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Irma Testa: omosessualità? Lo sport contro i tabù
Non è mai banale sul ring quando schiva i colpi avversari e rientra con eleganza, tanto meno lo è di fronte alle domande. Irma Testa, volto del pugilato olimpico azzurro e campionessa mondiale in carica nella categoria 57 kg, ha toccato temi molto vari tra loro, nell’incontro stampa organizzato da Le Coq Sportif a Roma. Su tutti, il tabù dell’omosessualità nello sport, per sfatare il quale “siamo a buon punto”, spiega Irma, in controtendenza con molte grida d’allarme. Ma la sua è una convinzione meditata. “Come me – racconta – tanti altri atleti ormai raccontano la propria normalità attraverso lo sport. Il nostro mondo, soprattutto quello delle nazionali, viene visto come un circuito chiuso, come se non ci fossero contaminazioni sociali, invece rispecchiamo esattamente quello che accade nella società”. Il tema nodale è far capire ai giovani “che quello che accade in una quinta superiore accade all’interno di una squadra e dello sport in generale, quindi non bisogna meravigliarsi se un atleta fa coming out”. Nel mondo del calcio invece gli omosessuali sono rarissimi, “e si tende a nascondere la cosa, per dinamiche di spogliatoio”, continua Testa. “Questo è molto brutto, ma ognuno fa le sue scelte”. Il discorso si sposta poi sull’opportunità di escludere gli atleti russi e bielorussi ai Giochi Olimpici, altro tema che tocca direttametne la campionessa, oro mondiale ai recenti campionati in India dove le rivali di Mosca e Minsk erano ammesse. Testa ritiene che “se servisse a dare un segnale al governo russo e al presidente Putin in persona, allora sì, andrebbero esclusi, per quanto doloroso possa essere. In questo senso non sarebbe ingiusto”.
Se poi si guarda al lato umano, alle rivali-compagne, un’esclusione sarebbe “un’ingiustizia” per ciascuno dei pugili russi, “che ne pagherebbero le spese. D’altra parte, anche il popolo ucraino sta pagando per una guerra non voluta”, aggiunge l’azzurra. E se a Delhi le atlete russe c’erano, alle Olimpiadi di Los Angeles 2028 potrebbe potrebbe non esserci addirittura il pugilato, viste le minacce del Cio alla federazione internazionale per i recenti scandali: “Se fosse tolto dal programma olimpico, sarebbe veramente un peccato e non lo troverei giusto: è uno degli sport olimpici per eccellenza e a farne le spese siamo noi pugili. Spero quindi che Cio e Iba trovino un accordo. Entrambi fanno un bel lavoro: il primo garantisce la legittimità e le regole dello sport, dall’altro canto la federazione internazionale ha un programma di gare davvero importante, e da due anni ha messo dei premi in denaro, importantissimi per noi pugili, per ogni competizione”. Irma poi garantisce che i suoi appassionati la vedranno sul ring ancora per tanto tempo e che non si ritirerà dopo Parigi 2024: “Voglio continuare a fare l’atleta il più possibile – racconta – Negli anni scorsi non era così, ma ho capito quanto sono fortunata ed è merito dello spirito di squadra che respiro nel centro federale di Assisi: prima ero da sola, ora vorrei fare l’atleta a vita”. Non solo: la Testa prepara il grande salto: “Ho in mente di passare professionista, magari dopo Parigi. Che garanzie mi servono? Innanzitutto sarebbe un sogno continuare ad allenarsi ad Assisi, col mio allenatore Emanuele Renzini: ho bisogno di lui, senza Emanuele non passo al professionismo. E poi vorrei dei match garantiti da contratto”.
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Juve Stabia, allarme societario: la Lega B monitora, squadra settima in zona playoff
Crisi societaria per la Juve Stabia: la Lega Serie B monitora la situazione. Pagati gli stipendi arretrati, squadra settima in zona playoff.
“Stiamo monitorando con grande attenzione la situazione della Juve Stabia”. Così il presidente della Lega Serie B, Paolo Bedin, interviene sulla crisi societaria del club campano.
Bedin ha parlato di un quadro che “rappresenta un elemento di preoccupazione” e ha annunciato un imminente incontro a Castellammare con gli amministratori giudiziari, attualmente punto di riferimento della società.
Crisi societaria e gestione sotto controllo giudiziario
La Juve Stabia è alle prese con una situazione finanziaria delicata che ha portato alla nomina di due amministratori giudiziari. Gli stessi hanno descritto il club come “ostaggio di un socio che non rispetta gli impegni economici”, evidenziando criticità nella gestione delle risorse.
Nelle scorse settimane la proprietà ha comunque provveduto al pagamento degli stipendi arretrati di gennaio e febbraio, evitando così sanzioni e penalizzazioni previste dalle norme federali.
Il campo tiene: squadra in zona playoff
Nonostante le difficoltà societarie, la squadra mantiene risultati sportivi solidi. La Juve Stabia è attualmente settima in classifica, in piena zona playoff, confermando continuità di rendimento sul campo.
Un dato che evidenzia la tenuta del gruppo squadra, mentre sul piano societario restano da chiarire prospettive e stabilità futura, con l’attenzione della Lega e degli organi competenti rivolta ai prossimi sviluppi.
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Sinner, Madrid decisivo per il numero 1: sfida a distanza con Alcaraz sulla terra rossa
Sinner si gioca a Madrid la conferma del numero 1 ATP. Senza Alcaraz, l’azzurro può blindare la vetta fino al Roland Garros.
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McTominay e Maradona, una statua nel giardino di casa: il gesto che conquista Napoli
Scott McTominay accoglie nel giardino di casa a Licola una statua di Maradona. Il gesto emoziona i tifosi e rafforza il legame con Napoli.
Un simbolo di Napoli che entra nella vita quotidiana di Scott McTominay. Nel giardino della sua villetta a Licola è stata installata una riproduzione della statua di Diego Armando Maradona, icona assoluta della città e del calcio mondiale.
L’iniziativa nasce da un’idea di Loris Pennacchio, imprenditore napoletano e amico del centrocampista azzurro, che ha voluto regalare al calciatore un segno tangibile del legame con Napoli.
Un’opera che diventa virale
La statua, realizzata dopo mesi di studio e progettazione, è stata posizionata domenica, approfittando della giornata di riposo concessa da Antonio Conte alla squadra.
Le immagini condivise sui social hanno fatto rapidamente il giro del web, raccogliendo l’apprezzamento dei tifosi del Napoli. Un gesto simbolico che rafforza ulteriormente il rapporto tra McTominay e la città.
La differenza con l’opera originale
La riproduzione installata a Licola si ispira alla celebre statua presente allo Stadio Diego Armando Maradona, realizzata nel 2021 da Stefano Ceci.
Proprio Ceci ha sottolineato l’unicità dell’opera originale, costruita utilizzando calchi reali del corpo di Maradona, dalle proporzioni al peso. Le copie, pur suggestive, restano inevitabilmente lontane dall’originale.
Un legame sempre più forte con Napoli
Il gesto ha comunque un valore simbolico forte. McTominay, arrivato due stagioni fa, si è progressivamente integrato nella realtà napoletana, diventando uno dei volti più rappresentativi della squadra.
Tra risultati sportivi e segnali di appartenenza come questo, il centrocampista scozzese consolida il suo rapporto con una città che continua a riconoscersi nel mito di Maradona. Un legame che va oltre il campo e che passa anche da simboli capaci di raccontare identità, storia e passione.


