Ambiente
Ischia, cinque tartarughe Caretta caretta tornano libere nel mare del Regno di Nettuno
Cinque tartarughe marine Caretta caretta sono state liberate nelle acque di Ischia dopo un lungo percorso di cura e riabilitazione presso il Turtle Point di Portici. L’iniziativa si è svolta in occasione della Giornata Mondiale delle Tartarughe Marine.
Cinque storie di sofferenza, recupero e rinascita si sono concluse oggi con il ritorno al mare. Nelle acque cristalline dell’Area Marina Protetta Regno di Nettuno, al largo di Ischia, cinque esemplari di Caretta caretta sono stati liberati dopo essere stati salvati, curati e riabilitati presso il Turtle Point di Portici della Stazione Zoologica Anton Dohrn.
La liberazione è avvenuta in occasione della Giornata Mondiale delle Tartarughe Marine, alla presenza della Guardia Costiera, dei ricercatori, degli operatori del settore marittimo, dei pescatori e di numerosi cittadini.
Un messaggio di tutela per il mare
Prima del rilascio degli animali si è svolto a Forio, presso la sede dell’Area Marina Protetta, un incontro dedicato alla sensibilizzazione ambientale e alla necessità di ridurre l’impatto delle attività umane sugli ecosistemi marini.
L’iniziativa ha rappresentato anche un momento di riflessione sulle minacce che ogni giorno mettono a rischio la sopravvivenza delle tartarughe marine nel Mediterraneo.
Le storie di Carlo, Mbappè, Paola, Egidio e Missy
Dietro ogni tartaruga liberata c’è una storia diversa, ma tutte hanno un elemento comune: il danno causato direttamente o indirettamente dalle attività umane.
Carlo, giovane esemplare di circa 17 chilogrammi, era stato recuperato dopo una cattura accidentale durante la pesca a strascico. Le sue condizioni erano aggravate da una grave forma di malattia da decompressione, dalla quale è riuscito a guarire grazie alle cure ricevute.
Mbappè, femmina di circa 40 chilogrammi, aveva riportato una grave lesione all’occhio sinistro a seguito di una cattura accidentale. Nonostante il danno irreversibile, è riuscita a recuperare una condizione compatibile con il ritorno in mare.
Paola è stata probabilmente la paziente più complessa. Recuperata nelle acque della provincia di Latina, presentava una frattura esposta dell’omero e una grave lesione del carapace, verosimilmente provocate dall’impatto con un’imbarcazione. Per lei è stato necessario quasi un anno di cure e riabilitazione.
Egidio, soccorso nelle acque di Sapri, aveva una grave lesione a una pinna causata dall’intrappolamento in materiale di origine antropica.
Missy, infine, era stata recuperata nei pressi di Capo Miseno in condizioni critiche a causa di una forte ipotermia.
Le minacce che incombono sulle Caretta caretta
La giornata ha riportato l’attenzione sui principali pericoli che minacciano la sopravvivenza delle tartarughe marine nel Mediterraneo.
Tra questi figurano l’inquinamento da plastica, le reti fantasma, la pesca accidentale, l’abbandono di attrezzature da pesca e gli impatti con le imbarcazioni.
Problemi che continuano a causare ogni anno centinaia di ferimenti e decessi tra gli esemplari che popolano il mare italiano.

Screenshot
Il progetto europeo Life OASIS
In questo contesto si inseriscono le attività del progetto europeo Life OASIS, nato per contrastare gli effetti degli attrezzi da pesca abbandonati e ridurre l’impatto delle attività umane sugli ecosistemi marini.
L’obiettivo è proteggere non soltanto le tartarughe marine, ma l’intera biodiversità del Mediterraneo attraverso azioni concrete di prevenzione, monitoraggio e recupero ambientale.
Un patrimonio da difendere
La liberazione delle cinque Caretta caretta rappresenta il risultato del lavoro svolto dalla rete di soccorso e recupero che opera lungo le coste italiane e testimonia quanto sia importante la collaborazione tra istituzioni, ricercatori, pescatori e cittadini.
Il ritorno in mare di Carlo, Mbappè, Paola, Egidio e Missy è una buona notizia per Ischia e per tutto il Mediterraneo, ma anche un promemoria: la tutela del mare dipende dalle scelte quotidiane di ciascuno.
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Ambiente
Eclissi e Perseidi, il cielo spettacolare del 12 agosto
Il 12 agosto eclissi parziale di Sole al tramonto e, nella notte, il picco delle Perseidi. Attese fino a 100 meteore l’ora in condizioni ideali.
Prima il Sole parzialmente oscurato al tramonto, poi le scie luminose delle Perseidi. Il 12 agosto il cielo offrirà una rara successione di fenomeni astronomici, favorita anche dalla Luna nuova che renderà particolarmente buia la notte delle stelle cadenti.
L’eclissi sarà totale soltanto lungo una fascia che attraverserà la Russia settentrionale, la Groenlandia, l’Islanda, la Spagna e una piccola area del Portogallo. In Italia sarà visibile esclusivamente come parziale.
Copertura vicina al 95% nel Nord-Ovest
L’eclissi inizierà in Italia poco prima delle 19.30, con orari leggermente differenti secondo la località. La copertura del disco solare aumenterà procedendo da Sud-Est verso Nord-Ovest.
Secondo le mappe dell’Istituto nazionale di astrofisica, si passerà da circa il 18% della Calabria a oltre il 93% in Piemonte e Liguria. Le punte più alte, vicine al 95%, sono previste nel Ponente ligure e nella Sardegna nord-occidentale.
In diverse zone del Centro-Sud il massimo astronomico si verificherà quando il Sole sarà già tramontato. Per osservare il fenomeno sarà quindi necessario scegliere un luogo con l’orizzonte completamente libero verso ovest-nord-ovest, preferibilmente lungo la costa o su un’altura ben esposta.
Come guardare l’eclissi senza rischi
Non bisogna mai osservare direttamente il Sole, neppure durante un’eclissi parziale. Sono necessari occhiali certificati secondo lo standard ISO 12312-2 oppure filtri solari specifici.
Occhiali da sole, vetri anneriti, pellicole fotografiche e filtri improvvisati non proteggono gli occhi. Binocoli, telescopi e macchine fotografiche devono essere utilizzati soltanto con filtri professionali collocati davanti all’obiettivo.
Fino a 100 Perseidi ogni ora
Dopo il tramonto sarà la volta delle Perseidi, le popolari lacrime di San Lorenzo. Il massimo dello sciame è previsto nella notte tra il 12 e il 13 agosto, quando potranno essere osservate teoricamente fino a 100 meteore all’ora in condizioni ideali.
Il numero realmente visibile dipenderà dalla presenza di nuvole, dall’inquinamento luminoso e dal punto scelto per l’osservazione. La Luna nuova garantirà però un cielo privo del disturbo lunare, permettendo di scorgere anche le meteore più deboli.
Le Perseidi hanno origine dai frammenti lasciati dalla cometa 109P/Swift-Tuttle. Quando la Terra attraversa questa nube di polveri, le particelle entrano nell’atmosfera a circa 59 chilometri al secondo e producono le caratteristiche scie luminose.


