilevanza dell’evento e alle conseguenze per residenti, commercianti, lavoratori, mezzi di servizio e cittadini.

«Questi stessi criteri vengono applicati indistintamente a qualsiasi cittadino che presenti una richiesta analoga?», aggiunge.

La richiesta di trasparenza

Secondo Mattera, quando una manifestazione privata incide sulla circolazione pubblica, l’Amministrazione dovrebbe chiarire quale interesse collettivo venga perseguito e perché la misura sia considerata necessaria e proporzionata.

Da qui la richiesta rivolta al Comune di rendere pubblici «i criteri, le valutazioni istruttorie e gli eventuali precedenti» utilizzati per autorizzare modifiche della ZTL in occasione di eventi privati.

«Le regole devono essere trasparenti, verificabili e uguali per tutti», conclude il presidente di CO.RI.VERDE.

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